Archivi categoria: Ambiente

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – nona parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

images

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – nona parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

riprende a parlare Elisa Valdambrini

Noi ci occuperemo di molte problematiche, partendo dai temi locali di un territorio che nel corso degli ultimi anni, più di altri, ha visto modifiche sostanziali sul piano sociale, culturale, economico e demografico. San Paolo dovrà essere un importante avamposto della nostra azione “politica”; non è un mistero che il Centrosinistra ha perso Prato per essere stato poco attento a quello che era accaduto qui nel corso dei decenni passati. Occorre con rigorosa meticolosità recuperare questo svantaggio e lo dobbiamo fare noi; non c’è presunzione in questa nostra affermazione, ma vorremmo che si avvertisse il nostro grido di dolore e che non si perdesse altro tempo a discutere di “lana caprina”. Sui temi dell’immigrazione abbiamo voluto ascoltare le proposte formulate dal responsabile provinciale del Forum; le consideriamo una base da cui prendere le mosse per affrontare poi congiuntamente ai cittadini più attenti e disponibili di questo territorio (anche quelli appartenenti alle comunità straniere) i necessari approfondimenti per andare nel minor tempo possibile a delle proposte chiare e precise, proprio quello che è mancato fino ad oggi. Abbiamo lasciato che personaggi ambigui e pericolosi, al di là della loro presunta professionalità specifica, facessero largamente pensare che l’unico metodo percorribile fosse quello meramente repressivo e militare. Noi invece crediamo sia estremamente importante riprendere a sviluppare le relazioni interculturali mettendo in moto i pensieri e le intelligenze. Noi siamo fortemente contrari ad operazioni poliziesche che puntano sulle paure e spingono a chiusure progressive di tipo razzista e xenofobo. Non accettiamo di essere considerati sic et simpliciter “buonisti”, vogliamo coltivare la Cultura del confronto e vogliamo avere gli strumenti per poterla perseguire; anche per questo vorremmo chiamare a raccolta qui l’ intellighentia progressista e civile di cui ancora Prato si può vantare, vogliamo che vengano qui sociologi e storici, scrittori ed antropologi; vogliamo produrre uno sforzo di coinvolgimento progressivo interculturale rivolgendoci anche alle persone più disponibili e preparate appartenenti alle diverse etnie.
Al Partito chiediamo di non perdere altro tempo prezioso;. il Circolo PD Sezione Nuova San Paolo proprio perché costitutivamente non si pone come autosufficiente nell’aggredire temi complessi come quello dell’immigrazione suggerisce alla Segreteria in modo ufficiale – dopo averlo fatto in modo ufficioso più di una volta – che vi sia un impegno più attento a valorizzare anche la struttura del Circolo Curiel di via Filzi. Quel luogo che naturalmente dovrebbe essere ascritto alla pratica democratica rischia di essere definitivamente colonizzato dal Centrodestra; la Dirigenza del Circolo è disponibile ad ospitare incontri ed assemblee ed aveva dato anche il via libera ad una presenza stabile dei Giovani Democratici; crediamo che questa opportunità non sia stata colta ancora e pensiamo invece che sia estremamente opportuna.

….9….

» Sempre E Per Sempre «

Pioggia e sole
cambiano
la faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
e tornano
e non la smettono mai
Sempre e per sempre tu
ricordati
dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
e perdersi ancora
e tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
per diverse strade
o con diverse scarpe
su una strada sola
Tu non credere
se qualcuno ti dirà
che non sono più lo stesso ormai
Pioggia e sole abbaiano e mordono
ma lasciano,
lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
nascondersi,
confondersi
ma non può perdersi mai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai

mfront_pioggia_e_sole

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – ottava parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

Piazza-dell’Immaginario-Prato.-Vista-di-Google-Maps-Courtesy-ECÒL

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – ottava parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

questo fu la parte riservata all’intervento di Sabrina Pratesi

E dire che ce l’abbiamo con tutti è vero, perché anche i Gruppi degli amministratori locali viaggiano in modo separato ma, con un’ aggettivazione ironica, “molto articolato e diverso”. Troppi negli ultimi tempi scelgono modalità personalistiche preferendo il palcoscenico della Stampa locale alle Assemblee deputate al confronto.
Non è un caso, dunque, che si vada assistendo negli ultimi mesi ad una congerie di candidature per le prossime occasioni che presentano all’opinione pubblica un Partito che non ha come obiettivi la buona Politica, un Programma che contribuisca a rendere meno difficili le condizioni dei pratesi, ma l’acquisizione di prestigio personale da parte di alcuni. Non ne abbiamo proprio bisogno.
Il nostro parere sarebbe che un candidato debba emergere dalla discussione sui programmi e non essere catapultato preventivamente sulla scena semplicemente per la bella faccia che ha. Non ci convincono neanche, e qui chiudiamo, le ventilate ipotesi da parte di alcuni di dare vita a “liste civiche” a meno che questo non sia un “punto di arrivo” condiviso e frutto del dibattito programmatico.
Di fronte a questo quadro sconfortante vi sono però centinaia di semplici militanti che ancora credono in questo Partito e che costituiscono l’ossatura forte dalla quale ripartire: sono le risorse fondamentali su cui poter contare; sono le persone come noi che chiedono solo che vengano messe da parte le divisioni e che si faccia fronte comune contro gli avversari che non sono i nostri amici ed i nostri compagni.
Negli ultimi tempi probabilmente acuiti dalla crisi che morde un po’ tutti ma colpisce maggiormente chi è più debole sono emersi come un problema da affrontare con maggiore urgenza i temi cosiddetti dell’etica e della trasparenza; alcuni di noi ne hanno parlato sin dalla fase genetica del Partito Democratico altri ne hanno parlato da molto prima altri ancora hanno ritirato fuori queste problematiche da poco. Il fatto è che non si può oggi fingere che non esistano motivi validi, a prescindere dagli “scandali” (alcuni dei quali coinvolgenti anche esponenti a noi a vario modo collegabili), per affrontare la questione dei “rimborsi elettorali” (ed il Partito Democratico ha già risposto) e del modo con cui dovrebbe essere finanziato un Partito. Su questo ovviamente siamo convinti che vadano esaminati e discussi i Bilanci per verificare in modo serio e corretto oltre che rigoroso i motivi per cui, anche a Prato, non si riesca ad avere un Bilancio attivo o perlomeno con perdite minime. Noi abbiamo un’idea sul perché e non mancheremo di esplicitarla nel rispetto delle competenze degli organismi statutari. In ogni caso abbiamo aderito al documento che è stato preparato da alcuni dirigenti fiorentini ed è stato diffuso sul web; alcuni degli estensori come abbiamo detto nell’introduzione sono qui con noi e ne parleranno (il loro documento si intitola “Etica e trasparenza); abbiamo altresì dato il nostro apporto alla elaborazione di un Documento sugli stessi temi redatto qui a Prato e presentato alla Segreteria provinciale.

….8…….
unnamed (1)

Mentre Sabrina interviene sul display appaiono le parole del testo della canzone accompagnate solo dalla “base” musicale

L’assenza (Fiorella Mannoia)

(P.Fabrizi)

Sarai distante o sarai vicino
sarai più vecchio o più ragazzino
starai contento o proverai dolore
starai più al freddo o starai più al sole
Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare
Se chiamo forte potrai sentire
se credi agli occhi potrai vedere
c’è un desiderio da attraversare
e un magro sogno da decifrare
Conosco un posto dove puoi tornare
conosco un cuore dove attraccare
Piovono petali di girasole
sulla ferocia dell’assenza
la solitudine non ha odore
ed il coraggio è un’antica danza
Tu segui i passi di questo aspettare
tu segui il senso del tuo cercare
C’è solo un posto dove puoi tornare
c’è solo un cuore dove puoi stare

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – settima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

2487,0,1,0,370,256,316,2,2,134,46,1,0,100,0,1972,1968,2177,80447
2487,0,1,0,370,256,316,2,2,134,46,1,0,100,0,1972,1968,2177,80447

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – settima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

continuano gli interventi “programmati” riprende la parola ELISA Valdambrini

Vogliamo per questo invitare il nostro Partito ad analizzare con severità e rigore tutte le fasi che hanno portato – negli ultimi anni – Prato ad essere amministrata, dopo più di 60 anni, dal Centrodestra. Crediamo sia fortemente indispensabile ed urgente perché si avvicinano importanti scadenze e non possiamo sottovalutare le critiche che, soprattutto dall’interno, o dall’immediata periferia del Partito, sono venute e continuano tuttora a venire. Ognuno di noi, è logico, si è fatta un’idea specifica di quanto è accaduto; ma non è più il tempo di ragionare per gruppi separati. E’ l’ora di lavorare tutti insieme, perché se si riesce a vincere, vinceremo tutti; se si perde, allo stesso modo, perderemo tutti. E non ci si venga a dire che questa esperienza del passaggio all’Opposizione è stata positiva – oltre che per noi – per la nostra città! E dunque noi dobbiamo cercare di vincere e dobbiamo farlo abbandonando gli errori dopo averli riconosciuti e costruendo una piattaforma programmatica chiara e comprensibile e, per poterlo fare, non bisogna attendere altro tempo: noi proponiamo la convocazione dei Forum per il Programma e pensiamo ad un Programma che, senza tralasciare alcun aspetto, si presenti alla fine con delle Sintesi ampie. Finora non abbiamo fatto altro che rincorrere le ubbie del Centrodestra; ora bisogna cambiare rotta. Per poterlo fare bene occorrerà aprire la discussione davvero e non solo per slogan, farlo preventivamente senza steccati precostituiti, raccogliere le idee e la progettualità, valutandone le reali concrete fattibilità, valorizzare la “parola” e diffondere le “idee”:

riprende la parola STEFANO Gruni

Per fare questo occorre innanzitutto un Partito Democratico unito e forte, anche perché “unito”. Nel PD le vecchie “anime” precostituenti si sono amalgamate solo in parte in modo positivo; le divisioni, al di là di schieramenti riferiti alle storie precedenti si riferiscono a malumori sopiti che affondano le loro piccole robuste radici in alcune diatribe prevalentemente di natura personale fra opposte fazioni a sostegno di questo o quel personaggio, di questo o quel candidato etc etc etc
E sarà necessario un impegno poderoso e robusto, coraggioso di tutti, proprio tutti e sottolineiamo tutti, in quella direzione.
A noi oggi il Partito appare in forte difficoltà: se non fosse vero, se fosse solo l’impressione di un minuscolo gruppetto di militanti incapaci di interpretare la Politica, non potremmo che esserne felici. Noi in effetti vediamo divisioni, sentiamo critiche spesso feroci non solo fuori ma anche dentro i gruppi Dirigenti; c’è una Segreteria Provinciale che non ci convince. Tutti sanno che questo Circolo, nel suo nucleo costitutivo, ha sostenuto la candidatura di Ilaria Bugetti e non ci accingiamo qui a smentire il nostro operato. Chiediamo un cambio deciso di passo; chiediamo che chi fa parte della Segreteria si assuma pienamente le sue responsabilità; non ci interessano le questioni personali: bisogna essere operativi come Gruppo, bisogna essere coesi e, se necessario, cambiare. Noi pensiamo che sia venuto il momento di fare chiarezza e bisognerà andare ad una gestione collegiale non necessariamente unitaria (intendendo con ciò che chi ha perso il Congresso può anche rifiutarsi di avere delle responsabilità ma chi lo ha vinto ha degli obblighi ed a questi deve corrispondere). Pertanto sarà opportuno procedere ad una verifica di “maggioranza” per comprendere cosa non abbia funzionato: non ci si può nascondere solamente dietro al disfattismo o complottismo della minoranza. C’è di certo qualcosa da verificare e bisogna farlo al più presto. E’ assolutamente necessario sviluppare una maggiore forza propulsiva sui territori e sulle tematiche evitando fra l’altro di lasciare spazi del tutto liberi ed incustoditi a quella che genericamente chiamiamo “Antipolitica”. C’è un’Assemblea Provinciale che viaggia a scartamento ridotto: parte di essa non è molto presente (scusateci l’eufemismo ironico!) e non partecipa al dibattito “aperto” e democratico neppure in modo apertamente critico. E questo, in una città governata male da un Centrodestra impreparato ed arrogante oltre che a tratti aggressivo ed offensivo, non è ammissibile. Occorre avvertire un senso di corresponsabilizzazione ed evitare, non solo apparentemente ed ipocritamente, divisioni che non siano il frutto di discussioni franche aperte e comuni, evitando incontri separati e semi-segreti o conventicole di parte.

Uno dei brani con cui si intervallarono gli interventi:

Sognamo il pane, bambino mio
E le mele rosse e lo scintillio
Dell’uragano che porta via
E pulisce l’aria di nostalgia
Un cuore caldo e le calze lunghe
Gli inverni corti e le libertà
Gli uccelli neri e la pioggia lieve
Che viene e và
Sognamo il mare, bambino mio
E le reti piene e lo scampanio
Un uomo in casa e la verità
La sua sposa rosa che riderà
Il passato è una fotografia
Ma l’avvenire ti aspetta già
Sulla nave bianca che un giorno o l’altro ti ruberà

Sognare è vita
è fare cosa non puoi fare
(è sentire che ti puoi) dimenticare
La porta aperta e poi dormire
Sognare è vita
è cogliere la luna amica
è l’acqua della fantasia

Sognamo il sole, bambino mio
Con il tempo bello del nostro addio
Mentre il canto della malinconia
è una chitarra giù nella via
Con un po’ di vino e la tua allegria
Un vestito nuovo e la mia poesia
Sotto le lenzuola di lino e neve tu voli via

Sognare è vita
è fare cosa non puoi fare
(è sentire che ti puoi) dimenticare
La luce accesa e poi dormire
Sognare è vita
è cogliere la luna amica
è l’acqua della fantasia
Sognare è vita
Sognare è vita
è il fuoco della tua follia
Sognare è vita
Sognare è vita

….7…..

NON C’E’ NIENTE DI NUOVO

Black monitor with blank white screen isolated on white background
Black monitor with blank white screen isolated on white background

NON C’E’ NIENTE DI NUOVO

Sono sempre più convinto che la “partita” per la Regione Toscana da parte della “Sinistra” (continuo ad utilizzare disperatamente questo termine – “Sinistra” – per identificare l’opposizione alla Destra) sia in forte salita. Parlo di “Sinistra” mettendoci dentro sia il Partito Democratico che quelle forze che gli fanno da “contorno” satellitare e quelle altre che pur gli si oppongono in vario modo. Da tempo ho espresso tutti i miei dubbi sul processo politico che ha condotto alla scelta del candidato alla presidenza della Regione Toscana, proprio perché tale candidatura è stata formulata con un meccanismo centralistico di potere senza che venissero coinvolte le strutture popolari periferiche. D’altra parte la questione del “metodo” è fondamentale, lo è stato da sempre – a mia memoria – ed ha motivato sempre più il mio allontanamento dalla partecipazione attiva. Chi segue i miei post, in particolare quelli che recuperano parti della “storia” minore del Partito Democratico (quella locale di una parte periferica del Comune di Prato), non fa alcuna fatica a comprendermi. A nulla vale, a mio parere, la consolazione della vittoria in Emilia e Romagna. Quella, con buona pace delle “sardine” e della coraggiosa “Elly Schlein”, appartiene ad una storia molto lontana dalla mia sensibilità: è figlia del renzismo che ha caratterizzato in modo energico e mortale quegli anni nei quali occorreva ampliare la fase partecipativa diffusa ed invece si sono privilegiati i caminetti ridotti e sono state chiuse molte strutture periferiche: c’è stato un calo vertiginoso di iscritti e di simpatizzanti, che ha portato anche alla difficoltà di organizzare momenti collettivi come le “Feste de “l’Unità”. Quello che ho descritto come “epifenomeno” (copio da Wikipedia “un fenomeno secondario e accessorio che talora accompagna o segue un fenomeno primario senza apparente necessario rapporto con esso”) riferendomi alle “sardine” è l’espressione momentanea di un “senso profondo di colpa” di una parte del centrosinistra borghese, molto simile peraltro alle “madamine” torinesi, alla ricerca disperata di recuperare “piazze”. In Emilia Romagna la differenza non l’hanno fatta le “sardine” ma la fottuta paura di ritrovarsi, con la vittoria della Lega, tutto il Nord Italia al di là dell’Appennino – che avrebbe fatto da confine statale – nelle mani della Destra, la peggiore da ottanta anni in qua; una mano forte a far vincere Bonaccini l’ha data quella parte “borghese” regionalistica autoreferenziale che ne ha apprezzato le proposte autonomistiche omogenee a quelle delle altre ricche Regioni del Nord; un contributo poi lo ha dato il leader della Lega che ha di fatto richiesto un vero e proprio “referendum” (Renzi docet! Ma non in questo caso, evidentemente!) sulla sua persona e sull’obiettivo di scalare il potere nazionale. In Toscana, così come in E.R., il Partito Democratico si sente forte e pensa di poter decidere molto liberamente su uomini, a partire dall’alto, e scelte strategiche. Gli fanno da “coretto” un po’ di cespuglietti che si accontentano di avere piccoli riconoscimenti attraverso candidature di bandiera; anche i “pescetti” toscani si aggiusteranno nelle loro scatolette, facendosi portare a spasso da ingenui sostenitori di un voto “utile” che finirà per ribadire i blocchi di potere così come sono, forse più forti ancora di prima. “Blocchi di potere” che contribuiranno a rendere più dura la vita dei toscani, a peggiorarla negli elementi fondamentali, di cui in modo contraddittorio ed ipocrita i sostenitori del Partito Democratico e loro affini tratteranno nelle ipotesi programmatiche: lavoro, sviluppo, green deal, e blablabla.

Joshua Madalon

tempesta

una documentazione su un Progetto complesso di Educazione degli Adulti realizzato a Prato negli anni Ottanta -parte 6 ed ultima (vedi post del 12, 15, 17 e 19 gennaio u.s)

Il Seminario si svolse dal 18 al 22 maggio 1988 nei locali della Biblioteca Roncioniana di Prato

messa-in-sicurezza-pietre-esterne

una documentazione su un Progetto complesso di Educazione degli Adulti realizzato a Prato negli anni Ottanta -parte 6 ed ultima (vedi post del 12, 15, 17 e 19 gennaio u.s)

L’ uso delle nuove tecnologie deve penetrare, a mio parere, integralmente dentro i progetti di “educazione degli adulti”: il largo uso che nella società si va facendo (a proposito ed a sproposito, in positivo e in negativo) della cultura dei mezzi di comunicazione di massa deve essere correttamente riportato all’ interno della programmazione educativa riservata agli adulti. Questo soprattutto allo scopo di rendere più agile ed usufruibile l’ apprendimento: ad esempio vanno considerati i turni di lavoro ed i ritmi della vita moderna che non sempre permettono di seguire i corsi con assiduità e che risultano sovente essere il motivo predominante di rinuncia da parte degli adulti occupati. Questa flessibilità può essere ottenuta con le nuove tecnologie, sia attraverso l’ uso di materiale già preparato ed usufruibile direttamente, sia attraverso le riprese in video delle lezioni così dette cattedratiche, ma anche con la costruzione di lezioni preregistrate o la progettazione di interventi specifici sull’immagine che preveda di passare attraverso tutte le fasi per la realizzazione di filmati di vario genere. Tutto questo permetterebbe agevolmente ai frequentatori dei corsi di poter usufruire degli interventi culturali nel settore da loro scelto anche ventiquattro ore su ventiquattro: è chiaro che occorre strutturare diversamente tutti i corsi e che si rende necessario un periodo di sperimentazione che preluda alla costruzione anche di una Banca Comunale (o Intercomunale) degli audiovisivi culturali, didattici e di servizio, la quale deve essere a disposizione degli utenti, la caratteristica dei quali dovrà essere meglio delineata, per il prestito o l’ utilizzazione in loco del materiale audiovisivo. Risulta altresì importante, soprattutto per gli adulti, il poter disporre di tecnologie avanzate e di materiale meno dispersivo possibile, come spesso accade con i libri di testo, il poter scegliere sempre e comunque su ampi, molteplici e diversi percorsi per l’ ampliamento e l’affinamento della propria cultura.
Per un intervento di tale portata sono disponibile sia personalmente sia a nome dell’Associazione che rappresento a rimboccarmi le maniche, ad operare praticamente. Alcuni sono abili teorizzatori ma preferiscono non cimentarsi, attendendo gli errori dei più coraggiosi molto spesso per denigrarli, per mortificarli: scusate se considero me stesso ed i miei amici dei coraggiosi ma di certo ci vogliono caparbietà ed ostinazione per ottenere gli obiettivi che ci si prefigge.
Oggi occorre anche che chi possiede i mezzi economici, chi controlla i processi produttivi a tutti i livelli, chi detiene e gestisce il potere politico, chi istituzionalmente possiede le tecnologie vecchie e nuove e si va ponendo quale interlocutore privilegiato per le nuovissime, a partire da chi ha organizzato questo Seminario, chi vi partecipa non negando di certo belle frasi di apprezzamento, asserzioni convinte e pareri positivamente concordi con l’ampliamento di questo settore dell’ educazione, siano tutti poi coerentemente disposti a mettere in pratica tutto quel che di positivo sarà qui emerso. Diversamente queste giornate, questi incontri, questi discorsi rimarrebbero un vuoto esercizio retorico, così come ce ne sono stati tanti altri, si aggiungerebbero, questi, agli altri dispendi inutili di risorse pubbliche: ed anche questo nostro sincero desiderio di impegno sarebbe reso vano ed in ultima analisi risulterebbe fortemente frustrante, con il risultato che un progetto che tende al futuro finirebbe con il provocare un forte arretramento o un blocco dei processi tecnologici applicati al settore educativo e didattico, ed in particolare a quello degli adulti.

Joshua Madalon

73358333_2394021070859802_2411448167598915584_n

continuo a riprodurre alcuni documenti per la storia politica del territorio – Comitato Civico Permanente di Studio ed Elaborazione Progettuale di San Paolo PRATO seconda parte

Prato-Chinatown-1024x689

continuo a riprodurre alcuni documenti per la storia politica del territorio – Comitato Civico Permanente di Studio ed Elaborazione Progettuale di San Paolo PRATO seconda parte

18 gennaio 2014

2.

Il Partito non era (e non è ancor oggi, gonfio dei successi effimeri della valanga renziana) in grado di lavorare in tale direzione; il partito non è in grado neanche di produrre una vera e propria sua Piattaforma programmatica a quattro mesi dalla prossima scadenza elettorale. A noi purtroppo sembra che l’onda dell’incultura sia lunga e che difficilmente in questa città riusciremo a riprendere l’egemonia; si parla di “egemonia” perché anche laddove si fosse in grado di vincere non vi sarebbe alcun cambiamento. E’ la Cultura che manca a questa sedicente classe dirigente ed in tutto questo noi che possediamo il senso dei nostri limiti vorremmo far prevalere la ricerca della conoscenza all’ideologia del pragmatismo quotidiano.
Quando Fabrizio Barca ha deciso di intraprendere il suo Viaggio noi avevamo già avviato un percorso di approfondimento di temi con il più ampio coinvolgimento di persone, di associazioni, di forze politiche, sindacali, economiche ed imprenditoriali e l’avevamo chiamata “La Palestra delle Idee”. Il Partito ci guardava (ma questo avveniva anche prima) con un certo sospetto, ci sopportava, sperando che alla fine ci saremmo stancati. Non è accaduto anche se il nostro stato è in una fase precomatosa, nella quale la nostra forza è tendenzialmente “fuori” dal Partito, anche se singolarmente ciascuno deciderà il proprio destino. Quando abbiamo letto la “Memoria” di Fabrizio ci si è aperto un varco ed è stato lì che abbiamo attivato i nostri contatti ed è partito l’invito, raccolto con entusiasmo da Fabrizio e Silvia, ma accolto con enormi sospetti dall’apparato locale con il quale abbiamo dovuto ingaggiare un braccio di ferro inspiegabile a chi poco conosce i meccanismi della Politica.
Dopo quell’incontro siamo andati avanti per un po’ con i vari incontri de “La Palestra delle Idee” riscuotendo grandi consensi in particolre fra gli osservatori esterni alla Politica. In alcuni di questi incontri abbiamo cominciato a discutere con Massimo Bressan, con Betsy Krause, con Roberto Vezzosi; abbiamo attivato un rapporto molto stretto con alcuni altri Circoli, con il Laboratorio di via del Cittadino fatto soprattutto di giovani, come Michele Del Campo, direttore della FIL (che si occupa di Formazione professionale e mercato del Lavoro) e con alcuni rappresentanti di forze politiche minori, come Alessandro Michelozzi. E le discussioni sono state frequenti, assidue e fruttuose dal punto di vista progettuale; anche se negli ultimi mesi abbiamo dovuto pagare lo scotto degli appuntamenti frenetici che la Politica del Partito Democratico ci ha riservato con la congerie di pre-Congressi e Congressi, di Primarie e Secondarie che tutti conosciamo. E si è perso del tempo prezioso per ascoltare e discutere, per analizzare ed approfondire. Sì, tempo prezioso! Anche se vi è una parte dell’apparato che sembra avere l’orticaria quando le si chiede di confrontarsi: hanno già le loro soluzioni, ovverosia i nomi ed i cognomi di coloro che saranno chiamati a comandare.
Ma arriviamo a noi ed a quello che, a prescindere da quale sia il destino di questo Partito e di questa città, noi vorremmo proporre. Innanzitutto il territorio, questo che circonda il Circolo; un’area ben precisa che conosciamo come Macrolotto Zero. E’ un’area caratterizzata da forte connotazione industriale sulla quale aveva puntato grande attenzione Bernardo Secchi con il suo Piano urbanistico del 1996. Abbiamo incontrato il grande urbanista venerdì 10 u.s. in un incontro che rimarrà nella nostra memoria come lezione somma di intervento urbanistico in un’area postindustriale. E forse l’idea di ripartire dall’analisi di quel Piano a quasi venti anni di distanza per lavorare poi su questo nuovo tessuto sfrangiato di rapporti umani vecchi e nuovi non è irrilevante. Noi non vogliamo porci dei limiti troppo vicini; anche per questo non vendiamo a nessuno la nostra proposta in relazione a competizioni elettorali ravvicinate. Costruiremo un Progetto che veda la presenza costante di un nucleo di esperti di vari settori che ci aiutino a comprendere meglio la nostra realtà, coinvolgendo gli stessi abitanti del Quartiere, sia quelli autoctoni che stranieri, con frequenti interviste sia strutturate che libere da registrare in video che conserveremo in un nostro Archivio della Memoria. Il Progetto che è “in fieri” si chiamerà quasi certamente “Quartieri inclusivi” ma ne discuteremo meglio nei prossimi giorni. Gli obiettivi minimi sono quelli di una migliore conoscenza della nostra realtà, ma ci piacerebbe essere in grado di migliorare la condizione di vita “morale” e “civile” di tutti gli abitanti, contribuendo a creare un clima più sereno fra le diverse etnie portandole tutte ad una positiva cointegrazione.

…2….. segue integrazione

a79b74b5831e48587b27644e786e729179888cbe

continuo a riprodurre alcuni documenti per la storia politica del territorio – Comitato Civico Permanente di Studio ed Elaborazione Progettuale di San Paolo PRATO

degrado4

Comitato Civico Permanente di Studio ed Elaborazione Progettuale di San Paolo PRATO

Tra gli obiettivi che mi sono posto operando su questo Blog c’è quello di riportare molte delle documentazioni su quanto siamo riusciti a fare nei decenni passati – credo di poter essere considerato tra i promotori ed ispiratori di progetti – insieme a tanti altri, come Marzio Gruni, Paolo Giusti, Nicola Verde, Elda Baldacci, Livio Santini (menziono solo una piccola parte non presente nel testo che oggi ripropongo nel suo primo blocco)

La struttura che noi in primo luogo rappresentiamo è un Circolo ARCI (S.Paolo) antico nel quale trova sede un Circolo PD (Sezione Nuova San Paolo) molto giovane (vi era assai prima una sede PCI, poi PDS e poi ancora DS) ma solo da poco più di due anni si è costituito un Gruppo di persone di varia provenienza culturale ed anche territoriale con l’obiettivo di lavorare su questo territorio partendo da una critica severa nei confronti dell’apparato politico tradizionale. L’ansia di rinnovamento espressa ha fatto sì che, all’apparir del Renzi, questo Gruppo fosse accreditato, a prescindere da qualsiasi valutazione, alla sua corte. Ma non poteva essere così, in quanto il nostro obiettivo non era quello di sostituire una leadership vincente ad un’altra perdente ma molto più ambizioso e coerente con i bisogni culturali del territorio.
Questa parte di Prato – zona Ovest, zona Macrolotto Zero, Quartiere di San Paolo – ha vissuto gli anni della crisi del distretto tessile senza più quell’apporto vitale che la Politica era riuscita a dare fino alla fine degli anni Ottanta. Le crisi, che erano state cicliche ed erano state risolte con interventi straordinari dallo Stato, dagli anni Novanta ad oggi hanno prodotto uno sfilacciamento progressivo del rapporto fra Politica e territorio e dei rapporti umani, provocando quel disastro che oggi appare irrisolvibile. Anche se è vero che parlando di Politica il pensiero va a quella della Sinistra e qualcuno potrebbe obiettare che a quella si è andata sostituendo quella della Destra, occorre precisare che la Destra ha solo occupato dei “vuoti” ma non è stata in grado di fornire risposte adeguate per risolvere i drammi, sia quelli che colpiscono gli autoctoni (una congerie di provenienza disparata dal Friuli all’Emilia, alla Campania, alla Sicilia e oltre) sia quelli che riguardano le comunità straniere , in primo luogo quella cinese.
Il nucleo principale del nostro Circolo, prima della sua nascita, è apparso attivo immediatamente dopo la sconfitta del 2009: una sconfitta inattesa ma a conti fatti meritata, perché da anni la Sinistra ed il Centro che la sosteneva avevano smesso di ascoltare in modo diretto i cittadini e si era asserragliata nelle stanze delle Segreterie e nei palazzi centrali senza mai avere la consapevolezza che si era definitivamente rotto quel rapporto di fiducia che fino a pochi anni indietro era comunque il risultato di un lavoro condotto in prima linea dagli amministratori e dai militanti. Su quella sconfitta fino ad oggi il Partito più importante del Centro Sinistra pratese non ha mai voluto fare i conti. In verità quanto accadeva a Prato (dove un gruppo dirigente “giovane” arrogantemente si permetteva di dire, dopo un’analoga sconfitta a Pistoia, che “Prato non era Pistoia”!) avveniva un po’ dappertutto e questo funzionava da “pomata lenitiva” dei dolori politici di tanti di noi. Ma non era sufficiente. Occorreva lavorare, analizzare, studiare, approfondire tanti dei processi che avevano prodotto quel disastro.

….1….

img_0660

In breve 2020 . “Temi all’Ordine del giorno”

Avvenire

In breve 2020 . “Temi all’Ordine del giorno”

Nelle ultime settimane del 2019 mi è stata data la possibilità di leggere le pagine di un quotidiano, “Avvenire”, e non credo sia stata la gratuità inattesa a farmene apprezzare i contenuti. Per ciascuno di noi l’apprezzamento è collegato non solo – e non soltanto – alla consonanza di valutazioni su diversi temi, ma anche – e soprattutto – alle dissonanze, pur all’interno di un confronto dialettico virtuale. Intendo dire che, pur non essendo sempre del tutto d’accordo con alcune delle idee espresse ho trovato una presenza ampia di posizioni che consentono di discorrere civilmente; e, questo, in tempi di recrudescenza di posizioni tranchant intolleranti verso chi dissente o si pone in modo dissimile, rappresenta un vero presidio di salvezza e di difesa della Democrazia, e delle Libertà.

2-1050x687

Una nuova rivoluzione. Quando scoppierà, solo quando gli effetti si moltiplicheranno, il mondo se ne avvederà. Pur tuttavia, alcuni segnali la annunciano. Non saranno più i proletari schiavi spartachisti nè il popolo di Masaniello o quello cencioso da “corte dei miracoli” di fine Settecento o i “miserabili” vittorughiani nè le masse sovietiche a cambiare il mondo. Sarà il clima e la Natura con i suoi elementi, l’acqua, la terra, il fuoco, l’aria, come cavalieri dell’Apocalisse ha cominciato già da tempo a dare segnali: terremoti, eruzioni, incendi, uragani, alluvioni sono protagonisti quotidiani. La Natura si ribella all’insipienza umana…e Greta, la piccola Giovanna d’Arco dei nostri tempi, finirà per apparire come un gigantesco profeta dei disastri prossimi venturi.

Prima che sia troppo tardi. Una trasmissione della RAI degli anni Sessanta del Novecento, pioniera nell’ambito dell’educazione di base in tempi di diffuso analfabetismo, si intitolava “Non è mai troppo tardi”. Oggi, mentre entriamo nel secondo decennio del 2000, non possiamo non prendere in considerazione la necessità, l’urgenza di procedere verso un recupero dell’alfabetismo. Da tempo era evidente a tutti coloro che praticavano l’ambiente educativo e scolastico, e se ne occupavano nei contesti sociali e politici, come l’abbandono e la dispersione continuativa negli anni andasse procurando danni ingenti alla convivenza civile. Già negli anni Ottanta del secolo scorso, a mia memoria, nelle stanze del Partito Comunista Italiano qui a Prato (la città dove vivo), ci si interrogava su come agire in relazione ai dati spietati con i quali un territorio, che aveva privilegiato il “lavoro” alla “cultura” ed all’”istruzione”, doveva fare i conti. Da quegli anni in avanti poco è stato fatto, anche se la città ha mostrato di avere sensibilità cui tuttavia non vi è stato conseguentemente un vero e proprio progetto di recupero per una massa sempre più ampia di dropout naturali. Ecco, “Prima che sia troppo tardi” sarebbe un titolo adatto per avviare questo Progetto.

fabrizio_barca

Fabrizio Barca ha una vera e propria “idea fissa”: “Aggredire le disuguaglianze”. Ebbene, dovrebbe essere un viatico costante per chi si occupa di Politica. Invece, anche per ottenere consensi e contributi finanziari per mantenere gli apparati, la Politica, pur sbandierando in modo propagandistico gli stessi proclami, tende in realtà ad ampliare il divario tra chi più possiede e chi poco o nulla ha.

Joshua Madalon

Le dimissioni del Ministro della Pubblica Istruzione sono una buona notizia

Le dimissioni del Ministro della Pubblica Istruzione sono una buona notizia

Finalmente un “politico”, un intellettuale prestato alla Politica, dà seguito ad affermazioni “politiche” in modo coerente. Leggendo il suo curriculum comprendo perfettamente il senso del suo gesto e lo condivido. Discutiamo sul valore della coerenza, apprezzandola come elemento positivo, ma poi siamo troppo spesso indulgenti con quanti la sottomettono al proprio interesse – semmai contrabbandandolo come “universale”.
La scuola, con il suo complesso di categorie (allievi, docenti, non docenti, famiglie), è stata da sempre un punto di riferimento di tutti coloro che si occupano di Politica, anche se con nonchalance ipocrita ciascuno afferma che “nella e sulla scuola non si fa Politica”. Ed invece molte delle azioni amministrative collegate al mondo della Scuola sono contornate da “passerelle” con invito alla Stampa ed ai mezzi di informazione più vari e diversi.
La Scuola, negli ultimi decenni (dagli anni Settanta in poi), ha vissuto un lento inesorabile declino complessivo; in modo particolare la Scuola superiore di secondo grado ha smarrito la bussola dei suoi obiettivi. Forse proprio le “politiche” confuse, raffazzonate, azzeccagarbugliate dei legislatori, che hanno prodotto una classe docente incapace di fornire agli allievi il metodo per districarsi all’interno delle problematiche, fermandosi al nozionismo puro e spinto, hanno portato al disastro “culturale e morale” il nostro Paese. E soprattutto in relazione alle altre realtà europee con le quali necessita un confronto immediato i nostri allievi, in generale (non mancano di certo le eccellenze, collegate però in modo più esplicito al caratteristico “genio italico”), sanno ma “non sanno fare”.
Il Paese aveva bisogno (ha bisogno) di una scossa virtuosa, di un incoraggiamento, di una iniezione di fiducia: e questi aspetti devono essere ricostruiti attraverso il Sapere e la Conoscenza, attraverso un rispetto per la Legalità nel senso più ampio del termine, con un progetto di largo respiro, che in questo momento sembra molto lontano anni luce dall’essere avviato, se non soltanto “preso in considerazione”. Sono inadeguati questi governi: lo era quello giallo-verde, lo è ancor di più anche se per motivi molto diversi questo giallo-rosso (dove il “rosso” è incolore). Ma entrambi, così come quelli precedenti hanno solo sfruttato, strumentalizzato con i loro “annunci” (patetici quelli renziani – andateveli a rileggere) il mondo della Scuola e lo hanno fatto senza ritegno.
Vi ricordate quando annunciava che avrebbe visitato ogni mercoledì una scuola? Ecco cosa diceva l’inossidabile faccia da schiaffi http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/02/25/news/matteo-renzi-e-la-scuola-che-cade-a-pezzi-1.154912 .

“Da Presidente del Consiglio io entrerò nelle scuole, una volta ottenuta – se così sarà – la fiducia del Senato e della Camera. Mercoledì mattina, come faccio tutte le settimane, mi recherò in una scuola; la prima sarà un istituto di Treviso mentre la settimana prossima andrò in una scuola del Sud”. Quelle che avete appena letto sono le parole del premier Matteo Renzi nell’aula del Senato pronunciate in occasione della richiesta della fiducia il 24 febbraio scorso.”

Era il febbraio del 2014.
Noi non possiamo – oggi – di fronte alle dimissioni del Ministro Fioramonti non riflettere su quel che si deve fare. Nessuno è fuori dalle responsabilità; lo dico a me stesso e lo dico anche a quei compagni della Sinistra che continuano a ragionare all’interno di schematismi ormai obsoleti ed inapplicabili; così come chiedo a quella parte di Sinistra democratica e cattolica di essere capaci di distinguere l’interesse di tutti dall’interesse di una parte, anche se non residuale.

Concludo con un brano da questo articolo del “Sole24ore” del 20 gennaio 2019 scritto da Corrado Griffa, manager bancario ed industriale (CFO, CEO), consulente aziendale in Italia e all’estero, giornalista pubblicista

https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2019/01/20/scuola-italiana-declino-societa/
La scuola è malata; la sua malattia pervade la società e proviene allo stesso tempo dalla società stessa; senza una adeguata scuola un paese è destinato prima al declino, poi al disastro: l’istruzione è la linfa vitale di una nazione.

Tratterò questi temi in altro post, nei prossimi giorni.

7soluzioniscuola

Joshua Madalon

RACCONTO D’AUTUNNO-INVERNO (con annunci di primavera) – 3 ed ultima BUON NATALE 2019

RACCONTO D’AUTUNNO-INVERNO (con annunci di primavera) – 3 ed ultima BUON NATALE 2019

3.
C’è aria di festa. Le tre ragazze cinesi si attardano, attendono che anche il “grande uomo” si congedi. Con aria di complicità inattesa mi porgono una borsina colorata “Questo è per lei!” mi dice la più vivace tra loro. Smetto di preparare il mio zaino e “Grazie! Cos’è?” “Un piccolo pensiero” fermandosi sulla “erre” come sempre (…rrro, rrro!). Lo prendo e guardo dentro: c’è una confezione trasparente ed infiocchettata di rosso. La sollevo e la osservo: è una bolla di vetro che contiene un piccolo grazioso presepe, simbolo della natività. Sorrido, non posso che ringraziare del dono speciale che mi hanno consegnato. Come segno di apprezzamento concreto sistemo il dono su un tavolino e scatto una foto con il mio smartphone, la invio subito a mia moglie con la sottolineatura dell’importanza del dono, segno del riconoscimento delle nostre tradizioni, che vanno al di là della specificità laica che mi contraddistingue.

80041380_1454353151409844_3650290084940349440_n

D’altra parte anche io, laico ed ateo, non posso non dirmi “cristiano”, intimamente e costitutivamente, così come aveva scritto nel suo breve saggio del 1942 Benedetto Croce. Anche la mia presenza in un contesto cattolico e religioso, anche interreligioso, assume una significazione speciale.
Saluto e mentre le ragazze escono mi soffermo a registrare gli ultimi argomenti trattati. Un attimo e i nuovi allievi entrano; salutano con rispetto e deferenza, ma non sono i miei. Esco dopo un paio di minuti e mi soffermo a parlare con le altre colleghe. Nel pomeriggio ci sarà una festa, un classico rendez-vous a chiusura dell’anno solare. Ci sarà il Vescovo. Si riprenderà il 9 gennaio. Avverto che difficilmente potrò partecipare e annuncio che sarò via per tutta la metà del mese prossimo: vado a Napoli. C’è una notazione pregiudizievole da parte di una delle segretarie organizzative; con una smorfia che è tutto un programma e qualche battutina contornata da beffardo sorriso dileggia la città partenopea. Le faccio notare che la mia città natale è a pieno titolo una delle capitali della Cultura mondiale, forse non superiore a Firenze ma di certo non inferiore ad essa. Un luogo nel quale la passione e l’inventività non hanno paragoni e sono elementi sostanziali di creatività e genialità; l’arte e la Storia sono diffuse in ogni angolo, molto più di quanto avvenga in realtà baciate maggiormente dalla ricchezza materiale. Ad ogni modo raccolgo il sostegno delle mie colleghe, che dimostrano di conoscere bene la realtà di cui accenno in rapida necessaria sintesi.
Saluto. Devo andare in banca…devo pagare l’IMU sulle seconde case.
Non c’è una gran fila. E poi gli sportelli sono tutti aperti ed operativi. Mentre attendo do uno sguardo ad alcuni libri che sono a disposizione dei clienti dietro una minima offerta di un solo euro: c’è Telethon nei prossimi giorni. Due signore in attesa parlottano tra loro e non posso fare a meno di ascoltarle.
“Vuoi sapere” dice una signora sobriamente vestita sulla via dei sessanta all’altra molto più giovane, quarantenne molto più appariscente “vuoi sapere cosa ha combinato mio nipote?”
“Chi? Andrea? Quanti anni ha fatto?”
“Quattro. A settembre”
“Cosa avrebbe combinato?”
“Nulla di grave, ma è sorprendete ad ogni modo!” aggiunge la “nonna” compiaciuta visibilmente.
“E allora?”
“Ha chiamato il padre mentre era in ufficio e gli ha annunciato che aveva deciso di sposarsi….”
“Mah, guarda un po’ quel soldo di cacio!” commentò la più giovane. “E cosa gli ha risposto Vittorio?”
“Vittorio mi ha detto che era rimasto incuriosito, anche se lì per lì stava per chiedergli di ragionarne in un altro momento: in ufficio si lavora; ma invece gli ha chiesto subito con chi volesse sposarsi….”
“E con chi?…”
“Con me…” la nonna era, come si dice a Napoli, “priata” cioè “lusingata”.
“Con te?… e Vittorio?”
“Vittorio…eh Vittorio gli ha risposto che non poteva sposare la nonna perchè era sua madre”
“E Andrea?”
“Andrea…” la nonna era visibilmente commossa “il piccolino non si è perso d’animo e gli ha risposto”
Momento di attesa.
“Gli ha semplicemente detto: e perchè mai non posso sposare la tua mamma; tu, non hai sposato la “mia”?”
Indubbiamente nulla da obiettare!

Care amiche e cari amici, Buon Natale! State sereni, ma seriamente, non per metafora negativa come ormai è diventata consuetudine nell’agone politico.

Joshua Madalon

80779456_581618269239019_3106540830060445696_n