31 gennaio – CINEMA – Storia minima 1938 parte 14 (per la parte 13 vedi 11 gennaio)

CINEMA – Storia minima 1938 parte 14

Per la prima volta accennerò ad un autore, la cui carriera era cominciata nella sua terra natale, l’Ungheria, fin dal 1912, a 26 anni. Tra l’Ungheria, l’Austria e la Germania girò una settantina di film fino a quando non emigrò negli Stati Uniti dove sia da un punto di vista realizzativo sia da quello artistico di primissimo livello realizzò film che saranno ricordati per sempre come punti di riferimento per i cinefili, uno per tutti quel “Casablanca” così amato dai cinèfili. Negli USA era arrivato nel 1926 con un bagaglio tecnico invidiabile. Il film di cui trattiamo, pur brevemente, è La leggenda di Robin Hood (The Adventures of Robin Hood). Il film che vide la collaborazione di William Keighley è ovviamente basato sulla classica vicenda ambientata nell’Inghilterra a cavallo tra XII e XIII secolo al tempo di Riccardo Cuor di Leone e dell’usurpatore Giovanni Senzaterra. La figura del cavaliere Robin Hood che sceglie di farsi ribelle per passione civile e sete di giustizia – e per l’amore verso la dolce Lady Marian – mescolandosi con altri compagni in lotta contro lo Sceriffo di Nottingham, è interpretata da Errol Flynn. Il film ottenne i massimi riconoscimenti con tre Oscar nel 1939migliore scenografiamiglior montaggio e migliore colonna sonora

Nello stesso anno, il 1938, Michael Curtiz gira un altro dei suoi film memorabili e che hanno utilizzato al meglio gli attori che lo interpretarono, caratterizzandone anche nello stesso titolo il futuro: ne “Gli angeli con la faccia sporca” i protagonisti Rocky Sullivan e James Frazier sono interpretati da due “mostri sacri” della scena cinematografica, James Cagney e Humphrey Bogart. Il film non ottiene gli stessi riconoscimenti del precedente, pur avendo avuto tre candidature agli Oscar del 1939: al miglior film, miglior attore protagonista a James Cagney, miglior sceneggiatura originale.

Altro film di rilievo nel 1938 fu “L’eterna illusione” di Frank Capra, che ottenne invece sempre nel 1939 due premi Oscar, il primo al Miglior film assegnato alla casa produttrice, la Columbia University ed il secondo a Frank Capra come miglior regista. “L’eterna illusione” si inscrive in quel filone tipicamente americano di cinema populista, buonista, che riesce a ben rendere  la tipologia del “sogno americano” che domina il rapporto interclassista che potrebbe dividere i due protagonisti interpretati da James Stewart, che in questo film avviò una collaborazione con Frank Capra, e da Jean Arthur, artista più matura ed esperta rispetto al giovane Stewart: con il regista aveva già interpretato il ruolo di protagonista in “E’ arrivata la felicità” del 1936, per il quale film era stato assegnato a Capra l’Oscar nel 1937.

Per l’anno 1938 c’è da segnalare la realizzazione di un capolavoro assoluto della cinematografia sovietica – e non solo. Al ritorno in Unione Sovietica dopo la non esaltante esperienza in Occidente, il grande Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, gira “Aleksandr Nevskij”, una epopea celebrativa di un classico eroe nazional popolare, che, abbandonato il tono dimesso pacifista di dedizione alla gestione ordinaria del suo popolo di pescatori e cacciatori, accoglie l’invito di alcune realtà già occupate ed altre minacciate dall’aggressione mongola e si pone alla guida di un esercito rabberciato alla meglio e con esso riesce a sbaragliare i nemici.

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