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23 febbraio IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 -parte prima (vedi Premessa del 10 gennaio)

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI atti di un Convegno del 2006 – parte prima (vedi Premessa del 10 gennaio)

IL 2 NOVEMBRE DEL 1975 PASOLINI VENIVA UCCISO BARBARAMENTE – SONO PASSATI 45 ANNI – Rinnovo il mio particolare impegno a ricordarlo trascrivendo gli atti del Convegno che si svolse il 27 aprile del 2006 da me coordinato.

Parte prima

In vari periodi della mia vita ho organizzato iniziative culturali. Nel tempo in cui sono stato Presidente della Commissione Cultura della Ciroscrizione Est del Comune di Prato ho messo a frutto le mie conoscenze culturali cinematografiche più volte. In una di queste occasioni ebbi modo di preparare un Convegno presso l’Università di Firenze – PIN di Prato intorno alla figura di Pier Paolo Pasolini. Era la primavera del 2006. Già nella seconda parte dell’anno precedente avevo messo a punto l’iniziativa (della quale tratto nella “PREMESSA” nel precedente post) che doveva essere realizzata nel 30° Anniversario della morte del poeta (sintetizzo al massimo nell’attribuzione del ruolo di Pier Paolo Pasolini, riconoscendo una valenza complessiva della sua esistenza in quel termine: “poeta”), coinvolgendo molti elementi politico-culturali tra cui il prof. Maurizio Fioravanti, docente di Diritto costituzionale e direttore del PIN di Prato; insieme a lui tanti rappresentanti del mondo della scuola pratese, il prof. Sandro Bernardi del Corso di Laurea Progeas, Direttore del Prosmat, docente di Storia del Cinema; gli Assessori alla Cultura di Comune e Provincia, Andrea Mazzoni e Paola Giugni, entrambi docenti; i Presidenti delle cinque Circoscrizioni della città di Prato. Quella che segue è la trascrizione degli atti del Convegno che si svolse presso il Salone del PIN alle spalle della Stazione Ferroviaria del Serraglio. Molti altri interlocutori importanti vengono menzionati nella mia introduzione al Convegno.

N.B.: I nastri registrati furono sbobinati e la trascrizione non venne mai corretta. Dove è possibile per me, apporterò delle lievi correzioni.

Parla il Professor Maddaluno – Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Est:

” Innanzitutto un ringraziamento a tutti quelli che sono qui presenti. Il programma è molto articolato, lo potete anche prendere, lo trovate in fondo alla sala. Io sono Giuseppe Maddaluno, sono il Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Est, e parlo in rappresentanza anche delle altre circoscrizioni all’interno del coordinamento delle Commissioni Cultura. Sono doverosi i ringraziamenti a tutti quelli che hanno creduto in questo nostro impegno, le Circoscrizioni, in particolare i Presidenti e i Presidenti delle Commissioni Cultura ( vedo tra l’altro e saluto qui presenti i rappresentanti della Circoscrizione Nord , il Presidente Roberto Manzan e il Presidente della Commissione Cultura Mario Barbacci. Ringrazio gli Assessori di Comune e Provincia, gli Assessori alla Cultura che sono qui presenti al tavolo, Andrea Mazzoni e Paola Giugni; il Professor Sandro Bernardi del Corso di Laurea Progeas, Direttore del Pro.SMArt Scienze dello Spettacolo che conduce con me questa giornata di studi; il Teatro Stabile della Toscana “Metastasio” di Prato; il Gruppo Consiag SPA che dopo aver sponsorizzato la giornata dedicata, lo scorso anno, più o meno in questi tempi, era il 19 di aprile, a Jean Vigo, non ha mancato, non ha voluto mancare questa nuova occasione. Ed un ringraziamento anche all’Università del Tempo Libero intitolata ad Eliana Monarca rappresentata qui dalla Presidente, la professoressa Valeria Tempestini, che ringrazio, così come ringrazio Giuseppe Gregori dell’Associazione per il Lavoro e la Democrazia.

…fine parte prima…

12 febbraio DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 3 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”) – per la parte 2 vedi 22 gennaio

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 3 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”)

Una richiesta particolare, una semplice e pura consulenza a noi rivolta dal prof. Valerio Chiarini del Liceo Classico “Virgilio” di Empoli per un ciclo a stretto giro di scuola sul cinema francese degli Anni Trenta e degli Anni Cinquanta: un foglietto scritto su ambedue le facciate con i registi e le opere che interessava loro visionare; questo il vero e proprio “inizio” della nostra avventura empolese di questo anno scolastico. Subito dopo, reperiti i film nelle Cineteche ed all’Ambasciata di Francia, si è pensato di dare un respiro pubblico a questa iniziativa, chiedendo al Comune di Empoli e ad altre Associazioni e Scuole, nonché al C.R.T.C. (Coordinamento Regionale Toscano della attività Cinematografiche) ed al CEDRIC (Centro di Ricerca Cinematografica), di intervenire e partecipare all’organizzazione. Superate quelle difficoltà tipiche della pubblica burocrazia, che non guarda se una proposta realizzativa sia più o meno seria, se ha referenti diversi e naturalmente accreditati (come Scuole, Ambasciate, Cineteche), se ha innanzitutto un serio e coerente bilancio preventivo, si è potuto costruire il programma quasi nella sua stesura definitiva.

Uno degli obiettivi più importanti che il Comitato organizzatore ha imposto a se stesso ed ai suoi partner è stato quello di impegnarsi a costruire e stimolare, con questa occasione, un interesse nelle giovani generazioni e tra i docenti delle scuole medie superiori nei confronti dell’arte cinematografica innestando su conoscenze tecniche e teoriche quelle umane, sociali e storiche di un periodo tutto sommato felice e ricco di speranze, purtroppo molto presto deluse. Proprio per rivolgerci a questi interlocutori, si è pensato di proporre le proiezioni e gli incontri in orario pomeridiano e, per facilitare la loro frequenza le giornate sono state scaglionate nel rispetto di un discorso didattico che li impegnasse (in particolare gli allievi) in pomeriggi diversi, escludendo il fine settimana poco adatto ad un pubblico naturalmente “pendolare”.

Quando poi ci si è confrontati su come impostare il programma è apparso a tutti noi doveroso dare almeno uno sguardo alla fine degli Anni Venti, un periodo che sotto il piano organizzativo (in riferimento alle richieste) non ci interessava, ma che poteva fornirci più di una risposta sulla provenienza tecnica e culturale di maestri del Cinema quali Luis Buñuel, Jean Vigo, René Clair, Jean Renoir e Marcel Carné.

Tutti, come appassionati spettatori, come critici o come diretti operatori provenivano da esperienze che affondavano fermamente le radici negli Anni Venti, gli anni della sperimentazione dell’Avanguardia, una palestra fortemente formativa della tecnica cinematografica che vede impegnati artisti come Fernand Legér e Man Ray, teorici della nuova arte come Germaine Dulac e Luis Buñuel, poeti come Jean Cocteau e Jacques Prévert. Alcuni di essi si appassionarono ad un’arte un po’ più tecnica, “astratta”, geometrica, fondata su giochi del ritmo e della luce, sperimentando una realtà nuova, fino ad allora inesistente, ma che veniva creata proprio in quell’istante e diveniva di poi eterna e vera.

…3….


22 gennaio – DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 2 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”) – per la parte 1 vedi 22 dicembre

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 2 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”)

prosegue la riproposizione di un mio contributo del 1983 su alcune attività da me svolte in Toscana

Si lavora alla messa a punto di un grande Convegno sul cinema degli Anni Cinquanta (leggi “Nouvelle Vague”), corredato dalla presenza di qualche attore, qualche regista ed un gruppo di critici e dalla proiezione di opere filmiche e documentarie su questo periodo fecondo e fondamentale per la Storia del Cinema, mai del tutto studiato ed approfondito complessivamente.

In particolare sarà opportuno poter visionare gran parte di quelle opere che furono fonte ispiratrice degli Autori della Nouvelle Vague. Di questo scriveremo semmai in altra occasione in maniera più particolareggiata.

Ma l’interesse per il cinema francese non è limitato a queste due occasioni (la seconda peraltro non ha trovato ancora né Enti che la finanzino né ovviamente una città che la ospiti): ve ne sono delle altre. Per questa estate del 1983 a Firenze nei giardini del Palazzo dei Congressi si potranno seguire e conoscere, oltre che approfondire, altri aspetti del cinema transalpino (una personale sarà dedicata a Brigitte Bardot, un’altra a Jacques Tati e verranno presentate opere collegate ad alcuni generi specifici di quella cinematografia come il “film noir”); e poi verso la fine del 1983 inizio del 1984 nel Mugello sarà possibile vedere parte della produzione più recente di questo cinema con personali dedicate a Patrick Dewaere, Gerard Depardieu, François Truffaut ed altri , sempre collegati al genere dei “film noir, quella produzione che ha influenzato e che certamente continuerà ad influenzare del resto il Cinema di questi Anni Ottanta.

Andiamo per ordine, cronologico e matematico (si scherza, ovviamente). Qui ci tocca parlare innanzitutto degli Anni Trenta, ci preme accennare a questa Rassegna di Empoli, che ha costituito il punto di partenza delle successive, non ancora del tutto formalizzate e peraltro da realizzare in un futuro che si attende molto prossimo.

Ad Empoli ci si era riuniti una sera dello scorso novembre presso il Circolo Unicoop per discutere intorno alla possibilità di organizzare una serie di incontri di studio sull’arte cinematografica: ci si era soffermati su alcuni aspetti del linguaggio cinematografico, intendendo però concentrarsi sulla ricerca semiologica e sulla creazione dello stesso linguaggio comune, attraverso i vari generi più popolari dello stesso nostro cinema, dal dopoguerra ai giorni nostri. Ci si era in quella occasione confrontati con le diverse idee, si era parlato del più e del meno, della scuola, di come poterla maggiormente coinvolgere nello stesso progetto per avvicinare gli studenti al Cinema ed ognuno aveva espresso le sue proposte, le sue posizioni; poi, come capita spesso, vi era stata una delega per proseguire, tenendo conto di tutte le diversità, nella stesura del piano particolareggiato dell’iniziativa.

Qualche giorno dopo doveva avvenire il “deragliamento” dalle nostre primitive intenzioni.

…parte 2….

10 gennaio 2021- IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte terza (per la seconda parte vedi 7 dicembre)

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 Parte terza

Giovedì 17 novembre alle ore 21.00 siamo ritornati negli ambienti sotterranei del Dopolavoro Ferroviario in Piazza della Stazione il cui Circolo era gestito da Lucio La Manna e Nicola Verde e con la Compagnia Teatrale “Altroteatro” diretta da Antonello Nave è stato presentato il loro lavoro “Amico di Pasolini: Omaggio al poeta Massimo Ferretti”. Il professor Nave aveva curato già qualche anno prima una riduzione teatrale, rappresentata a Chiaravalle, tratta dalle opere di Massimo Ferretti dal titolo “Sopra il cuore”.

Venerdì 18 novembre alle 14.30, orario che consente agli studenti realmente interessati di partecipare al di fuori dell’orario di lezione siamo ritornati all’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo scolastico di via Reggiana per un incontro dal titolo “Che cosa sono le nuvole: analisi di un cortometraggio” curato dal dott. Riccardo Castellacci ricercatore dell’Università di Firenze.

Con le stesse modalità lunedì 21 novembre ore 14.30 ci siamo spostati nell’Aula della Biblioteca del Liceo “Copernico” in viale Borgovalsugana 63 per un incontro sul tema “La sceneggiatura nel cinema di Pier Paolo Pasolini: dalla teoria alla pratica” a cura della dottoressa Costanza Julia Bani ricercatrice dell’Università di Pisa.

Martedì 22 novembre il nutrito cartellone presenta un altro incontro curato dalla dottoressa Stefania Cappellini presso l’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo scolastico di via Reggiana, sempre alle ore 14.30 sul tema “Uccellacci e Uccellini: analisi ed approfondimenti del film”.

Il giorno successivo mercoledì 23 novembre sempre nello stesso Auditorium alla identica ora si è tenuto un incontro sul tema “La rappresentazione dell’adolescenza: percorsi fra cinema e letteratura e viceversa”, curato dalla dottoressa Costanza Julia Bani.

Venerdì 25 novembre alle 14.30 abbiamo previsto di replicare nell’Auditorium del “Gramsci-Keynes” particolarmente adatto per eventi teatrali il lavoro di Antonello Nave già rappresentato nella sede del Circolo del DLF.

Nello stesso giorno alle ore 21.00 curato dalla Circoscrizione Ovest presso il Circolo ARCI “Renzo Grassi” di Narnali in via Pistoiese 500 viene presentato il documentario “Pasolini: una disperata vitalità” collage di testi poetici di Pier Paolo Pasolini, recitati da Laura Betti che nel 1996 ne ha curato la regia teatrale. L’incontro coordinato dalla Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Ovest, Monia Faltoni, è condotto da Riccardo Castellacci.

Martedì 29 novembre alle ore 21.00 siamo poi ospitati dal Teatro “Magnolfi” in via Gobetti dove, in collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) viene presentato un video di Carlo Di Carlo “Primo Piano: Pier Paolo Pasolini” e un nuovo libro di Italo Moscati “Pasolini Passione”. Regista e autore sono presenti. Il coordinamento è di Giuseppe Maddaluno.

Venerdì 2 dicembre a cura della Circoscrizione Nord presso l’Auditorium della Scuola Media “E. Fermi” in via Gherardi 66 un altro nuovo evento teatrale “Dedicato a Pier Paolo Pasolini un poeta contro” con Giovanni Fochi che ne cura la regia e con la musica originale orchestrata da Alessandro Cecchini. Coordina l’evento Mario Barbacci presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Nord.

Il denso programma si conclude martedì 6 dicembre alle ore 21.00 presso la Sala “don Lorenzo Milani” della Circoscrizione Est in Viale De Gasperi 63 dove il gruppo teatrale del Lieco “Copernico”, “Poetar Teatrando” diretto dalla professoressa Angela Pagnanelli presenta “”Passione vs Ideologia” un collage di testi tratti dalle opere di Pier Paolo Pasolini.

Nell’occasione i Presidenti delle Commissioni Cultura coordinate da Giuseppe Maddaluno annunciano l’intendimento di organizzare nel corso della prima metà dell’anni successivo un Convegno dedicato al tema che è stato posto nel titolo della Rassegna di fine 2005, “L’universalità dell’opera di Pier Paolo Pasolini . non una commemorazione, non un banale rimpianto ma tanto desiderio di capire e di riappropriarsi del suo pensiero a trent’anni dalla sua morte”.

6 gennaio – COVID 19 – I conti con la Storia – parte 2 – I limiti dell’azione degli Enti locali sulle strutture artistiche culturali in generale

COVID 19 – I conti con la Storia – parte 2 – I limiti dell’azione degli Enti locali sulle strutture artistiche culturali in generale   .

Trovo che sia semplice da parte di un singolo cittadino avanzare proposte che difettano molto spesso nella visione della complessità. Pur tuttavia fino a quando non venga negata a ciascuno la capacità di intendere e di volere occorre mettere in moto le sinapsi ed esercitarsi alla ricerca di soluzioni possibili, anche se realisticamente, in queste particolari condizioni, possano apparire rivoluzionarie.

Tra le altre cose, non possiamo non prendere in considerazione che la pandemìa si sia rivelata nelle nostre contrade già da poco meno di un anno. E l’emergenza, se è tale, non può durare tanto. La sensazione è che si sia dato troppo potere ad un organismo tecnico scientifico senza un vero e proprio coinvolgimento delle categorie professionali “in toto”. Non posso negare che il ruolo del Comitato T.S. non sia (e sia stato) utile; e non posso negare che molto spesso l’organismo governativo abbia agito in parziale autonomia (come è in ogni caso logico che sia), calibrando gli interventi intorno alle necessità di singole e differenti categorie. La qual cosa, però, invece che affrontare e risolvere i problemi,  ha provocato un trattamento differente creandone ancor di più nella società, aumentando i costi sociali in maniera inverosimile: la diatriba intorno alle discoteche in estate, la telenovela della Scuola, l’aprire e chiudere gli esercizi commerciali ha messo in difficoltà intere catene produttive.

Lo ripeterò ancora una volta: dopo il tempo dell’emergenza (febbraio, marzo, aprile 2020) sarebbe stato logico attivare una struttura parallela che non fosse limitata alla parte sanitaria scientifica. Ora, forse, non è tardi. “Forse!”. Anche perchè si addensano nubi fosche sulla compattezza del Governo ed in ogni caso, non essendoci un’alternativa alle viste, è ben difficile procedere con una unità di intenti dell’intero Paese, di cui abbiamo urgente bisogno.  Anche per questo, ritornando ai luoghi dell’Arte e della Cultura (Biblioteche, Musei, Teatri, Cinema, Circoli e altro), non si è avuto il coraggio di riorganizzarli mantenendoli in funzione, attraverso sistemi di prenotazione obbligatoria contingentata al minimo. Il mondo amministrativo è andato “in vacanza”; in modo particolare, quello legato alla Cultura, che si è rivelato incapace di gestire il post-emergenza. Avrebbe dovuto progettarlo da subito ma è andato “in vacanza”. Una Biblioteca, un Teatro più che un Cinema, dipendono chi più chi meno dalla struttura pubblica (ci sono Teatri “privati” che tuttavia accedono anche a fondi pubblici) ed un Ente locale avrebbe potuto stabilire le modalità operative per l’accesso. Non è stata proposta altra soluzione al di là della “chiusura” totale. Un Cinema ha la possibilità di limitare l’accesso attraverso l’utilizzo di prenotazioni online o in ogni caso anche al botteghino. Non è stata proposta altra soluzione che la “chiusura”. Questo poteva essere sopportato in periodo di alta emergenza; non più di tanto. Ovviamente se non è stato provveduto fino ad ora ciò non significa che non lo si possa fare adesso.

Nel prossimo blocco proverò a sottolineare in modo critico ma propositivo la necessità di far ripartire le strutture periferiche istituzionali laddove, come per esempio a Prato, siano state smantellate.

….2….

5 gennaio – COVID 19 – E’ l’ora di fare i conti con la Storia – parte 1

COVID 19 – E’ l’ora di fare i conti con la Storia – parte 1

Io non so se la classe politica, al di là delle diatribe di basso profilo “ideologico”, abbia avviato un percorso di riflessione seria intorno a quel che è avvenuto in questo ultimo anno. La sensazione mi fa rispondere di no. Ho l’impressione, per l’appunto, che stia ancora a rincorrere l’emergenza, che aveva un senso nella fase iniziale, quando si era complessivamente sorpresi ed impreparati.

E lo si era in definitiva “strutturalmente”.

In pratica l’organizzazione generale della Sanità a livello nazionale e regionale aveva puntato essenzialmente verso una creazione di un servizio “misto” tra pubblico e privato, dove quest’ultimo comparto ha agito concorrenzialmente fornendo servizi, pur se a pagamento (a volte con scarti minimi di convenienza), molto più rapidi ed efficienti.  Questa modalità è stata più volte denunciata dalle Sinistre (ivi compresa quella parte di aderenti al Partito Democratico che mal sopporta l’involuzione riformistica accentuata del suo stesso Partito) verso i quali rilievi critici tuttavia – allorquando si risponde (e cioè rarissimamente) – ci si trincera in opposizione con la bollatura di “ideologismi”.

Di fronte a questo “scenario” non è stato difficile comprendere che si fosse impreparati a fronteggiare un’emergenza così acuta e improvvisa (d’altronde le “emergenze” continuano ad imporsi in una realtà tendenzialmente riferibile ad interventi poitici caratterizzati da una visione disorganica e costruita con inganni) e non è stato un “mistero” neanche dover assistere a delle polemiche intorno ai “dossier” taroccati o spariti del tutto che hanno coinvolto il numero due dell’OMS oppure la sorprendente “farsa” del Commissario alla Sanità calabrese, che poco o nulla sapeva di quali fossero i suoi ruoli e le sue competenze e responsabilità.

Le denunce su quel che è avvenuto e che poteva essere in gran parte affrontato in modo più organico ed incisivo sono piovute da ogni parte: io stesso su questo Blog non ho risparmiato critiche, pur considerando la “colposità” degli organismi politici e governativi attuali.

Andiamo avanti ma con uno sguardo più attento a quel che abbiamo – e non abbiamo – fatto prima.

La Storia – quella nostra recente – deve farsi “maestra di vita”. Lo deve fare in modo urgente; non ci possiamo sottrarre ad avviare una sorta di “elaborazione del lutto” che ci consenta di superare la “crisi” e si attrezzi per riuscire a condurci verso tempi maggiormente sicuri, anche nel caso, per ora annunciato ma del tutto realistico, di nuove forme pandemiche. Lo deve fare assicurando la continuità delle attività produttive e commerciali “in toto”. Lo deve fare lasciando aperte le strutture scolastiche e quelle artistiche nel loro complesso.

Intorno a queste ultime vi è stata una palese sottovalutazione dei problemi insieme alla incapacità di procedere verso una organizzazione che poteva contemperare il prosieguo delle attività “in sicurezza”. Penso in particolare al settore artistico museale, teatrale e cinematografico.

Abbiamo assistito (non posso evitare toni polemici) ad una forma sciovinistica di esaltazione del ruolo del Ministro Franceschini, che a mio parere poco o nulla ha fatto per difendere quei settori di sua competenza in questa fase pandemica.

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28 dicembre – Baci e abbracci 2020 ( a 30 anni dall’annuncio dell’Oscar 1990 al Miglior Film straniero )

Baci e abbracci 2020

Jack Lemmon e Natalya Negoda annunciano l’Oscar 1990 per il Miglior Film Straniero a “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore

Le nostre sere sono scandite da una road map televisiva che prevede di seguire, tutte le volte che è possibile, il Telegiornale di Rai Tre nazionale delle 19.00 seguito da quello Regionale delle 19.30, dopodichè si passa subito a quello de La7 delle 20.00.

Tutte le volte che è possibile.

L’altra sera deve essere accaduto qualcosa di anomalo: un impegno esterno – una visita ad un amico che da tanto tempo non incontravamo – e così siamo tornati a casa intorno alle 20.00, forse poco dopo. Ho acceso l’apparecchio televisivo ed ho cominciato a vedere una sequenza di immagini che scorrevano, molto familiari per un cinefilo quale io mi reputo: baci ed abbracci tratti da film vecchi e recenti. Potete rivedere tutto andando su questo link.
Per la parte invece relativa a “Nuovo Cinema Paradiso” vi riporto la sequenza qui sotto.

https://www.raiplay.it/video/2020/12/Blob-40a4d132-f8c0-4824-a646-ceb47b347861.html

La sequenza della durata di una quindicina di minuti si conclude con l’intera carrellata di immagini di baci ed abbracci che chiudono il film vincitore dell’Oscar come Migliore film straniero nel 1990.

Quelle immagini finali intervallate dallo sguardo commosso e  pieno di malinconici ricordi da parte del protagonista, il piccolo Totò – Salvatore Cascio diventato adulto interpretato da Jacques Perrin –  mi hanno sempre profondamente coinvolto emotivamente; non va dimenticato – anche perché ci ha lasciati in questo anno disastroso –  il maestro Ennio Morricone che accompagna proprio quei passi finali con una delle più belle e coinvolgenti colonne sonore. E sono convinto che molta parte di tali emozioni appartenga ad una problematica esistenziale oltre che culturale. Ho qualche dubbio che ad un giovane trentenne o quarantenne facciano lo stesso effetto. In primo luogo, quei brevi brani hanno per me un chiaro significato perché so collocarli perfettamente, così come so collocare nel tempo e nello spazio questa nuova “collezione” che Blob ci ha proposto. Nel “tempo” individuale che è quello in cui ho visto quei film con gli occhi dei giovani e nello “spazio” sempre personale nel quale posso collocare la mia vita.

L’operazione recente fatta dal colto programma di Rai Tre ha il merito di poter ampliare lo sguardo sul Cinema più recente, posteriore alla narrazione che Peppuccio Tornatore ha utilizzato per il suo capolavoro, e questo accrescimento può aiutare le nuove generazioni ad impadronirsi del contesto storico collegato alla cultura cinematografica che è a tutti gli effetti Cultura fondamentale del secolo scorso, della quale nessuno può fare a meno, se vuole rinsaldare il rapporto con le proprie individuali – e collettive – radici.

DENTRO IL LOCK DOWN – I doni inattesi e quelli che tardano parte 2

DENTRO IL LOCK DOWN – I doni inattesi e quelli che tardano

Parte2

Noi che siamo stati rispettosi delle regole e ci siamo protetti (continuiamo a farlo) cercando di uscire il minimo possibile (nel primo periodo – quello primaverile – si usciva come i criceti nella ruota contando i passi e l’auto è rimasta ferma), ponevamo una grande attenzione a seguire i social, a scrivere le nostre elucubrazioni paraletterarie, a leggere quotidiani on line a prezzi stracciati e spulciare l’elenco delle programmazioni cinematografiche, musicali, teatrali, rifuggendo dopo una prima “abbuffata” mortifera dal seguire per punto e per segno le diatribe sanitarie e politiche che a tutte le ore del giorno (“nottata” che non finiva compresa) ci venivano proposte in abbondanza.

Abbiamo in più occasioni espresso il nostro rammarico per l’assenza di “coraggio” da parte degli organi governativi verso alcuni settori della Cultura e dell’Arte, come Teatri, Cinema, Musei, Biblioteche, Circoli culturali, strutture varie consimili, che sono stati “chiusi” in modo radicale. Faccio notare ancora una volta che quella è stata una scelta poco ragionata, comprensibile in una prima fase, quella della concitazione dovuta allo scoppio della pandemìa, ma che ha poco senso in quelle successive dove la ragionevolezza avrebbe potuto indurre a pretendere una regolamentazione draconiana delle presenze all’interno di sale teatrali, cinematografiche, circoli culturali, musei, biblioteche e via dicendo.

Come spesso accade, però, c’è chi può e chi non può, chi ha potere e chi non ne ha del tutto. Le grandi strutture teatrali hanno potuto godere di un vantaggio dovuto alla loro autorevolezza nazionale ed internazionale e sono riuscite a collocare le loro proposte o sul web o sui canali televisivi. La stessa cosa sta accadendo per alcune produzioni cinematografiche che trovano posto sui canali a pagamento o su piattaforme digitali come Raiplay. Inoltre gli esperti del web hanno potuto trovare occasioni ghiottissime per seguire alcuni grandi kermesse cinematografiche musicali, teatrali. Ovviamente non sono mancati i dibattiti di tipo politico, sociale, culturale in senso ampio. In parte, questi sono stati i doni inattesi per tanti tra noi che eravamo condizionati; ed in questo modo abbiamo trascorso il nostro tempo, evitando il contagio.

Tra le offerte più interessanti c’è stata l’apertura della Stagione concertistica del Teatro dell’Opera di Roma che ci ha fornito un esempio straordinario con “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini e la regia di Mario Martone, splendida nella capacità di utilizzare tutti gli spazi resi disponibili dall’assenza di pubblico e soprattutto quella di saper contestualizzare temporalmente alcune scelte registiche con grande senso ironico (mascherine, sanificazioni, distanze di sicurezza): l’opera rossiniana si prestava bene anche a creare un effetto di ottimismo. Quello che invece è totalmente mancato nell’altra grande proposta: la prima del Teatro Alla Scala di Milano, con una serie di interventi di altissima qualità, è apparsa intrisa di pessimismo e di cupezza. Certamente una ricchezza di personalità (Roberto Bolle, Riccardo Chailly, Placido Domingo) e di riferimenti letterari (Pavese, Bergman, Sting, Racine, Hugo e Montale) ma è certamente mancato quel tratto di stimolo ad avere maggiore fiducia verso il futuro, che è tanto necessario oggi.

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16 dicembre ESTATE 2020 – parte 8 – su per Campiglia (per la 7 vedi 20 novembre)

ESTATE 2020 Parte 8 – Campiglia

Timidamente e condizionati dalla presenza canina, abbiamo suonato alla porta e Patrizia dall’alto di una scala interna ci ha detto di salire. Ci mostra l’appartamento e ci anticipa che ad ogni modo non intende affittarlo: ci verrà lei: anche a causa della pandemìa, quest’anno, diversamente dal solito, a luglio non andrà all’estero. Ci mostrerà poi un altro appartamento di un suo amico. In realtà avevamo capito che per luglio sarebbe stato disponibile e siamo in qualche modo delusi anche se non lo lasciamo intravedere. Dal soggiorno si gode una straordinaria vista su tutta la pianura. Ad ogni buon conto, anche se l’appartamento è di certo collocato in un contesto davvero affascinante, guardandoci negli occhi, io e Mary, ci comunichiamo un certo imbarazzo ed un segreto sospiro di sollievo. In realtà, un po’ ci aveva spaventato l’idea di dover percorrere tutti i giorni quei tornanti con l’auto e quelle stradine scoscese a piedi, semmai con bagagli e varie borse delle spese alimentari che di solito sono abbondanti.

Patrizia ci mostra gli altri ambienti: l’appartamento è un insieme di camere che si innestano su un corridoio formato da una doppia scalinata interna: si tratta di un terratetto ed in qualche modo più che le tipologie toscane a me ricorda ambienti mediterranei, come quelli della mia isola, Procida. Sarà perché da lì lo sguardo si spinge verso il mare, lo stesso nel quale ho navigato per tanti anni sin dalla prima infanzia, il Tirreno.

Lo dico alla padrona di casa e i miei occhi luccicano di malinconia.

Patrizia, però, vorrebbe non deludere quelle che giustamente considera le nostre aspettative: ci propone di visionare un altro appartamento poco distante. Lasciamo i due cani a far da guardia alla casa: le porte sono aperte proprio come nelle abitazioni isolane a mia memoria – anche se forse nel tempo questa abitudine è andata a modificarsi. Ci spostiamo di un centinaio di metri poco più in giù in una stradina parallela. L’abitazione è molto più angusta e poco luminosa (non c’è lo stesso affascinante affaccio della casa di Patrizia), anche se ben arredata con il segno della Cultura: ci sono tanti libri. Apprezziamo proprio questa caratteristica, rivelando che tuttavia non può essere per noi: a stento ci staremmo Mary ed io.

Patrizia comprende e decide di sentire una sua amica, che possiede altro immobile. Nel mentre cerca di contattarla, usciamo per recuperare i due amici custodi della casa. Insieme a loro ci spostiamo verso la piazza e ritorniamo in Piazza del Mercato, dove ci lascia con i due cani, i cui guinzagli vengono legati ad uno di quegli anelli che verosimilmente in un borgo agreste come Campiglia servivano a legare le cavezze degli equini,  e si inoltra in un vicolo per poter  contattare in modo diretto l’amica, che non si riesce a rintracciare a telefono.

I due cani sono molto diversi tra loro e solo uno appare innervosito dai vari passaggi di altri cani al guinzaglio dei loro padroni; l’altro appare quasi infastidito da quell’atteggiamento.

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte seconda per parte prima vedi 13 novembre

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte seconda

Nell’occasione avemmo anche la collaborazione dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, con il quale avevo avviato un intenso rapporto di cooperazione sin dalla mia esperienza con il Cinema di Gillo Pontecorvo (vedasi tutta la serie di miei post dedicati a “Giovanna”, figura inventata ma realistica di operaia tessile in lotta per la conquista dei diritti – particolarmente quelli delle donne – negli anni Cinquanta qui a Prato).

Altra collaborazione preziosa fu quella del Dopolavoro Ferroviario di Prato in Piazza della Stazione che in quel periodo era condotto dal punto di vista gestionale ma con una propensione particolare allo Sport ed alla Cultura da Lucio La Manna e Nicola Verde.

Ad ogni modo ora scenderemo nel dettaglio, in questa Premessa agli Atti del Convegno del 27 aprile del 2006, relativamente alle iniziative che si svolsero nell’intera città di Prato tra il novembre ed il dicembre del 2005 a trenta anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini.

Il 4 novembre del 2005 alle ore 12.00 presentammo alla Stampa e ad un pubblico scelto rappresentativo del mondo scolastico cittadino il Programma delle inziative. Il luogo scelto fu l’Istituto “Tullio Buzzi” in Viale della Repubblica 9 non molto distante dalla sede della Circoscrizione Est di Viale De Gasperi 67, luogo operativo principale (vedasi foto di uno degli incontri svolti nella Sala “don Lorenzo Milani”).

La prima iniziativa era prevista lunedì 7 novembre e già dava il segno della rilevanza del complesso di proposte che travalicavano i confini provinciali e accoglievano gruppi nazionali. L’avevamo concordata con la Circoscrizione Sud ed il coinvolgimento operativo della Circoscrizione Centro (anche perchè dovendo coinvolgere gli Istituti di Scuola Media Superiore questi ultimi non erano presenti sul territorio Sud ma quasi tutti afferivano al Centro). Infatti l’evento del 7 novembre fu organizzato nell’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo Scolastico di via Reggiana, dove confluiscono altri Istituti come il “Dagomari” ed il “Datini”. L’importanza dell’iniziativa non era solo la presenza di più Enti amministrativi ma in modo particolare la cooperazione tra il Teatro Stabile della Toscana “Metastasio” di Prato e la Compagnia Teatrale Mercadante Teatro Stabile di Napoli. Non solo questo, però! Lo spettacolo, perché di questo si trattava, era coprodotto dal Teatro “La Baracca” di Maila Ermini. “Idroscalo 93” (il riferimento del titolo è al luogo preciso di Ostia dove fu trovato il corpo senza vita di Pasolini) portava la firma di Mario Gelardi con la consulenza di Carla Benedetti ed era interpretato da Ivan Castiglione e Daniele Russo.

La seconda iniziativa era per venerdì 11 novembre ore 21.00 presso gli spazi naturalmente scenografici del Dopolavoro Ferroviario in Piazza della Srazione 22. In quella occasione fu la Compagnia teatrale “Per l’acquisto dell’Ottone” diretta da Viviano Vannucci e Andrea Bianconi a presentare la messa in scena di “Che cosa sono le nuvole: Pasolini riscrittore”, chiaro riferimento all’episodio cinematografico del film “Capriccio all’italiana”.

Con la terza iniziativa avviavamo una serie di incontri di approfondimento su alcuni aspetti della vita e delle opere letterarie di Pasolini. Il mercoledì 16 novembre alle ore 14.30 eravamo nell’Aula della Bibilioteca del Liceo Scientifico “Copernico” in viale Borgovalsugana 63. A relazionare sul tema “Pasolini viaggiatore e reporter” fu la dottoressa Stefania Cappellini, ricercatrice dell’Università di Pisa.