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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 4

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 4

Proseguo a riportare con qualche lieve modifica e poche note aggiuntive il testo di “Passeggiata nei Campi Flegrei – Pozzuoli” scritto da me nel novembre 1971 edito dall’Azienda Autonoma di Cura, Soggiorno e Turismo in occasione dei 2500 anni dalla Fondazione della città di Pozzuoli (Dicearchia)

….Lungo la via S.Francesco ai Gerolomini, che parte dal corso che porta a Bagnoli e si inerpica sulla collina rasentando all’inizio le Terme Puteolane, nelle giornate più terse o verso il tramonto, man mano che si sale – meglio a piedi – l’orizzonte si allarga ed allora una parte della nostra città e del Golfo antistante fin verso il Capo Miseno, fin verso le isole, ci apparirà incantevole. E’ un tipico paesaggio per il quale vale la pena di sopportare una pur lieve fatica. Da non perdere tale occasione. Così come da non perdere è una visita al Rione Terra, ora che le sue stradine e le sue casupole sono per lo più deserte ed ha acquistato un tono di città morta.

(Nota post: lo scritto è del 1971; oggi il Rione Terra ha mantenuto lo stesso tono. Si gira per le sue strade nei giorni prescritti – solitamente I prefestivi e festivi – ma le case ristrutturate in modo ultramoderno sono vuote ed alcune possono addirittura essere visitate clandestinamente)

Questa zona risulta oggi carica di motivi sentimentali sia per chi ha vissuto in questi luoghi e ha dovuto lasciarli nei primissimi giorni del marzo ’70 sia negli altri cittadini che hanno ugualmente sofferto la tragedia degli amici, costretti ad abbandonare le loro case e con esse i ricordi più belli e struggenti della loro esistenza, anche se carichi di sofferenza e miseria.

(Nota post: alcune amiche, come Giovanna Buonanno, ed amici come Giuseppe M. Gaudino e Claudio Correale, hanno trattato questa parte di storia della mia città. Allegherò qualche esempio)

Attraverso queste stradine abbandonate e solo per questo, diversamente dal resto della città chiassosa, silenziose, riusciamo a intravedere anche paesaggi bellissimi. Qua e là i palazzi, alcuni dei quali austeri testimoni di diverse fortune, dichiarano la loro età attraverso gli stili architettonici evidenti sulle loro facciate ed è così che proprio accanto a impianti moderni possiamo trovare quelli settecenteschi e frammisti ad opera di più recente costruzione l’incastro di pregevoli marmi talvolta istoriati o di colonne con capitelli che ne evidenziano l’origine tardoromana.
I fotografi sguinzagliati in un colto safari si sono sbizzarriti. Dilettanti o professionisti hanno ripreso angolo per angolo, pietra su pietra questa zona, alla riscoperta degli scorci più pittoreschi ed inediti là dove le line architettoniche riuscivano a formare grovigli geometrici di rara bellezza. La fotografia è una passione molto interessante da coltivare. Insieme ai vostri insegnanti dedicate un po’ di tempo anche a questa material, riprendendo anche voi ciò che più vi avrà impressionato. Chissà che non ne esca qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno prima aveva mai notato. Anche così potreste essere utili alla conoscenza della nostra città, al miglioramento suo e dei suoi cittadini.

…fine parte settima – 4…..continua

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reloaded a immediata memoria – Un anno fa dicevo quel che è scritto – io non ho cambiato

Un’utile occasione per parlare di un’ALTERNATIVA al PD qui a Prato sarebbe già quella qui sotto pubblicizzata, alla quale sono invitate tutte le persone interessate.

Domenica 26 novembre ore 17.00 – a Vaiano La Briglia c/o “La spola d’oro”

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UN NUOVO SOGGETTO POLITICO DI SINISTRA – la mia adesione ed il mio appello

Il percorso verso un nuovo soggetto della Sinistra in questo Paese si è avviato da alcuni mesi a questa parte: chi tra i nostri discendenti tra qualche anno proverà a scrivere la Storia dei nostri giorni potrebbe rendersi conto che a produrre la spinta verso la creazione di un ampio raggruppamento di Sinistra ha contribuito ampiamente proprio colui che si voleva accreditare come “rottamatore” sia dei vecchi politici sia dei loro ideali. Chi, come il sottoscritto (e non sono il solo), ha vissuto la stagione della fondazione del PD ne aveva tempestivamente denunciato i limiti, insiti certamente nella fusione condizionata di varie formazioni precedenti, ma non rinunciava ad un ruolo di spirito critico verso i metodi e le scelte che continuavano ad essere molto diverse e lontane da una pratica democratica. Ne fanno testo documenti su documenti ed iniziative di carattere politico sui territori che denunciavano queste pratiche accentrate nei luoghi di potere spesso non corrispondenti nemmeno alle sedi politiche ed istituzionali. Fino a quando poi si è deciso di allontanarsi definitivamente da quel Partito. Il sottoscritto lo ha fatto da quattro anni, altri lo hanno fatto nel corso del tempo – prima o dopo di me, altri ancora possono vantarsi di aver compreso assai prima dove sarebbe andato il Partito Democratico.

Beninteso, questo è soltanto un preambolo. Ha la funzione di sottolineare sinteticamente il pregresso e guardare avanti, incoraggiando i timorosi, in particolare coloro che – e sono ancora tanti – non si fidano ancora ad avvicinarsi a quello che potrebbe essere (utilizzo il condizionale anch’io ma non sono timoroso, perchè questa è l’ora del coraggio e delle scelte) – dopo anni di grandi divsioni – un nuovo grande Partito della Sinistra italiana, una forza capace di aggregare le varie anime dell’attuale sinistra e le tantissime persone che in questi anni avevano perduto la speranza e non si sentivano più rappresentate. Occorre dunque restituire fiducia, attraverso un’operazione di generosità, alle masse che in questi ultimi decenni hanno visto diminuire progressivamente la loro dignità di lavoratori, che sono state spinte ai margini della società, vedendo sempre di più diminuire il loro potere democratico, costrette a soggiacere a regole del mercato che le porta ad essere sempre più simili a schiavi, accettando ricatti ed essendo costrette a rinunce per se stessi e per le loro famiglie.
Di fronte a tutto questo continuano a dirci che non vi sia differenza tra Destra e Sinistra, e se ci si oppone all’ avanzare delle Destre ci rinfacciano le nefandezze del Comunismo; e poi ci raccontano che tuto va bene, che l’economia va a gonfie vele mentre nella realtà c’è chi si arricchisce sempre di più e chi si impoverisce in modo altrettanto rapido. Ma non è la stessa cosa! Noi vogliamo un mondo nel quale le differenze economiche diminuiscano; vogliamo che sia garantito a tutti attraverso un lavoro dignitoso un corrispettivo economico che permetta loro di poter vivere e progredire, procurando benessere e sviluppo della conoscenza in modo diffuso. Noi vogliamo che vengano applicati gli articoli fondamentali della nostra Costituzione, in modo particolare il primo ed il quarto, laddove si parla di “lavoro”. In modo particolare ma non solo.

Per questi motivi, sarò al fianco delle forze politiche che stanno per ora stringendo un patto di alleanza (MdP Art.1 – Sinistra Italiana – Possibile) augurandomi che a queste si possano sin dai prossimi giorni aggiungere altre forze organizzate della Sinistra come CP, Rifondazione e lo stesso parterre del Brancaccio, oltre a quelle persone che da singoli, come peraltro io stesso sono, vorranno parteciparvi strada facendo.
Per quel che riguarda poi la realtà territoriale di Prato sono estremamente convinto che occorrerà da subito mettersi al lavoro per la costituzione di una struttura comune aperta a 360° ai contributi esterni, che anzi vanno ricercati e stimolati, facendo partire dei “Gruppi di lavoro” su tematiche ben definite, quakli – ad esempio – Il lavoro, la Sanità, l’Ambiente, l’Urbanistica, l’Immigrazione, la Cultura, il Lavoro, la Sicurezza.

GIUSEPPE MADDALUNO (joshua madalon)

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reloaded ad uso futuro “DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 3″

Il 14 settembre scorso scrivevo quel che segue nell’intento di proseguire nella ricognizione di alcune mie “imprese”.
Riprendo solo ora nella convinzione che “SOLO LA CULTURA CI POTRA’SALVARE”

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 3 Continua la lettura di reloaded ad uso futuro “DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 3″

PRIMA GLI ITALIANI!

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PRIMA GLI ITALIANI!

La febbre del consumismo non ha antidoto, non c’è nessun vaccino che sia capace di limitarne gli effetti negativi; e ce ne sono tanti. Uno dei supermercati più affollati è l’Unicoop di via delle Pleiadi. La smania di un Natale sempre più anticipato si tocca con mano un sabato mattina orario inoltrato già da “pentole e padelle sul fuoco”. “Ma non vi hanno avvertito che anche per tutta la domenica sarà aperto?” provo a pensare, senza riflettere però che anche io sono là colpevole di non aver pensato che, forse, era il caso di passarci di prima mattina. Perlomeno avrei potuto acquistare con maggiore consapevolezza quel che era strettamente e veramente necessario.
Ma il segnale che ci fosse la baraonda consumistica lo avevo scoperto già all’arrivo in auto: file lunghe e nervose caotiche e ricerca isterica di un posto più vicino possibile. La fila delle auto era frenetica e nervosa e non era stato facile per il popolo isterico imbroccare la fila giusta per trovare un posto. Mi ficco in un corridoio ed imbrocco un varco rapidamente per portarlo via ad un concorrente che però venendo di fronte era a maggiore distanza rispetto a me.

“Siete assurdi. Sarebbe ottima cosa venirci a piedi!” suggerisco io mentalmente dall’interno della mia Citroen rossa. E poi ci penso e lo ricordo a me stesso: cosa ci faccio io?

Dopo la giostra dell’autoscontro con i carrelli vado verso le casse. La fila alle casse è lunga e l’addetto è lento; peraltro si sofferma a dare indicazioni utili al miglior acquisto oppure decide di ripartire due casse di birre tra due clienti, al puro scopo di consentire loro di avere lo sconto. Per di più non mi ero accorto di essere alla cassa 1 riservata a donne con il pancione e portatori di handicap di vario tipo. Più di una volta ho pensato che mettere insieme queste categorie non mi sembrava una buona idea… Infatti, mentre già sono ormai in procinto di deporre i prodotti sul nastro, arriva un non vedente accompagnato. Gli faccio spazio, anzi chiedo alla signora che lo guida se vuole che la aiuti, ma mi risponde quasi a gesti tanto che mi viene da pensare che sia non udente ed è in ogni caso una donna molto triste. Sento dentro di me un dispiacere collegato al fatto che non riesco a comunicare, ma poi faccio in modo che sistemi da sola la spesa e spostando il suo compagno con la destra gli faccia imboccare nel senso giusto il corridoio della cassa.
In tutto questo caos finiti gli acquisti esco e non ricordo più nella gran confusione dove sia la mia auto. “Forse….” e mi inoltro in uno dei corridoi dei parcheggi proprio di fronte all’uscita del supermercato. Non sono convinto che sia quello giusto. Peraltro, cavolo!, c’è un caos assai maggiore anche perchè pioviggina e, pur se non si comprende la ratio quando piove c’è ancor più disordine. Il mio carrello poi si rifiuta di collaborare linearmente e si mette di sghimbescio come il famoso “cappello sulle 23” di alcuni chansonnier di teatro di rivista come Nino Taranto.
Le auto si incrociano con gravi rischi di cozzare con paraurti e portiere che si aprono in modo scomposto. Davanti a me con il carrello imbizzarrito che non riesco a domare una sontuosa Range Rover Evoque di traverso cerca di districarsi. A guidarla a me sembra uno sceicco con accanto una donna araba con velo. Finalmente riesce a procedure e si dilegua. Vado oltre verso l’auto di cui ho intravisto il posteriore a una decina di metri. Avanza un’altra auto anche questa orgogliosamente di rappresentanza. “Poteva spostarsi con il suo carrello? No?” mi apostrofa la signora che guida. E mi viene spontaneo pensare: “Prima gli italiani! Suvvia, una volta per uno: adesso tocca anche a me, d’altronde non pretenderete di interpretarlo unilateralmente, no?”.

Joshua Madalon

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L’anormalità (ovvero La normalità)

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L’anormalità (ovvero La normalità)

Intorno alle questioni sollevate dalle irregolarità riscontrate nella famiglia Di Maio quanto a rispetto delle regole nel rapporto lavorativo con alcuni dipendenti della loro ditta edile ed in relazione ad abusi piccoli o grandi all’interno di alcune loro proprietà si stanno sbizzarrendo i mass media e le varie fazioni politiche, disponibili da una parte a relativizzare tali accadimenti o dall’altra a far pagare pan per focaccia lo stentoreo richiamo alla Onestà così perentoriamente proclamato da parte dei pentastellati.
Un giochino delle parti che tende purtroppo a nascondere il reale punto centrale della questione, che finisce per condizionare la stessa sorte del Governo, in particolare quella parte che fa riferimento al M5S, ced al loro “reddito di cittadinanza” (intendo per “loro” la loro interpretazione e proposta di attuazione di quel progetto). Ho già scritto senza pretesa di essere originale che il “reddito di cittadinanza” proposto non può essere attuato in presenza di una realtà antropologica che ha costruito la sua essenza sul clientelismo, sulla trasgressione fatta norma corrente tale da far ritenere legittimo ogni comportamento, quali per l’appunto il non rispetto delle regole ediizie, il fenomeno del lavoro nero, l’elusione fiscale.
Ecco perché nel titolo di queste breve post ho utlizzato la doppia forma di una composizione che utilizza le medesime lettere alfabetiche conducendo a risultati opposti.
“Che volete che sia, bazzecole!, “quisquilie e pinzillacchere” aggiungerebbe Totò per suggerire l’infondatezza per meriti di appartenenza alla stessa terra di origine. Ma, detto ciò, delle due l’una! O questo Governo accennando a “cambiamento” e “rivoluzione” sa di cosa sta parlando (e non vende, come sembra, del fumo!) oppure molto presto finirà per sbattere contro il muro dell’impotenza.
Quanto al giudizio su questo “incidente” di percorso ribadisco che l’ingenuità, il pressappochismo, l’impreparazione culturale non possono appartenere allo “status” di governanti. Ed anche questo si aggiunge a tutte le altre castronerie, che pur essendo molto gravi, possono far sorridere maternalisticamente una parte del pubblico più indulgente, i veri “buonisti”(quelli che “o poverini, lasciamoli governare!”), che pensano che la Politica sia un gioco per ragazze e ragazzi e non una cosa seria. Chi legge ed è sostenitore di parte o tutto questo Esecutivo, può astenersi dallo scagliarsi contro di me e cominiciare a riflettere sui danni che il proseguimento dell’azione del Governo arrecherà al nostro Paese nella sua totalità, ma con maggiori gravi conseguenze per la parte più debole di esso.

Joshua Madalon

P.S.: Non c’è paragone tra quel che hanno combinato Boschi e Renzi…. loro non sono dei dilettanti!

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IDIOTI E SERVI SCIOCCHI

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IDIOTI E SERVI SCIOCCHI

La campagna dell’odio e dell’offesa dilaga sui social. Il livello culturale dei partecipanti al “concorso” è sempre più infimo. Assumiamoci le responsabilità, noi che siamo stati educatori e vorremmo continuare a svolgere un ruolo più vicino a quello che abbiamo interpretato durante la nostra vita lavorativa “ufficiale”.
Novelli Tiresia o Cassandra, a vostra scelta, avevamo espresso questi vaticini, inascoltati da chi rincorreva personali interessi, accecati dalla cupidigia del Potere, quello basso locale di piccolo piccolissimo cabotaggio a quello regionale e nazionale. Alzavano le spalle, giudicandoti inutile e dannoso per I loro progetti e valutandoti a livello di escremento, dopo vari tentativi di blandizie non andati a buon fine, quello loro si intende!
Oggi ci ritroviamo davanti ad uno stretto passaggio di confine con una nuova classe politica, espressa dal voto “populista”, che non possiede qualità sufficienti a garantire la tenuta sociale del Paese. Chi l’ha sostenuta a tutta evidenza ha inviato un poderoso sonoro schiaffo alla classe politica precedente che, pur possedendo qualità superiori, non era stata in grado di rappresentare le istanze che venivano poste.
La scelta populista ha prodotto tuttavia dei risultati che vanno ben al di là ed al di sotto di quanto richiesto. Il combinato disposto dell’unione contrattuale tra forze abbastanza – anche se non del tutto – diverse sta creando un vero e proprio sconquasso economico che rischierà di farci andare verso una crisi economica ed istituzionale che ci avvicinerà ad una situazione di tipo sudamericano, che farà apparire le altre crisi, come quella della Grecia del 2009, un episodio marginale. Ho accennato al “combinato disposto” ed è anche giusto esplicare il senso del titolo di questo “post”. La furia iconoclasta del leader della Lega ha piegato una parte degli “eletti” del Movimento 5 Stelle, cui in definitiva è destinato il titolo “benefico” e paternalistico. C’è una profonda differenza tra Ia maggior parte dei rappresentanti della Lega e la maggior parte di quelli del M5S: questi ultimi sono (non solo “appaiono”) essenzialmente inadeguati, ben al di là di quanto sia necessario. Personaggi come la vice Ministro dell’Economia (che “parolona”: Viceministra”!) tale Laura Castelli presenta lacune particolarmente nei comparti che ella pretende di meglio conoscere e si mostra apertamente smarrita nei confronti. Tutto questo sarebbe poco e pittoresco se non si accennasse alla caparbietà con la quale si va sostenendo la pratica del reddito di cittadinanza in una realtà antropologica assolutamente impermeabile al di sotto della quale vi è lo scarso atavico rispetto delle regole, quelle essenziali microeconomiche.
Aver approvato il cosidetto “Decreto Sicurezza” comporta, accanto alla creazione purtroppo “volontaria” di una diaspora degli stranieri ospitati nei Centri e negli Sprar che produrrà un clima di maggiore “insicurezza” speriamo solo percepita, un aumento della disoccupazione collegata alla riduzione dei contribute statali a sostegno di tali attività. Ai dati della povertà attuale cui si riferirebbe il “reddito di cittadinanza” occorrerà aggiungere questi altri numeri.
Non è da meno l’idiozia della “quota 100” per il pensionamento, venduto come una “porta aperta” alle nuove assunzioni. Per ogni neopensionato cui toccherebbe anche vedere ridursi in modo sostanziale il suo assegno non ci potrà essere un neoassunto. Lo capirebbe uno sbarbatello qualsiasi che non sarebbe immaginabile sostituire “d’emblée” un quadro intermedio ma neanche un impiegato con esperienza pluriennale senza avere seri contraccolpi nelle aziende e negli uffici.

Purtroppo per il declino “ce n’est qu’un dèbut”

Joshua Madalon

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GIORNI

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GIORNI

Giorni uggiosi schizofrenici tra bassi e alti, alti e bassi, con lenti sonnacchiosi risvegli e serate che decollano troppo tardi, costringendoti ad addormentarti ad ora tarda dopo aver avuto colpi di sonno. Un giorno senti di essere molto più giovane di quanto sei ed addirittura senti dentro il desiderio di ritornare al lavoro che hai condotto per tanti anni; un altro subito dopo, un altro giorno, cammini lento portandoti dietro molto più peso di quanto dovresti. Capita per l’ appunto in modalità schizzata proprio in quel giorno in cui sei ritornato a scuola per una festa di commemorazione per un giovane ex allievo di tanti anni fa, che se ne è andato via, così all’improvviso: quello proprio il giorno giusto, no, per sentire dentro di te la vitalità! Roba da psicanalisti anche di quelli alle prime armi o di un counselor che come la mosca cocchiera si possa credere alla stessa altezza dei migliori professionisti. Certamente contribuisce a farti sentire vivo la tragedia di una vita stroncata anzitempo, anche se Menandro suggerirebbe che quella tragica fine sia cara agli dei. Ancor più la giornata mite tranquilla pur di un autunno maturo e l’incontro con docenti che non vedevi da tempo e che nella distanza “forse” hanno imparato ad apprezzare meglio quel che valevi e ti sorridono, mentre alcuni anni prima non erano così cordiali e felici di incontrarti. Ed ancor più la presenza di allievi di quelli ancora più giovani che, casualmente, incroci nei corridoi ti riconduce il desiderio di riprendere un rapporto più sereno e maturo.

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Il giorno dopo ti svegli più presto del solito. A fine novembre è ancora buio. Devo lavorare in casa prima di uscire. Devo farlo entro le 8.00 perchè per le 9.00 devo essere a scuola; non quella del giorno prima. Esco di casa dopo una mezza dozzina di caffè perchè non sono riuscito ancora a scrollarmi di dosso la sonnolenza. Per fortuna non piove. Fa freddo, sì, ma non piove e questo mi dà garanzie che non correrò il rischio di impallarmi nel traffico, come in altre occasioni. La città è come me sonnacchiosa. Esco presto anche perché parcheggio in un posto lontano dal luogo dove devo recarmi. Mi dà la possibilità di camminare, che per un settantenne è necessario terapeuticamente. Mi fermo in un parcheggio libero dove non c’è quasi nessun’ altra auto. Mi fermo e
prima di uscire nascondo alla vista qualsiasi oggetto che pur immeritatamente possa indurre in tentazione qualche ladruncolo di passaggio. E poi con una lentezza biblica come se dovessi attraversare un deserto mi avvio lungo la pista pedonale del Bisenzio andando verso il centro. Cammino, mi fermo ed osservo tutti i soggetti che la Natura propone. C’è un sole tiepido rinfrescato dal venticello della valle ma è straordinariamente piacevole prendersela comoda, ed avvertire la forza morale dell’età che si contrappone alla sensazione di un inevitabile lento declino.

Joshua Madalon

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L’IPOCRISIA NON E’ (PIU’) UNA VIRTU’ …almeno così dovrebbe essere ma…..

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L’IPOCRISIA NON E’ (PIU’) UNA VIRTU’ …almeno così dovrebbe essere ma…..

Se non ve ne foste accorti, la campagna elettorale per le amministrative (a Prato) è già iniziata!
Noi di “Prato in Comune” non possiamo esimerci dal mostrare quelle che sono state (e continuano ad essere) le contraddizioni di un’Amministrazione che si è presentata come se fosse di Sinistra ed invece trope volte si è caratterizzata in modo addirittura peggiorativa rispetto alla precedente, nettamente di Destra. Uno degli aspetti su cui lavoriamo in modo specifico e strutturale in vista del nostro Programma di Governo sarà quello della Partecipazione democratica.

E’ stato da anni uno dei punti dolenti delle “diverse” Amministrazioni che si sono susseguite. Già nell’ultima fase della vita breve delle Circoscrizioni il rapporto tra I cittadini delle periferie e l’Amministrazione comunale ha mostrato i suoi limiti; che non possono essere se non per pochi aspetti addebitabili ad una vacanza legislativa ma alla precisa volontà di mantenere ferme le leve del Potere in modo centralistico.

Anche se a prima vista la questione che ci ha visti protagonisti negli ultimi giorni (mi riferisco al nostro intervento sull’esito del voto espresso in Consiglio Regionale per l’ampliamento della pista dell’Aeroporto di Firenze) sembra non essere collegata allo scarso rispetto della partecipazione democratica, la Consigliera pratese regionale del PD Ilaria Bugetti finisce per offrirci un valido assist in quella direzione.

Dopo il nostro intervento sulla stampa, che abbiamo ammesso essere stato “intempestivo” ed impreciso – anche se ci siamo rapidamente corretti – eravamo pronti a ricevere la replica della deputata regionale piddina, che è prontamente apparsa sul suo profilo Facebook.

La Bugetti ha precisato di non essere stata in Consiglio quel giorno (noi in un primo tempo avevamo avuto informazioni sbagliate dedotte da articoli di stampa altrettanto errati – non abbiamo orecchie ed occhi amiche in quei luoghi) ed ha ricordato di essere stata già nel 2011 contraria alla costruzione della nuova pista aeroportuale (da notare: non “dal” ma “nel”).

Abbiamo riflettuto su questo ed in una nostra ulteriore controreplica sull’ account Facebook di “Prato in Comune” ci siamo chiesti come avrebbe votato laddove fosse stata presente.

Non si è fatta attendere la risposta (in verità non sappiamo se rivolta a noi o ad altri) ma ci fa piacere sapere quel che ha detto alla stampa stamattina (25 novembre 2018).

“Mi sarei astenuta, probabilmente”.
Complimenti!
Dopo aver avuto chiare indicazioni contrarie a quella pista da parte del suo Partito e del Consiglio Comunale all’unanimità i due Consiglieri regionali pratesi votano, uno a favore e l’altra dice che “probabilmente” si sarebbe astenuta! Sinceramente sconfortante il livello espresso da questa classe dirigente locale, che non può essere ulteriormente tollerato.

Joshua Madalon

“SINISTRA, vecchi e nuovi tromboni”

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“SINISTRA, vecchi e nuovi tromboni”

Tra i vecchi tromboni, mummie della Politica, uomo per tante troppe stagioni, inossidabile faccia tosta ondivagante a seconda del tempo e dei venti della politica, c’è quel tale Pier Ferdinando Casini, il cui doppio nome lascerebbe intravedere una certa qual nobiltà mentre il cognome ci ricorda tempi lontani con quei locali chiusi dalla signora Merlin. In una delle ultime sortite televisive in uno dei salotti dove si vorrebbe formare l’opinione pubblica, costui ci ha spiegato perché mai non c’è più Destra e Sinistra e non solo nel nostro Paese.

E’ una delle fissazioni di coloro che desiderano a più non posso che il destino dei diseredati, degli ultimi, dei poveri sia assegnato alla benevolenza dei singoli contravvenendo così al rispetto dei vincoli costituzionali che si occupano della dignità dell’uomo sotto ogni aspetto. Lo desiderano ma non hanno il coraggio di ammetterlo in maniera chiara.

“Sinistra” in sè e per sè significa ben poco: tutti sanno che è semplicemente una collocazione specifica nell’ambito delle assise governative. Ed infatti si potrebbe anche affermare che non si chiami più Sinistra ma che abbia una intitolazione più gradita come potrebbe essere “Aurora”, “Caldo” oppure “Bouquet”.
Ma anche scherzandoci sopra, come ho appena fatto, poco cambia.
Basta andare in giro tra diversi ambienti: ogni settimana per alcune ore mi occupo di donne ed uomini – ed anche di alcuni loro piccoli figli – istruendoli volontariamente alla conoscenza della lingua italiana di base (quel che serve: non più di tanto; non grammatica o sintassi ma lessico fondamentale) ed ascolto e capisco le loro difficoltà. E poi se vai in giro per la città sempre più riesci a vedere donne ed uomini senza fissa dimora trascinarsi i loro averi ed affacciarsi, in attesa dell’unico pasto che la Caritas fornisce, nei cestini dei giardini, ora che con la raccolta porta a porta non ci sono più i cassonetti. Dall’altra parte i supermercati ed i centri commerciali pullulano di acquirenti impazziti, consumatori compulsivi di oggetti inutili che presto o tardi saranno destinati alle discariche e di un surplus di alimenti che ingolfano a dismisura i frigoriferi e le coppe di verdura e di frutta e poi concludono la loro esistenza nelle buste di polietilene per l’organico. In tutto questo divario sociale abbiamo bisogno di interventi strutturali efficaci che da subito siano funzionanti senza essere caritatevoli e meramente assistenziali. Occorre valorizzare la piena dignità dell’uomo attraverso il lavoro, un lavoro “subito” con il corrispettivo reddito non certamente quello che si lascia intravedere attraverso il meccanismo di un reddito di cittadinanza devoluto semplicemente agli incapienti nell’attesa di trovare una collocazione lavorativa. Ed un tetto per tutti, provvisorio per le emergenze ma definitivo in tempi ragionevoli ma comunque rapidi.
E chi si dovrebbe occupare di tutto questo se non la Sinistra? La Destra ha una visione pauperistica basata sulla sopportazione, la tolleranza, il senso cattolico della colpa di non essere poveri. Occorre andare al di là di questi limiti ed avere il coraggio di affrontare le cause delle differenze sociali, prima che sia troppo tardi. Alcune delle ragioni per cui l’intervento del Governo di Destra che ci ritroviamo è messo in discussione a livello europeo stanno proprio nella incapacità di capire che alcuni interventi rischiano fortemente di essere, nel contesto tipicamente antropologico italiano, a fondo perduto. Forse non tutti tutti, ma tanti tanti sì.

Joshua Madalon

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NON SOLO ESISTE, MA VE N’E’ URGENTE BISOGNO (di quella vera, però, eh?)

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NON SOLO ESISTE, MA VE N’E’ URGENTE BISOGNO (di quella vera, però, eh?)

Di che cosa parliamo? della Sinistra, intorno alla quale gufi spelacchiati e prefiche cadenti cercano di negarne l’esistenza. Lo fanno anche e soprattutto per paura, ma anche per ignoranza. Il Partito Democratico ed i suoi sostenitori la temono, il Movimento 5 Stelle in generale fa parte dell’altro blocco, quello degli ignoranti.
Poi si sentono ancora certi commenti solonici di vecchie cariatidi indebolite dallo smog che non hanno proprio nulla da insegnarci ma da vere e proprie “chiangimorti” cassandriche stanno lì a tirare i piedi alla Sinistra, annunciandone la morte. In verità, tiè! Per oggi, tiè!

Uocchio, malocchio,frutticielle a ll’uocchio, prutusino e ffenucchio, o formule più moderne quali aglio,fravaglie e ffattura ca nun quaglia cap’ ‘alice e capa d’aglio, cuorno e bicuorno

Ovviamente ho scherzato utilizzando queste formule. Noi che siamo esseri pensanti e siamo in grado di riconoscere la verità dalle falsità non ci lasciamo ingannare.

Joshua Madalon

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