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PRATO IN COMUNE – il viaggio è iniziato e prosegue

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PRATO IN COMUNE – il viaggio è iniziato e prosegue

Fino ad ora, solo saltuariamente, il mio Blog è stato dedicato all’esperienza di Prato in Comune – Da oggi proseguendo gli interventi di questi ultimi due giorni accanto a post miei personali (testi, racconti, riflessioni) pubblicherò anche parti del programma di “PRATO IN COMUNE” spiegando anche le motivazioni che hanno condotto alla scelta del candidato Sindaco MIRCO ROCCHI

Quello che segue è il testo del Manifesto presentato al Cinema Terminale il 6 ottobre 2018

Riteniamo che la maggioranza delle cittadine e dei cittadini pratesi abbia voglia di un cambiamento reale.
La città ne ha bisogno, la città lo merita.

Il territorio di Prato è da anni in piena transizione.
La crisi del sistema “distretto”, la terziarizzazione dell’economia, la composizione sociale e culturale degli abitanti della città con circa 35mila stranieri residenti sono solo alcuni elementi che raccontano la trasformazione della città laniera negli ultimi 20/30 anni. Trasformazione non supportata da un progetto complessivo e da un’idea avanzata di città: non ne sono stati capace chi, con maggioranze di centrosinistra o centrodestra ha governato Prato negli ultimi 10/20 anni.

La terza città dell’Italia centrale non può continuare ad essere ostaggio di finte alternative che si copiano in buona parte fra loro su politiche sociali e sanitarie territoriali insufficienti, derive securitarie e autoritarie che aizzano e fomentano le paure, il solito sentir ripetere di grandi opere spesso non prioritarie e comunque rimaste (o destinate a rimanere) in buona parte lettera morta.
Dobbiamo provare tutte e tutti insieme ad invertire la tendenza che isola i singoli in una condizione che non è capace di dar loro un futuro – sociale, lavorativo, affettivo – e che ha desertificato quel senso di comunità che era la vera forza di Prato.

Riteniamo sia necessario rimettere al centro i temi della casa, del sostegno al lavoro e del reddito , dell’inclusione sociale e della valorizzazione delle diversità. È necessario dare priorità ad infrastrutture che si caratterizzino per un’utilità reale a favore di tutti e non di pochi, alla tutela del territorio e facciano della valorizzazione dell’ambiente il faro su cui impostare il progetto politico.

Proponiamo questo sapendo che anche Prato non è “fuori dal mondo”, ma che si inserisce – tanto più alle prossime amministrative quando si voterà anche per le elezioni europee –
in un quadro nazionale che ci pone di fronte ad una alternativa insopportabile e pericolosa per la democrazia: o la barbarie delle forze della Destra variamente declinata o PD & co., difensori dei poteri forti, delle politiche di austerità e dell’attacco ai diritti sociali degli ultimi anni.

Non possiamo rassegnarci a consegnare la città a tutto questo.
Ne uscirebbe in ogni caso la riproposizione di un film già visto. Una consapevolezza che – a partire da tante realtà in Europa, in Italia ed in Toscana che si sono dimostrate alternative vincenti o comunque non marginali – si sta in queste settimane diffondendo anche a livello nazionale.

L’obbiettivo è costruire uno spazio aperto, pubblico che unisca – nella chiarezza dell’alternativa a formule fallite come centro destra e centro sinistra – forze politiche della sinistra, il municipalismo di sinistra, l’associazionismo diffuso, i movimenti DEMOCRATICI – e che faccia della pluralità e della partecipazione reale e incisiva dei cittadini il suo metodo di far politica ed il suo punto di forza.
Un impegno che tutti noi abbiamo già perseguito in molte occasioni, a cominciare dal referendum contro lo stravolgimento della Costituzione del 2016, che ci ha visto difendere un patrimonio che era anche un’idea di società che combatte le disuguaglianze, le quali oggi sono invece accettate da tutti gli altri come un dogma intoccabile. Per noi quello è un ineludibile spartiacque.

Per ribadire tutto questo terremo una prima assemblea pubblica di lancio di questo percorso a Prato, il prossimo SABATO 6 ottobre, in stretta connessione con altri che si vanno definendo anche in Toscana su queste linee, e cominceremo a lavorare in maniera aperta e partecipata per la costruzione di una proposta di governo per la città in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

Il resto, il dibattito che interessa più i rappresentanti che i rappresentati, lo lasciamo al vecchio a cui confermiamo di essere chiaramente alternativi.

Per sottoscrivere il manifesto:
pratoincomune2019@gmail.com

Joshua Madalon

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…eppur si muove!

…eppur si muove!

Sono ritornato dalle vacanze con un po’ di stanchezza. Indubbiamente, non sono state le solite vacanze ma semplicemente una sorta di trasloco temporaneo tra quella che è la casa della nostra famiglia e quella dei nostri genitori. Chi ha seguito le mie “chiacchiere” a ruota libera dal buen retiro flegreo sa che abbiamo vissuto una quotidianità anche colta ma lontana dall’agone politico che invece ho ritrovato tornando a casa. A Prato. E così con la giusta e necessaria lentezza stiamo costruendo “Prato in Comune”, ispirata con desiderio di distinguersene, alle Città in Comune già avviate. Dopo l’avvio del 6 ottobre stanno per partire alcuni Gruppi di lavoro. Avranno una caratteristica “aperta” di ascolto. Solo una breve introduzione e poi attraverso la richiesta di partenza ciascuno è invitato a portare un contributo di idee. Lo slogan potrebbe essere “Sei invitata/o a partecipare non (solo) per ascoltare ma (soprattutto) per analizzare e proporre”.
Non sono previsti sproloqui; sono utili e sufficienti anche gli stimoli. I Gruppi di lavoro cominceranno il loro percorso per enucleare un programma amministrativo alternativo di Sinistra. Di tanto in tanto poi si svolgeranno momenti assembleari per compattare le idee espresse attraverso i tavoli di Lavoro.
Questi sono i temi. Non troverete la “summa” di ogni argomento. Ve ne sono alcuni essenzialmente trasversali, come ad esempio il classico riferimento ai “giovani”.

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1)Intercultura. Accoglienza, inclusione. Nuova cittadinanza. Giustizia sociale: si riunisce martedì 23 ottobre ore 21 al circolo di Cafaggio – Via del Ferro Referente Tommaso Chiti 3334671628

2) Sanità pubblica e sociale. Casa e nuove povertà. Verrà comunicato a brevissimo quando e dove sarà convocato.

3) Modello di città. Urbanistica. Piani operativi. Ambiente. Servizi locali. Mobilità sostenibile. Si riunisce venerdì 26 ottobre ore 21 presso il circolo arci di Viaccia – referente: Leonardo Becheri 3332450963

4) Lavoro. Sistema produttivo. Si riunisce mercoledì 24 ottobre ore 21 presso il circolo Arci di San Giusto – Piazza Gelli – referente Andrea Martinelli 3392277903

5) Cultura. Formazione continua. Scuola. Sport. Verrà comunicato a brevissimo quando e dove sarà convocato.

6) Decentramento e Democrazia partecipata. Patti di collaborazione. – si riunisce mercoledì 26 ottobre ore 21 presso il circolo Arci di San Paolo, Via Cilea – Referente: Giuseppe Maddaluno 3465259722

J.M.

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da giovane: “Iscritto alla Democrazia Cristiana?” – parte prima

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da giovane: “Iscritto alla Democrazia Cristiana?” – parte prima

“Iscritto alla Democrazia Cristiana?” con mia sorpresa quando qualcuno me lo disse, ma non ricordo chi!
Sospettai di un gruppo di amici che avevano interpretato in modo abbastanza personale la mia bonomia e che, nell’aggregare tessere su tessere, di quelle mai consegnate, avevano aggiunto il mio nome a quello di qualche morto; era una macabra abitudine per accaparrarsi crediti facili nei Congressi a partire da quelli locali.

Negli anni precedenti – primi anni Sessanta – avevo un incarico importante ottenuto sul campo dell’Azione Cattolica. Ero iscritto nella sede della Parrocchia Santissima Annunziata (‘ncopp’’Annunziata) perchè, abitando in via Campana, era il luogo di aggregazione più importante e più vicino e i miei genitori, cattolici credenti ma praticanti alla bisogna, avevano indirizzato le mie energie in quel luogo, dove avevo conosciuto sia un maestro di Canto che apprezzava il mio impegno (”Ha un’ottima propensione e una voce interessante!” aveva detto a mia madre un giorno che lo incrociammo sui gradoni che scendendo verso il porto conducono a via Ragnisco) che un giovane aiutante del Parroco don Giovanni Moio, Mario Izzo, che negli anni Settanta poi decise di ritirarsi a vita da asceta sulle pendici del Monte Gauro con un nobile scopo, quello di ricostruire la Chiesa diroccata di San Michele Arcangelo proprio sulla vetta di quell’altura vulcanica dalla quale si gode la vista di un panorama mozzafiato.
Tra le altre attività mi attraeva quella filodrammatica strutturata alla stregua della Commedia dell’Arte somigliante alle contese attuali, i Match che appassionano i giovani talenti del nostro tempo. Il promotore era Nunzio Matarazzo, operaio specializzato dell’Olivetti, che dedicava con estrema serietà tutto il suo tempo libero a noi ragazzi vogliosi di apparire con le nostre potenzialoità canore e teatrali.
Nunzio mi è stato maestro ed ha segnato la mia esistenza sotto molti punti di vista. Infatti, oltre al Teatro, vide in me un collaboratore speciale quando mi chiese di essere Segretario del Centro Sportivo Italiano di Pozzuoli, la cui sede in quegli anni era sul Rione Terra, all’interno del Palazzo Diocesano accanto all’abitazione del Vescovo e dell’Archivio ricchissimo di stimoli per uno come me la cui aspirazione già da allora era diretta verso gli studi letterari. Nunzio era allora (ed è rimasto poi per lungo tempo ancora) Presidente di quell’organizzazione. Lì nelle stanze quasi sempre buie colme di libri polverosi e attaccati da muffe e pesciolini d’argento, con una Remington Sperry Rand imponente, scrivevo lettere memorabili congiungendo stile all’inventiva incuriosendo soprattutto i latori delle missive molto spesso nella sede centrale di Roma (“ma chi è che scrive quelle lettere?” avevano chiesto a Nunzio in molte occasioni). Non ero certo un burocrate e non lo sono mai stato, nel bene e nel male, arrivando a declinare l’invito di una mia Dirigente scolastica che negli anni Novanta sollecitava ad avviarmi alla sua stessa carriera, contando a tutta evidenza nelle mie competenze organizzative. Proprio queste ultime avevo cominciato ad affinare in quella sede vescovile, andando a contattare di persona tutte le strutture associative del Centro Sportivo Italiano nell’ambito della Diocesi.
“Democristiano? però no!” quando, qualche anno dopo avere anche smesso il mio incarico al CSI per gli impegni più gravosi nello studio e nell’attività sportiva alla quale mi ero dedicato con il Gruppo del Liceo, scoprii di esserlo diventato a mia insaputa ne parlai con alcuni amici che ritenevo potessero essere responsabili anche di quell’inserimento e chiesi di essere cancellato. Non ne seppi più niente ma quel che avvenne dopo non era di certo meglio.

….fine prima parte…..

Joshua Madalon

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POVERA ITALIA, MODESTA SVEZIA

POVERA ITALIA, MODESTA SVEZIA

L’esclusione della Nazionale italiana di calcio dal prossimo campionato mondiale 2018 in Russia è semplicemente la certificazione conclusiva di un lungo percorso costellato da successi fortuiti e caratterizzato da un gioco prettamente difensivo che poteva poi sfociare in rapidi contropiedi vincenti. Raramente ho potuto in questi anni assistere a match divertenti ed aperti: quelle rarità si riferiscono a partite nelle quali le squadre avversarie lasciavano spazi aperti senza pressare, squadre tipo il Brasile che giocava e lasciava giocare.
Con la nazionale svedese l’Italia ha trovato una compagine che aveva ben imparato il classico “gioco all’italiana”, dimostrando altresì di possedere qualità fisiche superiori. Niente da recriminare, dunque. La Svezia è stata superiore dal punto di vista tattico e merita di superare il turno.

j.m.