Archivi categoria: Cinema

10 aprile – “Più giovani più donne” quindici anni fa – e ora? – quinta parte

“Più giovani più donne” quindici anni fa – e ora? – quinta parte

prosegue il mio commento al tema “I giovani” del 2005 in un
testo di una mia mail di corollario a quella precedente, anche questa rivolta ai medesimi interlocutori…

Da educatore mi è sempre più difficile, anche se ci provo (altri educatori – a volte con l’alibi dell’estraneità – ormai non ci provano più), sollecitare attenzione verso la politica attiva, stimolare i nuovi cittadini alla conoscenza dei propri diritti – in primo luogo quello di pensare ed esprimere tale pensiero liberamente. Non è facile e non è politicamente corretto, ma bisogna dircelo e, per essere in tema, non mi attendo applausi dall’establishment politico. Cosa facciamo, allora? Ci sediamo ed aspettiamo? il proverbio maoista serve solo per la cultura cinese. A noi toccano compiti più attivi; cominciamo a proporre, sapendo che non sarà facile. Ed innanzitutto parliamo fra di noi, camminando simbolicamente per non stare fermi ad aspettare che tutto scorra, portato dalla piena travolgente di un fiume.

a queste mail rispose uno dei miei interlocutori “giovani”

“Caro Giuseppe scusa se non ti ho risposto subito ma sabato e domenica sono stat* impegnat* alla festa dell’unità in pizzeria dove ti devo dire ho trovato la presenza di tanti giovani come me… è stata una esperienza bellissima… faticosa ma divertente… ci sentivamo parte di un qualcosa… avevamo uno scopo comune (“fare le pizze e velocemente perché i clienti reclamavano”)… forse è proprio questo spirito che la gioventù di oggi ha perso… e credo ti riferissi a questo quando hai parlato di noi giovani. … e hai ragione, in parte… è vero i giovani assomigliano sempre più agli adulti…. quelli peggiori…. ma non è sempre così… sabato e domenica me ne sono res* conto… e condivido pienamente le tue riflessioni… si deve fare qualcosa… anche e soprattutto nel campo della cultura…. dobbiamo ritrovare quello spirito e quella voglia di combattere, soprattutto tra di noi che facciamo parte dello stesso schieramento politico… ma non è solo una battaglia politica quella che dovremmo intraprendere… è soprattutto una battaglia culturale, di mentalità… cominciare ad esempio a porci delle domande… perché i giovani sono così oggi? e cosa possiamo fare (nel nostro piccolo) per invertire questa tendenza sempre più dilagante verso il “menefreghismo”… il progetto su Pasolini ad esempio è un buon punto di partenza per dare avvio a queste riflessioni

Io e….. avevamo anche pensato di organizzare una Commissione Cultura congiunta tra le due nostre Circoscrizioni invitando i maggiori rappresentanti delle istituzioni sia politiche che culturali proprio per discutere del tema della Cultura a Prato… credo che potremmo estendere tale progetto anche alle altre Circoscrizioni trovando un luogo adatto che, come ipotesi, potrebbe essere il “Magnolfi”… dovremmo iniziare sin da ora a preparare questo incontro per poterlo mettere in calendario per settembre… fammi sapere cosa ne pensi… forse non servirà a niente…o forse può essere solo un piccolo ma significativo primo passo per avviare una riflessione seria e approfondita…. dobbiamo pure iniziare da qualche parte… Un saluto affettuoso… firmato….

…5….

“Passiamo alle conclusioni!” un po’ come dice Paolo Mieli in coda alle puntate di “Passato e presente”…..

4 aprile – DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 4 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”) – per la parte X/3 vedi 12 febbraio

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 4 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”)

Altri, partendo da un sostanziale rifiuto del Cinema come surrogato, appendice, diretto successore del Teatro, delle Arti e della Letteratura sperimentale da cui derivava di assumere tipici generi e stilemi, affrontava un discorso di più ampio respiro e di rinnovamento di questa nuova forma di Arte attraverso la ricerca di tecniche che la potessero meglio caratterizzare (gioco di luci – molteplicità degli angoli di ripresa – ritmo delle inquadrature nel montaggio ) con un più forte legame con la società e con i problemi connessi alla storia dell’esperienza umana (ricerca della libertà – della felicità – di un ideale assoluto). Questa offrì al Cinema ispirazione e lezioni e lo riempì di ideali insostituibili, rinnovandolo ampiamente. Mentre, se pensiamo agli esiti dei “tecnici” di cui ho detto prima, non riusciamo a distoglierci dall’impressione che siano all’origine del moderno cinema elettronico.

Per analizzare questa parte abbiamo pensato di dedicare la giornata di apertura all’Avanguardia, invitando a parlarne l’architetto professor Carlo Montanaro, docente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e cinefilo benemerito (per tanti di noi) collezionista di materiale filmico preziosissimo. Dobbiamo soprattutto a lui se siamo riusciti a vedere “Taris ou la natation” di Jean Vigo, altrimenti reperibile solo presso la Cinemathèque Française ( ma con estrema difficoltà – vedi Postilla al testo di Maurizio Grande dedicato a JEAN VIGO dalla casa editrice Nuova Italia – Il Castoro Cinema, n.64 pagina 124).

Allo stesso relatore dobbiamo se, con la sua chiarezza e competenza, il pubblico presente è riuscito a comprendere sia le complesse difficili rapporti tra le diverse immagini nel film “L’Age d’or” di Luis Buñuel, sia molte delle problematiche non sempre di facile intelligibilità che pone allo spettatore “ingenuo” un film d’Avanguardia, proprio per quel concetto di “precedenza”, di “anticipazione” che la stessa parola “Avanguardia” ha dentro di sé, per cui molti di questi film in breve tempo e spazio racchiudono tutte le conoscenze tecniche e culturali del mezzo cinematografico.

Poi, per segnare proprio il passaggio dall’Avanguardia, come ricerca comunque intesa, ad un realismo poetico, non ancora riferito però a quello tipico di Renoir, anche se non meno significativo ed importante, si è dedicata una intera sessione a Jean Vigo.

Questo personaggio, amato e venerato non solo dai cinefili ma anche da un pubblico più vasto, soprattutto per la sua vita piena di questioni avvolte nel mistero e sconvolgenti (la storia del suo padre chiaramente anarchico, la sua infanzia travagliata, l’adolescenza peregrina, la sua malattia ed infine la sua morte), ci ha indotti a pensare ad un “poeta” delle immagini ed abbiamo così voluto presentare la sua esigua produzione in forma completa, per poterne capire profondamente la poetica, legata alle sofferenze esistenziali, espressa attraverso vicende che vanno ben al di là di una mera sequenza di versi, pur belli e sonanti.

23 marzo – IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – Atti di un Convegno del 2006 – parte terza (per la parte 2 vedi 9 marzo)

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – terza parte

Infatti la banalità la posseggono tutti, è un elemento davvero nazional popolare e così ci siamo abituati in un mondo nel quale alla fin fine ci piace sentire soltanto ciò che ci fa piacere sentire. Pasolini non era di certo incline alla piaggeria anche dal punto di vista politico era odiato in modo trasversale ed era amato in modo altrettanto trasversale, proprio Perché non era mai banale. Sapeva andare contro tendenza, senza pensare ad essere come sempre più spesso si rileva ai nostri giorni di moda.

I giovani ed i meno giovani, che sentono di voler essere giovani senza necessariamente farsi il lifting, avranno in alcuni di noi che amiamo Pasolini, soprattutto Perché non lo conosciamo ancora come vorremmo, degli alleati nel percorso di approfondimento su questo autore. Oggi gli dedichiamo questa giornata, ma costruiremo altre occasioni anche su altri autori di quegli anni che ci consentano di capire meglio da dove veniamo ed in particolare da dove, sulla scorta delle analisi svolte in quegli anni, provenga l’attuale mortificante degrado culturale, la pochezza dei valori che si respira in questo nostro paese, lo scarso rispetto delle istituzioni, l’arroganza figlia della certezza e nemica del dubbio. Anni e anni di sottovalutazioni, di incuria. Anni e anni di tagli alle spese per la formazione, per la ricerca, per la cultura, viste sempre più come elementi trascurabili, come velleitarie, alla fin fine inutili, quelle che in tanti ahimè considerano pregi.

E’ un atteggiamento irresponsabile che non coinvolge soltanto purtroppo una parte politica, ma sempre più spesso ed anche questo trasversale contrassegnato come è da un vero e proprio populismo dall’ansia considerata irrinunciabile di rispondere alle paure della gente accontentandola negli appettiti più bassi. E si finisce per correre dietro all’odiens, ai sondaggi, senza tenere conto della qualità vera dei prodotti.

Occorrerebbe fare punto e a capo, ma sappiamo benissimo che non è facile. Ciò nonostante bisogna provare.

Ritornando appunto al programma della giornata ne parlerà Sandro Bernardi aprendo i lavori dopo gli interventi delle autorità, diamo la parola all’Assessore alla Cultura alla Provincia, Paola Giugni…(parola non comprensibile – VOCE FUORI MICROFONO)…Andrea Mazzoni e infine al Presidente (parola non comprensibile – VOCE FUORI MICROFONO). Grazie.

Parla Paola Giugni – Assessore alla Cultura della Provincia di Prato:

“Buongiorno a tutti. Sì, sono Paola Giugni e sono Assessore alla Cultura della Provincia. Come Provincia abbiamo sostenuto le iniziative che la Circoscrizione Est, nella persona del Professor Maddaluno, le iniziative che sono state fatte su Pasolini nello scorso novembre in occasione del trentesimo anniversario. Sono state iniziative rivolte certo a tutti, ma soprattutto ai giovani con interventi nelle scuole, al polo scolastico, con approfondimenti, molte giornate di approfondimenti.

Quelle iniziative di Prato sono state certamente non uniche. Perché in quel periodo, se noi si va a dare una scorsa anche su Internet velocemente, vediamo che in tutta Italia, ma non solo, anche l’estero il trentesimo anniversario della morte di Pasolini ha provato un exploit di convegni, di dibattiti, di approfondimenti, di giornate di studio che ci hanno fatto capire come Pasolini in questi anni non sia mai stato dimenticato, come Pasolini in questi anni sia sempre rimasto vivo anche se con varie problematiche legate molto spesso diciamo ad un uso anche distorto quasi anche mediatico se si vuole di questo personaggio.

…3…

23 febbraio IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 -parte prima (vedi Premessa del 10 gennaio)

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI atti di un Convegno del 2006 – parte prima (vedi Premessa del 10 gennaio)

IL 2 NOVEMBRE DEL 1975 PASOLINI VENIVA UCCISO BARBARAMENTE – SONO PASSATI 45 ANNI – Rinnovo il mio particolare impegno a ricordarlo trascrivendo gli atti del Convegno che si svolse il 27 aprile del 2006 da me coordinato.

Parte prima

In vari periodi della mia vita ho organizzato iniziative culturali. Nel tempo in cui sono stato Presidente della Commissione Cultura della Ciroscrizione Est del Comune di Prato ho messo a frutto le mie conoscenze culturali cinematografiche più volte. In una di queste occasioni ebbi modo di preparare un Convegno presso l’Università di Firenze – PIN di Prato intorno alla figura di Pier Paolo Pasolini. Era la primavera del 2006. Già nella seconda parte dell’anno precedente avevo messo a punto l’iniziativa (della quale tratto nella “PREMESSA” nel precedente post) che doveva essere realizzata nel 30° Anniversario della morte del poeta (sintetizzo al massimo nell’attribuzione del ruolo di Pier Paolo Pasolini, riconoscendo una valenza complessiva della sua esistenza in quel termine: “poeta”), coinvolgendo molti elementi politico-culturali tra cui il prof. Maurizio Fioravanti, docente di Diritto costituzionale e direttore del PIN di Prato; insieme a lui tanti rappresentanti del mondo della scuola pratese, il prof. Sandro Bernardi del Corso di Laurea Progeas, Direttore del Prosmat, docente di Storia del Cinema; gli Assessori alla Cultura di Comune e Provincia, Andrea Mazzoni e Paola Giugni, entrambi docenti; i Presidenti delle cinque Circoscrizioni della città di Prato. Quella che segue è la trascrizione degli atti del Convegno che si svolse presso il Salone del PIN alle spalle della Stazione Ferroviaria del Serraglio. Molti altri interlocutori importanti vengono menzionati nella mia introduzione al Convegno.

N.B.: I nastri registrati furono sbobinati e la trascrizione non venne mai corretta. Dove è possibile per me, apporterò delle lievi correzioni.

Parla il Professor Maddaluno – Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Est:

” Innanzitutto un ringraziamento a tutti quelli che sono qui presenti. Il programma è molto articolato, lo potete anche prendere, lo trovate in fondo alla sala. Io sono Giuseppe Maddaluno, sono il Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Est, e parlo in rappresentanza anche delle altre circoscrizioni all’interno del coordinamento delle Commissioni Cultura. Sono doverosi i ringraziamenti a tutti quelli che hanno creduto in questo nostro impegno, le Circoscrizioni, in particolare i Presidenti e i Presidenti delle Commissioni Cultura ( vedo tra l’altro e saluto qui presenti i rappresentanti della Circoscrizione Nord , il Presidente Roberto Manzan e il Presidente della Commissione Cultura Mario Barbacci. Ringrazio gli Assessori di Comune e Provincia, gli Assessori alla Cultura che sono qui presenti al tavolo, Andrea Mazzoni e Paola Giugni; il Professor Sandro Bernardi del Corso di Laurea Progeas, Direttore del Pro.SMArt Scienze dello Spettacolo che conduce con me questa giornata di studi; il Teatro Stabile della Toscana “Metastasio” di Prato; il Gruppo Consiag SPA che dopo aver sponsorizzato la giornata dedicata, lo scorso anno, più o meno in questi tempi, era il 19 di aprile, a Jean Vigo, non ha mancato, non ha voluto mancare questa nuova occasione. Ed un ringraziamento anche all’Università del Tempo Libero intitolata ad Eliana Monarca rappresentata qui dalla Presidente, la professoressa Valeria Tempestini, che ringrazio, così come ringrazio Giuseppe Gregori dell’Associazione per il Lavoro e la Democrazia.

…fine parte prima…

15 febbraio CINEMA – Storia minima parte 15 – anno 1939 (per la parte 14 vedi 31 gennaio)

CINEMA – Storia minima parte 15 – anno 1939

Ritorniamo negli Stati Uniti. Eravamo già entrati a trattare l’anno  1939 parlando de “La taverna della Giamaica” di Alfred Hitchcock, perché fu l’ultimo girato dal grande regista in terra britannica, ma ora tratteremo degli altri grandi film di quell’anno.

Straordinariamente ricco di effetti speciali, sia per le scenografie che per i costumi e i trucchi, “Il mago di Oz”, ispirato al romanzo “Il meraviglioso mago di Oz”, primo tra i quattordici libri di Oz scritto da Liman Frank Baum è indubbiamente un prototipo al quale faranno seguito nel corso del XX secolo fino ai giorni nostri altre rivisitazioni. Questo del 1939 non è il primo film dedicato a questi romanzi, pubblicati tra il 1900 ed il 1920 (si contano già nel periodo del muto altre tre pellicole nel 1910, 1914 e 1925; quest’ultima, per la regia di Larry Semon – “Ridolini”, è la più interessante tra le tre: nel ruolo del boscaiolo di latta troviamo Oliver Hardy).

Il film del 1939 è anche arricchito da una eccellente promessa del cinema, Judy Garland, che nel ruolo di Dorothy si annuncia anche come una delle interpreti maggiori delle commedie musicali.  Notevole anche per il suo significato simbolico di prospettiva (il mondo si stava inoltrando verso uno dei periodi più bui della sua storia) il motivo musicale “Somewhere Over the Rainbow” che lanciava un messaggio di speranza verso il futuro.

La regia è di Victor Fleming, del quale parleremo ancora in questo blocco, essendo l’autore in quello stesso anno di uno dei più grandi successi cinematografici di tutti i tempi, quel “Via col vento” (“Gone with the Wind”)  che già dal titolo trasmetteva un messaggio di speranza, cui si aggiungeva quel “tomorrow is another day”  con cui il film si conclude. Il film venne interpretato da un cast davvero stellare: Clark Gable, Vivien Leigh, Leslie Howard, Olivia de Havilland. La storia narrata è ambientata in un altro dei periodi bui della storia americana, la guerra civile e ciò che ne conseguì con la ricostruzione e la necessità di rivedere i rapporti umani. Il successo del film, riconosciuto come quarto per importanza tra i primi cento, è anche dovuto alla caratterizzazione formidabile dei personaggi, la Rossella O’Hara capricciosa e boriosa del suo “status” sociale che dovrà però fare i conti con la dura nuova realtà e il gretto e scaltro Rhett Butler. La produzione del film fu molto difficoltosa ma il risultato fu egregio.   Di recente, si è voluto fortemente criticare questo film fino a farne paventare la distruzione, perché gli ascriverebbero una sorta di sostegno alla segregazione razziale. Un’opera letteraria, un testo teatrale, un monumento rappresentano momenti della Storia, che – se vogliamo condannare – non possono essere cancellati. 

                                                                                         Molto rilevante è anche la funzione della colonna sonora, a partire da quel “Main theme” ormai reso a noi abituale da una delle sigle di un programma televisivo quasi quotidiano. A “Via col vento” nel 1940 furono assegnati ben 8 Premi Oscar e tantissimi altri premi. Tra gli Oscar va ricordato quello al Miglior film, alla Migliore regia (Victor Fleming) e ad una delle attrici protagoniste (Vivien Leigh).

Non è possibile dimenticare che sempre in questo anno (il 1939) negli Stati Uniti viene realizzato un altro grande film, diretto da un altro grandissimo regista, John Ford, che veniva già da una grande esperienza e che ha segnato indelebilmente la storia del Cinema. quello di cui parliamo è anch’esso al pari dei due precedenti film qui – pur molto minimamente trattati – una pietra miliare. Ne tratteremo però nella prossima parte, la 16.

12 febbraio DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 3 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”) – per la parte 2 vedi 22 gennaio

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 3 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”)

Una richiesta particolare, una semplice e pura consulenza a noi rivolta dal prof. Valerio Chiarini del Liceo Classico “Virgilio” di Empoli per un ciclo a stretto giro di scuola sul cinema francese degli Anni Trenta e degli Anni Cinquanta: un foglietto scritto su ambedue le facciate con i registi e le opere che interessava loro visionare; questo il vero e proprio “inizio” della nostra avventura empolese di questo anno scolastico. Subito dopo, reperiti i film nelle Cineteche ed all’Ambasciata di Francia, si è pensato di dare un respiro pubblico a questa iniziativa, chiedendo al Comune di Empoli e ad altre Associazioni e Scuole, nonché al C.R.T.C. (Coordinamento Regionale Toscano della attività Cinematografiche) ed al CEDRIC (Centro di Ricerca Cinematografica), di intervenire e partecipare all’organizzazione. Superate quelle difficoltà tipiche della pubblica burocrazia, che non guarda se una proposta realizzativa sia più o meno seria, se ha referenti diversi e naturalmente accreditati (come Scuole, Ambasciate, Cineteche), se ha innanzitutto un serio e coerente bilancio preventivo, si è potuto costruire il programma quasi nella sua stesura definitiva.

Uno degli obiettivi più importanti che il Comitato organizzatore ha imposto a se stesso ed ai suoi partner è stato quello di impegnarsi a costruire e stimolare, con questa occasione, un interesse nelle giovani generazioni e tra i docenti delle scuole medie superiori nei confronti dell’arte cinematografica innestando su conoscenze tecniche e teoriche quelle umane, sociali e storiche di un periodo tutto sommato felice e ricco di speranze, purtroppo molto presto deluse. Proprio per rivolgerci a questi interlocutori, si è pensato di proporre le proiezioni e gli incontri in orario pomeridiano e, per facilitare la loro frequenza le giornate sono state scaglionate nel rispetto di un discorso didattico che li impegnasse (in particolare gli allievi) in pomeriggi diversi, escludendo il fine settimana poco adatto ad un pubblico naturalmente “pendolare”.

Quando poi ci si è confrontati su come impostare il programma è apparso a tutti noi doveroso dare almeno uno sguardo alla fine degli Anni Venti, un periodo che sotto il piano organizzativo (in riferimento alle richieste) non ci interessava, ma che poteva fornirci più di una risposta sulla provenienza tecnica e culturale di maestri del Cinema quali Luis Buñuel, Jean Vigo, René Clair, Jean Renoir e Marcel Carné.

Tutti, come appassionati spettatori, come critici o come diretti operatori provenivano da esperienze che affondavano fermamente le radici negli Anni Venti, gli anni della sperimentazione dell’Avanguardia, una palestra fortemente formativa della tecnica cinematografica che vede impegnati artisti come Fernand Legér e Man Ray, teorici della nuova arte come Germaine Dulac e Luis Buñuel, poeti come Jean Cocteau e Jacques Prévert. Alcuni di essi si appassionarono ad un’arte un po’ più tecnica, “astratta”, geometrica, fondata su giochi del ritmo e della luce, sperimentando una realtà nuova, fino ad allora inesistente, ma che veniva creata proprio in quell’istante e diveniva di poi eterna e vera.

…3….


31 gennaio – CINEMA – Storia minima 1938 parte 14 (per la parte 13 vedi 11 gennaio)

CINEMA – Storia minima 1938 parte 14

Per la prima volta accennerò ad un autore, la cui carriera era cominciata nella sua terra natale, l’Ungheria, fin dal 1912, a 26 anni. Tra l’Ungheria, l’Austria e la Germania girò una settantina di film fino a quando non emigrò negli Stati Uniti dove sia da un punto di vista realizzativo sia da quello artistico di primissimo livello realizzò film che saranno ricordati per sempre come punti di riferimento per i cinefili, uno per tutti quel “Casablanca” così amato dai cinèfili. Negli USA era arrivato nel 1926 con un bagaglio tecnico invidiabile. Il film di cui trattiamo, pur brevemente, è La leggenda di Robin Hood (The Adventures of Robin Hood). Il film che vide la collaborazione di William Keighley è ovviamente basato sulla classica vicenda ambientata nell’Inghilterra a cavallo tra XII e XIII secolo al tempo di Riccardo Cuor di Leone e dell’usurpatore Giovanni Senzaterra. La figura del cavaliere Robin Hood che sceglie di farsi ribelle per passione civile e sete di giustizia – e per l’amore verso la dolce Lady Marian – mescolandosi con altri compagni in lotta contro lo Sceriffo di Nottingham, è interpretata da Errol Flynn. Il film ottenne i massimi riconoscimenti con tre Oscar nel 1939migliore scenografiamiglior montaggio e migliore colonna sonora

Nello stesso anno, il 1938, Michael Curtiz gira un altro dei suoi film memorabili e che hanno utilizzato al meglio gli attori che lo interpretarono, caratterizzandone anche nello stesso titolo il futuro: ne “Gli angeli con la faccia sporca” i protagonisti Rocky Sullivan e James Frazier sono interpretati da due “mostri sacri” della scena cinematografica, James Cagney e Humphrey Bogart. Il film non ottiene gli stessi riconoscimenti del precedente, pur avendo avuto tre candidature agli Oscar del 1939: al miglior film, miglior attore protagonista a James Cagney, miglior sceneggiatura originale.

Altro film di rilievo nel 1938 fu “L’eterna illusione” di Frank Capra, che ottenne invece sempre nel 1939 due premi Oscar, il primo al Miglior film assegnato alla casa produttrice, la Columbia University ed il secondo a Frank Capra come miglior regista. “L’eterna illusione” si inscrive in quel filone tipicamente americano di cinema populista, buonista, che riesce a ben rendere  la tipologia del “sogno americano” che domina il rapporto interclassista che potrebbe dividere i due protagonisti interpretati da James Stewart, che in questo film avviò una collaborazione con Frank Capra, e da Jean Arthur, artista più matura ed esperta rispetto al giovane Stewart: con il regista aveva già interpretato il ruolo di protagonista in “E’ arrivata la felicità” del 1936, per il quale film era stato assegnato a Capra l’Oscar nel 1937.

Per l’anno 1938 c’è da segnalare la realizzazione di un capolavoro assoluto della cinematografia sovietica – e non solo. Al ritorno in Unione Sovietica dopo la non esaltante esperienza in Occidente, il grande Sergej Michajlovič Ėjzenštejn, gira “Aleksandr Nevskij”, una epopea celebrativa di un classico eroe nazional popolare, che, abbandonato il tono dimesso pacifista di dedizione alla gestione ordinaria del suo popolo di pescatori e cacciatori, accoglie l’invito di alcune realtà già occupate ed altre minacciate dall’aggressione mongola e si pone alla guida di un esercito rabberciato alla meglio e con esso riesce a sbaragliare i nemici.

…14…

22 gennaio – DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 2 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”) – per la parte 1 vedi 22 dicembre

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – decima parte – 2 (Trenta più cinquanta fa “Nouvelle Vague”)

prosegue la riproposizione di un mio contributo del 1983 su alcune attività da me svolte in Toscana

Si lavora alla messa a punto di un grande Convegno sul cinema degli Anni Cinquanta (leggi “Nouvelle Vague”), corredato dalla presenza di qualche attore, qualche regista ed un gruppo di critici e dalla proiezione di opere filmiche e documentarie su questo periodo fecondo e fondamentale per la Storia del Cinema, mai del tutto studiato ed approfondito complessivamente.

In particolare sarà opportuno poter visionare gran parte di quelle opere che furono fonte ispiratrice degli Autori della Nouvelle Vague. Di questo scriveremo semmai in altra occasione in maniera più particolareggiata.

Ma l’interesse per il cinema francese non è limitato a queste due occasioni (la seconda peraltro non ha trovato ancora né Enti che la finanzino né ovviamente una città che la ospiti): ve ne sono delle altre. Per questa estate del 1983 a Firenze nei giardini del Palazzo dei Congressi si potranno seguire e conoscere, oltre che approfondire, altri aspetti del cinema transalpino (una personale sarà dedicata a Brigitte Bardot, un’altra a Jacques Tati e verranno presentate opere collegate ad alcuni generi specifici di quella cinematografia come il “film noir”); e poi verso la fine del 1983 inizio del 1984 nel Mugello sarà possibile vedere parte della produzione più recente di questo cinema con personali dedicate a Patrick Dewaere, Gerard Depardieu, François Truffaut ed altri , sempre collegati al genere dei “film noir, quella produzione che ha influenzato e che certamente continuerà ad influenzare del resto il Cinema di questi Anni Ottanta.

Andiamo per ordine, cronologico e matematico (si scherza, ovviamente). Qui ci tocca parlare innanzitutto degli Anni Trenta, ci preme accennare a questa Rassegna di Empoli, che ha costituito il punto di partenza delle successive, non ancora del tutto formalizzate e peraltro da realizzare in un futuro che si attende molto prossimo.

Ad Empoli ci si era riuniti una sera dello scorso novembre presso il Circolo Unicoop per discutere intorno alla possibilità di organizzare una serie di incontri di studio sull’arte cinematografica: ci si era soffermati su alcuni aspetti del linguaggio cinematografico, intendendo però concentrarsi sulla ricerca semiologica e sulla creazione dello stesso linguaggio comune, attraverso i vari generi più popolari dello stesso nostro cinema, dal dopoguerra ai giorni nostri. Ci si era in quella occasione confrontati con le diverse idee, si era parlato del più e del meno, della scuola, di come poterla maggiormente coinvolgere nello stesso progetto per avvicinare gli studenti al Cinema ed ognuno aveva espresso le sue proposte, le sue posizioni; poi, come capita spesso, vi era stata una delega per proseguire, tenendo conto di tutte le diversità, nella stesura del piano particolareggiato dell’iniziativa.

Qualche giorno dopo doveva avvenire il “deragliamento” dalle nostre primitive intenzioni.

…parte 2….

10 gennaio 2021- IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte terza (per la seconda parte vedi 7 dicembre)

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 Parte terza

Giovedì 17 novembre alle ore 21.00 siamo ritornati negli ambienti sotterranei del Dopolavoro Ferroviario in Piazza della Stazione il cui Circolo era gestito da Lucio La Manna e Nicola Verde e con la Compagnia Teatrale “Altroteatro” diretta da Antonello Nave è stato presentato il loro lavoro “Amico di Pasolini: Omaggio al poeta Massimo Ferretti”. Il professor Nave aveva curato già qualche anno prima una riduzione teatrale, rappresentata a Chiaravalle, tratta dalle opere di Massimo Ferretti dal titolo “Sopra il cuore”.

Venerdì 18 novembre alle 14.30, orario che consente agli studenti realmente interessati di partecipare al di fuori dell’orario di lezione siamo ritornati all’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo scolastico di via Reggiana per un incontro dal titolo “Che cosa sono le nuvole: analisi di un cortometraggio” curato dal dott. Riccardo Castellacci ricercatore dell’Università di Firenze.

Con le stesse modalità lunedì 21 novembre ore 14.30 ci siamo spostati nell’Aula della Biblioteca del Liceo “Copernico” in viale Borgovalsugana 63 per un incontro sul tema “La sceneggiatura nel cinema di Pier Paolo Pasolini: dalla teoria alla pratica” a cura della dottoressa Costanza Julia Bani ricercatrice dell’Università di Pisa.

Martedì 22 novembre il nutrito cartellone presenta un altro incontro curato dalla dottoressa Stefania Cappellini presso l’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo scolastico di via Reggiana, sempre alle ore 14.30 sul tema “Uccellacci e Uccellini: analisi ed approfondimenti del film”.

Il giorno successivo mercoledì 23 novembre sempre nello stesso Auditorium alla identica ora si è tenuto un incontro sul tema “La rappresentazione dell’adolescenza: percorsi fra cinema e letteratura e viceversa”, curato dalla dottoressa Costanza Julia Bani.

Venerdì 25 novembre alle 14.30 abbiamo previsto di replicare nell’Auditorium del “Gramsci-Keynes” particolarmente adatto per eventi teatrali il lavoro di Antonello Nave già rappresentato nella sede del Circolo del DLF.

Nello stesso giorno alle ore 21.00 curato dalla Circoscrizione Ovest presso il Circolo ARCI “Renzo Grassi” di Narnali in via Pistoiese 500 viene presentato il documentario “Pasolini: una disperata vitalità” collage di testi poetici di Pier Paolo Pasolini, recitati da Laura Betti che nel 1996 ne ha curato la regia teatrale. L’incontro coordinato dalla Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Ovest, Monia Faltoni, è condotto da Riccardo Castellacci.

Martedì 29 novembre alle ore 21.00 siamo poi ospitati dal Teatro “Magnolfi” in via Gobetti dove, in collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) viene presentato un video di Carlo Di Carlo “Primo Piano: Pier Paolo Pasolini” e un nuovo libro di Italo Moscati “Pasolini Passione”. Regista e autore sono presenti. Il coordinamento è di Giuseppe Maddaluno.

Venerdì 2 dicembre a cura della Circoscrizione Nord presso l’Auditorium della Scuola Media “E. Fermi” in via Gherardi 66 un altro nuovo evento teatrale “Dedicato a Pier Paolo Pasolini un poeta contro” con Giovanni Fochi che ne cura la regia e con la musica originale orchestrata da Alessandro Cecchini. Coordina l’evento Mario Barbacci presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Nord.

Il denso programma si conclude martedì 6 dicembre alle ore 21.00 presso la Sala “don Lorenzo Milani” della Circoscrizione Est in Viale De Gasperi 63 dove il gruppo teatrale del Lieco “Copernico”, “Poetar Teatrando” diretto dalla professoressa Angela Pagnanelli presenta “”Passione vs Ideologia” un collage di testi tratti dalle opere di Pier Paolo Pasolini.

Nell’occasione i Presidenti delle Commissioni Cultura coordinate da Giuseppe Maddaluno annunciano l’intendimento di organizzare nel corso della prima metà dell’anni successivo un Convegno dedicato al tema che è stato posto nel titolo della Rassegna di fine 2005, “L’universalità dell’opera di Pier Paolo Pasolini . non una commemorazione, non un banale rimpianto ma tanto desiderio di capire e di riappropriarsi del suo pensiero a trent’anni dalla sua morte”.

6 gennaio – COVID 19 – I conti con la Storia – parte 2 – I limiti dell’azione degli Enti locali sulle strutture artistiche culturali in generale

COVID 19 – I conti con la Storia – parte 2 – I limiti dell’azione degli Enti locali sulle strutture artistiche culturali in generale   .

Trovo che sia semplice da parte di un singolo cittadino avanzare proposte che difettano molto spesso nella visione della complessità. Pur tuttavia fino a quando non venga negata a ciascuno la capacità di intendere e di volere occorre mettere in moto le sinapsi ed esercitarsi alla ricerca di soluzioni possibili, anche se realisticamente, in queste particolari condizioni, possano apparire rivoluzionarie.

Tra le altre cose, non possiamo non prendere in considerazione che la pandemìa si sia rivelata nelle nostre contrade già da poco meno di un anno. E l’emergenza, se è tale, non può durare tanto. La sensazione è che si sia dato troppo potere ad un organismo tecnico scientifico senza un vero e proprio coinvolgimento delle categorie professionali “in toto”. Non posso negare che il ruolo del Comitato T.S. non sia (e sia stato) utile; e non posso negare che molto spesso l’organismo governativo abbia agito in parziale autonomia (come è in ogni caso logico che sia), calibrando gli interventi intorno alle necessità di singole e differenti categorie. La qual cosa, però, invece che affrontare e risolvere i problemi,  ha provocato un trattamento differente creandone ancor di più nella società, aumentando i costi sociali in maniera inverosimile: la diatriba intorno alle discoteche in estate, la telenovela della Scuola, l’aprire e chiudere gli esercizi commerciali ha messo in difficoltà intere catene produttive.

Lo ripeterò ancora una volta: dopo il tempo dell’emergenza (febbraio, marzo, aprile 2020) sarebbe stato logico attivare una struttura parallela che non fosse limitata alla parte sanitaria scientifica. Ora, forse, non è tardi. “Forse!”. Anche perchè si addensano nubi fosche sulla compattezza del Governo ed in ogni caso, non essendoci un’alternativa alle viste, è ben difficile procedere con una unità di intenti dell’intero Paese, di cui abbiamo urgente bisogno.  Anche per questo, ritornando ai luoghi dell’Arte e della Cultura (Biblioteche, Musei, Teatri, Cinema, Circoli e altro), non si è avuto il coraggio di riorganizzarli mantenendoli in funzione, attraverso sistemi di prenotazione obbligatoria contingentata al minimo. Il mondo amministrativo è andato “in vacanza”; in modo particolare, quello legato alla Cultura, che si è rivelato incapace di gestire il post-emergenza. Avrebbe dovuto progettarlo da subito ma è andato “in vacanza”. Una Biblioteca, un Teatro più che un Cinema, dipendono chi più chi meno dalla struttura pubblica (ci sono Teatri “privati” che tuttavia accedono anche a fondi pubblici) ed un Ente locale avrebbe potuto stabilire le modalità operative per l’accesso. Non è stata proposta altra soluzione al di là della “chiusura” totale. Un Cinema ha la possibilità di limitare l’accesso attraverso l’utilizzo di prenotazioni online o in ogni caso anche al botteghino. Non è stata proposta altra soluzione che la “chiusura”. Questo poteva essere sopportato in periodo di alta emergenza; non più di tanto. Ovviamente se non è stato provveduto fino ad ora ciò non significa che non lo si possa fare adesso.

Nel prossimo blocco proverò a sottolineare in modo critico ma propositivo la necessità di far ripartire le strutture periferiche istituzionali laddove, come per esempio a Prato, siano state smantellate.

….2….