2 gennaio – CHI NON HA RISPETTO NON PUO’ ATTENDERSI “RISPETTO”!

Questa frase, che è costituita da una seconda parte che nega quanto inserito nella prima, è il segno del limite della pazienza cui, in una fase critica come questa che stiamo vivendo, un normale cittadino, un tranquillo quieto membro della nostra comunità, è condotto.

Io sono tra questi.

E mi ha fatto molto piacere sentire il Presidente della “nostra” Repubblica dire quel che segue nel messaggio di fine anno: “….Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili.

Di fronte a una malattia così fortemente contagiosa, che provoca tante morti, è necessario tutelare la propria salute ed è doveroso proteggere quella degli altri, familiari, amici, colleghi.

Io mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza.

Il vaccino e le iniziative dell’Unione Europea sono due vettori decisivi della nostra rinascita…”

L’altro giorno ho postato sul mio account Facebook questo messaggio:

LEGGO DICHIARAZIONI DA PARTE DI CHI NON INTENDE NE’ ORA NE’ MAI VACCINARSI CONTRO IL COVID – NON CAPISCO PERO’ IN QUALE MODO SI INTENDA DIFENDERE SE STESSI E GLI ALTRI DA QUESTA PANDEMIA PERICOLOSISSIMA – VORREI CAPIRLO MA NON SONO INTENZIONATO AD ACCETTARE QUESTA MODALITA’ DI SCARICARE TANTA PARTE DELLA RESPONSABILIZZAZIONE “CIVILE” SU CHI POI POTREBBE CONTRIBUIRE A QUELLA “IMMUNITA’ DI GREGGE” CHE SALVEREBBE IN DEFINITIVA GLI STESSI NEGAZIONISTI NO VAX!

Tra un cicaleccio insistente e persistente non ho ricevuto commenti: voglio credere che si tratti di un problema tecnico della rete sociale o di una scarsa visibilità dei miei commenti. Sospetto però anche che di fronte ad un quesito (“Vorrei capire..”) sia abbastanza difficile trovare una risposta.

Non posso credere che tra quei “no vax” o “negazionisti” della validità della cura o di “convinti assertori della pericolosità dei vaccini” non ve ne sia “uno” che non abbia avuto “lutti” diretti o indiretti collegati agli effetti di questa pandemìa. Ed inoltre non posso credere che non siano in grado di esprimere un loro pensiero intorno al tema che suggerisco di affrontare (“in quale modo si intenda difendere se stessi e gli altri da questa pandemia pericolosissima”).

Capisco che ci si trovi di fronte a menti eccezionalmente al di sopra della nostra (la mia, soprattutto) capacità intellettiva; menti che teorizzano con grande spirito di fantasia che la Terra sia piatta. Capisco, dunque, come sia davvero molto difficile porsi in contatto, al di là del sapere utilizzare vituperio unilaterale. Indubbiamente, davanti a questa tragedia “umana” (non solo quella legata al contagio, la cui terza ondata – contemporaneamente alla distribuzione delle dosi di vaccino – si annuncia, ma anche quella della ignoranza e della pretesa di possedere, da parte di alcuni, assolute ragioni), trovo che sia un segno di egoismo cosmico quello di volersi distinguere a tutti i costi, rifiutando di essere “partecipi” dei destini sanitari ed economici del Paese e del Mondo.

Sono tra quelli che ritengono sia necessario dal punto di vista civile non obbligare a vaccinarsi coloro che non lo desiderino, ma vorrei che fosse palese questa scelta ed abbia un valore di distinzione soprattutto in alcune realtà dove il rapporto con il “pubblico” è obbligato (nelle strutture sanitarie, nelle scuole, negli uffici dello Stato). La scelta di non sottoporsi ad una vaccinazione come quella di cui stiamo trattando dovrebbe comportare anche l’esclusione da compiti che più direttamente si espletano con il “pubblico”. Non ci può essere un richiamo alla “propria libertà” quando si incide pericolosamente su quella di altri cittadini.