L’inciviltà dei ribelli NO VAX

NO VAX e l’inciviltà

A coloro che ancora si ostinino a considerare degni di essere ascoltati coloro che a loro volta proseguono ad opporsi “eroicamente(!)” alla vaccinazione contro il Covid consiglio di collegarsi con quanti hanno sollevato accuse infamanti verso quella madre che ha – con la sua denuncia – aperto un varco molto parziale sul comportamento antiscientifico e criminogeno di alcuni medici indegni di esercitare una professione che è in primo luogo a difesa della salute dei propri pazienti.

Ancora una volta si sono utilizzati collegamenti antistorici con regimi totalitari che in nulla possono essere assimilati ai nostri sistemi democratici. “Sistemi” in quanto fondati su un comune reciproco complesso rispetto ed un equilibrio stabile tra diritti e doveri.

Considerare “delazione” la legittima preoccupazione di una madre è un atto di inciviltà gravissimo. La sua denuncia è stata ben circostanziata non tanto da sospetti ma dalla conferma che alle preoccupazioni di sua madre è stata fornita dal figliolo. Beninteso fossero stati esclusivamente dei “sospetti” egualmente sarebbero stati “gravi” e bene avrebbe fatto un genitore a denunciarli. Fra l’altro colui che, “liberamente” scegliesse, anche di fronte ad un “obbligo”, di non vaccinarsi, non può contemplare tra i suoi “diritti” quello di avvalersi di un “falso”; e per aggiunta la “sua”, pur diversa ed esclusiva, libertà sarebbe un rischio elevatissimo per un’altra gran parte di cittadine e cittadini ugualmente liberi che – diversamente – considerano utile per la “salute” di tutti (la propria e quella di tutte le altre persone, a partire dai propri congiunti: ad esempio, quella madre) la vaccinazione.

Tornando a ciò che è stata considerata “delazione”, basterebbe ricorrere ad esempi banali, come l’atteggiamento “civile” di fronte ad un qualsiasi tentativo di furto, di violenza, di illecito osservato semmai da una certa distanza: cosa farei io? Chiamerei immediatamente le forze dell’ordine, attivandone l’intervento. Ordunque, di cosa andiamo parlando?

Allo stesso tempo, laddove io conoscessi qualcuno che si fosse avvalso di una pratica illegale, qual è una falsa vaccinazione, non esiterei un attimo ad affrontarlo direttamente, chiedendogli di assumersi la responsabilità di autodenunciarsi; dopo di che soprattutto di fronte ad un atteggiamento superficiale di sottovalutazione dei danni che potrebbero essere causati alla società civile, lo denuncerei senza alcuna ombra di incertezza. Danni, quelli causati da questo persistente atteggiamento dei No Vax, immensi al consesso civile. Il fatto che si tratti di una minoranza non deve indurre a quelle forme di rispetto che di norma devono essere riconosciute a tale “status”; noi in tanti, componenti la maggioranza, stiamo soffrendo la mancanza di socialità indotta dal diffondersi del virus. Di fronte ad una pur limitata certezza, che è data dal “vaccino”, negarne in toto l’efficacia e partecipare a campagne parziali ed antiscientifiche è di per sé un comportamento criminale illegale ed incivile, che deve essere sanzionato di volta in volta.

Uno di questi “comportamenti” è l’aver pubblicizzato, da parte di un gruppo di ostinati No Vax il video in cui l’ “onesto” farmacista di non so quale esercizio pubblico o privato, dati alla mano, elencava come in una giornata “tipo”(!) il numero dei “tamponati” positivi fossero in netta prevalenza “vaccinati” con un piccolissimo gruppo di “non vaccinati” (se ben ricordo quel video, erano solo “tre”). Il “video” che vi posto nell’edizione palinodica si concludeva con un “eeee… non faccio commenti. Dico solamente quello che vedo”. Devo precisare che l’attribuzione di “onestà” serviva a corroborare da parte della “minoranza” NO Vax le risultanze dell’analisi parziale portata avanti in quel video; lo stesso professionista, accortosi di aver contribuito alla creazione di un enorme equivoco (un luogo ed un giorno non forniscono dati scientificamente significativi), ha aggiunto una sua sorta di “autodifesa” e fornito spiegazioni, probabilmente indotte da qualche “legale” di sua fiducia.