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SERI sì, ma non abbattuti e piegati – il Coronavirus ha già fatto tanti danni e bisogna limitarlo nella sua voracità!

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SERI sì, ma non abbattuti e piegati – il Coronavirus ha già fatto tanti danni e bisogna limitarlo nella sua voracità!

C’è poco da scherzare ma non si può nemmeno essere draconianamente fustigatori verso un “popolo” (del quale più o meno facciamo parte) che da un giorno all’altro è andato incontro ad un profondissimo radicale cambiamento di stili di vita e che è alla spasmodica ricerca di qualcosa che lo distragga (e non è per niente facile con i “bollettini di guerra costanti emanati dal tubo catodico).
Se ci è venuto da ridere, da sorridere, da rilassarci riflettendo su video o foto o altre composizioni varie, non possiamo né colpevolizzarci né tanto più lanciare la croce addosso a chi produce e diffonde queste amenità più o meno gradevoli o, se a qualcuno pare lo sia pure, di cattivo gusto.
Da sempre la “satira” ha diviso il mondo e non sarà certamente il Coronavirus a cambiarne la “mission”.

Ad ogni modo anch’io “oggi” sono “triste” e mal sopporto alcuni messaggi che mi sembrano delle grandi fesserie. Per non parlare delle “fake news” che circolano!

Già da qualche giorno pensavo che le battute, le ironie, le parodie scherzose, di fronte all’impietoso elenco dei contagiati e soprattutto di coloro che non ce l’avevano fatta a sopravvivere stessero diventando fuori luogo, e volevo parlarne. Vedo che ciò che pensavo, e che non avevo avuto la forza di esprimere, tutto di un botto è diventato in una parte di noi, amiche ed amici, compagne e compagni, urgente: accanto alla morte di tanti si è palesata quella di un compagno, che peraltro – oltre al comune sentire come vitale necessità quella di un profondo rinnovamento culturale e politico – era “giovane” e senza sintomatologie pregresse. Si sa, di quelli che vengono meno perché sono tra gli ottanta e i novanta e/o perché hanno importanti sintomatologie, si tende a farsene una ragione, anche se a nessun amico e parente puoi pretendere di chiederla. E infatti dopo le prime volte che da parte dei commentatori si faceva spallucce ora quasi sempre si dice l’età ma non si va oltre.
Il cattivo gusto però prosegue imperterrito a circolare sui nostri dispositivi e nelle diverse piattaforme social. Ho detto “cattivo gusto” perché il problema che abbiamo è nel suo complesso tremendamente serio. Non lo è diventato: lo è!!! Lo è stato e rimane tale; anzi va peggiorando.
Tuttavia – con grande sincerità – non mi piace mettere in croce coloro che affidano l’esorcizzazione della paura a scenette ironiche come la maggior parte di quelle che vado incrociando. Noi che abbiamo cominciato a soffrire in modo più diretto e che siamo diventati – pur lentamente – consapevoli della tragicità del momento non possiamo sanzionare tutti coloro che in un periodo di maggiore grande solitudine (su questo “termine” ovviamente discuteremo: in realtà si è più soli se non si sa variare il proprio sguardo o se non si è in grado di provare a farlo) trascorrono una parte del loro tempo in attività futili condividendo banali video scherzosi. Alcuni di questi video sono utilissimi a comunicare comportamenti “virtuosi” in modo leggero: sarebbe ottima cosa applicare quelle prescrizioni. Al limite, noi che riteniamo di essere più intelligenti e corretti dovremmo augurarci che, anche grazie a quei messaggi che oggi consideriamo troppo scherzosi ed ironici, tutto possa poi andare verso una conclusione felice e soprattutto nessuno possa essere colpito negli affetti più cari.

Joshua Madalon

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