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PASSIONE VIGOTRUFFAUT – pillole – Gilles Margaritis

Lux in fabula

Margaritis

PASSIONE VIGOTRUFFAUT PRESSO LUX IN FABULA RAMPE CAPPUCCINI 5 POZZUOLI MARTEDI’ 21 OTTOBRE ORE 18.00

Gilles Margaritis nella sua carriera cinematografica ha partecipato solo a pochissimi film. Ne “L’Atalante” la sua interpretazione dell’ambulante giocoliere e cantante da osteria che seduce con la sua sprizzante energia la depressa Juliette, che male va accettando la “reclusione” per giorni e giorni sulla chiatta di Jean e la convivenza con l’ambiguo Pére Jules, varrà ad eternarlo definitivamente. Pochi minuti di presenza sullo schermo ma intensi per valore e maestria.
“Il fascino e l’agilità di Margaritis erano un materiale di prim’ordine, ed egli (Vigo ndr) ne estrarrà un personaggio di una gentilezza estrema, poetico, inafferrabile, abile a sfuggire se lo si vuole afferrare, senza rancori e in fondo senza desideri…” scrive P.E. Sales Gomes in “Jean Vigo Vita e opere del grande regista anarchico” pag.167

PASSIONE VIGOTRUFFAUT pillole – MICHEL SIMON – Pozzuoli presso Lux in Fabula 21 ottobre ore 18.00; Prato presso Liceo Cicognini via Baldanzi 30 ottobre ore 15.00

Michel Simon

Vigo

Michel Simon interpreta, ne “L’Atalante” di Jean Vigo, il personaggio di Pére Jules
Attore di teatro e poi di cinema dalla grande estrosità nell’interpretare ruoli comici, grotteschi ed anche ricchi di mistero e di ambiguità era nato a Ginevra nel 1895. La sua fisionomia da giovane-vecchio gli consentiva di interpretare ruoli diversi non rapportabili alla sua vera età anagrafica. Anche ne “L’Atalante” l’ ambiguità del personaggio risalta alla grande: come dice Truffaut, egli “…è allo stesso tempo un rozzo pilota di chiatte e un raffinato collezionista…Se hanno affidato a Michel Simon questi inquietanti doppi ruoli che in Francia lui soltanto poteva interpretare, è perché ci si è accorti inconsciamente che incarna allo stesso tempo la vita e il segreto della vita, l’uomo che noi sembriamo e quello che siamo veramente. Quando Michel Simon recita, penetriamo nel cuore del cuore umano.”
(F. Truffaut – febbraio 1968 “Il piacere degli occhi” pagg.223-224)

PASSIONE VIGOTRUFFAUT – pillole DITA PARLO

Dita Parlo

DITA PARLO

Passione VigoTruffaut – Pillole
La Juliette de “L’Atalante” di Jean Vigo “era un prodotto dell’ultimo periodo del cinema muto in Germania. In particolare aveva avuto un grosso successo nel 1928, in un film di Joe May, Heimkehr (Il canto del prigioniero), dove aveva come partner Lars Hanson e Gustav Frolich. In Francia, fino ad allora, aveva avuto scarse occasioni….” (da P.E. Sales Gomes “JEAN VIGO Vita e opere del grande regista anarchico – Universale Economica Feltrinelli 1979 pag.157). Dita Parlo va ricordata soprattutto per l’interpretazione della Juliette di Vigo e dell’Elsa, protagonista femminile de “La grande illusione” di Jean Renoir. Juliette è una ragazza che non accetta i limiti di una vita matrimoniale in un ambiente così costrittivo come quello di una chiatta che naviga in su ed in giù per i canali francesi e si lascia affascinare dall’esterno (la Ville Lumiere, lo straripante suonatore ambulante) in una sorta di messa alla prova del suo “amore” per Jean. Indimenticabile questa interpretazione che da sola ha contrassegnato la carriera artistica di DITA PARLO.

PASSIONE VIGOTRUFFAUT – Pillole – Emile Cohl

PASSIONE VIGOTRUFFAUT – Pillole
In una delle scene di “Zero de conduite” in cui Huguet (Jean Dasté) intrattiene, facendo il funambolo, i ragazzi in classe Jean Vigo utilizza un disegno animato riprendendo lo stile di Emile Cohl. Siamo in un periodo di grande sviluppo dell’arte cinematografica, ma l’animazione è ancora in una fase sperimentale. Cohl realizza la sua prima opera nel 1908 (ha 51 anni), Fantasmagorie, che ha come protagonista un piccolo clown. È il primo lavoro del genere nella storia dell’animazione, 700 disegni per appena due minuti di proiezione al Théâtre du Gymnase.

PASSIONE VIGOTRUFFAUT – pillole

Les Mistons  e Bernadette

PASSIONE VIGOTRUFFAUT 21 OTTOBRE ORE 18.00 A POZZUOLI PRESSO LUX IN FABULA RAMPE CAPPUCCINI 5
ED A PRATO 30 OTTOBRE ORE 15.00 PRESSO LICEO CLASSICO CICOGNINI VIA BALDANZI

“E’ sempre con emozione che ritrovo Bernadette Lafont, il suo nome o il suo viso, il suo profilo stampato su una rivista o il suo corpo flessuoso in un film, perché, anche se sono più vecchio di lei, abbiamo debuttato lo stesso giorno dell’estate 1957, lei davanti alla macchina da presa, io dietro. Il titolo del film scritto sul ciak era L’età difficile. Il cinema teneva Bernadette Lafont e non l’avrebbe più lasciata. Venti, trenta volte l’ho rivista sullo schermo, artista piena di fantasia e rigorosa allo stesso tempo, mai demagogica, candela dritta mai vacillante, sempre vigorosa, mai spenta. Quando penso a Bernadette Lafont artista francese, vedo un simbolo in movimento, il simbolo della vitalità, dunque della vita.”
Così scriveva Francois Truffaut per lo Studio 43, in occasione di una retrospettiva dei film di Bernadette Lafont nel 1984.

Bernadette Lafont è l’interprete della protagonista omonima del primo vero film di Truffaut (L’età difficile è il titolo provvisorio de “Les Mistons”) Con Truffaut ritornerà ad interpretare la parte della protagonista nel 1972 in “Une belle fille comme moi” che da noi si chiamerà “Mica scema la ragazza”.

Truffaut

PASSIONE VIGOTRUFFAUT – pillole

Dastè e Charlot

Dastè e l'atalante

Jean Dasté è l’attore che interpreta il personaggio di Huguet, l’istitutore buono e comprensivo del collegio di “Zero de conduite” di Jean Vigo, quello in grado di condividere e lenire le sofferenze dei ragazzi sottoposti ad un vero e proprio regime oppressivo e repressivo: copre spesso i ragazzi nelle loro fanciullesche espressioni ed è compartecipe del loro disagio e delle loro ribellioni. Vigo ce lo rappresenta come puro intrattenitore quando Huguet nel cortile imita Charlot e quando agevola la fuga dei ribelli nel “finale”.
Jean Dastè è anche il protagonista de “L’Atalante” l’ultimo film di Jean Vigo, Jean, un giovane proprietario di una chiatta costretto a vivere le problematiche del matrimonio e del suo lavoro in un ambiente molto ristretto: ne farà prima le spese la dolce Juliette che mal sopporta la compresenza di Pére Jules (uno straordinario Michel Simon) e poi sarà lo stesso Jean a subire la sofferenza dell’abbandono in un susseguirsi di straordinari momenti lirici ineguagliati nella Storia del Cinema. Basti pensare all’uso da me non condiviso di una delle scene maggiormente significative di questo film come “sigla d’apertura” di “Fuori Orario” di Rai 3.

vIGO 1

POZZUOLI E PRATO CELEBRANO JEAN VIGO E FRANCOIS TRUFFAUT

Doinel

POZZUOLI E PRATO CELEBRANO JEAN VIGO E FRANCOIS TRUFFAUT AD 80 E 30 ANNI DALLA LORO MORTE
A POZZUOLI MARTEDI’ 21 OTTOBRE ORE 18.00 PRESSO LUX IN FABULA RAMPE DEI CAPPUCCINI N. 5 (POCHI PASSI IN SALITA VERSO LA COLLINA DALLA STAZIONE CAPPUCCINI DELLA CUMANA)
A PRATO GIOVEDI’ 30 OTTOBRE ORE 15.00 PRESSO LICEO CLASSICO “CICOGNINI” VIA BALDANZI

Prefazione a “Le avventure di Antoine Doinel” di F. Truffaut – Edizioni Mercure de france, 1971
Tempo fa, una domenica mattina, la televisione francese durante un programma intitolato “La Séquence du spectateur” ha trasmesso una scena tratta da “Baci rubati”, che si svolge tra Delphine Seyrig e Jean Pierre Léaud. Il giorno dopo, entro in un bar dove non ho mai messo piede e il proprietario mi dice: “Toh! Io a lei la conosco, l’ho vista ieri in televisione”. Naturalmente non sono io quello che il proprietario del bar ha visto in televisione, ma Jean Pierre Léaud nel ruolo di Antoine Doinel. Mi trovo dunque in questo bar, al padrone non rispondo né sì né no, perché non ho mai fretta di dissipare un malinteso, e chiedo un caffè molto forte. Il proprietario me lo porta e, avvicinatosi, mi fissa più attentamente e aggiunge: “Quel film deve averlo girato un po’ di tempo fa, vero? Era più giovane…”
Il resto di questo intervento di Francois Truffaut lo trovate anche su “TRUFFAUT Il piacere degli occhi” a cura di Jean Narboni e Serge Toubiana Edizioni minimum fax – 2006

Lux in fabula

aspettando PASSIONE VIGOTRUFFAUT martedì 21 ottobre ore 18.00 a LUX IN FABULA Pozzuoli Rampe Cappuccini 5

Vigo e Truffaut 2

vIGO 1

In una Prefazione a The Great French Films di James R. – Parigi 6 febbraio 1982 Francois Truffaut scriveva:

“La storia del cinema sonoro francese si apre con due grandi film d’avanguardia prodotti da un mecenate, il visconte di Noailles: L’Age d’or” di Bunuel e Dalì, e Le Sang d’un poete di Jean Cocteau. Poi sarà la volta di Jean Vigo; i due film che questo giovane geniale girerà prima della morte prematura all’età di ventinove anni, Zero in condotta e L’Atalante, bastano a fare di lui il più grande regista della storia del cinema francese. sono felice di constatare, ogni volta che viaggio negli Stati Uniti, che l’opera di Jean Vigo, breve ma ispirata, ha una diffusione costante, perlomeno nelle università.”

Vi invitiamo a partecipare

IL 30 OTTOBRE AL LICEO CICOGNINI DI VIA BALDANZI A PRATO ANTONELLO NAVE E GIUSEPPE MADDALUNO INSIEME AD ALLIEVE ED ALLIEVI DEL LICEO PRESENTERANNO “PASSIONE VIGOTRUFFAUT” – NEL POMERIGGIO (attendiamo di conoscere l’orario e ve ne daremo conto)

PASSIONE VIGO/TRUFFAUT POZZUOLI – Lux in Fabula 21 ottobre ore 18.00

Copertina Sales Gomes

L’iniziativa è da me coordinata preventivamente. Durante la serata presenterò esclusivamente i quattro giovani che si occuperanno sotto punti di vista diversi di proporre all’attenzione dei partecipanti le figure di Jean Vigo e Francois Truffaut nelle loro somiglianze e nelle loro differenze. Jean Vigo è morto fra il 4 ed il 5 ottobre del 1934; Truffaut muore il 21 ottobre 1984. Sono, in questo mese di ottobre, 80 anni dalla morte di Vigo e 30 da quella di Truffaut. Qui sotto riporto la mia introduzione all’iniziativa del 19 aprile 2005 a poco meno di cento anni dalla nascita di Jean Vigo (26 aprile 1905).

 

Saint JEAN VIGO protettore dei cinefili

Si può scoprire la “poesia” di Jean Vigo a trenta anni e la si può scoprire a venti o a cinquanta ed oltre: ma sempre di poesia si tratta.
Lo capirono in tempi e momenti diversi anche personaggi illustri nel mondo del cinema: Lindsay Anderson che ha dedicato a Vigo uno dei suoi assoluti capolavori, “If…”; François Truffaut che ha seguito sin dall’inizio della sua carriera lo spirito di Vigo con “Les mistons” e poi con tutta la serie imperniata sul suo alter ego “Antoine Doinel” e non solo (si ricordi lo splendido dolcissimo “Argent de poche”; Manuel de Oliveira, coetaneo di Vigo, che nel 1941, dopo qualche documentario che si rifaceva ad “A propos de Nice” ha girato “Aniki Bobò”, una storia a misura di ragazzi come era “Zero de conduite”.
Quanto a me ho incontrato Vigo nelle notti gelate degli inverni feltrini (“Se vuoi soffrire le pene dell’Inferno vai a Trento d’estate ed a Feltre d’inverno”) proiettandolo su un lenzuolo ad una piazza appoggiato alla meglio fra le ante di una vecchia credenza; perché mi abbia segnato non lo riesco a spiegare, e forse non se lo spiegano in molti: forse la poesia delle immagini e delle storie narrate ti entra dentro senza fare rumore e puoi soltanto comprendere di sentirti meglio e di possedere qualcosa di più perché tu possa sopportare tutto quello che di brutto poi la vita ti regalerà.
Quanto a Vigo la passione, la gioia di vivere, il sentimento di liberazione che gli veniva offerto dall’utilizzare la macchina da presa per esprimere il suo personale punto di vista, la determinazione nel perseguire un obiettivo di “cinema sociale”, la persecuzione che egli dovette subire sin dagli anni della sua infanzia (a causa del padre, anarchico idealista = si leggano le pagine che a questa fase della esistenza di Vigo dedica Sales Gomes) e che lo accompagnò per tutta la vita fanno di questo personaggio un punto di riferimento di tanti che guardano ancora alla vita con incanto, che hanno ancora voglia di progettare, che hanno ancora il desiderio dell’impegno culturale e soprattutto civile e sociale.
Per fortuna egli ebbe un gruppo compatto di veri amici, forse un po’ matti, un po’ idealisti, anche anarchici (attenzione, questo termine viene utilizzato per quello che poteva significare sia per Almereyda, il padre, sia per suo figlio, Jean Vigo, ovverosia persone che, pur talvolta sbagliando, non si vogliono omologare, ma comunque persone che non hanno mai sollecitato né compiuto azioni criminose o delittuose) che lo sostennero, lo incoraggiarono, ne seguirono la parabola ascendente e gli insuccessi legati tuttavia come si può ben immaginare ad un mercato che non offriva spazi a coloro i quali volessero esprimersi liberamente, un mercato che, se non era molto diverso da quello dei nostri tempi, di certo non era incline a finanziare esclusivamente i sogni dei giovani.
Ed è così che ho continuato negli anni successivi ad incontrare altri Vigo, altri sognatori, entusiasti della loro esistenza, consapevoli dei propri limiti ma pervicacemente inclini ad una continua ricerca di sé, attraverso errori, battaglie, delusioni, successi, attraverso confronti e scontri spesso duri con le diverse realtà, sempre cercando di sfuggire a compromessi, sempre finendo per accettarne una parte per poter alla fin fine realizzare un piccolo, seppur piccolo, passo in avanti. Non ne conosco molti, ma li vedo spesso sul mio cammino ed io li accosto agli “angeli” di Wenders che sono in grado di interpretare parti della realtà a noi inaccessibili, un po’ come i “poeti” capaci di cogliere una scintilla, di carpire un mistero, l’inarrivabile, l’inafferrabile, l’eterno.
Nel corso degli anni frequentando cinefili, ed essendo anch’io in fondo aggredito da questa “malattia”, fra questi ho incontrato qualcuno che somigliava a Jean Vigo, involontariamente e lontanamente, credo. Ma sono anch’io convinto che quel giovane, cui la morte prematura ha concesso l’eternità nella sua piena condizione di “outsider”, possa essere considerato dai giovani, dagli uomini che continuano a sognare, da coloro che non rinunciano alle loro idee e che propongono percorsi e visioni nuove, ai poeti, ai cinefili insomma, il loro nume tutelare, il loro santo protettore.
Bene! in estrema sintesi, ecco dunque perché ho scelto di ricordare Jean Vigo a cento anni dalla sua nascita.

Giuseppe Maddaluno Presidente Comm.ne Cultura Circoscrizione Est del Comune di Prato
Prato Teatro Magnolfi – 19 aprile 2005