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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 3 GIU’ LE MANI DALLA GRETA

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 3

GIU’ LE MANI DALLA GRETA

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato con Prato in Comune – candidato Sindaco Mirco Rocchi

Scandali che vanno scandali che vengono. Mentre la vicenda Marino aiuta a riflettere su quanto male abbia fatto al decorso del Partito Democratico la presenza di Matteo Renzi e di coloro che lo hanno aiutato e sostenuto “convintamente”, quel che sta accadendo in queste ore in Umbria ci sospinge a ritenere che il malessere non possa essere considerato sulla via della guarigione. Beninteso, può darsi che anche questi sospetti possano essere considerati “non sussistenti” ed in cuor nostro ce lo auguriamo; ma vediamo anche intorno a noi, e soprattutto all’interno di quelle forze che hanno una loro consistenza per così dire “di massa”, un groviglio di paradossi e contraddizioni nello stile puro del “politichismo” peggiore. Troppe connivenze esplicite e nascoste spingono a lanciare promesse impossibili e peraltro inesistenti su quelle carte che consideriamo “ufficiali”. E così ai difensori dell’Ambiente si promette battaglia su quei temi, a partire da un certo qual “no” all’Aeroporto per andare alle centinaia di migliaia di nuovi insediamenti arboriferi mentre d’altra parte si continua a coprire di cemento zone verdi con inutilizzabili appartamenti, dai costi esorbitanti e proibitivi per la stragrande maggioranza della gente, soprattutto delle nuove giovani generazioni, destinate a subire condizioni disumane nell’ambito lavorativo.
E’ da parecchi anni che si chiede di riconvertire il settore dell’edilizia dal nuovo al recupero del patrimonio esistente con operazioni di riadattamento di messa a norma e di adeguamento energetico; invece si preferisce elevare manufatti nuovi che fanno diminuire gli spazi verdi. Di tutto questo, che è ben chiaro nel Piano operativo, si tace quando si vuol parlare ai giovani ed a quella parte di elettorato più sensibile a queste tematiche. Detto con molta più chiarezza, trovo ipocrita e davvero fuori luogo il farsi scudo della Greta.

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 2

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 2

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato

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PRATO IN COMUNE – Mirco ROCCHI candidato Sindaco
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Biffoni, Carrai ed altri compari

Non so quanto varrà la faccenda “Aeroporto di Peretola” in questa campagna elettorale, ma sarebbe bene a questo punto cominciare a far emergere la profonda ipocrisia delle forze politiche, ben rappresentata da quel quadretto bucolico di dieci giorni fa, quando sui prati antistanti il Polo Universitario di Sesto Fiorentino si sono ritrovati – tra gli altri che avevano da sempre sostenuto la contrarietà all’ampliamento – anche il Sindaco di Prato, candidato alla riconferma in tale ruolo per la campagna elettorale del 26 maggio, ed il suo avversario del Centrodestra, tale Daniele Spada. L’aspetto paradossale è nella posizione “tentennante” del primo cittadino ed in quella fortemente contraria del rappresentante della Destra.
Cosa ci facevano? La campagna elettorale “impazza” e dunque bisogna essere sul pezzo e mostrare attenzione; entrambi erano più o meno fuori “parte”, fuori “luogo”, anche se recitavano una parte per così dire “a soggetto”!
Ma poi, proprio l’altro ieri c’è stato un siparietto penoso qui a Prato al quale insieme al Sindaco Biffoni hanno preso parte tra gli altri il Presidente di Toscana Aeroporti Marco Carrai, l’assessore regionale Stefano Ciuoffo e il presidente di Confindustria Toscana Alessi Marco Ranaldo. Uno scontro fittizio fatto tra compari che si reggono la parte nella tradizione della peggiore “sceneggiata” (peggiore, perché la sceneggiata ha una sua onesta dignità).
Potete leggere quel che è avvenuto, corredato da video dell’emittente pratese TV Prato.
Tutti però tacciono su quelli che sono i veri interessi in gioco: non è affatto strano che è la plutocrazia a sostenere in prima fila la bontà di tale opera. Parlano di enormi vantaggi per la popolazione con migliaia di nuovi posti di lavoro senza dire che – mentre migliaia di lavoratori avranno stipendi più o meno di fame – loro si arricchiranno a dismisura. Faranno mostra di una loro interpretazione dell’ambientalismo ad uso e consumo dei loro interessi ma glisseranno sulle conseguenze venefiche prodotte dal combinato disposto di nuovo inquinamento e dauperamento dell’ambiente naturalistico della Piana.
Tra l’altro giornalisti “favorevoli” all’ampliamento si dilungano nel minimizzare l’impatto acustico con paralleli ridicoli ed indegni della loro stessa categoria. Altri commentatori plaudono allo spostamento della direzione di marcia dei velivoli che finalmente risolverà i problemi di quei territori che fino ad ora hanno dovuto subire i rombi dei motori in fase di atterraggio. Anche per questo motivo – e per tanti altri di cui già in diverse occasioni abbiamo trattato – sarebbe meglio chiudere l’Aeroporto di Peretola e puntare su quello di Pisa (i lavoratori attuali e migliaia di nuovi assunti sarebbero ugualmente impiegati nelle loro mansioni e l’ambiente ne trarrebbe un immenso incommensurabile vantaggio).

Joshua Madalon

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CAMPAGNA ELETTORALE qui Prato, Toscana, Italia, Europa e Mondo – 1

Vi racconterò la campagna elettorale per le amministrative del 2019 qui a Prato

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PRATO IN COMUNE – Mirco ROCCHI candidato Sindaco

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Impazza. Già impazza…la campagna elettorale qui a Prato. Già qualcuna o qualcuno dei candidati Sindaco si è dato da fare per riempire gli spazi privati con le sue facce e con qualche slogan senza fantasia.
A parte la rapidità e la tempestività anticipatrice e al netto delle rendicontazioni di legge sulle spese, ci viene da riflettere su quel che si muove sotto, dietro, sopra e di lato delle “quinte” e su quali siano le motivazioni “filantropiche” di chi sostiene tali spese.
Sia gloria per tutte quelle forze politiche che, in un tempo di profonda crisi (lo 0,2% di previsione di crescita non “docet”?), faranno la loro campagna elettorale parlando in modo diretto, andando a toccare le “piaghe” senza timori, facendosi riconoscere senza intermediazioni mediatiche.

Joshua Madalon

PRATO E DILETTANTISMO AMMINISTRATIVO – L’emergenza rifiuti

Mie care e miei cari “pochi lettori” (mneno di quelli manzoniani, forse!), scrivevo questo post tra giugno e Agosto del 2017.
Siamo in dirittura d’arrivo di una campagna elettorale nella quale si fa a gara a proporre il tutto ed il suo contrario. Ci sono molti aspetti che ci mostrano una realtà “peggiorata” a causa di un’Amministrazione incapace, alla cui difesa non si può frapporre una identica posizione ideologica.
Indubbiamente la lista “politica” che rappresento, “PRATO IN COMUNE”, sente doverosamente – e non per partito preso – di non condividere le posizioni espresso dal candidato della Destra – ed in modo specific – della Lega. Esse si pongono in modo distruttivo e diseducativo, senza tener conto delle reali problematiche, parte delle quali già esprimevo in questo post del 2017.

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reloaded di un post dell’8 giugno u.s. – PRATO E DILETTANTISMO AMMINISTRATIVO – L’emergenza rifiuti

Una città allo sbaraglio: non parlo della Capitale, dove la responsabilità del degrado è antica e non può essere addebitata esclusivamente alla Giunta in carica, sulla quale ho espresso forti critiche soprattutto in relazione ai livelli culturali ed alla possibilità di discostarsi da quelle precedenti per rinnovare in meglio quei territori. Parlo di Prato, la cui realtà penso di poter conoscere meglio in modo diretto, vivendoci da circa 35 anni ed avendo ricoperto incarichi politici ed amministrativi di secondo livello a cavallo del passaggio di secolo per tre quinquenni.
Nelle prossime settimane tratterò altri aspetti del degrado urbano da diversi punti di vista. Oggi mi soffermo sull’emergenza rifiuti.
Da alcuni mesi è stato completato gradualmente nell’intera città il progetto di raccolta porta a porta dei rifiuti solidi urbani. La partenza ha rilevato grossolane sottovalutazioni dal punto di vista educativo in larga parte della città, insieme ad una profonda incapacità gestionale complessiva delle esigenze reali. Come spesso accade, le critiche in partenza si sono dirette sui classici “capri espiatori” rappresentati dagli “stranieri”, in primis la comunità cinese. Ci sta che possa anche essere parte “rilevante” della verità, visto il degrado che caratterizza l’habitat di larga parte di quelle comunità, condizionate dal “mercato” a vivere in ambienti del tutto insufficienti sia per spazio che per igiene. E quindi occorreva una riflessione globale che colpevolmente sarebbe far partire a posteriori, consolandosi con un “meglio tardi che mai”.
E’ così: manca la “progettazione” e si viaggia a tentoni, facendosi prendere da isterismi vari, come quel punitivo infantile rifiuto di far svolgere una delle manifestazioni culturali più riuscite che coinvolgeva realtà locali con la comunità cinese, la “Festa delle luci”.
Andando “oltre” le comunità straniere destinatarie dei primi “strali” popolari, cavalcati dalla Destra e dalla pseudo-Sinistra di governo, il degrado appare diffuso a tappeto in tutta la città, essendo chiaramente insufficiente il servizio di raccolta porta a porta programmato dalla società ALIA che ha inglobato Asm. Occorrerebbe un intervento progettuale che crei intanto una profonda intensa “cultura del riciclo”, coinvolgendo il tessuto complessivo della società, creando semmai sovrastrutture e strutture territoriali umane coinvolgenti. Non è certamente inutile sottolineare come nell’ultimo quinquennio sia venuto a mancare completamente l’apporto della sovrastruttura amministrativa, denominata Circoscrizione, che non è stata sostituita nemmeno da un livello volontaristico riconoscibile e riconosciuto.
In alcune parti della città più che in altre il degrado è evidente; le abitazioni nel centro storico o nell’immediata periferia sono state costruite in assenza di vincoli specifici per garantire il rispetto dell’igiene: tante di esse non hanno spazi sia interni che esterni in grado di sopportare il “lezzo” dell’organico nell’attesa del turno di raccolta ed il “package” esagerato richiesto da un “mercato” assolutamente impermeabile a rinnovarsi, adeguarsi alle nuove esigenze non consente di essere raccolto in spazi esigui senza creare problemi di convivenza nella comunità dei condomini. E quindi che dire? Non vale la pena stare a discutere dei massimi sistemi senza rendersi conto che è dalle nostre radici, dai piedi, dalla terra che calpestiamo che bisogna partire.

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All’anema d”a palla (diffidate dalle fanfaronate e dalle promesse mirabolanti)! Bufale ecologiche a cielo aperto!

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All’anema d”a palla (diffidate dalle fanfaronate e dalle promesse mirabolanti)! Bufale ecologiche a cielo aperto!

Sarò breve. Anche perché ho scritto già qualcosa in merito alle sciocchezze che verranno messe in campo dai “venditori di tappeto” di Destra e di Centrosinistra. E qualcuno ha già protestato, piccato per la verità che evidentemente esprimevo.

Ma, davvero, facciamola finita!

Smettiamola di prendere in giro la gente travestendosi da ecologisti, difensori dell’ambiente, con lusinghieri apprezzamenti alla giovane leader svedese alla quale idealmente si porgono cadeaux. Queste sono sporche strumentalizzazioni della specie più bassa.

Davvero, allora, smettiamola di raccontare balle, fandonie.

La realtà è molto più chiara di quanto non possa apparire.

D’altra parte, bisogna essere seri e dire che il Progetto principale su cui si innesta il Programma di Governo del Centrosinistra, cioè il Piano operativo, è costituito da una serie di ammiccamenti sia al mondo imprenditoriale, soprattutto edilizio, sia ai difensori dell’ambiente. Un colpo alla botte ed uno al cerchio, entrambi tuttavia inficiati da una serie di vincoli che non consentiranno la messa in opera sia dei progetti degli uni che degli auspici degli altri.
Con il sistema della compensazione sarà complicato costruire, e forse questo è un bene, anche perché i tempi di approvazione del Piano sono lunghi, più o meno un anno, e la sua durata non supera la prossima legislatura: è un Piano a tempo, giusto per costruire una campagna elettorale. Allo stesso tempo non sarà possibile procedere alla piantumazione di 180 mila nuovi alberi, non fosse altro che per i costi vivi e a regime di tale operazione.
Si tratta dunque di una bufala! Ed è evidente che ci si possa credere: le bufale sono costruite ad arte per accalappiare consensi.

E’ stato (ed è) lo stile “politico” anche dei pentastellati e dei leghisti. Ma il miglior modo per opporsi loro (lo dico a quei benpensanti che credono che l’unità a tutti i costi sia un valore: lo è se si basa sull’onestà culturale e politica: non lo è se si presume di essere i migliori senza confronto e senza ascolto, o con un falso ipocrita confronto ed ascolto).

Joshua Madalon

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 1

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – OTTAVA PARTE – 1

Da giovane. In tante altre pagine su questo Blog ho celebrato “Il mio Cinema”. Ho dedicato a quella passione una parte importante della mia vita. Anche in questi giorni continuo ininterrottamente a guardare film attraverso i mezzi domestici. Ma il titolo del post rimanda a quel che facevo quando avevo l’età dell’Alighieri all’inizio del suo viaggio nell’aldilà. Ero ancora a Feltre, dove insieme ad alcuni giovanissimi amici, cinephiles anche loro, avevamo fondato un Circolo di Cultura Cinematografica. Ne ho già parlato in altri post.
Per recuperare quella memoria trascrivo in questa ottava parte alcuni articoli scritti per una rivista del Nordest, “AREANORD”, curata da altri giovani.
In quegli anni alla fine della scuola frequentavo come “critico” alcuni Festival come quello di Pesaro, quello di Cattolica, quello di Venezia.
Gli articoli che vi presento riguardano Pesaro. La Mostra Internazionale del Cinema Nuovo era soprattutto un’occasione di studio sulle cinematografie. Per averne un’idea vi riporto il link dal quale potete recepire pur epidermicamente le caratteristiche.
Nel 1982 venne approfondita la cinematografia magiara e quella jugoslava. Era da poco morto il maresciallo Tito e di lì a breve si sarebbe dissolto il Paese in una guerra civile sanguinosa.

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La XVIII edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (12-20 giugno 1982) era quest’anno dedicata a due cinematografie poco presenti nelle nostre sale, quella magiara e quella jugoslava. La programmazione dei films presentati è stata suddivisa in quattro parti: nella stessa giornata, in perfetta concomitanza, venivano proiettati films e videonastri in quattro diversi punti. Questo ha comportato ovviamente nello spettatore una scelta da compiere di volta in volta e la conseguenza di tutto ciò è che si sono perse delle incredibili occasioni per seguire filmetti a dir poco mediocri. Poichè, da quel che si è visto, il cinema che è apparso più interessante è stato quello ungherese, ci sembra giusto, dopo le consuete e meritate lodi al Direttore della Mostra, Lino Miccichè, noto critico de L’Avanti!, formulare delle critiche nei confronti dell’organizzazione per quanto riguarda la scelta dei temi da trattare, delle cinematografie da presentare. Ci è apparsa infatti pretestuosa, e almeno non pienamente motivata la decisione di affrontare il duplice impegno del cinema ungherese e jugoslavo e non riescono a convincerci neanche le motivazioni riportate nell’introduzione fatta alla Mostra. Sarebbe bastato infatti dedicare questa edizione soltanto al cinema ungherese per offrire un’occasione “unica” ed irripetibile agli studiosi ed al grande pubblico: su 128 films presentati, ben 82 appartenevano all’Ungheria e 46 erano invece jugoslavi.
Quest’ultima cinematografia ha deluso, sia per la quasi totale bassa qualità del prodotto(escluso alcuni titoli che ricorderemo più avanti), sia per l’assenza forse di carattere opportunistico o per scelta, del cinema d’animazione, noto ed apprezzato in tutto il mondo, peraltro annunciato nel programma e non presentato: è probabile che, essendosi aperto negli stessi giorni il Festival di Zagabria (dedicato proprio a quel settore), gli organizzatori di quell’evento abbiano preferito tenere “in casa” le pellicole più importanti. Complessivamente, dunque, il cinema jugoslavo ha deluso ed anche il seminario che lo riguardava è stato meno seguito di quello ungherese.

…ottava parte – 1…continua

Joshua Madalon

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UNITA’ DELLE FORZE ANTIFASCISTE non significa unità politica ed amministrativa (e la responsabilità è di tutti)

UNITA’ DELLE FORZE ANTIFASCISTE non significa unità politica ed amministrativa (e la responsabilità è di tutti)

Non è un capriccio, nè una forma di rivalsa acrimoniosa e livorosa, e neanche la volontà di distinguersi la ragione per cui continuo ad essere più che convinto che non ci possa essere alcun accordo con il Partito Democratico soprattutto nelle elezioni amministrative e politiche. La distanza si è sempre più progressivamente acuita sin dalla Fondazione, laddove si avvertivano già segnali di emarginazione del dissenso critico di molti militanti da parte dei dirigenti delle due maggiori forze politiche – DS e Partito popolare. In pratica oggi non sentirsi più rappresentati dal Partito Democratico viene rafforzato anche dal fatto che non ci si sente nemmeno più rappresentati dalle forze politiche della Sinistra di testimonianza, quelli per così dire “nudi e puri”, espressione totale dell’intransigenza in nome di un’ideologia.

Queste riflessioni qui sopra riportate sono sorprendentemente collegate a quello che è accaduto in questi ultimi giorni qui a Prato. Mi riferisco alla richiesta di gruppi neofascisti di poter svolgere un loro raduno a Milano ed a Prato a 100 anni precisi dalla Fondazione dei fasci di combattimento. E a tutto quello che ne è stata conseguenza.
Come mai? Dietro l’entusiasmo dei gruppi che hanno sostenuto in numero corposo la necessità di dover svolgere comunque una contromanifestazione a mio parere c’è in larga parte una malafede profonda.
Si è pensato di poter collegare gli interessi ideali di associazioni come ANPI e sindacati come la CGIL a quelli del Partito Democratico che, dietro lo schermo di una ventilata ma impossibile necessaria “unità” delle forze politiche della Sinistra, pretenderebbe di continuare ad illudere masse di elettrici ed elettori. Si chiede loro di contrapporsi alle Destre senza punto cambiare nelle fondamenta le sue scelte politiche.
Non c’è peraltro alcun segnale di cambiamento: rimangono in piedi i rapporti privilegiati con la parte più ricca del Paese: Prodi si è illuso dopo la vittoria di Zingaretti, forse anche altri si sono illusi in quella direzione, ma basterebbe osservare quanti tra coloro che hanno sostenuto fino all’altroieri la parabola renziana si siano immediatamente imbarcati sulla zattera del nuovo. Cosa rappresentano costoro?
Una “non novità”, una noiosa non novità!
A Prato inoltre il Partito Democratico non ha nemmeno tentato di cambiare; non ha dato segnali di voler rivedere il suo rapporto con il mondo imprenditoriale e con le categorie economiche più forti rinunciando ad indirizzarle alla difesa delle categorie più deboli.
L’amministrazione PD continua a vendere fumo sulla partecipazione e su progetti che abbiano a cuore l’ambiente; anzi si prosegue a portare avanti scelte che emarginano i cittadini a favore dei
costruttori, allestendo momenti partecipativi che sono offensivi dell’intelligenza umana.
Metteremo in evidenza tali mancanze, allo scopo che possano essere accolte da chi governerà nei prossimi cinque anni questa città.

Come possono pensare, donne ed uomini con una propria autonoma intelligenza, a cadere nella trappola dell’unità ? e come possono pensare di convincerli senza aver fatto uno, due o tre passi indietro per ragionare su quel che poteva pure apparire utile e necessario prima?

Joshua Madalon

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 9

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Ritorno a riprendere il viaggio sui tempi della “memoria” personale. Il mio impegno storico, ambientalista e culturale è già tutto inscritto in questo piccolo contributo che diedi alla mia città.

Il libro è “PASSEGGIATA nei Campi Flegrei – Pozzuoli” novembre 1971
Quelli che…sono nati ieri lo sappiano

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 9
la parte settima- 8 è stata pubblicata il 2 marzo u.s.

….Al di sotto del Monte Sant’Angelo, la località detta “Taiano” (per errore “Toiano”) era sede una volta quasi certamente della villa di Ottaviano Augusto (da cui il toponimo ridotto in “Taiano”). Accanto a questa, al di là della via Domitiana (leggasi “Domiziana”), un’altra altura cava è quella del Monte Nuovo. La sua storia è forse, per il periodo storico in cui si elevò, più conosciuta.

Nota post dell’autore: Insieme ad altri due amici di ginnasio ho scritto un giallo “Il diavolo a Monte Nuovo”, di cui tratterò a breve con una serie di post

In quella zona dove sorgeva una volta un villaggio detto “Tripergole”, fondato dagli Angioini, dopo numerose avvisaglie di carattere sismico e vulcanico, la notte del 29 settembre del 1538, in una rapida e catastrofica eruzione, si formò quell’altura che con poca fantasia fu denominata “Monte Nuovo”, distruggendo tutto intero il villaggio. Ovviamente il paesaggio venne ad essere modificato.
Parlando del paesaggio attuale la vegetazione che ricopre quel Monte è quella che caratterizza i terreni vulcanici: per lo più pini ed arbusti, più la macchia mediterranea con tutte le sue straordinarie specie varie e costanti. La presenza della pietra lavica è anch’essa imperante e rende dura vieppiù la salita a chi senza una guida già esperta vi si avventuri nelle escursioni.

Nota post dell’autore: Quando ero fanciullo ed ancora ai tempi (i primi anni Settanta del secolo scorso) in cui scrivevo questo libretto,al Monte si accedeva liberamente. Oggi è la sede di un Parco protetto e per accedere occorre varcare un ingresso ed essere autorizzati a procedere.

Ha un profondo e stretto cratere e la vista, una volta arrivati sull’orlo, spazia su largo tratto del golfo di Pozzuoli. Come tutte le altre nostre alture, anche questa è spesso oggetto di incendi per lo più estivi che ne depauperano il patrimonio boschivo, rendendo il paesaggio di un colore grigio fumo tendente a sfumare sul nero degli alberi bruciati. E’ un aspetto desolante che forse per voi, miei cari giovani amici, non avrebbe bisogno nemmeno di una descrizione perché molte volte, troppe davvero, facilmente ne avete avuto diretta esperienza. E spesso la colpa è nostra: un fiammifero acceso, un mozzicone di sigaretta, i resti di un bivacco mal spento e poi con la comoplicità involontaria del vento. Questo per essere ottimisticamente buoni! Ma bisogna fare molta più attenzione.Anche gli animali, dai più piccoli ai più grandi, ne soffrono; per non parlare poi del pericolo di frane (anche se, a dire il vero, in questi posti di cui sto trattando, esso è minimo).

parte settima – 9 …continua….

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ODIO E SANGUE

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ODIO E SANGUE

Ieri il mio post era dedicato alle “conseguenze” delle azioni individuali che diventano collettive. Nessuno può sottrarsi alle responsabilità rispetto a tutto ciò che accade: anche i grandi uomini del passato, anche quelli la cui onestà e magnanimità sia da considerarsi cristallina quanto a valori e ideali condivisi, non sono da considerarsi immuni dal doversi accollare in quota parte il peso degli eventi conseguenti alle loro azioni, o inazioni che dir si vogliano.
Quel che accade oggi è la diretta conseguenza di ciò che abbiamo costruito (o distrutto) nei tempi. Anche l’involuzione politica è in ogni caso una evoluzione, a seconda dei punti di vista. Di fronte ad un’esaltazione del libero mercato anche da parte degli eredi del socialismo rivoluzionario i lavoratori hanno perso il loro sostegno in cambio di ideali sfumati che progressivamente sono stati abbandonati del tutto. Permangono sacche di irriducibili sognatori che tardano a prendere la giusta consapevolezza dei limiti e delle contraddizioni pratiche delle azioni che I loro leader vanno proponendo come miglior futuro possibile.
Il malessere diffuso tangibile concreto coinvolge tutto e tutti. Occorre costruire progetti che siano in grado di opporsi con una critica puntuale non distruttiva ma severa, partendo da ciascuno di noi, con il riconoscimento dei limiti che abbiamo avuto.
Se ciò non accade e si prosegue nel giustificazionismo, il disastro sarà ancor più maggiore e vivremo tempi che non ci saremmo mai augurati, non del tutto diversi da quelli che nel periodo apparentemente pacifico per tante parti del mondo occidentale insozzò di odio e di sangue la pur molto vicina penisola balcanica. Già l’odio dilaga tra noi; da qui al sangue potrebbe non mancare molto.

Joshua Madalon

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L’ ANTIFASCISMO PACIFICO e la manifestazione di Forza Nuova (cosa dice il Prefetto)

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L’ ANTIFASCISMO PACIFICO e la manifestazione di Forza Nuova (cosa dice il Prefetto

Quasi ventimila firme a richiedere la sospensione della manifestazione di Forza Nuova, indetta per il 23 marzo qui a Prato. Non è sfuggita a nessuno la coincidenza con la data nella quale a Milano cento anni fa vennero costituiti i Fasci di combattimento. Un’altra formazione neofascista, Casa Pound, aveva programmato proprio a Milano per lo stesso giorno lo stesso luogo, Piazza San Sepolcro, una manifestazione che è stata tuttavia già da qualche giorno annullata dalle autorità preposte, Prefettura e Questura, al mantenimento dell’ordine pubblico.
A Prato, no. Questa mattina un improbabile Prefetto, costretta dalla pressione di ben 18.000 firme e da un parterre ricchissimo di Associazioni ed Istituzioni che si richiamano correttamente all’Antifascismo oltre che alla Democrazia a convocare – dopo aver rifiutato per giorni di indirlo – il Comitato per l’ordine pubblico della città se ne è cavata frettolosamente in meno di mezzora, evidentemente senza tener conto delle pressioni democratiche popolari ma allo stesso tempo cedendo a ben altre pressioni, confermando l’assenso alla richiesta che Forza Nuova aveva prodotto,di svolgere la propria manifestazione nelle strade di Prato.
Intervistata su Rai Tre Regionale la signora Prefetto ha mostrato una certa confusione a volte balbettando. Ha così evidenziato la contraddizione con la quale si stava scontrando tra la sua formazione costituzionalmente antifascista e democratica ed il nuovo che, insieme al Governo, sta avanzando. Non è in assoluto possibile richiamarsi alle leggi senza tener conto dei primo comma della XII Disposizione transitoria e finale che così recita: “E` vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.” Per ovviare a questa prescrizione costituzionale ci si nasconde dietro l’assenza di richiamo al Partito Fascista all’interno della documentazione istitutiva di queste forza che, tuttavia, tramite i loro leader ed i loro iscritti, non hanno mai nascosto di volersi riferire a quelle forze politiche che hanno prodotto odio e sangue nel secolo scorso e se ne vantano costantemente nelle azioni e negli slogan. La Democrazia è una cosa seria, e va difesa fino a quando attraverso di essa si opera per il bene di tutti,”senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, come recita l’art.3 della nostra Carta costituzionale. Tra le opinioni politiche non può tuttavia, senza entrare in netta contrasto con il resto della Carta, essere annoverata la rinascita del Fascismo. E soprattutto non può essere tollerato l’uso della violenza, che è invece caratteristica prioritaria nelle parole e nei fatti di questi raggruppamenti.
In questi giorni il Prefetto avrebbe potuto leggere tra le righe (forse non solo “tra” ma anche “dentro”) l’arroganza, la violenza verbale che è foriera di quella fisica, la sfacciataggine legata probabilmente al sentirsi sicuri e protetti, che hanno mostrato i leader locali e nazionali di Forza Nuova. Non lo ha fatto e potrebbe renderne conto soprattutto nel caso in cui a Prato in questo fine settimana si verificasseo episodi di violenza ad uomini e cose. Ed allora sarebbe giusto e necessario chiederne le dimissioni per manifesta incapacità e scarsa autonomia collegata ai bisogni locali non collimabili con quelli nazionali di parte.

Joshua Madalon

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