Presidenza della Repubblica – l’irresponsabilità della classe politica, a partire da quelli a me più vicini (o che dovrebbero esserlo) – p. 2

Presidenza della Repubblica – l’irresponsabilità della classe politica, a partire da quelli a me più vicini (o che dovrebbero esserlo) – p. 2

L’attuale classe politica non è in grado di rendersi conto della gravità della sua situazione. Direi che purtroppo è nella norma questa incapacità: quando un gruppo viaggia insieme verso un obiettivo non è in grado di osservare il mondo che lo circonda, ancor più quando è più o meno lontano da lui. Continuano a ballare inconsapevoli. E a poco o nulla, più nulla che poco, valgono le valutazioni critiche che da qualche parte, in forma amichevole, vengono sollevate. Occorrerebbe uno “stop” ed una “ripartenza”, una forma di riallineamento rifondativo; ma questo dovrebbe significare che vengono rimesse in discussione tutte le posizioni acquisite con la consapevolezza del rischio di non poterle recuperare.

Ritornando al tema attuale, certo che in contemporanea alle mie riflessioni ci sono movimenti e riposizionamenti dei quali non sappiamo nulla, non posso che condividere l’ipotesi che da qualche parte del Centrodestra stiano spingendo Berlusconi e i suoi supporter a fare un passo indietro. Il Cavaliere, così facendo, potrebbe far pesare il suo ruolo di kingmaker lanciando una proposta che vada a pescare nel mare della sua parte e confermare la sua ambizione di poter essere ricordato come un “padre nobile della Patria” (negli ultimi mesi in molte occasioni ha cercato di smarcarsi dagli altri leader del Centrodestra, particolarmente per le posizioni “europeiste” e antisovraniste). D’altra parte gli altri leader, Salvini e Meloni, hanno anche perspicacemente compreso che mantenere in piedi la candidatura del Cavaliere come unica ed assoluta avrebbe potuto arrecare danni ingenti alla loro parte: nel caso in cui non fosse passata per una manciata di voti sarebbe stato indispensabile aprirsi all’altro schieramento; nell’altro caso, apparentemente più esaltante, di una vittoriosa ascesa al Colle ci sarebbe stato un rafforzamento unitario del popolo delle Sinistre, che in molte occasioni ha mostrato di essere “in sonno” e ciò avrebbe potuto bloccare la crescita delle Destre nel Paese, in occasione di una futura molto vicina consultazione elettorale.

Nelle ultime ore all’arretramento della candidatura di Berlusconi si è rifatto vivo il Centrosinistra, avanzando una proposta procedurale di consultazioni ampie tra i due schieramenti. Come ho scritto nella prima parte, spero che non si arrivi ad una proposta Draghi, perché questa scelta, in questo momento, significherebbe anche la fine anticipata della legislatura, in piena pandemia e con le profonde incertezze sull’avanzamento dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ancorchè sostenuti da Draghi in queste fasi che appaiono sempre di più di attesa degli eventi quirinalizi stentano a procedere nei tempi e nei modi utili al reperimento dei fondi europei.

Tra coloro che sarebbero papabili, dovendo sottoporsi ad un vaglio bipartisan maggiormente orientato a favore della Destra, ci sono molte figure maschili. Avrei qualche proposta di genere femminile ma so perfettamente che non sarebbe gradita in modo netto ed assoluto a questo Centrodestra. Non vorrei qui che si equivocasse il mio pensiero e lo si giudicasse misogino e maschilista, ma non vedo all’orizzonte una candidatura di donne: la auspicherei come un gran segnale ma non mi sembra a tutt’oggi possibile, a meno di una forzatura di tipo ideologico.

Se ciò si verificasse, ivi compresa quest’ultima ipotesi, sarebbe ancora una volta dimostrato che l’attuale classe politica è irresponsabile.

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