I CONTI NON TORNA(VA)NO – parte 34 – (per la parte 33 vedi 12 dicembre)

I CONTI NON TORNA(VA)NO – parte 34

Dopo il Documento-appello lanciato da tutto il “Dagomari” (docenti, genitori, studenti, personale non docente) riporto qui di seguito i documenti “separati” delle varie categorie del Liceo “Copernico” (insegnanti, studenti, genitori).

Quello che segue è protocollato dal Comune di Prato il 21 dicembre 1998 ed è indirizzata “URBI ET ORBI” (Istituzioni e quotidiani) molto diversamente da quanto è stato fatto dai rappresentanti studenti e docenti del “Dagomari” che si erano rivolti al mondo operaio (erano altri tempi!) – anche questa “forma” è il segno distintivo delle diversità.

Dopo aver assistito alla riunione congiunta delle Commissioni Istruzione e Cultura del Comune e della Provincia di Prato di venerdì 18 dicembre e aver letto gli articoli di cronaca locale di domenica 20 dicembre, limitandoci a considerare solo gli interventi degli ultimi due giorni, constatiamo che la Commissione non ha affrontato in maniera obiettiva ed adeguata il problema del Dimensionamento delle scuole di Prato.

° Durante tale riunione il consigliere Giuseppe Maddaluno ha parlato in qualità di insegnante del Dagomari, dove lavora da anni, ed il consigliere Anna Rita Rossi ha premesso al suo intervento di essere stata in passato per sei anni docente della medesima scuola.

° In entrambi i casi i due consiglieri hanno difeso il diritto del Dagomari a non essere coinvolto nel piano di ottimizzazione delle scuole superiori in nome dei meriti acquisiti e, cosa ancor più grave, il professor Maddaluno si è scagliato contro chi sosteneva idee diverse dalle sue con “…e faremo i conti”. Quanto detto è stato immediatamente recepito in un articolo del 20.12 su “Il Giornale”, in cui a proposito della manifestazione prevista per lunedì 21 sotto la sede della Provincia e del Provveditorato, si annuncia che gli studenti del Dagomari porteranno “due bare, da dare in consegna a chi ci vuole annientare”.

° Inoltre in un articolo comparso sul “Tirreno” sempre il 20.12 il consigliere provinciale Stefano Orlandini afferma di essere genitore di un alunno del Dagomari e spiega ai giornalisti quali siano i motivi che lo hanno spinto ad iscrivere il figlio in tale scuola, conclude affermando che, se la scuola trasferendosi perderà in qualità e offerta formativa, ricorrerà al TAR.

Tre consiglieri e tre interventi dichiaratamente di parte. E’ questa la politica? E’ dall’alto di queste considerazioni personali che si vuole governare e fare l’interesse dell’intera comunità? E allora come far sentire la voce delle altre scuole che non possono contare su consiglieri, presidenti di commissione ed altre figure istituzionali? Oggi per la scuola, domani per la vita, dobbiamo sempre avere santi in paradiso per farci ascoltare?

A questo punto ci pare opportuno sottolineare che è sfuggito a tutti un aspetto fondamentale della questione, e cioè che una scuola è un organismo complesso con una identità che si costituisce nel tempo e che ne assicura lo sviluppo. Il Liceo Copernico ha potuto garantire questo grazie alla presenza di indirizzi e offerte formative diversificate che, collaborando, hanno dato vita ad una realtà moderna ed europea. Non possiamo quindi che meravigliarci di fronte a proposte di smembramento e ridimensionamento che renderebbero impossibile la prosecuzione di questa esperienza.

Gli insegnanti del Liceo Copernico

Questo è uno dei documenti che i sostenitori dell’idea che al “Copernico” di Prato spettasse il diritto di utilizzare la sede di un altro prestigioso Istituto scolastico superiore di Prato, al quale veniva destinata una sede molto inadeguata in una parte diversa e lontana da quella di viale Borgovalsugana (in via di Reggiana, San Giusto). A seguire altri due documenti che difendono quel “diritto”.