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CORONAVIRUS: e dopo?

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CORONAVIRUS: e dopo?

Occorrerà stare ben attenti a quel che succederà dopo: le prospettive, a leggere alcuni post di gente che un po’ di sale nella zucca dovrebbero averlo, non sono affatto rosee. In tanti, troppi, che pure stanno rispettando – anche se a malincuore – le restrizioni “domiciliari”, le accettano nell’attesa che “tutto” ritorni come prima.

Dopo questa esperienza l’umanità – anche quella parte di essa che ci appartiene in modo più vicino e diretto – dovrà rivedere molti dei suoi comportamenti. Ovviamente, anche per l’età che ho, ciò riguarderà la parte che ora è più giovane: ma non mi sottraggo ad un ruolo che mi appartiene di diritto e cercherò di impartire lezioncine ai sopravvissuti, sperando comunque di poter essere ancora per un po’ tra questi ultimi.
Comprendo pienamente che si andrà incontro ad una riduzione della socialità così come l’abbiamo finora conosciuta e dovremo limitare gli assembramenti oceanici che tanto appassionavano i leader politici di ogni schieramento. Allo stesso tempo bisognerà salvaguardare la Democrazia, il rispetto delle regole comuni democratiche condivise tra le diverse classi sociali, utilizzare strumenti per mantenere questi equilibri adattati in un tempo di post crisi che non si annuncia breve e che potrebbe diventare “normale”.
Dobbiamo porci questi obiettivi in modo preventivo e questi giorni di riflessioni più o meno imposte anche dalla sedentarietà dovrebbero e potrebbero essere meglio utilizzati proprio in tale direzione.
In realtà in questi giorni si continua a discutere di tutti i temi: la Sanità, il Lavoro, la Scuola, l’Economia, la Cultura, il Turismo, le Infrastrutture, i Rapporti con il resto del Mondo sono tra quelli che mi vengono in mente solo a pensarci un attimo. E ne discutiamo con un “prima”, un “durante” ed un “dopo”, anche se l’urgenza ci fa privilegiare soprattutto il secondo ed il primo dei “tempi”, mentre poco si riesce a discutere intorno al “terzo tempo”: quello del “futuro”. Ed invece sarebbe opportuno avviare delle serie riflessioni su come, sulla scorta delle esperienze concrete, lavoriamo intorno alle prospettive.
Può, ci viene da chiederci, l’Economia e l’Imprenditoria e la Finanza continuare ad egemonizzare i ritmi dell’umanità? Soprattutto potrà esimersi dall’ assumersi la responsabilità di una disumanizzazione dei processi produttivi; potranno continuare, i suoi sacerdoti, a non riconoscere la prevalenza dei fattori umani nella creazione di ricchezza?

THE MEDIATOR BETWEEN HEAD AND HANDS MUST BE THE HEART!
IL MEDIATORE FRA MENTE E BRACCIA è IL CUORE!

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