22 aprile – 75 – Pulcinella parte 1 dopo il preambolo (vedi preambolo 15 marzo)

75 – Pulcinella parte 1 dopo il preambolo

La mia curiosità è stata da sempre innata, mai sopita, anche a costo di rimetterci, come quella volta che mi ficcai in un anfratto strettissimo, un vero e proprio buco per lo scolo delle acque, per andare a scoprire cosa c’era al di là di un muro, durante una Pasquetta con i miei genitori, e non riuscivo a fare marcia indietro, carponi come ero (e me la vidi davvero nera!). E quindi, scendendo ancora una volta per le scale dei Cappuccini, per non smentirmi premetti il pulsante e pur nel silenzio dell’ambiente non avvertii alcun segno sonoro: sembrava non funzionante. In realtà lo era; ma me ne accorsi la volta successiva perché decisi, dopo il vano tentativo “tecnologico”, di utilizzare le nocche sulla porta di legno. Vennero ad aprirmi due giovani ragazze, così timide e silenziose quanto me, che decisamente non sapevo cosa chiedere, se non che “passando di qui, mi sono sempre chiesto di cosa vi occupate!”. Al che da una stanza in fondo sentii una voce “Entra pure! Qui siamo tutti a casa”. Era il “patron”, il Nume tutelare, il “Genius” di quella dimora e di quell’Associazione. Con Claudio Correale ci intendemmo da subito ed avviammo una cooperazione culturale con una serie di piccoli progetti. Compresi subito dopo il motivo della timidezza delle ragazze; erano lì da poco tempo, facevano parte di uno dei progetti del Servizio civile presso Enti ed Associazioni culturali promosso dalla Regione Campania. In quell’occasione andavano censendo centinaia e centinaia di pubblicazioni afferenti a temi collegati ai Campi Flegrei. Una delle attività che mi coinvolse da subito era relativa al Pre-Cinema. In giro nelle stanzette dell’Associazione c’erano molte riproduzioni di “macchine” come lo zootropio, un praxinoscopio e tanti taumatropi disegnati proprio da bambini, nelle diverse occasioni che l’Associazione aveva messo in cantiere intorno al Pre-Cinema. Claudio mi descrisse alcune delle attività che aveva realizzato e chiese ad alcuni dei giovani che nel frattempo avevano ripreso a lavorare di illustrarmele. Ascoltai con molta attenzione e colsi il loro entusiasmo.

In quel periodo, oltre ad alcune attività portate in terra Flegrea e riservate agli esordi d’autore con il patrocinio del Comune di Pozzuoli, andavo collaborando con alcuni docenti a Prato ed avevo preparato e presentato a studenti di un Liceo Classico un Progetto che collegava Jean Vigo a Francois Truffaut. Non ebbi alcuna esitazione e  proposi anche a Claudio di poter mettere in calendario un mio intervento, in uno dei futuri miei “ritorni” in patria.

Quella fu la prima delle iniziative che portai a Pozzuoli, felice di poter contribuire a creare passioni nelle giovani generazioni e reciprocamente arricchirmi di esse.

Da quel giorno, ogni volta che ritorno mi annuncio a Claudio e ad ogni modo ogni volta che scendo o salgo quelle scale non manco di bussare con le nocche, anche se il più delle volte, non essendoci alcuna presenza, nessuno apre quella porta.

L’ultima volta, un paio di settimane prima che scoppiasse l’evento pandemico che ci sta ancora oggi condizionando, avevo preventivamente fissato con Claudio e ci siamo incontrati.

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