15 luglio – Breviario per il nostro immediato futuro – SGUARDO LUNGO E SGUARDO CORTO p. 2

Breviario per il nostro immediato futuro – SGUARDO LUNGO E SGUARDO CORTO p.2.

Abbiamo convissuto in modo schizofrenico alternativamente tra la consapevolezza di partecipare ad un gioco inedito – allorquando siamo riusciti a conoscere meglio i nostri vicini ed i nostri dirimpettai che si affacciavano come noi alle finestre ed ai balconi per esprimere i comuni bisogni di socialità – e la sensazione sempre più incombente di essere impossibilitati a sviluppare percorsi collettivi che riuscissero a migliorare la condizione poco meno che passiva della maggior parte di noi. Allo stesso tempo si è percepito che la vita politica, rappresentata essenzialmente dai dirigenti e dagli amministratori locali e nazionali, proseguiva a sviluppare i suoi progetti, trascurando – dietro la giustificazione di un lockdown rigorosamente necessitato – quelli che avrebbero potuto contribuire a rendere meno grigia la solitudine diffusa.                                   Di certo di fronte a questo rilievo, negheranno, faranno spallucce e si mostreranno aggressivi ed offesi; ma si giustificheranno ulteriormente adducendo motivazioni certamente vicine ad una loro verità ma non potranno esimersi dal dover rilevare quanto poco coraggio abbiano avuto nel cercare maggiori contatti. Questi ultimi d’altra parte non sono stati negati ai loro pari, semplicemente per poter giocare meglio le prossime future partite di carattere politico ed amministrativo. In quegli ambienti ci si muove se conviene; se non conviene non ci si muove; non è materia per un settore di “volontariato”. Questa incuria sta pesando nel corso dei mesi sempre più, a quanto ci dicono i sondaggi, ed in modo particolare nella Sinistra, sia quella che tale si dice sia quell’altra che presume di esserne l’intestataria esclusiva.

Anche per questa “assenza”, ancor più si avverte il bisogno di creare delle strutture, che abbiano un minimo di riconoscimento istituzionale, sui territori periferici. Il modello potrebbe essere quello dei vecchi Quartieri che a Prato erano 11 (mentre le Circoscrizioni furono 5, a forma stellare); ma si potrebbe pensare a qualcosa di più snello, agile, leggero, duttile per corrispondere di volta in volta alle necessità.

Sguardo “corto”  intorno a quello che accade, è accaduto e potrebbe accadere: in questo modo un po’ alla volta potremo apporre sui nostri occhi lenti progressive che ci facciano comprendere meglio quel che necessita, sia in senso prettamente materiale sia in quello più spirituale, morale, culturale. In questi mesi resi più complicati dalle preoccupazioni di tipo sanitario (non solo quelle legate alla pandemia) avremmo già potuto creare nuove speranze e prospettive, ma c’è stato in pratica impedito. Sono saltati di punto in bianco i punti di riferimento logistici, troppo ristretti per poter essere utilizzati come lo erano prima; la maggior parte di noi, non avendo dimestichezza con gli strumenti di comunicazione utilizzabili “da remoto”, ha dovuto mantenere profili comunicativi pressochè rudimentali preistorici. Anche per queste ragioni occorrendo far tesoro delle “disgrazie” sarà opportuno attivarsi con una diffusa azione propedeutica di tipo informatico.