L’UOMO E’ CIO’ CHE MANGIA – LA CULTURA E’ IL NUTRIMENTO DELL’ANIMA per cui SE SIAMO COSI’ ( MESSI MALE ) E’ PERCHE’ NON ABBIAMO NUTRITO LA NOSTRA ANIMA

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(l’illustrazione è di Roberta Oriano, Illustratrice di altissima sensibilità)

L’UOMO E’ CIO’ CHE MANGIA – LA CULTURA E’ IL NUTRIMENTO DELL’ANIMA per cui SE SIAMO COSI’ ( MESSI MALE ) E’ PERCHE’ NON ABBIAMO NUTRITO LA NOSTRA ANIMA

Parlavo di “complessità” l’altro giorno e d’altra parte è una sorta di “uovo di Colombo” un inno al Lapalisse doversi rendere conto che siamo di fronte ad un marasma, una confusione indescrivibile, un vero e proprio “caos” dopo mesi di profonde “turbative” reali, frutto di ricerche serie, o indotte attraverso le fin troppe fake fatte circolare su basi di credibilità. Abbiamo straparlato di diritti violati, ma forse dobbiamo ringraziare, noi che non siamo stati per ora colpiti dal virus, la responsabilità di tanti che hanno saputo rinunciare ad un pezzo di libertà per il bene collettivo. Abbiamo dovuto ascoltare elucubrazioni politiche insensate che non hanno avuto il merito di contribuire realmente a migliorare la nostra situazione economica: questo è accaduto a livello nazionale dove la scelta da parte delle opposizioni di Destra è stata quella di frapporre un vero e proprio muro. Questa è la dimostrazione del livello culturale del nostro quadro politico, in primis quello conservatore e reazionario, falsamente democratico. Aggiungevo nell’altro post che quel livello culturale è purtroppo la cartina di tornasole di una gran parte della nostra società, ripiegata su se stessa non solo per colpa della crisi pandemica ma soprattutto per una carenza di conoscenza ed istruzione, tout court di “Cultura”. E’ ovvio che non sia facile auto-riconoscersi come bisognosi non solo di aiuti e sostegni economici ma anche di una rialfabetizzazione democratica, capace di affrontare i disagi in modo solidale e cooperante.
Occorrerebbe però mettere a confronto con altri, semmai esperti di Antropologia, quel che io affermo sulla base di una conoscenza pluriennnale dei livelli scolastici sempre più attaccati da evasione ed abbandono scolastico, quella “mortalità” scolastica di cui il nostro Paese, dopo un periodo di ripresa negli anni Settanta con i corsi delle 150 ore e dell’Educazione degli Adulti diffusi su tutto il territorio, ha sempre più sofferto, perchè c’è un dato strano che riguarda uno dei Paesi europei che in tema di “Accesso e partecipazione alla Cultura” sta peggio di noi ma esprime – a livello governativo – dal punto di vista della solidarietà e dell’apertura mentale – un vero e proprio “faro nella notte buia e tempestosa”. Si tratta del Portogallo, dove, all’apertura della pandemia ci si è impegnati ad “Assicurare l’accesso ai cittadini migranti alla salute, alla sicurezza sociale e alla stabilità occupazionale e abitativa” riconoscendo che questo fosse “ un dovere di una società solidale in tempi di crisi”. Sono state queste le parole espresse lo scorso 28 marzo da Eduardo Cabrita, ministro dell’Interno del Portogallo.
Ma non è finita qui; pochi giorni or sono il leader dell’opposizione lusitano, Rui Rio, è intervenuto in un dibattito parlamentare che aveva come tema la ricerca di affrontare al meglio la crisi economica indotta dalla pandemia ed ha profferito le seguenti parole: “Abbiamo una minaccia da combattere e questo esige unità. In questa lotta il Governo non è un avversario, è il Governo del Portogallo e tutti dobbiamo aiutarci in questo momento.”

https://www.facebook.com/watch/?v=1037295706669588

In Italia però non è che manchi soltanto all’Opposizione (che in questo momento è la Destra) la capacità di comprendere la “complessità”. Lo stesso Governo, che avrebbe bisogno di essere sostenuto – in questo periodo – dagli altri, non è in grado di procedere in modo adeguato. E non solo il Governo del Paese ha questo “gap”; sono anche le Regioni e le città in preda all’ansia di primeggiare con scelte assurde e non meditate, frutto di “isteria” congenita. Ne ri-parleremo. Necessariamente.

Joshua Madalon