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Estate 2020 – 3. La partenza per la ricognizione (per la parte 2 vedi 1 settembre)

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Estate 2020 parte 3. La partenza per la ricognizione

…e sì! A quarantotto ore da venerdì 5 giugno le previsioni meteorologiche ci dicono che il tempo non sarà dei migliori. E’ la stessa signora Patrizia che ci consiglia di prorogare di un giorno la nostra visita: peraltro lei non ci sarebbe, mentre invece sabato 6, sì, è bel tempo e lei sarà a Campiglia. Per diversi buoni motivi, il primo dei quali è che non pensiamo di trattenerci due giorni telefono alle due “signore” con cui abbiamo interloquito, entrambe di Venturina e riesco, anche se con fatica e con qualche lieve punta di sospetto da parte loro, a differire il nostro sopralluogo.
Peraltro di sabato nostro figlio non sta quasi mai a casa: già il venerdì sera è via e quindi di buon mattino ci avviamo prendendo la Firenze-Mare. Come di consueto abbiamo preparato qualche panino e dell’acqua, che potrebbe esserci utile (“potrebbe”, perché quasi sempre nell’ansia e nella furia di vedere il mondo, con ciò che è nuovo e ciò che è cambiato, soprattutto i panini fanno ritorno a casa e vengono consumati solo allora), una cartina stradale 1:500.000 e la classica Guida rossa del Touring Club Italiano della Regione Toscana. Google Maps non ci è molto utile nella prima fase: la direzione la conosciamo ed è quella verso Pisa Nord. Da lì poi si devia verso Livorno – Grosseto fino al casello di Rosignano dopo il quale si procede dritti per l’Aurelia fino a Venturina-Campiglia Marittima. L’impegno è quello di chiamare a telefono le due signore per concordare l’appuntamento una mezzora prima. Il viaggio prosegue liscio fino ad un chilometro dal casello: la fila è annunciata come lunga; non avevamo fatto il conto sul fatto che di sabato benchè sia nei primi giorni del mese di giugno qualcuno più che nei giorni lavorativi si sposti verso il mare, verso l’imbarco per l’Elba (il porto più vicino e quindi più conveniente è quello di Piombino non quello di Livorno). Poichè da sempre non utilizziamo nè tessere come Viacard nè tantomeno carte di credito (ci limitiamo ad una debit card e fatichiamo a ricordarci il pin) o Telepass dobbiamo fare la fila, che negli ultimi tempi è ancora più lenta ad essere smaltita perché con il Covid19 hanno ridotto al minimo – fino ad arrivare alla totale cancellazione – la presenza di addetti alla rscossione del pedaggio. Pertanto non è infrequente trovarsi di fronte a dei rallentamenti all’uscita per le varie difficoltà connesse al pagamento del pedaggio (incomprensione dei messaggi, rifiuti tecnologici, inconvenienti vari). E puntualmente qualcuno di questi problemi coinvolge uno o più autoveicoli e ci si pianta lì per minuti e minuti, ingrossando le file.
Lasciamo la E80 e iniziamo l’A1, l’Aurelia, la nuova (la vecchia SP 39 scorre più o meno sempre al fianco della nuova, incrociando però centri abitati a volte anche affollati) che scorre dritta e ci porta velocemente verso Cecina, La California, dopo cui incrociamo il tempietto di San Guido e il filare di cipressi che porta a Bolgheri, Castagneto Carducci mare, Donoratico fino a San Vincenzo all’annuncio della cui uscita abbiamo un attimo di sbandamento: c’è scritto “Venturina”. Ci fermiamo e consultiamo per la prima volta la cartina e comprendiamo che certamente uscendo si arriva a Venturina ma è solo la prossima quella che arriva direttamente in città.

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