27 ottobre – “IDEE IN CIRCOLO” UNA RELAZIONE INTORNO ALLA SEDUTA FONDATIVA DEL 22 OTTOBRE PARTE 4

27 ottobre – “IDEE IN CIRCOLO” UNA RELAZIONE INTORNO ALLA SEDUTA FONDATIVA DEL 22 OTTOBRE PARTE 4

Altri orizzonti sono quelli di carattere essenzialmente culturali, che siano anche occasione per divertirsi, come rappresentazioni di tipo genericamente teatrale, riservate ad un pubblico diversificato per fasce d’età e gusti. Cominceremo, o meglio “riprenderemo”, il “Domino letterario”; chiederemo ad alcuni nostri amici di portare qui sul territorio di San Paolo anche attività di educazione alle diverse arti, non solo teatrali, come sopra preannunciato, ma anche cinematografiche, letterarie: faremo a tale proposito ripartire i “reading” di poesia insieme ai poeti di “base” che erano l’anima di “Poesia sostantivo femminile”; proveremo a diversificare ancor più la nostra proposta. Sarebbe molto bello riproporre i “Match d’improvvisazione teatrale” ed infatti ne parleremo il prossimo 11 novembre con alcuni dei protagonisti di quelle esperienze come Lorenzo Monticelli e Alberto Di Matteo.

Mentre noi lavoravamo a questo progetto uno dei nostri fondatori più giovani ha avuto una grande occasione di promozione e crescita partecipando alla 49esima Settimana sociale dei cattolici italiani, che si è svolta a Taranto dal 21 al 24 ottobre e che è stata dedicata ai temi ambientali. Il titolo della convention è stato “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro. #tuttoèconnesso”.   Tra i nostri interessi non secondari c’è quello dell’Ambiente; molti tra noi non sono credenti, ma non possiamo sottrarci alle responsabilità civiche dell’intera umanità che sono state richiamate già da qualche tempo con l’enciclica “Laudato si’” di papa Francesco. Tra i nostri intendimenti c’è quello della “casa comune” da rendere più accogliente per tutti quelli che ci sono e che verranno dopo di noi ad abitarla. Sono nostri obiettivi anche l’equità verso i poveri e la costruzione di una condizione sociale che soddisfi pienamente i livelli di dignità per tutti, un lavoro che consenta di ricevere un reddito che metta nelle condizioni di poter disporre di tempi e di spazi sereni. Oltre alla possibilità di istruirsi, per tutti, valorizzando i meriti di ciascuno.

Nei commenti ai lavori di Taranto (a proposito, molto significativa è stata la scelta del luogo dove svolgerli) si parla di “Un’alleanza per il bene comune da costruire sul territorio grazie alla collaborazione tra diocesi, istituzioni locali, imprese e università.” Nell’articolo di Cinzia Arena (“L’Avvenire”  24 ottobre 2021 pag.5) da cui è tratto anche il primo breve blocco virgolettato si accenna a “un Manifesto con idee e strumenti per facilitare la tradizione sociale e ambientale.” E riferendosi ad esso nello stesso articolo ne viene riportata una parte: (l’alleanza) “rappresenta un modello di cooperazione, collaborazione e discernimento comunitario dove le singole individualità (anche concorrenti) si incontrano in fraternità per creare un “noi” che sia più forte delle singole individualità”. Prosegue Cinzia Arena: “Un patto tra generazioni, per guardare insieme al futuro. Quattro i macrotemi affrontati con la formula dell’alleanza: la rigenerazione ambientale e sociale dei quartieri; la rigenerazione dei modelii di business; la rigenerazione delle comunità cittadine; l’educazione al bene comune. Con una serie di “buone pratiche” e progetti che verranno portati avanti nei prossimi mesi.” 

                                                                                                                       Non c’è – per ora – bisogno di scrivere molto altro. Noi ci siamo. Abbiamo l’intento di contribuire a migliorare il nostro territorio, attingendo semmai alle buone pratiche che altrove verranno attuate, ma anche con la volontà di produrre a nostra volta degli “exempla”.   

                                                                                 A patto – però – che non vi siano intendimenti e sovrapposizioni o accompagnamenti di tipo partitico che vogliano surrettiziamente appropriarsi in modo esclusivo di quel che saremo in grado di proporre e di produrre.

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