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10 gennaio 2021- IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte terza (per la seconda parte vedi 7 dicembre)

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 Parte terza

Giovedì 17 novembre alle ore 21.00 siamo ritornati negli ambienti sotterranei del Dopolavoro Ferroviario in Piazza della Stazione il cui Circolo era gestito da Lucio La Manna e Nicola Verde e con la Compagnia Teatrale “Altroteatro” diretta da Antonello Nave è stato presentato il loro lavoro “Amico di Pasolini: Omaggio al poeta Massimo Ferretti”. Il professor Nave aveva curato già qualche anno prima una riduzione teatrale, rappresentata a Chiaravalle, tratta dalle opere di Massimo Ferretti dal titolo “Sopra il cuore”.

Venerdì 18 novembre alle 14.30, orario che consente agli studenti realmente interessati di partecipare al di fuori dell’orario di lezione siamo ritornati all’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo scolastico di via Reggiana per un incontro dal titolo “Che cosa sono le nuvole: analisi di un cortometraggio” curato dal dott. Riccardo Castellacci ricercatore dell’Università di Firenze.

Con le stesse modalità lunedì 21 novembre ore 14.30 ci siamo spostati nell’Aula della Biblioteca del Liceo “Copernico” in viale Borgovalsugana 63 per un incontro sul tema “La sceneggiatura nel cinema di Pier Paolo Pasolini: dalla teoria alla pratica” a cura della dottoressa Costanza Julia Bani ricercatrice dell’Università di Pisa.

Martedì 22 novembre il nutrito cartellone presenta un altro incontro curato dalla dottoressa Stefania Cappellini presso l’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo scolastico di via Reggiana, sempre alle ore 14.30 sul tema “Uccellacci e Uccellini: analisi ed approfondimenti del film”.

Il giorno successivo mercoledì 23 novembre sempre nello stesso Auditorium alla identica ora si è tenuto un incontro sul tema “La rappresentazione dell’adolescenza: percorsi fra cinema e letteratura e viceversa”, curato dalla dottoressa Costanza Julia Bani.

Venerdì 25 novembre alle 14.30 abbiamo previsto di replicare nell’Auditorium del “Gramsci-Keynes” particolarmente adatto per eventi teatrali il lavoro di Antonello Nave già rappresentato nella sede del Circolo del DLF.

Nello stesso giorno alle ore 21.00 curato dalla Circoscrizione Ovest presso il Circolo ARCI “Renzo Grassi” di Narnali in via Pistoiese 500 viene presentato il documentario “Pasolini: una disperata vitalità” collage di testi poetici di Pier Paolo Pasolini, recitati da Laura Betti che nel 1996 ne ha curato la regia teatrale. L’incontro coordinato dalla Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Ovest, Monia Faltoni, è condotto da Riccardo Castellacci.

Martedì 29 novembre alle ore 21.00 siamo poi ospitati dal Teatro “Magnolfi” in via Gobetti dove, in collaborazione con l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD) viene presentato un video di Carlo Di Carlo “Primo Piano: Pier Paolo Pasolini” e un nuovo libro di Italo Moscati “Pasolini Passione”. Regista e autore sono presenti. Il coordinamento è di Giuseppe Maddaluno.

Venerdì 2 dicembre a cura della Circoscrizione Nord presso l’Auditorium della Scuola Media “E. Fermi” in via Gherardi 66 un altro nuovo evento teatrale “Dedicato a Pier Paolo Pasolini un poeta contro” con Giovanni Fochi che ne cura la regia e con la musica originale orchestrata da Alessandro Cecchini. Coordina l’evento Mario Barbacci presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Nord.

Il denso programma si conclude martedì 6 dicembre alle ore 21.00 presso la Sala “don Lorenzo Milani” della Circoscrizione Est in Viale De Gasperi 63 dove il gruppo teatrale del Lieco “Copernico”, “Poetar Teatrando” diretto dalla professoressa Angela Pagnanelli presenta “”Passione vs Ideologia” un collage di testi tratti dalle opere di Pier Paolo Pasolini.

Nell’occasione i Presidenti delle Commissioni Cultura coordinate da Giuseppe Maddaluno annunciano l’intendimento di organizzare nel corso della prima metà dell’anni successivo un Convegno dedicato al tema che è stato posto nel titolo della Rassegna di fine 2005, “L’universalità dell’opera di Pier Paolo Pasolini . non una commemorazione, non un banale rimpianto ma tanto desiderio di capire e di riappropriarsi del suo pensiero a trent’anni dalla sua morte”.

DENTRO IL LOCK DOWN – I doni inattesi e quelli che tardano parte 2

DENTRO IL LOCK DOWN – I doni inattesi e quelli che tardano

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Noi che siamo stati rispettosi delle regole e ci siamo protetti (continuiamo a farlo) cercando di uscire il minimo possibile (nel primo periodo – quello primaverile – si usciva come i criceti nella ruota contando i passi e l’auto è rimasta ferma), ponevamo una grande attenzione a seguire i social, a scrivere le nostre elucubrazioni paraletterarie, a leggere quotidiani on line a prezzi stracciati e spulciare l’elenco delle programmazioni cinematografiche, musicali, teatrali, rifuggendo dopo una prima “abbuffata” mortifera dal seguire per punto e per segno le diatribe sanitarie e politiche che a tutte le ore del giorno (“nottata” che non finiva compresa) ci venivano proposte in abbondanza.

Abbiamo in più occasioni espresso il nostro rammarico per l’assenza di “coraggio” da parte degli organi governativi verso alcuni settori della Cultura e dell’Arte, come Teatri, Cinema, Musei, Biblioteche, Circoli culturali, strutture varie consimili, che sono stati “chiusi” in modo radicale. Faccio notare ancora una volta che quella è stata una scelta poco ragionata, comprensibile in una prima fase, quella della concitazione dovuta allo scoppio della pandemìa, ma che ha poco senso in quelle successive dove la ragionevolezza avrebbe potuto indurre a pretendere una regolamentazione draconiana delle presenze all’interno di sale teatrali, cinematografiche, circoli culturali, musei, biblioteche e via dicendo.

Come spesso accade, però, c’è chi può e chi non può, chi ha potere e chi non ne ha del tutto. Le grandi strutture teatrali hanno potuto godere di un vantaggio dovuto alla loro autorevolezza nazionale ed internazionale e sono riuscite a collocare le loro proposte o sul web o sui canali televisivi. La stessa cosa sta accadendo per alcune produzioni cinematografiche che trovano posto sui canali a pagamento o su piattaforme digitali come Raiplay. Inoltre gli esperti del web hanno potuto trovare occasioni ghiottissime per seguire alcuni grandi kermesse cinematografiche musicali, teatrali. Ovviamente non sono mancati i dibattiti di tipo politico, sociale, culturale in senso ampio. In parte, questi sono stati i doni inattesi per tanti tra noi che eravamo condizionati; ed in questo modo abbiamo trascorso il nostro tempo, evitando il contagio.

Tra le offerte più interessanti c’è stata l’apertura della Stagione concertistica del Teatro dell’Opera di Roma che ci ha fornito un esempio straordinario con “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini e la regia di Mario Martone, splendida nella capacità di utilizzare tutti gli spazi resi disponibili dall’assenza di pubblico e soprattutto quella di saper contestualizzare temporalmente alcune scelte registiche con grande senso ironico (mascherine, sanificazioni, distanze di sicurezza): l’opera rossiniana si prestava bene anche a creare un effetto di ottimismo. Quello che invece è totalmente mancato nell’altra grande proposta: la prima del Teatro Alla Scala di Milano, con una serie di interventi di altissima qualità, è apparsa intrisa di pessimismo e di cupezza. Certamente una ricchezza di personalità (Roberto Bolle, Riccardo Chailly, Placido Domingo) e di riferimenti letterari (Pavese, Bergman, Sting, Racine, Hugo e Montale) ma è certamente mancato quel tratto di stimolo ad avere maggiore fiducia verso il futuro, che è tanto necessario oggi.

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IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte seconda per parte prima vedi 13 novembre

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte seconda

Nell’occasione avemmo anche la collaborazione dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, con il quale avevo avviato un intenso rapporto di cooperazione sin dalla mia esperienza con il Cinema di Gillo Pontecorvo (vedasi tutta la serie di miei post dedicati a “Giovanna”, figura inventata ma realistica di operaia tessile in lotta per la conquista dei diritti – particolarmente quelli delle donne – negli anni Cinquanta qui a Prato).

Altra collaborazione preziosa fu quella del Dopolavoro Ferroviario di Prato in Piazza della Stazione che in quel periodo era condotto dal punto di vista gestionale ma con una propensione particolare allo Sport ed alla Cultura da Lucio La Manna e Nicola Verde.

Ad ogni modo ora scenderemo nel dettaglio, in questa Premessa agli Atti del Convegno del 27 aprile del 2006, relativamente alle iniziative che si svolsero nell’intera città di Prato tra il novembre ed il dicembre del 2005 a trenta anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini.

Il 4 novembre del 2005 alle ore 12.00 presentammo alla Stampa e ad un pubblico scelto rappresentativo del mondo scolastico cittadino il Programma delle inziative. Il luogo scelto fu l’Istituto “Tullio Buzzi” in Viale della Repubblica 9 non molto distante dalla sede della Circoscrizione Est di Viale De Gasperi 67, luogo operativo principale (vedasi foto di uno degli incontri svolti nella Sala “don Lorenzo Milani”).

La prima iniziativa era prevista lunedì 7 novembre e già dava il segno della rilevanza del complesso di proposte che travalicavano i confini provinciali e accoglievano gruppi nazionali. L’avevamo concordata con la Circoscrizione Sud ed il coinvolgimento operativo della Circoscrizione Centro (anche perchè dovendo coinvolgere gli Istituti di Scuola Media Superiore questi ultimi non erano presenti sul territorio Sud ma quasi tutti afferivano al Centro). Infatti l’evento del 7 novembre fu organizzato nell’Auditorium dell’Istituto “Gramsci-Keynes” nel Polo Scolastico di via Reggiana, dove confluiscono altri Istituti come il “Dagomari” ed il “Datini”. L’importanza dell’iniziativa non era solo la presenza di più Enti amministrativi ma in modo particolare la cooperazione tra il Teatro Stabile della Toscana “Metastasio” di Prato e la Compagnia Teatrale Mercadante Teatro Stabile di Napoli. Non solo questo, però! Lo spettacolo, perché di questo si trattava, era coprodotto dal Teatro “La Baracca” di Maila Ermini. “Idroscalo 93” (il riferimento del titolo è al luogo preciso di Ostia dove fu trovato il corpo senza vita di Pasolini) portava la firma di Mario Gelardi con la consulenza di Carla Benedetti ed era interpretato da Ivan Castiglione e Daniele Russo.

La seconda iniziativa era per venerdì 11 novembre ore 21.00 presso gli spazi naturalmente scenografici del Dopolavoro Ferroviario in Piazza della Srazione 22. In quella occasione fu la Compagnia teatrale “Per l’acquisto dell’Ottone” diretta da Viviano Vannucci e Andrea Bianconi a presentare la messa in scena di “Che cosa sono le nuvole: Pasolini riscrittore”, chiaro riferimento all’episodio cinematografico del film “Capriccio all’italiana”.

Con la terza iniziativa avviavamo una serie di incontri di approfondimento su alcuni aspetti della vita e delle opere letterarie di Pasolini. Il mercoledì 16 novembre alle ore 14.30 eravamo nell’Aula della Bibilioteca del Liceo Scientifico “Copernico” in viale Borgovalsugana 63. A relazionare sul tema “Pasolini viaggiatore e reporter” fu la dottoressa Stefania Cappellini, ricercatrice dell’Università di Pisa.

13 novembre – IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI – atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte prima

IN RICORDO DEL “POETA” PIER PAOLO PASOLINI

– atti di un Convegno del 2006 – PREMESSA sulle iniziative del novembre-dicembre 2005 – parte prima

Da quel 2 novembre 1975 sono trascorsi 45 anni. Non si finirà mai di ricordare e ringraziare Pier Paolo Pasolini per la sua grande intelligenza, la sua capacità naturalmente profetica rispetto a ciò che, quando egli parlava, noi in tanti non eravamo in grado di capire, anche se “oggi”, e progressivamente nel corso di questi anni, quelle “parole” ci sembrano sempre più chiare. In più occasioni abbiamo voluto ricordare Pasolini ed anche su questo Blog grande spazio gli abbiamo riservato (nella ricorrenza dei 40 anni abbiamo coinvolto un forte numero di poetesse e poeti per un libretto collettivo ed una “performance” teatrale e abbiamo trascritto molti di quei commenti).

Come Presidente della Commissione Cultura della Circoscrizione Est del Comune di Prato ho coordinato una serie di interessanti iniziative culturali nell’autunno del 2005 nel trentennale dalla scomparsa. In primo luogo, essendo coordinatore delle Commissioni Cultura delle cinque Circoscrizioni coinvolsi i Presidenti delle altre quattro (Matteo Aiazzi “Centro” – Mario Barbacci “Nord” – Monia Faltoni “Ovest” – Gabriele Zampini “Sud”). Insieme decidemmo come muoverci e coinvolgemmo i due Assessori alla Cultura di Comune e Provincia, Andrea Mazzoni e Paola Giugni. Poi ci mettemmo in contatto con la Presidenza e la Direzione del Teatro “Metastasio” (in quel periodo c’erano Alessandro Bertini e Massimo Castri. Chiedemmo poi il contributo culturale del Polo Universitario PIN di Prato-Corso di Laurea Progeas diretto da Sandro Bernardi, che già aveva collaborato con me in altre occasioni (come nelle Giornate di studio intorno alla figura di Jean Vigo) e che accettò con entusiasmo; insieme a lui riuscimmo a coinvolgere il Presidente del PIN, Maurizio Fioravanti. Per promuovere la partecipazione “attiva” degli studenti delle scuole medie superiori chiedemmo un incontro con il CSA (quello che comunemente si chiamava Provveditorato e che poi divenne Ufficio Scolastico Provinciale): allo stesso tempo ognuno di noi mise a punto una serie di contatti con i Dirigenti scolastici del proprio territorio e con quei docenti più sensibili cui cominciare a rivolgerci. Contemporaneamente allargammo i nostri orizzonti a quelle strutture culturali già attive come l’Università del Tempo Libero “Eliana Monarca” (intitolata ad una docente e amministratrice eccelsa) che in quel periodo era presieduta dall’ex Dirigente scolastica Valeria Tempestini; e all’Associazione per il Lavoro e la Democrazia ideata e presieduta da un grande personaggio del Sindacato CGIL, Giuseppe Gregori, che negli anni appena successivi avrebbe ricoperto l’incarico di Assessore alla Cultura.

Sotto l’aspetto organizzativo ci fu fornito un sostanzioso sostegno da parte di giovani studiosi dottorandi di Storia del Cinema dell’Università di Pisa, tra cui menziono Costanza Julia Bani, Stefania Cappellini allieve del rpofessor Lorenzo Cuccu, con le quali avevamo già collaborato per un Convegno dedicato a Jean Vigo, ed un giovane fiorentino, allievo di Sandro Bernardi, Riccardo Castellacci.

Tra i gruppi teatrali di riferimento avemmo la partecipazione della Compagnia “Per l’acquisto dell’Ottone” (chiaro riferimento a Bertolt Brecht), diretta da Viviano Vannucci e Andrea Bianconi,  la Compagnia “Altroteatro” del Liceo Classico “Cicognini” di via Baldanzi, diretta da Antonello Nave e la Compagnia “Poetar Teatrando” del Liceo “Copernico” diretta dalla professoressa Angela Pagnanelli.

Una delle riunione organizzative in preparazione degli eventi. Tra i presenti si vedono distintamente Giuseppe Gregori, Mario Barbacci , Benedetta Tosi, Evita Milone, la preside Valeria Tempestini, Roberto Carlesi. Di spalle Andrea Coveri e Maurizio Fioravanti

….premessa fine parte prima…..

4 novembre – IL MOTIVO DI MANUTENERE UN BLOG – il mio blog -parte 2 (per la parte 1 vedi 14 ottobre)

IL MOTIVO DI MANUTENERE UN BLOG – il mio blog – parte 2

Ho scritto più di 2000 post da quel 19 giugno 2014, molto spesso con cadenza quotidiana. Non l’ho fatto per vanagloria, nè con l’intento di diventare un vero “blogger” o, come troppo spesso leggo per quanto riguarda altri, “influencer”. Non ho mai cercato di trovare “sponsor pubblicitari” nè tantomeno ho comprato spazi sui “social”. L’ho fatto perchè ritengo che, pur se poco e non sempre “buono”, qualcosa ho fatto: non più di altri che semmai non hanno il coraggio di mostrarsi, la “faccia tosta” che sin da ragazzo ho avuto. Ricordo qui che ho tentato di svolgere molte attività “artistiche” compreso quella musicale, della quale però non posseggo la minima qualità. La “voce”, a detta di un “maestro di musica” della Scuola media era promettente, ma non l’ho curata, anche se poi quando si stava in compagnia cantavo e non proprio male. Mi sono accostato a gruppi musicali davvero “naif”, partecipando anche a “concerti happening” di poesia e musica folk, che in quegli anni Sessanta andavano di moda tra le giovani generazioni, ma senza grande successo. Un po’ di più ha funzionato la recitazione e la riscrittura e scrittura di testi.

In questo spazio (il Blog)  ovviamente parlo di tante cose; recupero ricordi, anche attraverso – laddove è possibile – documenti stampati o scritti a mano, relativi alla mia attività professionale, culturale, sindacale e politica amministrativa. Non ho mai smesso di occuparmi sin dagli Anni Sessanta della vita politica del nostro Paese, attraversando molte “stagioni” e vivendo molte esperienze. Non sono ancora stanco, anche se avverto il bisogno di mettere a punto quel che è accaduto in questi anni, di cui sento di essere in quota parte responsabile. Anche su questo si potrebbe pensare che io sia affetto da megalomania: “quota parte” limita questo tipo di sospetto. Intendo dire che alcune scelte “mie” hanno indubbiamente contato non solo per me ma anche per una serie di persone con cui abbiamo tutto sommato condiviso il cammino.

Su questi temi non sarebbe molto difficile per un curioso perditempo ritrovare il bandolo della matassa nei circa 2000 post; per l’appunto “un curioso perditempo” che volesse addentrarsi in questa selva di elucubrazioni molto personali su tutta una serie di argomenti di carattere politico e sociologico, finanche antropologico.

Uno spazio ho però voluto dedicare a alcune mie passioni, forse un po’ più vere sentite e serie delle altre: la scrittura, la lettura, l’elaborazione cinematografica, il teatro – un teatro militante però, legato molto spesso alla Politica ed agli eventi contemporanei.

Ho svolto compiti molto collegati alla metanarrazione, rielaborando ricordi diretti in forma letteraria. Ho accompagnato alcune letture con una stesura critica originale nel corso di iniziative culturali da me curate insieme ad altri partner appassionati di letteratura. Ho creato “format” a questo scopo, come “Il domino letterario” e “Anniversari” che hanno ottenuto fin quando sono stati in piedi un certo seguito.

La passione per il Cinema ha accompagnato la mia esistenza sin dalla più tenera età: ho visto tante opere, ho conosciuto tanti autori, ho realizzato un format nel corso degli anni Ottanta, “Film Video Makers toscani”, del quale sono molto fiero. Ho costituito alcune Associazioni, in primo luogo proprio quella, “Film Video Makers toscani”, e poi alla fine del primo decennio del nuovo secolo, “Dicearchia 2008”, che ricorda la mia terra di provenienza, alla quale ho dedicato molti spazi metanarrativi sia legati ai ricordi che ai viaggi di ritorno nei Campi Flegrei.

Questo, ad ogni modo, è il mio Blog dove continuo a praticare la mia testimonianza di cittadinanza attiva, aperta a 360 gradi.

“PACE E DIRITTI UMANI” un intervento di Giuseppe Panella in suo ricordo – terza parte (vedi post 10 febbraio 2020) )

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“PACE E DIRITTI UMANI” un intervento di Giuseppe Panella in suo ricordo – terza parte (vedi post 10 febbraio 2020)

Il prof. Maddaluno legge (paragrafo 51 del codice “criminale” leopoldino di cui si tratta bella relazione del prof. Giuseppe Panella):

“Abbiamo veduto con orrore con quanta facilità nella passata legislazione era decretata la pena di morte per delitti anco non gravi. Ed avendo considerato che l’oggetto della pena deve essere la soddisfazione al privato ed al pubblico danno la correzione del reo figlio, anche esso della società e dello stato, della di cui emenda non può mai disperarsi, la sicurezza nei rei dei più gravi ed atroci delitti che non restino in libertà di commetterne altri, e finalmente il pubblico esempio che il governo nella punizione dei delitti e nel servire agli oggetti ai quali questa unicamente è diretta, è tenuto sempre a valersi dei mezzi più efficaci con il minor male possibile al reo. Che tale efficacia e moderazione insieme si ottiene più che con la pena di morte, con la pena dei lavori pubblici, i quali servono di un esempio continuato e non di un momentaneo terrore che spesso degenera in compassione e tolgono la possibilità di commettere nuovi delitti e nuova possibile speranza di veder tornare alla società un cittadino utile e corretto, avendo altresì considerato che una ben diversa legislazione potesse più convenire alla maggiore dolcezza e docilità di costumi del presente secolo e specialmente nel popolo toscano siamo venuti nella determinazione di abolire, come abbiamo abolito con la presente legge, per sempre la pena di morte contro qualunque reo, sia presente sia contumace ed ancor che confesso e convinto di qual si voglia delitto dichiarato capitale dalle leggi fin qui promulgate le quali tutte vogliamo in questa parte cessate ed abolite”.

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Riprende a parlare il prof. Giuseppe Panella:

“Come si era arrivati a questa determinazione da parte di Pietro Leopoldo, e soprattutto di che cosa era frutto questa esigenza di di riforma della legislazione criminale?
Non solo dell’azione dei ministri di Pietro Leopoldo, ma di un consimile e contemporaneo moto di riforme che attraversavano l’Italia e i diversi stati in cui l’Italia era divisa.
Era stata l’attività di un gruppo di giuristi dell’Università di Pisa tra i quali spiccano i nomi di Bernardo Tanucci che appunto da Pisa si sposterà a Napoli ove lungamente sarà Ministro di Carlo II e poi di Carlo III di Borbone e dove provvederà a tutta una serie di riforme e di razionalizzazioni dell’assetto giuridico amministrativo economico e politico del regno senza però poter arrivare appunto all’abolizione della pena di morte, grande cruccio dell’onestissimo ministro Tanucci del quale gli stessi contemporanei si stupivano dell’onestà e della capacità di mantenersi integro, pur tra le sollecitazioni e gli stimoli ad arricchirsi che gli venivano dal potere (Tanucci è rimasto famoso per questo e c’è una lapide a Stia in provincia di Arezzo dove egli è nato che dice appunto che Tanucci non solo in vita non si arricchì, ma lasciò la famiglia allo stesso livello di ricchezza nel quale l’aveva lasciata quando aveva assunto il titolo di primo ministro, cosa ripeto della quale non solo si stupiscono i contemporanei di oggi, ma si stupirono anche i contemporanei di Tanucci di come egli fosse stato integro al centro del potere).

Stia e Tanucci

….terza parte…..

(ritrascrizione a cura di Joshua Madalon)

MAGICI LUOGHI

MAGICI LUOGHI

In ogni territorio ci sono luoghi magici, sorprendenti. Ciascuno di noi, sin dall’infanzia ne ha conosciuti. Per me l’isola di Procida è stato un luogo di formazione, di sofferenze e di gioie. Lo sono stati anche altri luoghi come la Necropoli di via Celle ed alcune cave di tufo abbandonate in quella che chiamavamo “’a sèvera” dove andavamo a giocare. Nella Necropoli ci infiltravamo attraverso stretti cunicoli e ragionavamo di Storia e di Poesia, un po’ anticipando gli studenti del collegio Welton che in una grotta calcarica di notte andavano ricostituendo la Setta dei Poeti Estinti, con la complicità del professor Keating (ricordate? L’attimo fuggente): avevamo poco più di dieci anni, ma il nostro mondo in quel lembo di terra ci appariva troppo piccolo e ristretto. Là dentro sognavamo; nelle “cupe”, strette stradine ricavate da sentieri antichi, i nostri passi veloci per non perdere tempo, ci lasciavano immaginare avventure con pirati e tesori.

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Nel corso della vita ho conosciuto altri luoghi magici; di qualcuno, come il Cantiere di Prato, ho già parlato. Non pensavo però di poter incrociare altri luoghi così, fino a qualche giorno fa.
La mia famiglia, laica, ha un rapporto molto stretto e frequente con un’organizzazione che si occupa del riciclo partendo da un progetto religioso di vita comunitaria. Il dono è sacro contributo alla condivisione del quotidiano. E’ la Comunità Emmaus di Prato: abbiamo imparato a non disfarci del superfluo gettandolo in modo indistinto nei cassonetti, anche quelli che riportano destinazioni rassicuranti, e portiamo lì vestiti ed oggetti ancora in buono stato e funzionanti. Il nostro punto di riferimento è il Gruppo di Narnali in via Pistoiese 519.
In realtà abbiamo poi avviato a frequentare anche altre sedi. A Prato ce ne sono almeno cinque. In una di queste, “I libri dimenticati”, in fondo a via Santa Trinita 117, in un ambiente riservato e claustrofobico (il termine è tuttavia dotato di ambiguità: a me piacciono i luoghi stretti pieni di stimoli e di sorprese) si trovano molte occasioni. Qui vengono raccolti libri, riviste, dischi, stampe, quadri, cd, dvd e altro materiale cartaceo.
Ma l’altro giorno insieme a Mary ed a Lalla (Lalla, o meglio Lavinia, è nostra figlia ed è ricercatrice di Storia Moderna, dopo aver conseguito il dottorato a Cambridge) siamo andati in una delle altre sedi di Emmaus, “Le rose di Emmaus” in viale Montegrappa 310. C’eravamo stati più volte ed avevamo portato oggetti come videonastri VHS anche originali ed avevamo acquistato materiali vari. Anche il vestiario e biancheria di altissima qualità aveva attratto l’attenzione; oltre agli oggetti di uso comune, come piccoli elettrodomestici o mobili (a tale proposito c’è una falegnameria molto accurata che rimette in sesto anche qualche malandato mobile).
Ma quel che ci ha sorpreso è l’allestimento della “nuova” libreria (c’erano già da tempo degli scaffali e delle teche piene di volumi ben sistemati in ordine sia di materia trattata che di collezione in una delle prime stanze un po’ anguste). E’ stato molto difficile staccare gli occhi e le mani dai tantissimi e vari volumi, anche questi ben collocati per materia: alcuni di questi sono ormai testi introvabili anche in attrezzatissime biblioteche, come quella comunale “Lazzerini” che pure ha un grandissimo valore. E’ un luogo per me magico come gli altri e forse oggi, che la mia esistenza corre verso il declino, forse più degli altri: camminando lungo gli scaffali ritrovo amici di un tempo che consideravo perduti. Vale la pena ritornarci e rimanere là fin quando non sia l’ora di chiusura.

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Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – settima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

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Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – settima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

continuano gli interventi “programmati” riprende la parola ELISA Valdambrini

Vogliamo per questo invitare il nostro Partito ad analizzare con severità e rigore tutte le fasi che hanno portato – negli ultimi anni – Prato ad essere amministrata, dopo più di 60 anni, dal Centrodestra. Crediamo sia fortemente indispensabile ed urgente perché si avvicinano importanti scadenze e non possiamo sottovalutare le critiche che, soprattutto dall’interno, o dall’immediata periferia del Partito, sono venute e continuano tuttora a venire. Ognuno di noi, è logico, si è fatta un’idea specifica di quanto è accaduto; ma non è più il tempo di ragionare per gruppi separati. E’ l’ora di lavorare tutti insieme, perché se si riesce a vincere, vinceremo tutti; se si perde, allo stesso modo, perderemo tutti. E non ci si venga a dire che questa esperienza del passaggio all’Opposizione è stata positiva – oltre che per noi – per la nostra città! E dunque noi dobbiamo cercare di vincere e dobbiamo farlo abbandonando gli errori dopo averli riconosciuti e costruendo una piattaforma programmatica chiara e comprensibile e, per poterlo fare, non bisogna attendere altro tempo: noi proponiamo la convocazione dei Forum per il Programma e pensiamo ad un Programma che, senza tralasciare alcun aspetto, si presenti alla fine con delle Sintesi ampie. Finora non abbiamo fatto altro che rincorrere le ubbie del Centrodestra; ora bisogna cambiare rotta. Per poterlo fare bene occorrerà aprire la discussione davvero e non solo per slogan, farlo preventivamente senza steccati precostituiti, raccogliere le idee e la progettualità, valutandone le reali concrete fattibilità, valorizzare la “parola” e diffondere le “idee”:

riprende la parola STEFANO Gruni

Per fare questo occorre innanzitutto un Partito Democratico unito e forte, anche perché “unito”. Nel PD le vecchie “anime” precostituenti si sono amalgamate solo in parte in modo positivo; le divisioni, al di là di schieramenti riferiti alle storie precedenti si riferiscono a malumori sopiti che affondano le loro piccole robuste radici in alcune diatribe prevalentemente di natura personale fra opposte fazioni a sostegno di questo o quel personaggio, di questo o quel candidato etc etc etc
E sarà necessario un impegno poderoso e robusto, coraggioso di tutti, proprio tutti e sottolineiamo tutti, in quella direzione.
A noi oggi il Partito appare in forte difficoltà: se non fosse vero, se fosse solo l’impressione di un minuscolo gruppetto di militanti incapaci di interpretare la Politica, non potremmo che esserne felici. Noi in effetti vediamo divisioni, sentiamo critiche spesso feroci non solo fuori ma anche dentro i gruppi Dirigenti; c’è una Segreteria Provinciale che non ci convince. Tutti sanno che questo Circolo, nel suo nucleo costitutivo, ha sostenuto la candidatura di Ilaria Bugetti e non ci accingiamo qui a smentire il nostro operato. Chiediamo un cambio deciso di passo; chiediamo che chi fa parte della Segreteria si assuma pienamente le sue responsabilità; non ci interessano le questioni personali: bisogna essere operativi come Gruppo, bisogna essere coesi e, se necessario, cambiare. Noi pensiamo che sia venuto il momento di fare chiarezza e bisognerà andare ad una gestione collegiale non necessariamente unitaria (intendendo con ciò che chi ha perso il Congresso può anche rifiutarsi di avere delle responsabilità ma chi lo ha vinto ha degli obblighi ed a questi deve corrispondere). Pertanto sarà opportuno procedere ad una verifica di “maggioranza” per comprendere cosa non abbia funzionato: non ci si può nascondere solamente dietro al disfattismo o complottismo della minoranza. C’è di certo qualcosa da verificare e bisogna farlo al più presto. E’ assolutamente necessario sviluppare una maggiore forza propulsiva sui territori e sulle tematiche evitando fra l’altro di lasciare spazi del tutto liberi ed incustoditi a quella che genericamente chiamiamo “Antipolitica”. C’è un’Assemblea Provinciale che viaggia a scartamento ridotto: parte di essa non è molto presente (scusateci l’eufemismo ironico!) e non partecipa al dibattito “aperto” e democratico neppure in modo apertamente critico. E questo, in una città governata male da un Centrodestra impreparato ed arrogante oltre che a tratti aggressivo ed offensivo, non è ammissibile. Occorre avvertire un senso di corresponsabilizzazione ed evitare, non solo apparentemente ed ipocritamente, divisioni che non siano il frutto di discussioni franche aperte e comuni, evitando incontri separati e semi-segreti o conventicole di parte.

Uno dei brani con cui si intervallarono gli interventi:

Sognamo il pane, bambino mio
E le mele rosse e lo scintillio
Dell’uragano che porta via
E pulisce l’aria di nostalgia
Un cuore caldo e le calze lunghe
Gli inverni corti e le libertà
Gli uccelli neri e la pioggia lieve
Che viene e và
Sognamo il mare, bambino mio
E le reti piene e lo scampanio
Un uomo in casa e la verità
La sua sposa rosa che riderà
Il passato è una fotografia
Ma l’avvenire ti aspetta già
Sulla nave bianca che un giorno o l’altro ti ruberà

Sognare è vita
è fare cosa non puoi fare
(è sentire che ti puoi) dimenticare
La porta aperta e poi dormire
Sognare è vita
è cogliere la luna amica
è l’acqua della fantasia

Sognamo il sole, bambino mio
Con il tempo bello del nostro addio
Mentre il canto della malinconia
è una chitarra giù nella via
Con un po’ di vino e la tua allegria
Un vestito nuovo e la mia poesia
Sotto le lenzuola di lino e neve tu voli via

Sognare è vita
è fare cosa non puoi fare
(è sentire che ti puoi) dimenticare
La luce accesa e poi dormire
Sognare è vita
è cogliere la luna amica
è l’acqua della fantasia
Sognare è vita
Sognare è vita
è il fuoco della tua follia
Sognare è vita
Sognare è vita

….7…..

Mi sono sempre chiesto da dove il male….. Pino Petruzzelli recita Bonhoeffer

Mi sono sempre chiesto da dove il male….. Pino Petruzzelli recita Bonhoeffer

Un utile promemoria per chi ha poca memoria o non conosce la storia; anche questo è un recupero di memoria in qualche modo personale, anche se afferente ad un Progetto che con Stefano Gruni abbiamo promosso (ne accenno in quella lettera a Mattia Diletti riportata l’altro ieri, 8 gennaio, in questo Blog) nella frazione San Paolo di Prato

Il video è stato registrato dal nostro amico e compagno Luca Bravi. All’inizio del Progetto che poi non ebbe un seguito dopo il naufragio della nostra partecipazione a “Luoghi (idea)li” in un incontro nella stanzetta del Circolo San Paolo avemmo l’opportunità di incontrare Pino Petruzzelli, anche se nessuno di noi ne conosceva le qualità.

Oggi vogliamo intanto solo in minima parte riparare a quella ignoranza. Se volete sapere di più andate pure sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/teatroipotesi/

https://www.wuz.it/biografia/407/Petruzzelli-Pino.html

Ad ogni modo ascoltate le parole di Dietrich Bonhoeffer perchè sono molto utili ad evitare facili entusiasmi legati a discutibili proposte.

Joshua Madalon

RACCONTO D’AUTUNNO-INVERNO (con annunci di primavera) – 3 ed ultima BUON NATALE 2019

RACCONTO D’AUTUNNO-INVERNO (con annunci di primavera) – 3 ed ultima BUON NATALE 2019

3.
C’è aria di festa. Le tre ragazze cinesi si attardano, attendono che anche il “grande uomo” si congedi. Con aria di complicità inattesa mi porgono una borsina colorata “Questo è per lei!” mi dice la più vivace tra loro. Smetto di preparare il mio zaino e “Grazie! Cos’è?” “Un piccolo pensiero” fermandosi sulla “erre” come sempre (…rrro, rrro!). Lo prendo e guardo dentro: c’è una confezione trasparente ed infiocchettata di rosso. La sollevo e la osservo: è una bolla di vetro che contiene un piccolo grazioso presepe, simbolo della natività. Sorrido, non posso che ringraziare del dono speciale che mi hanno consegnato. Come segno di apprezzamento concreto sistemo il dono su un tavolino e scatto una foto con il mio smartphone, la invio subito a mia moglie con la sottolineatura dell’importanza del dono, segno del riconoscimento delle nostre tradizioni, che vanno al di là della specificità laica che mi contraddistingue.

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D’altra parte anche io, laico ed ateo, non posso non dirmi “cristiano”, intimamente e costitutivamente, così come aveva scritto nel suo breve saggio del 1942 Benedetto Croce. Anche la mia presenza in un contesto cattolico e religioso, anche interreligioso, assume una significazione speciale.
Saluto e mentre le ragazze escono mi soffermo a registrare gli ultimi argomenti trattati. Un attimo e i nuovi allievi entrano; salutano con rispetto e deferenza, ma non sono i miei. Esco dopo un paio di minuti e mi soffermo a parlare con le altre colleghe. Nel pomeriggio ci sarà una festa, un classico rendez-vous a chiusura dell’anno solare. Ci sarà il Vescovo. Si riprenderà il 9 gennaio. Avverto che difficilmente potrò partecipare e annuncio che sarò via per tutta la metà del mese prossimo: vado a Napoli. C’è una notazione pregiudizievole da parte di una delle segretarie organizzative; con una smorfia che è tutto un programma e qualche battutina contornata da beffardo sorriso dileggia la città partenopea. Le faccio notare che la mia città natale è a pieno titolo una delle capitali della Cultura mondiale, forse non superiore a Firenze ma di certo non inferiore ad essa. Un luogo nel quale la passione e l’inventività non hanno paragoni e sono elementi sostanziali di creatività e genialità; l’arte e la Storia sono diffuse in ogni angolo, molto più di quanto avvenga in realtà baciate maggiormente dalla ricchezza materiale. Ad ogni modo raccolgo il sostegno delle mie colleghe, che dimostrano di conoscere bene la realtà di cui accenno in rapida necessaria sintesi.
Saluto. Devo andare in banca…devo pagare l’IMU sulle seconde case.
Non c’è una gran fila. E poi gli sportelli sono tutti aperti ed operativi. Mentre attendo do uno sguardo ad alcuni libri che sono a disposizione dei clienti dietro una minima offerta di un solo euro: c’è Telethon nei prossimi giorni. Due signore in attesa parlottano tra loro e non posso fare a meno di ascoltarle.
“Vuoi sapere” dice una signora sobriamente vestita sulla via dei sessanta all’altra molto più giovane, quarantenne molto più appariscente “vuoi sapere cosa ha combinato mio nipote?”
“Chi? Andrea? Quanti anni ha fatto?”
“Quattro. A settembre”
“Cosa avrebbe combinato?”
“Nulla di grave, ma è sorprendete ad ogni modo!” aggiunge la “nonna” compiaciuta visibilmente.
“E allora?”
“Ha chiamato il padre mentre era in ufficio e gli ha annunciato che aveva deciso di sposarsi….”
“Mah, guarda un po’ quel soldo di cacio!” commentò la più giovane. “E cosa gli ha risposto Vittorio?”
“Vittorio mi ha detto che era rimasto incuriosito, anche se lì per lì stava per chiedergli di ragionarne in un altro momento: in ufficio si lavora; ma invece gli ha chiesto subito con chi volesse sposarsi….”
“E con chi?…”
“Con me…” la nonna era, come si dice a Napoli, “priata” cioè “lusingata”.
“Con te?… e Vittorio?”
“Vittorio…eh Vittorio gli ha risposto che non poteva sposare la nonna perchè era sua madre”
“E Andrea?”
“Andrea…” la nonna era visibilmente commossa “il piccolino non si è perso d’animo e gli ha risposto”
Momento di attesa.
“Gli ha semplicemente detto: e perchè mai non posso sposare la tua mamma; tu, non hai sposato la “mia”?”
Indubbiamente nulla da obiettare!

Care amiche e cari amici, Buon Natale! State sereni, ma seriamente, non per metafora negativa come ormai è diventata consuetudine nell’agone politico.

Joshua Madalon

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