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I CONTI NON TORNA(VA)NO parte 13 (per la 12 vedi 26 luglio)

I CONTI NON TORNA(VA)NO parte 13 (per la 12 vedi 26 luglio)

Molti tra noi si attivarono: erano anni in cui il nostro impegno politico aveva una sua intensità. Alcuni di noi erano presenti anche nei consessi amministrativi cittadini e quindi cercavano di costruire attraverso un confronto serrato una certa ragionevole programmazione politica gestionale dei territori. Anche io ero tra questi: ero stato per alcuni anni della legislatura membro della quinta Commissione ed in quello scorcio finale ne ero divenuto Presidente. In quella veste avrei dovuto mantenere una certa distanza ma erano sopravvenute delle difficoltà politiche, delle divergenze inattese, collegate a delle profonde scorrettezze nei rapporti interni. Come scriverò in una delle lettere aperte che spedii ad alcuni personaggi politici di quel periodo, mi ero sentito “come” un amante tradito.

Qui di seguito pubblico alcune riflessioni che diventarono poi argomentazioni ed interventi pubblici in quel periodo: che “i conti non tornassero” lo dimostrammo anche se le scelte erano fatte e non ci erano favorevoli.
Quello che segue è un documento della Commissione n.5, quella che si occupava (e si occupa) di Cultura e Istruzione:

Commissione Cultura – Documento sul dimensionamento

Bozza di proposta

La Commissione Cultura del Comune di Prato, dopo una serie di incontri svoltisi sin dai mesi scorsi sulla questione del dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche della Provincia di Prato, ai quali hanno partecipato anche i due Assessori alla Pubblica Istruzione del Comune e della Provincia di Prato, intende esprimere apprezzamento per il lavoro svolto anche ai fini di una condivisione del progetto conclusivo la più larga possibile.

La Commissione n.5 concorda con le linee espresse nel “Documento di indirizzo e criteri generali” redatto dalla Conferenza Provinciale per il Dimensionamento ottimale delle Istituzioni Scolastiche che si richiama espressamente al DPR n.233 del 16 giugno 1998 ed al Regolamento n.4 del 28 luglio 1998 prodotto dalla Regione Toscana.

La Commissione ritiene inoltre che, nell’impostazione definitiva del PIANO si dovrà tener conto del quadro complessivo della realtà scolastica, procedendo di pari passo e contestualmente (si parla infatti di PIANO e non di PIANI) sia nel settore dell’obbligo che in quello delle scuole medie superiori, allo scopo di poter utilizzare, laddove fosse necessario per ridurre i disagi, tutte le strutture rese disponibili da eventuali accorpamenti o fusioni. Criteri e modalità relative alle fasi di attuazione del dimensionamento devono essere ispirate ad una metodologia unica, allo scopo sempre di prendere in considerazione delle strutture disponibili anche in fasi successive concordate.

La Commissione giudica con estremo interesse le scelte operate nel settore dell’obbligo in relazione alla verticalizzazione, in quanto si rende possibile un lavoro che si basi su di un percorso più ampio con la possibilità di una programmazione didattica maggiormente incisiva, che tenga conto della continuità. Allo stesso tempo ritiene che in qualche caso si possa procedere a delle orizzontalizzazioni, più verosimilmente nel centro principale.

La Commissione ritiene che occorra dimensionare gli istituti scolastici della scuola dell’obbligo, così come precisato dal documento del Consiglio Scolastico Provinciale, organismo ampiamente rappresentativo della realtà scolastica locale, approvato qualche giorno fa a larghissima maggioranza ed al quale si fa ampio riferimento, ”in funzione di un’offerta formativa differenziata e flessibile in modo che il processo di apprendimento passi attraverso una didattica laboratoriale, in cui siano presenti consistenti spazi di progettualità e che privilegi le modalità del riflettere e del fare rispetto ad una concezione solo trasmissiva del sapere”.

La Commissione esprime invece alcune preoccupazioni per quel che riguarda la scuola media superiore, laddove alcune scelte già ventilate hanno creato forti dissensi e numerose perplessità nell’opinione pubblica e fra fruitori ed addetti ai lavori, incidendo negativamente sul precedente clima di buon rapporto di collaborazione progettuale esistente fra le diverse scuole nella realtà pratese.

…fine 13….

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