Era il 25 luglio, e non si dica che non avevamo – da tempo, da molto più tempo – segnalato che l’emergenza “Scuola” era “primaria” quasi come quella della “Sanità”

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Era il 25 luglio, e non si dica che non avevamo – da tempo, da molto più tempo – segnalato che l’emergenza “Scuola” era “primaria” quasi come quella della “Sanità”

E non si dica che lo avevamo fatto in modo strumentale, non “amichevole”.

Abbiamo amato la Scuola; abbiamo dedicato ad essa gran parte della nostra vita e ne conosciamo gli aspetti eternamente emergenziali. Potremmo essere tacciati di scarsa fiducia verso le nuove generazioni, cui appartiene la Ministra Azzolina; e vogliamo correre anche questo rischio. Pur tuttavia l’ansia tutta politica (con i suoi aspetti peggiori, deleteri, non costruttivi) di voler apparire “super” competenti ha giocato e continua a giocare brutti scherzi. Se si sarà in grado di trarre la giusta lezione da questa parte minima di “Storia” forse accenderemo un lumicino di speranza. Anche se siamo sempre meno ottimisti in quella direzione. Abbiamo segnalato che – anche dal punto di vista “politico” – sarebbe stato utile e giusto addossare gran parte delle responsabilità ai precedenti Governi di Centrodestra e Centrosinistra ma si è voluti apparire troppo “signori” in quella direzione. Non sarebbe bastato, ma avrebbe consentito anche di dare uno sguardo giustamente ed equilibratamente “critico” per portare a soluzione i problemi, lentamente ma con determinazione. La mancanza di spazi, la carenza strutturale e di arredi, la difficoltà di gestione del reclutamento, l’assenza di interventi economici a sostegno del personale scolastico si sta rivelando un’emergenza nell’emergenza, mettendo a rischio la fruizione di diritti fondamentali e ponendo in difficoltà lo stesso intero Governo.

E non si dica, per l’appunto che in tanti non si sia evidenziato questo pericolo in un periodo in cui chi si occupava di quel settore a livello governativo ed a livello politico ed amministrativo nelle sedi comunali e provinciali aveva davanti a sé mesi di tempo per programmare e portare a soluzione le tante urgenze, facendo tesoro dei problemi degli anni precedenti, quelli – per così dire – “normali”.

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25 luglio
ancora sulle politiche scolastiche abborracciate

Avevo percepito tra alcuni docenti il gradimento nei confronti del Ministro della Pubblica Istruzione del Governo Giallo-Rosso, Azzolina. Mi sorprendeva questo endorsement soprattutto da parte di docenti notoriamente iper democratici, per capirci bene “assolutamente e risolutamente di Sinistra”. Lo trovavo strano anche perché quasi sempre la contrapposizione da parte di questi colleghi era apparsa tale a prescindere dalla collocazione partitica dei Ministri in carica. Indubbiamente mi sono sentito spesso in linea con alcune critiche verso Ministri come la Gelmini o la Moratti rappresentanti della Destra ma non mi erano affatto piaciute nè la Carrozza nè la Giannini rappresentanti del Centrosinistra. Non credo che sia stata l’appartenenza nè alla parte politica nè tantomeno al “genere” che mi hanno fatto apprezzare Ministri come Berlinguer, come De Mauro e, negli ultimi tempi, lo stesso Fioramonti.
Eccolo, il Fioramonti. Sarebbe utile che la signora Ministra Azzolina, verso cui la critica da me rivolta ha degli elementi ben fondati (esposti in un post molto recente) legati alla incapacità di sviluppare una “memoria storica” adeguata alla necessità di attribuire le giuste responsabilità del disastro epocale cui stanno spingendo il nostro mondo della scuola, spieghi a se stessa ed a tutti noi le ragioni dell’astio, del fastidio profondo che esprime ogni qualvolta sente il nome del suo predecessore, proprio quel Fioramonti verso il quale mi sono sopra espresso positivamente. Non lo capisco, anche perchè il Fioramonti aveva denunciato il degrado del settore, una situazione molto complessa che aveva bisogno di interventi massicci, speciali, ben prima dell’arrivo del Covid19 e dei problemi che con esso si sono acuiti ulteriormente.
La Azzolina sta dimostrando di essere molto più vicina a rappresentare quelle forme di autocelebrazione, a partire dalle pretese competenze, peraltro (non scherziamoci su troppo!) di una “dilettante alle prime armi”, di esperienza ben difficile da essere credibile, molto più assimilabile a quelle di Ministre come la Moratti o la Gelmini, assai lontane da quelle di Ministri come Berlinguer o Di Mauro. Insomma, dimostri l’umiltà “vera” reale, di essere in grado di affrontare le emergenze, riconoscendo i suoi limiti culturali, storici. Basterebbe intanto far riferimento alla forza politica cui appartiene, quel Movimento 5 Stelle che ha fondato la sua forza sulla critica non sempre puntuale ma in ogni caso in grado di coinvolgere le masse e che è cresciuta essenzialmente sulla critica all’establishment consolidato. Uno dei motivi principali della disaffezione progressiva dell’elettorato verso quel Movimento, evidenziata dai frequenti sondaggi, è proprio l’abbandono – altrettanto progressivo – della opposizione alla politica di mestiere che i suoi Ministri stanno praticando. In realtà, l’Azzolina sta ogni giorno di più mettendo in mostra una modalità molto vecchia – non di certo alternativa – di far Politica. Questa omologazione sta producendo disastri, facendo crescere il consenso a favore delle Destre, che in realtà senza troppa fatica acquistano forza, nel mentre si riducono proprio quelli del Movimento 5 Stelle.
Questa mia attenzione verso il Ministero della Pubblica Istruzione è legata essenzialmente al ruolo che assegno a quel dicastero, che si occupa di costruire il futuro, il nostro e soprattutto quello dei nostri figli e dei nostri nipoti. Ne parleremo? Sì, certo, ne riparleremo.

Joshua Madalon

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