3 aprile – Una maxi quarantena per tutti coloro che sottovalutano i rischi attuali della pandemia

Una maxi quarantena per tutti coloro che sottovalutano i rischi attuali della pandemia

Sono stato da sempre perplesso intorno al comportamento politicamente irresponsabile di coloro i quali propendevano per “aperture” incondizionate ed il mio giudizio, se rileggete i miei post, non aveva connotazioni di tipo ideologico: ce ne era per tutti!  La Destra alzava polveroni senza alcuna regola, incurante degli inviti a riporre le armi temporaneamente (antropologicamente era comprensibile l’astio ed il livore da parte della Lega, sbeffeggiata da Conte & Co.; ricordate il tempo del “Papeete”!?); il Centrosinistra attraverso qualche Sindaco “ganzo” apriva gli spazi non appena l’aria malsana del contagio sembrava essersi attenuata; la Sinistra sberciava contro le limitazioni delle libertà.

E questa “solfa” di un “gioco delle parti” conduceva verso un massacro eugenetico, dove i più forti avevano la meglio sui più deboli.

Il “virus”, unico vincitore, se la rideva della dabbenaggine umana. E continua ancor oggi a farlo, nascondendosi dietro “maschere” con altre forme, altre “varianti”.

In questi giorni, con un Governo “nuovo” che non ha fatto altro che proseguire nell’azione del “vecchio” (chi dice il contrario mente quasi certamente sapendo di mentire; e lo fa solo per giustificare la propria scelta scellerata, visto che quella crisi ha fatto perdere circa un mese di operatività al Paese contro la pandemia) alcune angolature sono state smussate; ciò è la riprova che l’avversione verso il Governo precedente era molto personalmente diretta al suo Premier, Giuseppe Conte, avvocato e neofita nell’agone politico. Tanto è che uno dei suoi principali avversari tace, per lo più, soddisfatto. Un altro di tanto in tanto alza il ditino accusatore, ripetendo sempre lo stesso “mantra” a sostegno di quella parte di “popolo” che non vede l’ora di ritornare a fare confusione, quella parte che dimostra ogni giorno di più di essere incapace di comprendere che da ieri in avanti il mondo non sarà più lo stesso e, se non è “game over” poco ci manca. Non è un modo di dire: è la realtà intorno alla quale bisogna avviare una revisione profonda di comportamenti e stili di vita.

Sberciano ancora e minacciano; cercherei per tutti questi un “buen retiro” nel quale confinarli: uno spazio ampio per contenerli tutti, vicini vicini, a respirare la stessa aria, semmai con qualche virus birichino che si occupi di fare il buon lavoro. Si capisce: non una costrizione ma una scelta volontaria, visto che i “lockdown” da costoro sono considerati eccessivi e che, probabilmente, fino ad ora, non hanno sofferto mancanze personali, familiari e amicali. Una sorta di “maxi lazzaretto” come quello milanese di manzoniana memoria, una grande festa di “quarantena” in cui farsi finalmente passare la voglia di criticare in maniera irrazionale le scelte del Governo, condizionate dall’andamento della pandemia.

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