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UN MIO AMPIO INTERVENTO parte 10 (per la 9 vedi 15 luglio)

FOTO SEGNALETICA 6

…X…. UN MIO AMPIO INTERVENTO

Tutti voi sapete poi quel che è accaduto in questi ultimi mesi. C’è stata una particolare attenzione sul Met con un fuoco concentrico al quale ho partecipato anche io perché ho avvertito questo attuale Consiglio di Amministrazione troppo lontano dal territorio e troppo chiuso in se stesso.
La mia opinione critica si è fermata a queste considerazioni, perchè comunque ritengo che questo CdA abbia ancor oggi le carte in regola per operare e che non abbia bisogno di essere posto sotto tutela. Le dimissioni di Veronesi da Presidente hanno solo minimamente modificato questo mio modo di vedere, perché credo che il CdA possa ancora sopperire da solo alle necessità in questa fase così delicata. Stiamo attenti a non inserire senza le opportune riflessioni in un meccanismo reso già debole dalla situazione pregressa elementi che possano portare ad una conflagrazione, che non mi auguro, ma che è ritenuta molto prevedibile e, ritengo a giusta causa, anche da qualcuno, ricercata. Sinceramente è questo che mi preoccupa di più in tutta questa faccenda. Mentre avverto negli interventi di qualcuno vecchi rancori, ansia di rivincita e quanto altro, io vi assicuro che tendo esclusivamente a salvare la situazione, senza sentirmi il “padrino” di chicchessia.
Va dato atto a questo CdA di essersi incamminato sulla strada giusta, allestendo un programma di notevole spessore culturale e molto stimolante; ed all’Assessore alla Cultura di aver offerto una certa disponibilità ad un lavoro comune che, più che sui programmi, si appunti sugli indirizzi e gli obiettivi, a partire dalla produzione. Ma, secondo me, ben altro è il ruolo di Assessore da quello di Presidente del Met. Sono due figure, soprattutto poi in questo passaggio, non intercambiabili, in quanto lo stesso Assessore non ha mai nascosto in particolare nella fase delicata della sua genesi di aver molto poco gradito la Fondazione e la scelta della produzione; inoltre ritengo che con difficoltà la sua presenza si combinerebbe efficacemente con quella di Massimo Castri. Devo aggiungere che non trovo convincenti neanche le motivazioni che l’Assessore adduce di tanto in tanto per porre in discussione la produzione (“l’Assessore Regionale non si è impegnato….non è poi così certo che Prato possa mantenere la produzione….”), che non è per me un “tabù” come conquista assoluta ma che difenderò strenuamente fin quando proseguirò a considerarla come scelta “vincente”.
Nello stesso documento presentato in Consiglio comunale sulla produzione l’atteggiamento dell’Assessore è tiepidamente difensiva, mentre ( se la convinzione fosse reale) occorrerebbe dire che il progetto produttivo non si tocca, se non che per migliorarlo e collegarlo maggiormente alla nostra realtà territoriale locale e regionale e non si aspetterebbero, praticamente da fermi, le scelte della Regione. L’Assessore Regionale può anche aver cominciato a cambiare idea sotto la pressione di altre realtà territoriali; di certo la cambierà definitivamente se non si interviene in modo convincente per difendere questa nostra scelta.
E se non vi dispiace, vi invito a considerare questa evenienza come una perdita secca di immagine oltre che di mezzo miliardo l’anno più un altro mezzo miliardo se ci venisse riconosciuto, come sembra sia, il “progetto speciale”.

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