Scherzi della Politica….nell’impasse contingente

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Scherzi della Politica

Lapalissianamente parlando,ben si sa che molte affermazioni “politiche” si sviluppano in un senso che ai “più” è incomprensibile. Non per niente, quando si parla di “classe politica” la si associa ad una “casta”. Volendo essere “terra terra” senza però abbandonare del tutto la specificità per la quale si è andata sviluppando la mia professione potrei aggiungere che si parla in modo gergale, sottintendendo e ammiccando “perchè suocera intenda”.
In queste ore si alternano dichiarazioni solitarie e collettive; i social ci hanno abituato a sentirci protagonisti anche se di fatto con quella modalità non lo potremmo mai essere: è un po’ frutto dell’illusione generata da una democrazia del web che è in pratica la “contraddizione in toto” di ciò che dovrebbe essere la comune “democrazia”.
A me sembra che si stia assistendo ad un balletto dell’ipocrisia che potrebbe produrre danni incalcolabili proprio alla tenuta democratica del Paese. Nella totale irresponsabilità delle forze politiche – tutte nessuna esclusa – finiremo per dover celebrare il funerale della nostra Repubblica.
Tutti dicono di voler lavorare “per il bene del Paese” ma nessuno vuole fare un solo passo indietro. O meglio forse Salvini lo vorrebbe anche fare ma è un iracondo accidioso aggressivo e avendo seguito il suo istinto e delirio di onnipotenza non può farlo del tutto ed infatti la sua proposta sarebbe semplicemente un escamotage per poter ritornare sulla cresta dell’onda. Di Maio dopo la pausa per San Luigi (in fondo è ancora “un figlio di famiglia”) ha difficoltà a gestire la complessità del Movimento e si appende a qualsiasi alibi per poter fare marcia indietro. Zingaretti è ancora un “generale” senza esercito e non riesce a fare grandi concessioni al rivale esterno senza doversi accollare la responsabilità o di aver ceduto troppo o di aver calato le brache davanti a pivelli della Politica come quelli del Movimento 5 stelle o aver tenuto il punto e fatto fallire l’accordo: in realtà, scopro l’acqua calda, il peso del renzismo è intatto e in fase crescente dopo la dèbacle del Referendum e del 4 marzo.
Tutti però tra poche ore dovranno rendere conto al Capo dello Stato. Rimane molto poco tempo per decidere e c’è il rischio di produrre altri danni.
A coloro che si accapigliano sui social, che in questi giorni si sono divisi tra favorevoli o contrari ad un accordo rosso-verde, consiglierei di essere più prudenti. Come scrivevo sopra, non appartiene a nessuno di “noi” la verità e non è così semplice trovare degli accordi su temi intorno ai quali ci si è quasi scannati. La società nella quale viviamo è molto diversa da quella dei rioni dei quartieri dei paesi medi e piccoli che a stento riusciamo ad amministrare. La dimostrazione sta interamente in quello specchio della vita che quotidianamente abbiamo davanti: non si riesce più a comunicare e vengono veicolati messaggi mediati allo scopo di produrre percezioni sempre più negative che invitano a contrapporre tra loro i “perdenti” che sono numericamente in netta nettissima crescita mentre i vincenti si allontanano, sdegnati da questa competizione, a difesa dei propri interessi, e si ritirano nei loro dorati “castelli”.

Joshua Madalon

Spiaggia

COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 7

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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 7


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Un altro settore nel quale la Circoscrizione ha operato con ruolo di primo piano nella città è stato quello della produzione culturale sia di racconti (“Giallo come un li…bro” era stato preceduto da una serie di incontri culturali sul libro giallo) sia di fumetti, sia di poesie. Interessanti sono stati i raduni periodici dei poeti pratesi, durante i quali ciascuno di loro leggeva alcune poesie; allo stesso tempo, la Circoscrizione ha dato vita ad una collana di poesie al femminile “Poesia sostantivo femminile” che ogni anno vengono lette in diretta in una serata organizzata nell’ambito della Festa della Donna. Queste iniziative che si sono ormai consolidate, sia per i costi esigui sia per la valenza sociale e culturale sia per la grande partecipazione che l’hanno caratterizzate in modo progressivo, rimangono di certo fra gli obiettivi principali di questa Circoscrizione.
Così come, superando qualche difficoltà incontrata nel corso della precedente legislatura, andrebbe ripreso il progetto di “Poesie da viaggio”, un foglio con racconti brevi e poesie, oltre a brevi informazioni ai cittadini, da distribuire sulle LAM che attraversano il nostro territorio.

Durante la legislatura 1999\2004 la sede della Circoscrizione è stata spostata dalla sede de La Querce in via Firenze ai “Lecci” in Viale De Gasperi. Collegato alla sede anagrafico – istituzionale è lo spazio che abbiamo voluto dedicare a “don Lorenzo Milani”. La scelta di intitolarlo al priore di Barbiana è da collegare proprio alla volontà di fare di quello spazio un luogo per la formazione delle giovani generazioni, possibilmente al di fuori dei soliti vincoli, sia burocratici che ideologici, e schematismi. Era ed è ancora una vera e propria sfida, difficile da realizzarsi, ma possibile umanamente con l’impegno di noi tutti, e soprattutto dei giovani amministratori che in questa legislatura si sono affacciati alla ribalta.

Abbiamo accennato al contatto con le due grandi Istituzioni culturali pubbliche cittadine; con il Teatro Stabile c’è un rapporto di ottimo livello: al Metastasio diamo collaborazione nel periodo della campagna abbonamenti sia con un front office in Circoscrizione sia con iniziative di promozione culturale sul Cartellone. Nel corso dell’anno poi di tanto in tanto ma sempre con una precisa programmazione prepariamo incontri con le compagnie, ospitandole in luoghi della Circoscrizione (di solito Scuole o Circoli), a volte offrendo ai nostri cittadini delle vere e proprie performances. Nel corso degli ultimi mesi, insieme alle altre Circoscrizioni, abbiamo avviato un percorso di primissimo livello culturale, che prevede un lavoro di ricognizione, seguito da un tutor, collegato al tema della memoria da farsi in cinque diverse realtà (ogni Circoscrizione dovrà cercarne una all’interno del proprio territorio) e poi la rielaborazione dei risultati operata da un esperto di scrittura teatrale e la messinscena finale realizzata con il contributo diretto dei cittadini protagonisti. Il tutto dovrebbe svolgersi in una biennalità suddivisa in parti uguali nelle due fasi prima descritte. La nostra Circoscrizione, avendo svolto già un lavoro di ricognizione sulla interessantissima ed unica nel suo genere realtà del Cantiere, aveva avuto la possibilità di saltare il primo anno e diventare punto di riferimento delle altre Circoscrizioni per le modalità già attivate, preparandosi subito alla realizzazione finale. Il progetto ha ricevuto uno stop comprensibilissimo, connesso alle fasi pre elettorali che sono state, come tutti sanno, piuttosto lunghe e difficoltose. Nel corso di questi prossimi anni l’idea va ripresa soprattutto all’interno del Coordinamento delle Commissioni Cultura.

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Joshua Madalon

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Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 3

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Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 3

Il viaggiatore consapevole in possesso di buoni piedi e di vigile mente scopre molto più di quanti invece si affidano ad altri occhi, altri piedi, altri mezzi, altre menti. Su questo Blog ho costruito narrazioni, ad uso poco più che personale, basate sempre sulla conoscenza e la scoperta diretta. Anche nei viaggi da fermo, ospite temporaneo di mezzi pubblici o privati, ho raccontato degli incontri e delle “visioni” in cui mi è stata data l’occasione di imbattermi.

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La strada è in leggera salita. La carreggiata abbastanza ampia appare però ridotta a poco più di metà per le auto parcheggiate da ambo i sensi di marcia. Procediamo in modo previdentemente lento in fila indiana rispettosa io avanti Mary dietro. Sull’altro lato della strada un Parco giochi peraltro inaccessibile perché evidentemente chiuso; si intravedono le strutture dei giochi e quelle di un Giardino pubblico. Un cartello lo indica come Parco pubblico comunale o Parco della Reggia. E’ il 15 agosto.

Ma la “sorpresa” che ci incuriosisce di più è sulla nostra destra, laddove spunta una rientranza dimessa in modo non dissimile dai marciapiedi a tratti sconnessi con una cancellata semiaperta da indurre a chiedersi se sia possibile varcarla. Abbiamo notato di aver costeggiato un muretto sormontato da una inferriata oltre la quale si nota una vegetazione boschiva violentata da una presenza umana indiscreta e irrispettosa dell’ambiente. I commenti sono severi ma ci spingiamo a varcare l’ingresso percorrendo una via sterrata non adatta a piedi e gambe malferme. Siamo nel Bosco di Portici, il Boscoreale; non si pensava di visitarlo ma siamo all’inizio del viaggio, la curiosità è di gran lunga più forte della stanchezza che più in là potrebbe coglierci, e ci inoltriamo. Una indicazione suggerisce di andare verso una Prateria: non ne comprendiamo il senso, ma consapevoli del fatto che ci tocca percorrere un paio di chilometri chiediamo ad una ragazza che è a chiacchiera su una delle panchine intorno ad una peschiera secca se proseguendo in su si riesca ad arrivare ad un’uscita più vicina ad Ercolano. Ci dice di no, che c’è un’uscita dalla Reggia ma che è di sicuro chiusa e ci invita, però, ad andare verso la “Prateria” aggiungendo che ne vale la pena. I modi gentili della giovane donna e la nostra curiosità innata aiutano: arriviamo su un grande prato dove impunemente pascolano cani di stazza diversa in deroga alla prescrizione affissa al lato destro del varco tra le siepi che delimitano il luogo. Ecco dunque “la prateria” molto curata ed abbondantemente annaffiata di fresco. Procediamo verso il mezzo di essa: sugli sfondi a sinistra c’è il mare, a destra la struttura architettonica, discreta ed imponente allo stesso tempo, della Reggia.
Alcuni anziani siedono su panchine addossate al limitare dello spazio verde: converso con uno di loro. La Reggia è vuota, è stata saccheggiata degli arredi; c’è il rammarico dell’orgoglio tradito e lo sciovinismo tipico dei neoborbonici, osannanti il livello di civiltà di quei regnanti e del tempo che fu. C’è un attacco veemente al massone Garibaldi reo di aver consegnato il Regno delle due Sicilie ai Savoia.

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Joshua Madalon

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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 6

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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 6

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Da quell’anno il 30 novembre è rimasta una delle date fondamentali in cui le Circoscrizioni, ma soprattutto la nostra, preparano delle iniziative: quest’anno l’argomento, molto interessante come sempre, è “Bambini in guerra ed in pace”.

Fra gli obiettivi che la Circoscrizione si era data all’inizio della legislatura vi era quello della ulteriore valorizzazione del territorio, sia utilizzando alcuni spazi già a disposizione sia creandone di nuovi. E’ stata data grande importanza dunque ai luoghi deputati canonicamente alla socializzazione (Circoli, Parrocchie, Associazioni, Scuole) e si sono cercati nuovi spazi soprattutto nelle piazze dei diversi borghi da cui è formato il nostro territorio (si pensi al Cantiere, a Gonfienti, alla Castellina, allo spazio Tenda a Mezzana): i risultati, anche se bisognerà migliorare, sono molto interessanti, ed in questa legislatura occorrerà consolidare l’utilizzazione di questi luoghi e valorizzarne qualche altro (si pensi a Pizzidimonte, ma anche ai Giardini di via Picasso a Mezzana ed ai Giardini di pertinenza della Scuola Media “Pier Cironi”, così come previsto dai progetti di Urbanistica Partecipata, di cui già prima si è detto). In effetti il lavoro della Circoscrizione ha coinvolto anche una parte del territorio che non era mai stato interessato: si parla di alcune Ville signorili (“Giardini segreti”) come la Rospigliosi, la Gherardi e la Rucellai; allo stesso tempo è stato utilizzato lo splendido spazio antistante i locali dell’Interporto a Gonfienti laddove c’era l’antico Mulino Ginori – Aldobrandini.

Grande spazio è stato dato ad un lavoro di recupero della memoria; si è cercato il coinvolgimento dei cittadini, si è avviato un lavoro di ricerca che, nel primo anno (il 2000), si è dedicato in particolare ai centenari. Il primo prodotto, che ha avuto anche il ruolo di essere promozionale è stato quello dedicato ad Eugenio Tinti (E.T.) che ha conosciuto tre secoli; poi ne sono venuti degli altri (Giovanna, costruito con il contributo del Sindacato CGIL, la Fiera, in collaborazione con le maestre ed i bambini della Scuola “Carlo Alberto Dalla Chiesa” nell’ambito del lavoro scolastico da noi finanziato, quello sui testi scolastici del Fascismo, con la collaborazione di alcuni insegnanti del Liceo “Livi” e di tanta tanta gente comune) e già ce ne sono alcuni che incalzano. Anche per rimanere in questo ambito la Circoscrizione è stata molto attenta a partecipare alla Giornata della Memoria – 27 gennaio, organizzando incontri con gli studenti, in particolare con quelli che ogni anno riescono ad andare a visitare i luoghi dove si svolse la tragedia delle deportazioni e dell’annientamento nel periodo della seconda guerra mondiale. E’ un impegno concreto che va mantenuto, affinché davvero la memoria continui ad avere un filo diretto con le nuove generazioni.

Alle giovani generazioni, nel complesso di questo termine, la Circoscrizione ha voluto dare molta attenzione: non è stato facile, anche perché la differenza generazionale fra noi e loro è notevole. Importante in questa legislatura, che per fortuna si prospetta meglio rispetto a quella precedente, è unire le forze giovanili presenti per costruire un progetto strategico che, partendo dalle magre risorse a nostra disposizione, ma puntando nel contempo ad utilizzare tutto quanto sia possibile a costo zero (si pensi a tutta l’esperienza di Officina Giovani, si pensi alla disponibilità di spazi cui la Circoscrizione può accedere), ponga le basi per una politica culturale a misura dei giovani. Molto importante è il confronto con realtà, come ad esempio quella del Centro “Michele Ventrone” a S.Giusto (circoscrizione Centro), dove le politiche giovanili hanno trovato, pur tra difficoltà e contrasti, terreno fertile per esprimersi.

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Joshua Madalon

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Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 2

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Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 2

Poco prima di arrivare a Pietrarsa si decide di compiere un illecito: non scendere e proseguire in deroga al biglietto di viaggio. Una sola unica stazione, meno di un chilometro. Al controllore laddove fosse apparso possiamo dire che ci eravamo distratti guardando il paesaggio. In verità il treno sosta qualche minuto ed il conduttore è là a pochi metri da noi per far ripartire il convoglio. Partito il quale, Mary ed io ci alziamo per andare in un’altra carrozza contromano rispetto alla direzione del treno. La prossima fermata è quella di Portici Ercolano. Abbamo deciso di andare a visitare il complesso archeologico della città vesuviana. Ciascuno di noi c’è stato nei tempi passati ma ci fa piacere ritornarci e, poi, oggi 15 agosto l’ingresso è libero e ci sono nuovi ritrovamenti rispetto a prima e nuove exhibition da seguire e gustare.
Pietrarsa si allontana anche se la struttura del Museo composta di alti hangar che si protendono verso il mare rimane sempre a vista mentre il porto di Portici con alcuni pescherecci alla fonda per la giornata festiva si avvicina mentre pochi bagnanti sostano sugli scogli e sulle rene sottili e qualche barca da diporto va fuori o entra.
E come previsto pochissimi minuti, meno di cinque trascorrono ed il treno si ferma nuovamente e noi scendiamo in modo furtivo. Ad essere giusti, non abbiamo commesso un vero e proprio illecito, dato che al ritorno dovendo riprendere quel treno a quella stessa stazione ci toccherà acquistare un biglietto di viaggio molto più costoso: una sorta di multa morale, una forma di contrappasso minimo. Il viaggiatore “fai da te” ha indubbiamente questi limiti.
Ad Ercolano ci eravamo stati, sì, ma arrivandoci in auto più o meno direttamente: nella cittadina eravamo già venuti da giovani per acquistare vestiario usato in un mercato molto rinomato ben prima di quello “pratese” chiamato Pugliano e Resìna dove arrivavano balle di panni usati dagli States.
Non conosciamo però quel luogo, è del tutto nuovo per noi, appena usciti fuori dalla stazione. Una chiesina marina con delle brevi scalinate sulla sinistra, a destra invece un piccolo bar e pochi avventori. Mi rivolgo ad uno di questi, un signore che mi appare vispo e attento, e gi chiedo quale direzione prendere per arrivare agli scavi. Con uno sguardo pietoso ci fa comprendere preventivamente che la distanza da percorrere è abbastanza lunga; lo fa in contemporanea con un rapido consiglio ad un gruppetto di giovani che chiedono quale supermercato sia aperto: di Ferragosto in un paesetto della cinta vesuviana è abbastanza difficile trovarne. Indica in una direzione confusa ed icerta per tutti noi un negozio cinese, mentre il gruppo bofonchia parole in un dialetto volgare indistinto. A noi, invece, il signore riserva un trattamento diverso con gesti abbastanza chiari: salire verso una piazza, girare a destra. Procedere per circa un chilometro fino ad un semaforo; a quel punto svoltare a sinistra e trovarsi proprio all’ingresso del complesso archeologico. Di solito in questi casi dopo il primo consiglio ne sortisce un altro: una sorta di “passaggio a pagamento”, una forma di taxi abusivo: non sarebbe una vera e propria sorpresa. Ma non accade. E noi procediamo, sfruttando una linea d’ombra che ci aiuta a sopportare il caldo che già si fa sentire.

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Portici

COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 5

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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 5

La Cultura

– introduzione –

In questo settore all’avvio della scorsa legislatura poco era stato realizzato: ci si era per lo più limitati a riempire i contenitori normali (il Natale e l’Estate) più qualche piccolo intervento (ad esempio il librettino “prezioso” sul Magnolfi). Anche se a rilento (immaginate di essere voi, adesso, a dover presiedere questa Commissione e a dover prevedere delle scelte) sia per il fatto che era stato già programmato tutto fino ad ottobre sia per il fatto che, come ora (ma di certo un po’ meglio), c’erano scarsissime risorse a disposizione, cominciai ad orientarmi, tenendo ben presente
sia il programma di Governo dell’Ulivo sia quello dell’Asinello, che avevo redatto personalmente per questa Circoscrizione. Forte dei contatti, tanti, costruiti nel corso degli anni (dal 1982 ad allora) nell’attività politica e culturale a Prato ed in Toscana (sono stato nella Direzione nazionale dell’Unione Circoli Cinematografici dell’ARCI – UCCA, socio fondatore del Cinema “Terminale” e responsabile per alcuni anni prima nel PCI poi nel PDS e nei DS sia della Commissione Cultura sia di quella che si occupava di Formazione e, poi, membro della Commissione Cultura del Comune di Prato dal 1994 al 1998 e nel 1999 Presidente di essa; ho collaborato con la CGIL di Prato nel realizzare alcuni documentari – fra i quali quello su “Giovanna” – ed ho realizzato con diverse scuole medie superiori film e documentari) avviai immediatamente un contatto con le più importanti Istituzioni culturali pratesi – il “Pecci” ed il “Metastasio” – per chiederne ed offrir loro la massima collaborazione. Fra i primi Consigli Circoscrizionali ne organizzai uno proprio sull’importanza della politica culturale svolgendolo in una delle sale del Centro “Pecci”.

– le realizzazioni –

Nei cinque anni che sono alle nostre spalle la Circoscrizione Est ha svolto un ruolo di capofila, essendo stato a noi affidato il Coordinamento dei Presidenti delle Commissioni Cultura delle cinque Circoscrizioni.

Va ricordato che nel novembre del 1998, sotto la spinta di molti amministratori attenti alle politiche del decentramento, soprattutto nell’ambito delle scelte culturali, si svolse a Villa Fiorelli un Convegno – Seminario dal titolo “La Cultura nelle Circoscrizioni: un’occasione per la città”. Da quel convegno emerse, fra le altre cose, la necessità di creare un Coordinamento delle Commissioni Cultura il più ampio possibile. Il lavoro di Coordinamento non è stato facile, soprattutto per il fatto che non è contemplato ancora all’interno del regolamento per il Decentramento ed invece a nostro parere andrebbe addirittura allargato anche agli altri settori principali (Sociale, Urbanistica, Sport, Ambiente, Lavori pubblici).

Occorre dire tuttavia che, nel lavoro di Coordinamento, chi ha raccolto maggiori opportunità è stata proprio la nostra Circoscrizione, anche perché sul nostro territorio insiste il Centro per l’Arte Contemporanea “Luigi Pecci” dove alcune iniziative “comuni” si sono svolte. Si pensi al lavoro “straordinario” che le Circoscrizioni hanno svolto per la Festa della Toscana sin dal 30 novembre 2000, allorquando fu istituita per la prima volta: il programma di quella giornata si inserì come momento principale di conoscenza, per le scuole medie superiori e per la città, delle tematiche su cui la stessa scelta del 30 novembre era stata incardinata (l’abolizione della pena di morte voluta dal Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, con la promulgazione, il 30 novembre del 1786, del nuovo Codice Criminale): ne è parziale testimonianza la Raccolta degli Atti del Convegno che si svolse al “Pecci”.

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Joshua Madalon

Spiaggia

Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 1

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Ritornare per conoscere e (ri)conoscere parte 1

L’ampia scelta del viaggiatore consapevole, quello che usa piedi e gambe ancora buoni a sostenere le menti, consente di poter variare in corso d’opera il percorso. E così Mary ed io in un Ferragosto bollente insieme ad una pletora di turisti, badanti ed accompagnatori vari – il 15 di agosto è un giovedì e, dunque, doppia festa – abbiamo deciso di visitare il Museo di Pietrarsa dedicato alla storia delle Ferrovie italiane, straordinariamente rappresentata da quella prima tratta che da Napoli portava a Portici inaugurata dai Borboni il 3 ottobre 1839, quel prototronco ferroviario costruito più per mera vanità dei regnanti che si spostavano da una reggia all’altra.
Internet ci aiuta con una delle sue app licazioni a controllare orari e costi. E quel che sorprende è proprio la voce di questi ultimi simile a quella di una corsa normale che dalla capitale flegrea porta alla Stazione di Piazza Garibaldi-Napoli centrale. Non ci importa molto dei costi che sono alla nostra portata ma scoprire che – tutto sommato – non avremo un aggravio ci incoraggia ad organizzarci.
Alla stazione faccio il biglietto sia per l’andata che per il ritorno. Per disabitudine ma forse anche per cultura chiedo all’edicolante di andare a Casarsa. E no, non siamo in Friuli ed il luogo si chiama Pietrarsa e non vi ha avuto dimora Pier Paolo Pasolini.
Siamo obbligati seguendo il consiglio dell’app inspiegabilmente poi a trasbordare a Mergellina: è strano perché il treno su cui dovremo salire proviene dalla stessa linea, parte da Campi Flegrei e transita fino a San Giovanni Barra. Per questo motivo non ci sarebbe niente di strano se il trasbordo avvenisse a Campi Flegrei, Piazza Leopardi, Mergellina, Piazza Amedeo, Montesanto, Piazza Cavour, Piazza Garibaldi, Gianturco o in estremo S. Giovanni Barra, dove termina la corsa: ma a quel punto si potrebbe scendere e salire sul treno che va verso Salerno o Sapri. Noi tra un dubbio e l’altro scendiamo a Campi Flegrei pensando che in questo modo non abbiamo problemi di trovare un posto comodo: il treno nasce proprio da qui.
Saliti a bordo in carrozze praticamente vuote Mary esprime tuttavia una sua perplessità: alla fin fine non le piace l’idea di visitare il Museo di Pietrarsa. Perchè mai non me lo ha detto prima? Ma tant’è. Il 15 agosto di quest’anno c’è anche una ulteriore possibilità da sperimentare, incoraggiata dalla gratuità. C’è tutto il complesso degli scavi di Ercolano ai quali oggi si accede senza pagare. Google Maps ci aiuta a capire come poterne approfIttare: in fondo possiamo visitare Pietrarsa e poi riprendere il treno: c’è soltanto una stazione dopo ed è quella di Portici Ercolano. Pietrarsa è già frazione del comune di Portici; ci vogliono meno di cinque minuti.
Arrivati a Piazza Garibaldi mentre i vagoni si riempiono di centinania di turisti finisce la parte sotterranea del tratto metropolitano che da Pozzuoli porta a Napoli centro. Nè Mary nè io siamo andati oltre in tanti anni di utilizzo del “metrò” e ci sorprende il panorama misto tra postmodernismo, archeologia industriale e degrado urbano. Passiamo a pochi metri dal quartiere Luzzati, sede delle vicende prodotte dalla penna fertile di Elena Ferrante. Dall’altro lato migliaia di container sovrapposti e accatastati come contemporanee artistiche installazioni disegnano un paesaggio che gareggia con lo skyline dei grattacieli del nuovo Centro Direzionale e la sagoma per niente rassicurante del Vesuvio. Strutture industriali vetuste e abbandonate sono inframezzate da boscaglie intricate vincenti mentre grovigli di strutture viarie mettono in evidenza l’incessante, malgrado il giorno di festa, lavorio umano. Il treno procede con paziente lentezza.

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Joshua Madalon

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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 4

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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 4

Nel corso della legislatura precedente si è lavorato molto con i bambini ed i ragazzi (quarta e quinta elementare, prima, seconda e terza media) all’interno di progetti come il Consiglio Circoscrizionale dei Ragazzi (CCR): questo progetto coinvolgeva tutte le cinque circoscrizioni, ma era particolarmente attivo qui da noi, anche per il contributo attivo ed operativo di alcuni consiglieri, prima interni poi esterni come la Tatiana Mancuso. Abbiamo nella parte finale della legislatura deciso di svincolare la nostra Circoscrizione dal progetto complessivo, impegnandoci in un’operazione di rivalutazione, che ha già dato interessanti risultati: si sono svolte le elezioni nelle classi, si sono poi svolte le elezioni del Presidente e degli altri organi istituzionali, sono stati scelti i principali argomenti su cui impegnarsi: l’alimentazione, la sicurezza all’interno degli edifici scolastici, l’urbanistica (grande è stato il coinvolgimento delle giovani generazioni nell’intervento di Urbanistica Partecipata che si è svolto a Mezzana), la cura e la conoscenza del territorio e dell’ambiente.

Fra gli interventi voluti dalla Circoscrizione nel corso della legislatura che si è chiusa notevole è stato l’impegno nel settore dell’Educazione degli Adulti (EDA) che si è espresso in modo particolare con un Progetto finanziato dalla Comunità Europea, nel quale abbiamo potuto dimostrare il nostro ruolo guida, essendo impegnati in diverse iniziative pur con tantissimi partners, la maggior parte dei quali da noi espressamente coinvolti. Abbiamo dato vita ad alcuni Circoli di Studio, proprio con l’obiettivo di conoscere meglio il nostro territorio (Mezzana, il Cantiere, la Cementizia, Gonfienti) con le sue trasformazioni nel corso degli ultimi decenni. Da questa attività abbiamo ricavato materiali interessantissimi che sono a disposizione degli studiosi e dei cittadini semplicemente curiosi di sapere qualcosa di più sul loro territorio.
Nell’espletamento del Progetto abbiamo costruito un rapporto molto stretto con la Circoscrizione di Bagnoli – Napoli, le cui trasformazioni territoriali negli ultimi due decenni sono un elemento di riflessione sul declino delle aree industriali e la loro riconversione. Noi speriamo ancora una volta di poter studiare quelle trasformazioni soltanto in maniera accademica, sapendo che dalle diverse crisi cicliche, che la nostra area ha subito, siamo sempre (finora) riusciti a risollevarci. Ben tuttavia è abbastanza importante capire che una diversificazione, senza che si parli di abbandono, rispetto al settore del tessile, soprattutto in chiave turistico-ambientale, è oggi quanto mai opportuna. Il rapporto con la realtà napoletana ha visto un doppio impegno istituzionale con la visita nostra a Napoli nel luglio 2003 e quella dei nostri amici napoletani nel settembre dello stesso anno: poi i nostri impegni elettorali hanno rallentato i contatti, che andranno ripresi.

Nel settore dell’EDA la Circoscrizione ha avviato un rapporto molto stretto sancito da un’apposita ampia – e necessariamente generica – Convenzione con il “Buzzi”; abbiamo già realizzato due corsi di base di Lingua Inglese e di Informatica ed abbiamo già finanziato altri due corsi, sempre di base, per l’ultimo trimestre del 2004. Sarebbe nostra intenzione strutturare un intervento più efficace per una più massiccia diffusione sul territorio delle conoscenze almeno di base della lingua straniera e dell’informatica, rivolgendo la nostra attenzione particolarmente alla terza età: si pensa ad un’azione di tutoraggio continuo “on line”, per la cui realizzazione sarà necessario accedere a fondi europei. Questo tipo di intervento potrebbe essere esportato in tutta la città.

Un intervento complessivo sul territorio andrà realizzato anche con l’apporto dell’altro Istituto Medio Superiore presente sul nostro territorio, il Liceo “Copernico”, con il quale stiamo avviando i primi passi per arrivare ad una Convenzione abbastanza simile a quella già stabilita con il “Buzzi”. Il Liceo “Copernico” peraltro ha già avanzato una serie di proposte che riguardano sia le problematiche giovanili sia la possibile acquisizione da parte degli adulti (si parla però soprattutto di giovani che abbiano superato la maggiore età ed abbiano bisogno di particolari competenze) di conoscenza delle nuovissime tecnologie informatiche.

Va ricordato inoltre che in alcuni interventi di carattere formativo vi è una sottile linea di confine con altri settori, in particolare con quello delle attività sociali: è il caso del “punto ascolto per il disagio”, che si rivolge preventivamente verso i ragazzi delle scuole medie, e che si vorrebbe allargare alle scuole medie superiori, così come altri progetti che riguardano i più piccoli (18 mesi – 3 anni).

Allo stesso tempo forte è la contiguità fra gli interventi di tipo formativi e quelli relativi ai settori dell’ambiente, dello sport e della cultura. Ora andiamo a delineare il lavoro fatto nel settore della Cultura.

….4…..continua con il mio intervento come Presidente della Commissione Scuola e Cultura della Circoscrizione Est del Comune di Prato sui temi culturali (28 luglio 2004)

Joshua Madalon

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UN NUOVO CAMBIAMENTO

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UN NUOVO CAMBIAMENTO o sarà la fine della Democrazia anche in questo Paese

Sono rimasto in silenzio, anche tra le mura domestiche ed amicali, in questi giorni. Provavo difficoltà a vaticinare prospettive in questa calda mezza estate astronomica ed in questa fase calante dei valori civili. A coloro che mi chiedevano cosa pensassi con la vana speranza di una illuminazione rispondevo con un mezzo umido e catarroso bofonchio. Ed è stato infatti un tempo di silenzio e di riflessioni, che non hanno tuttavia prodotto un ripensamento, anche se a qualcuno potrebbe venire il dubbio che io stia per aprire un varco in tal senso. Sono in sintonia con la riflessione di Daniele Pinai (post su Facebook 14 agosto ore 20.44), e non è la prima volta, ma provo un forte imbarazzo di fronte alle argomentazioni dei vari piccoli, medi e grandi leader, a parte quella che l’altro ieri – 17 agosto – è apparsa su “Repubblica”pagina 8 a firma di Pier Luigi Bersani. “… o si prende questo tornante come un’occasione per una correzione di rotta da parte di tutti i protagonisti, o qualsiasi soluzione apparirà un arrocco difensivo, e la destra potrà rimanere protagonista nel paese…”.
Ed è anche vero che in tutto questo tempo il mio silenzio è titanicamente (come iperbole immeritata ma ironicamente espressa) significativo per il fatto che quel che esprimono Pinai e Bersani è un punto di sintesi di quanto da me espresso in un fiume di post. Purtroppo devo rilevare – e “purtroppo” mi aspetto di dovermi ancor più ripetere e ripetere nei prossimi giorni e mesi – che quei consigli “diversamente” autorevoli saranno inascoltati ed andremo verso una deriva disastrosa.
Qualcuno farà spallucce, qualche altro mi considererà un inguaribile rompiscatole altri mi ignoreranno a bella posta. Scrivo anche per questo motivo: non mi si venga a rimproverare di non aver utilizzato il senso critico.
In soldoni, ritengo che la soluzione alla “crisi” debba partire dal riconoscere unilateralmente (tra coloro che aspirano al “nuovo cambiamento”) gli errori tattici e strategici nelle scelte troppo spesso contraddittorie rispetto ai punti fermi politici assunti preventivamente come necessari corollari imprescindibili. Occorre imparare a rimettersi in discussione: se nel Paese la Destra avanza significa che le risposte della parte opposta non sono state accolte, e bisogna chiedersi il perché non procedere come elefanti (o caproni) impazziti verso il baratro.
A quei tanti altri che continuano ad appassionarsi a difesa delle argomentazioni renziane, tronfie orgogliose ed acritiche rispetto ai disastri inferti alle posizioni di Sinistra in questo Paese sono a chiedere di fermarsi a riflettere, abbandonando forme scioviniste deleterie assumendosi la responsabilità primaria dell’aver consentito a Salvini ed alle Destre (non ci prendiamo in giro: con lui ci sono Casapound e Forza Nuova), le più chiaramente reazionarie dalla fine del ventennio fascista, di riprendere forza e vigore nella società.

Joshua Madalon

Intanto occorre mantenere desta ed attiva la “memoria” e non far finta che quel che è accaduto, quel che accade e – di riflesso – quel che accadrà sia colpa di un sortilegio maligno.

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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 3

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Lo scorso 31 luglio pubblicavo la seconda parte di un mio intervento del 2004 – 28 luglio – ad apertura legislatura, la seconda nella quale ero stato riconfermato alla Presidenza della Commissione Scuola e Cultura della Circoscrizione Est del Comune di Prato. Svolgevo una disamina del lavoro svolto e stilavo una serie di impegni per il futuro quinquennio.
Utilizzo questi materiali per un duplice scopo: in primo luogo per far comprendere quanto sia necessario recuperare quell’atmosfera che non è collegata ad un semplice entusiasmo giovanile (molti tra noi avevano un’età già matura sia anagraficamente sia per le esperienze politiche ed amministrative pregresse) ma in modo particolare alle modalità “dirette” di partecipazione che si andavano realizzando; in secondo luogo per non disperdere la mia memoria in “files” o fogli cartacei indistinti buttati qua e là in una richiosa pendrive o in un polveroso cassetto.

Il tema di questa terza parte ha un profondo riferimento alla necessità di attivare una conservazione dei materiali scritti contemporanei.


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COSA ERANO E COSA FACEVANO LE CIRCOSCRIZIONI A PRATO – da un’esperienza diretta – parte 3

3.

A causa delle ristrettezze finanziarie alcuni obiettivi comunque non sono stati realizzati: ci riferiamo soprattutto alla volontà espressa di conservare tutta la documentazione della maggior parte degli interventi da noi finanziati nelle scuole, allo scopo di costruire un punto di riferimento certo per gli operatori ed i fruitori che verranno. Per realizzare questo obiettivo (Archivio – Banca Dati delle produzioni scolastiche) occorrono risorse umane e finanziarie, che porterebbero comunque ad un sicuro risparmio negli anni futuri, soprattutto con la creazione di competenze specifiche all’interno degli operatori scolastici, che potrebbero sostituire anche solo in parte gli operatori extrascolastici, dei quali finora non abbiamo quasi mai fatto a meno: in ogni caso ogni anno noi invitiamo gli operatori scolastici a conservare possibilmente nella maniera più compatta possibile la memoria del loro lavoro.

Nel lavoro comune con le Istituzioni scolastiche del territorio vanno ricordati anche alcuni momenti straordinariamente importanti, come il mercatino di solidarietà che si svolge a ridosso delle festività natalizie sotto i portici della Circoscrizione e soprattutto la festa di fine anno, dedicata alla musica, che si svolge nei giardini della Scuola Media “Pier Cironi”: l’allestimento di queste iniziative viene programmato con incontri ai quali partecipano anche i genitori dei bambini e dei ragazzi coinvolti. La Circoscrizione vorrebbe intervenire anche in altre occasioni, come ad esempio il Carnevale, ma per motivi diversi, non ultimo quelli legati alle risorse, non è stato mai avviato un percorso in tal senso (nell’ultimo anno abbiamo contribuito all’iniziativa della Tenda di Mezzana). Un altro momento di rilevante importanza è stata la redazione del Calendario di Fine Anno, realizzato con alcuni bambini ed alcune maestre della Scuola “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Mezzana, che hanno allo stesso tempo partecipato alla collana “Mediateca della Memoria” di cui poi si dirà nella parte riservata alla Cultura.

Un obiettivo importante che la Circoscrizione ha cercato di realizzare, e per ora c’è riuscita solo in minima parte, è l’apertura al territorio di un Punto lettura (meglio sarebbe una vera e propria Biblioteca, ma questo è un sogno possibile se cambiano i tempi ed aumentano le risorse) a Mezzana, vista la disponibilità ampia da parte della Direzione Didattica del II Circolo e di alcuni operatori, all’interno di Progetti Lettura. Di questo argomento abbiamo già parlato con il nuovo Assessore alla Cultura ed abbiamo già sentito il Direttore della Biblioteca “Lazzerini” Franco Neri. In altre Circoscrizioni (penso in particolare alla Circoscrizione Ovest) sono stati avviati interventi in tal senso con il Bibliobus itinerante o con la costruzione di nuovi Punti lettura.

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Joshua Madalon

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