STATI GENERALI 3 – una variazione di CTS (per la parte 2 vedi 3 settembre)

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STATI GENERALI 3 – una variazione di CTS (per la parte 2 vedi 3 settembre)

Introduzione

“Mentre preparavo questo intervento è accaduto che l’Assessore alla Cultura di questa città, Giuseppe Vannucchi, si sia dimesso con una modalità che davvero ci sorprende, uno stile molto lontano da quel suo carattere, tanto schivo e riservato, cui ci aveva abituati. Forse questo è un segnale che non andrà sottovalutato: in questa città, così ricca di stimoli e occasioni culturali, da tempo si avvertiva l’esigenza di riportare la giusta attenzione su queste tematiche. Anche io, ancora una volta, non mi sottrarrò dalle critiche nei confronti di un’Amministrazione che giudica nei fatti (a chiacchiere si può ben dire tutto e il contrario di tutto) la Cultura come elemento assolutamente elitario e di scarsa importanza. Lo so già che mi verranno snocciolati i soliti interventi maxi elogiativi nei confronti del Teatro Metastasio e del Centro di Arte Contemporanea “Luigi Pecci”, che peraltro continuo a considerare assolutamente meritati e necessari anche se non del tutto in linea con l’importanza di queste due Istituzioni, ma resta il fatto che per la Cultura si spende ancora troppo poco in questa città, soprattutto se si tiene conto proprio della quantità e qualità di operatori ed associazioni, gruppi ed enti che, in modi diversi, si occupano di Cultura. Quanto alle due grandi strutture di cui ho appena accennato ricevono ingenti risorse (come dico prima, non sufficienti) ma restituiscono molto poco alla città.

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Carissimi amici,
l’iniziativa degli Stati Generali, così importante per tracciare percorso politico da qui ai prossimi appuntamenti elettorali risponde nel caso dell’incontro oggi previsto ad una domanda che da qualche tempo le cinque Circoscrizioni del Comune di Prato avevano formulato: ho ragione peraltro di ritenere che questa sessione degli Stati Generali che si vanno svolgendo in questi giorni sia stata da qualche tempo attesa anche – e dico “soprattutto” – dalle cinque Circoscrizioni del Comune di Prato come primo – ma si spera non unico e ultimo – momento di riflessione e di chiarimento tutto politico sul ruolo, le funzioni e le potenzialità della politica amministrativa “decentrata” sul territorio in una situazione profondamente cambiata rispetto a quattro anni fa (allorquando si svolse una prima importante verifica, cui si riferisce la documentazione ufficialmente allegata dagli organizzatori di questo incontro), in un contesto di certo più maturo per costruire, con dei passi notevoli in avanti per una maggiore consapevolezza dei reali bisogni della città, un “decentramento maturo” che fornisca maggiori opportunità con maggiori risorse finanziarie ed umane a chi, come noi, amministratori “periferici”, lavora nelle realtà meno fornite di luoghi adatti alla fruizione culturale.
Le Circoscrizioni, per il vero, a Prato nella loro attuale struttura, sono giovani, non ancora maggiorenni e nemmeno “adolescenti”: sono “bambine”. Hanno dietro le loro spalle solo una legislatura e mezza; hanno potuto dimostrare tuttavia in questi sette anni circa di poter assolvere non solo al loro ruolo di “braccio esecutivo£ del Comune ma anche a quello di elaboratori autonomi e coordinati….

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