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“PACE E DIRITTI UMANI” un intervento di Giuseppe Panella in suo ricordo quattordicesima parte (per 13a vedi 12 maggio)

“PACE E DIRITTI UMANI” un intervento di Giuseppe Panella in suo ricordo quattordicesima parte (per 13a vedi 12 maggio)

PACE E DIRITTI UMANI

XIV
Riprende la parola il coordinatore, prof. Giuseppe Maddaluno:
Bene, ringraziamo Giuseppe Panella per la sua disamina lucida, significativa e stimolante; e mentre il Professor Panella interveniva avete visto che sono arrivate anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia, Gerardina Cardillo, la Professoressa Anna Agostini del Provveditorato agli Studi e la signora Liviana Livi di Amnesty International. Vedo, proprio mentre stavo cominciando a parlare, vedo anche il Vice Presidente del Pecci, che avevo annunciato in precedenza, il Professor Attilio Maltinti; prego vieni, sì, intanto poiché fra qualche minuto inizierà la seduta solenne dell’Amministrazione Provinciale, io credo che la prima cosa che dobbiamo fare, addirittura prima di salutarla perché sicuramente potrebbe essere anche in ritardo è quella di passare la parola a Gerardina Cardillo, Vice Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Prato. Grazie.
Parla la Signora Gerardina Cardillo:
Grazie, a me sarebbe piaciuto rimanere da ora in poi anche perché molto probabilmente si ptrà stabilire un dialogo, un confronto tra i giovani che sono presenti qui in questo Auditorium e naturalmente soprattutto con chi è dall’altra parte di questo tavolo. C’è la seduta del Consiglio Provinciale sempre dedicata a questo tema e che rientra nel programma della Festa della Toscana e quindi dovrò purtroppo necessariamente lasciarvi. Ma prima di lasciarvi vorrei fare soltanto alcune brevi considerazion. Il professor Panella ci ha fatto una lezione puntuale, precisa e ricca di riferimenti storici e non solo. Io voglio dire solo questo, ricordare solo questo. Leopoldo abolì la pena di morte, suo fratello abolì nello stesso periodo la pena di morte in Austria: successivamente sappiamo che fu reintrodotta e voglio ricordare due episodi, in Toscana, successivamente all’abolizione. Non so se il professor Panella lo ha già ricordato, ci furono due esecuzioni, una a Firenze ed una a Livorno; ci fu la rivolta delle popolazioni e allora l’abolizione della pena di mortela colleghiamo a degli illuminati, Leopoldo e Giuseppe, ma dobbiamo sicuramente invece ricordare che il popolo della Toscana e soprattutto visto che quelle due esecuzioni avvennero a Firenze e Livorno, quei cittadini proprio di Firenze e di Livorno, quei “toscani” avevano maturato una coscienza civile, erano convinti del no alla pena di morte, e questo va sottolineato. Ecco, se accanto a tutti quei nomi ch giustamente Panella metteva in evidenza: Leopoldo, Giuseppe, Beccaria, e tutti gli altri grandi personaggi che costituiscono sicuramente un grande riferimento, noi in Toscana possiamo aggiungere con orgoglio la nostra gente e dobbiamo ricordarlo.
Ora, permettetemi, sempre andando per brevi flash significativi, di riflettere sul perché ricordiamo quegli eventi e sul perchè diamo tanta importanza ad un qualcosa che possiamo considerare acquisita nella nostra realtà, nella nostra Italia, e per fortuna anche in molte altre parti del mondo (anche se sicuramente ci riteniamo impegnati, come lo siamo stati, per l’abolizione della pena di morte anche in altri paesi).
E allora permettetemi di ricordare un altro episodio; non molto tempo fa ho partecipato con alcuni studenti delle scuole medie superiori ad un dibattito, ad un confronto che seguiva la visione di un film “L’albero di Antonia”…………..

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