Oltre “Helgoland” navigando nel “mare magnum” della Cultura universale si incrociano navicelle cinematografiche e lezioni di vita

Oltre “Helgoland” navigando nel “mare magnum” della Cultura universale si incrociano navicelle cinematografiche e lezioni di vita…….

Può apparire davvero curioso che ad aprire e chiudere il saggio di Alberto Crespi, “Short Cuts”, vi siano riferimenti diretti a quel testo di fisica quantistica, scritto da Carlo Rovelli. Parlando di arte cinematografica nella parte introduttiva egli osa riferirsi ad “una metafora forse un po’ forzata”, cioè quella di coltivare l’ “ambizione” di accostare le sue analisi critiche storiche culturali alla scienza “quantistica”. Condivide, come me, l’idea che la scienza debba essere “un’esplorazione di nuovi modi per pensare il mondo”, nonché “la capacità di rimettere costantemente in discussione i nostri concetti”; il pensiero critico “dev’essere capace di modificare le sue stesse basi concettuali…di ridisegnare il mondo da zero”.

E, poi, andando alle ultime righe del saggio Crespi ritorna su quel testo di Rovelli: “Ogni film è una molecola, e ogni molecola interagisce con migliaia di altre molecole. La fisica quantistica, anziché di molecole, parla di “grani”, dell’aspetto granulare del mondo….”

A me in modo particolare attrae la prima parte, quella nella quale si sospinge il viaggio di noi umani verso conquiste di nuovi orizzonti, mettendo in moto le inter-relazionali, le capacità di potersi contraddire di fronte alle modificazioni intercorse, senza dover necessariamente rinunciare alla difesa dei valori e dei principi fondamentali del consesso civile.
Ed è stato con immenso piacere viaggiare nella lettura anche attraverso i “classici” da Omero a Senofonte, da Shakespeare a Joyce.

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