Un dibattito intorno al tema della “Democrazia” aprile 2008 – 2

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Non rinnego quell’impegno; anche se avrei dovuto essere più prudente: i segnali funesti erano, a buon vedere, abbastanza chiari. Avevamo una grande difficoltà a ragionare in modo “libero” intorno al futuro di un Partito nel quale non si confrontavano soltanto passioni e ideali, ma forti interessi personali a difesa del mantenimento delle leadership, come dire gattopardescamente “cambiare tutto per non cambiare niente”

A coloro che storcono il naso quando alcuni di noi, come me, appaiono ipercritici e pregiudizialmente (non lo rinnego) sospettosi verso i cadeaux che a volte provengono da quella parte, consiglio di andarsi a rileggere le loro storie, intrise di fregature e delusioni, mentre erano nei loro bunker ideologici a ragionare di massimi sistemi.

Un dibattito intorno al tema della “Democrazia” aprile 2008

Care\i amiche\ci

Era il lontano aprile 2007
Qualcuno, molto convincentemente scriveva:

“Il Partito Democratico potrà nascere solo così, dalla fusione, e non dall’accostamento, del pensiero della sinistra democratica e liberale, del personalismo cristiano, del com’unitarismo, dell’ambientalismo, di una parte di quella critica radicale della società che non è più ideologica e che si può ritrovare in un contenitore ampio, dei nuovi apporti culturali che il nostro tempo così veloce produce, dei linguaggi e delle forme di partecipazione che arrivano dalla Rete. E’ necessario che tutte queste culture, e le forze che a esse si richiamano, comprendano che per andare avanti dovranno superare alla radice la loro parzialità, la loro separatezza, la loro insufficienza. Non basta la sola somma di due Partiti come DS e Margherita, che pure sono indispensabili per la nascita del Partito democratico. Bisogna andare oltre, guardare allo spirito che contraddistingueva l’ Ulivo del ’96, a quella coesione di esperienze e di linguaggi, alla larghezza di quel perimetro che allora comprendeva Pds, Ppi, Rinnovamento italiano, i Verdi, lo Sdi. Si tratta di dare vita a una forza politica che possa aspirare al 40% dei consensi, che arrivi a essere, in Italia, tendenzialmente maggioritaria, in un contesto bipolare.”

“Partito Democratico Le parole chiave” a cura di Marco Meacci Editori Riuniti “Sintesi” di Walter Veltroni

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Dobbiamo buttare via quelle pagine? In meno di un anno si può fare davvero a meno di quelle argomentazioni?
Quel che ancor meno alla fin fine convince, in questa ultima fase, è anche l’affermazione – solo ad esempio – che se si governasse finalmente potremo fare a meno delle riunioni di maggioranza.
Sono preoccupato per questa deriva strisciante di presidenzialismo rampante- oltre che silente – che si è appalesato sin dai primi vagiti del neonato PD.
Ai lettori aggiungo che se governasse il “nostro” PD potremmo stare tranquilli; non ci sarebbe alcun bisogno di mettere in piedi discussioni; tanto decide tutto il leader.
E’ ovvio se le cose andassero bene che non mi preoccupo di mantenere viva l’attenzione su tutte le questioni importanti: una volta finita questa sagra dell’ipocrisia che rappresenta la Campagna elettorale, una campagna indistinta e non diversa da quella dell’opposizione.
Se le cose non andassero bene, avremo tempo per crescere. Chi oggi dispera lo fa o strumentalmente o ingenuamente. E forse di fronte a chi il “Presidente – ghe penso tutto mi” lo ha fatto ogni volta che ha potuto troveremo le ragioni comuni per rimettere nella giusta carreggiata la “DEMOCRAZIA”.
A presto. Giuseppe Maddaluno

…..2……

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NOTERELLE sparse intorno a “L’attimo fuggente” presentato a Coiano l’altra sera con sorpresa finale – 1

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NOTERELLE sparse intorno a “L’attimo fuggente” presentato a Coiano l’altra sera con sorpresa finale – 1

Non vedevo Massimo (Smuraglia) da alcuni anni; ci eravamo sfiorati in qualche occasione culturale ma nulla di più. Quando Mario Barbacci mi ha chiesto di partecipare ad uno degli eventi dell’Estate al Circolo di Coiano ho accettato e l’ho fatto ancor più volentieri perché si trattava di un doppio lieto evento per me, quello di intervistare Massimo che avrebbe parlato de “L’attimo fuggente”. Se si andasse a riavvolgere il nastro delle nostre vite (quella mia e quella di Massimo) troveremmo due elementi comuni: il Cinema e la Scuola. Entrambi (noi e il film) – pensai – qualcosa possiamo mettere a disposizione della società attuale.
Ci siamo sentiti qualche giorno prima utilizzando squarci di tempo libero per concordare qualche aspetto dell’intervista. Massimo poi mi ha anche inviato il suo curriculum con tanti tasselli che non conoscevo. Ne ricavo solo una parte: non avremo molto tempo a disposizione. E così decido di preparare le domande. Partirò dai “sogni” del ragazzo e poi via via verso la maturità, seguendo anche la sceneggiatura del film di Peter Weir.
Riguardo il film e mi sorprendo a scoprire atmosfere dimenticate ( non quelle intorno a Keating e il “Carpe Diem”, o l’”Inno alla gioia” e le scene di giubilo, nè l’ “O Capitano mio Capitano!” finale”).
Arriviamo insieme a Coiano venerdì 5 luglio. Gli chiedo se ha letto le domande. Credo di sì, ma lui si schermisce borbottando non so quale scusa per dirmi che no, non le ha lette. Gliele riassumo. Il resto è quel che è accaduto: tutto alla perfezione. Domande sintetiche al massimo per ridurre il tempo, risposte piene di riferimenti colti non solo cinematografici.
Poi la proiezione.

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“Cane, signore?” “O no, oggi no!” “Guardi che un cane fa bene ogni tanto!….Uno può fare un pasto completo a base di cane…” dallo schermo Keating irriverente e provocatorio legge brani assurdi ai suoi giovani attenti e coinvolti allievi. La signora accanto a me, che aveva tra le sue braccia un canino piccolo piccolo si alzò ed a me sembrò che andasse via, offesa e preoccupata di quel che sarebbe seguito: un vero e proprio menù a base di cane. “Si comincia con cruditè di dalmata, si continua con un bel cocker flambèe, e per finire un pechinese al pepe rosa”. Si allontanò di poco forse per dissetare il canino e poi tornò, proprio mentre andava in scena uno dei momenti clou del film, quando Keating invita i suoi studenti a cambiare il punto di vista, saltando sulla cattedra.

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ED IO MI SENTO come Keating sessanta anni dopo

“Perché sono salito quassù? Chi indovina?
Per sentirsi alto.
No […]. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.”

Joshua Madalon fine prima parte

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Un dibattito intorno al tema della “Democrazia” aprile 2008 – 1 –

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Un Blog personale – anche se tendenzialmente aperto ai contributi esterni – non può prescindere dal pubblicare pezzi di documenti precedenti alla sua nascita 20 giugno 2014

Un dibattito intorno al tema della “Democrazia” aprile 2008

Recupero un dibattito intorno al tema della “Democrazia” che si svolse tra me ed alcuni altri fondatori del Partito Democratico all’inizio del 2008 (la data di nascita del PD è il 14 ottobre del 2007).
A quel tempo si comunicava attraverso mail.

Gentilissime\i
riflettiamo su cosa sia la Politica.
Ho rivisto il dvd di Veltroni su “Che cos’è la Politica” (12 dicembre 2006). Mi aveva convinto e mi convince ancora; ma è passata tanta acqua sporca sotto i ponti. E il fiume è inquinato.
Tocca ad altri (e fra questi perchè anche non me stesso?) disinquinare. Purificare. Io voglio provarci ancora: e lo voglio fare senza mirare ad alcun potere, come prima. Ma in una posizione un po’ più libera, fuori dagli schemi consueti, senza appartenenza ideologica.
Ecco perchè mi chiedo ancora una volta perchè non si possa fare Cultura Politica senza provocare “orticarie”.
Ecco perchè mi chiedo che differenza ci sia fra i “vecchi” Partiti e questo che si dice “nuovo”. L’unica differenza per ora è che si è scelto di buttare all’aria l’Unione e si è dato un calcio negli stinchi a Prodi.
Sarà possibile dissentire? Sarà possibile avere opinioni anche un po’ diverse? sarà possibile essere rispettati? Ho qualche dubbio; ed è per questo che ho voglia di fare altro, ho voglia di costruire qualcosa che dia un senso alla mia vita, al mio impegno in quest’ultima parte nella quale vorrei mettere a disposizione quel poco che ho imparato negli anni.
Lo farò, se non sarà possibile in un PD migliore di questo, anche in qualsiasi altra formazione politica che si caratterizzi per apertura rinnovamento e democrazia vera. Lo farò di certo perchè chi mi conosce sa che non mi arrendo.
Con affetto.
Giuseppe Maddaluno

Gentilissime\i
e allora che cos’è la Politica?
Lo aveva detto molto bene a S.Giovanni Valdarno Nando dalla Chiesa nella Convention senza brindisi ed aperitivi vari organizzata da Rosy Bindi nello scorso settembre. Chi volesse può ascoltarlo andando sul sito della Bindi ed aggeggiando fra gli eventi registrati da Radio Radicale. Avevo peraltro pensato anche di leggere quell’intervento in un’occasione pubblica ma non ho avuto il tempo di trascriverlo. Sarà anche per questo che Nando dalla Chiesa diversamente da altri è stato “giubilato”? Chissà: può darsi. Si dà il caso che Nando sia uno dei pochi che abbina la passione e l’entusiasmo alla pratica politica; diversamente da quanti “fingono” di appassionarsi alle varie belle parole d’ordine, ai vari slogans, si entusiasmano ad ogni alitare di Veltroni e non riescono a cogliere le contraddizioni che esistono fra il dire ed il fare.
Ma non volevamo costruire qualcosa di nuovo e di diverso? ecco perchè sono assolutamente convinto che occorre di nuovo costruire qualcosa che faccia evidenziare tutto quello che “non accade” e che forse sarebbe stato il caso che accadesse.
Poichè arrivo anche a pensare che qualcuno comincerà ad avere “fastidio” con schiettezza lo dica ed io lo cancellerò da questa mailing list per evitargli dei malori.
Diversamente con la stessa schiettezza se pensate di condividere o volete entrare in contraddittorio con me fatelo pure – ma fatelo!

….continua….

(per ora ho pubblicato solo due delle mie mail)
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reloaded 20 giugno 2014 …come sempre… per chi vuole capire! chi non vuole capire si può anche astenere dal seguirmi (non perda tempo).

 

Cielo stellato

QUESTO BLOG APPARTIENE A GIUSEPPE MADDALUNO ED OGNI SCRITTO E’ DI SUO PUGNO (E LA RESPONSABILITA’ DI QUANTO SCRIVE E PUBBLICA E’ SUA) A MENO CHE NON VI SIA CHIARAMENTE SCRITTO IL COGNOME ED IL NOME DEL PROVVISORIO COLLABORATORE O LA FONTE DA CUI LO SCRITTO DERIVI

 

Cara amica e caro amico questo BLOG può essere anche “tuo”! Si occuperà di CULTURA in tutte le sue declinazioni: CULTURA scientifica, CULTURA ambientale, CULTURA economica, CULTURA sociale, CULTURA letteraria, CULTURA storica, teatrale, cinematografica… CULTURA in ogni senso. L’Italia, il nostro Paese ha vissuto e sta vivendo una profonda crisi per mancanza di CULTURA, per l’incapacità e la rapacità di una classe dirigente politica ed imprenditoriale che ha generato i populismi di Berlusconi, Grillo e Renzi che sono stati e sono i profondi persuasori di un popolo che non riesce più a decifrare i processi storici e politici per una profonda mancanza di riferimenti culturali.E’ chiaro che non posso nascondere la profonda delusione che provo nel conoscere la caratteristica di una parte dei “riciclati” e degli “imbucati” nelle diverse “squadre” che sostengono a livelli diversissimi il nuovo leader del Partito Democratico. Ed è anche per questo che non mi ci riconosco più! Punto

Questo Blog è dunque uno dei tentativi di fare “resistenza” a questo appiattimento generalizzato che si va diffondendo all’interno di una mutazione antropologica peggiore di quella di cui parlava Pasolini. Passi indietro in un baratro di ignoranza.

 

 

 

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RACCONTI D’ESTATE calda – 1

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RACCONTI D’ESTATE calda – 1

Non è la prima volta; ho fatto volture sulle utenze ad ogni passaggio tra vecchi e nuovi affittuari, nel periodo in cui l’appartamento di mia figlia era libero. Nella “posta” del giorno ritrovo tre buste senza una loro intestazione. Le apro e ci sono tre assegni di piccola quantità ma il totale arriva quasi a 100 euro. Che fare? Appartengono tutti ad una delle utenze; in un’altra occasione penammo per incassarli, anche se vi erano indicazioni precise su come farlo. Il primo esercente segnalato era anche molto vicino a casa, ma in quei giorni non aveva il collegamento giusto. Ci credetti, perchè no? Capita anche a casa a volte che Internet non funzioni, di solito è perchè “stanno facendo lavori sulle cabine”; e dovendo andare dall’altra parte della città scelsi dall’elenco due altri posti dove poter incassare l’assegno. Trovai però gli stessi problemi con lievi variazioni. Al che fui portato a pensare che mi sarei potuto pure arrendere: anche in quel caso la cifra era minima. E pensai al fatto che sono intanto dotato di uno strato di curiosità che mi consente ancora di potermi orientare nella giungla del web, mentre tantissime persone anche della mia età (settanta circa, classe 1947) non sempre ci riescono e penso poi a quelle ancora più anziane e più sole che non hanno una vita sociale per incuria e per sventura. Come faranno? Di fronte a questi ostacoli qualcuno rinuncia a battersi per i propri esclusivi interessi e finisce tutto in cavalleria, facendo arricchire ulteriormente banche e gestori delle utenze. Un meccanismo perverso che occorre correggere, attivando semmai delle modalità nuove di sostegno ai nuovi “handicap” con la costruzione di una rete di solidarietà territoriale. Trovai la soluzione, andando in una Sala scommesse (non ci avrei scommesso nulla, ma ci provai) lontana venti chilometri da casa mia (quel giorno – si vede – funzionavano le linee).

Quasi per una sfida decido di ritornare con i tre nuovi assegni dal primo esercente. Li osserva e mi dice che non li può pagare perché non sono incassabili al di fuori di una banca. L’intestazione infatti appartiene ad uno degli istituti di credito più importanti e mi consiglia o di depositarli nella banca di fiducia o di andare direttamente nella filiale più vicina della banca cui afferiscono quegli assegni. Convinto del consiglio, decido di andare direttamente alla sede centrale della banca. E’ un ufficio supernuovo dove c’è un grande movimento: mi dirigo subito al dispositivo per ritirare il numero per la prenotazione del servizio, ma poco prima di arrivarci sono intercettato da un commesso elegante, come tutto il resto del personale, che dopo avermi chiesto quale sia il motivo per cui sono lì, avendogli mostrato i tre assegni, mi squadra con fare serio chiedendomi se ho un conto in questa banca. Probabilmente il mio diniego è altrettanto scabro; lui risponde che non era possibile incassarlo.
“Caro signore, questi assegni si riferiscono a quattrini che voi gestite per conto di altri, ma che appartengono a me. Quindi, mi dica cosa devo digitare per procedere!”
Compresa l’antifona, il commesso digita per me un numero, avvertendomi che dovrò aspettare 45 minuti. E’ un ulteriore segno di scortesia: in pratica mi mette alla prova. Ma fuori è caldo e dentro c’è un bel fresco e poi a casa non ho nessuno, posso tornare anche tardi.

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Joshua Madalon

SUI FILI DELLA MEMORIA – un excursus a ritroso nel tempo insieme a Massimo Smuraglia….

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Un post che anticipa l’evento organizzato dal Circolo ARCI di Coiano per venerdì 5 luglio ore 21.00 all’interno del contenitore IncontrARCI per capirsi Estate 2019

Avrò il piacere di intervistare Massimo Smuraglia che conosco sin dai giorni in cui approdai a Prato, venendo dall’Alto Veneto; anzi già qualche mese prima lo avevo incrociato a Pesaro alle giornate della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema dedicato quell’anno al cinema magiaro ed jugoslavo, di cui ho trattato già su questo mio Blog.

http://www.maddaluno.eu/?p=9560

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Con Massimo Smuraglia abbiamo anche percorso un tratto di strada culturale insieme negli anni intorno alla fondazione del Cinema Terminale nel gennaio del 1984, allorquando egli nel CEDRIC insieme a Ignazio Gullotta seguiva le programmazioni di alcuni cinema d’essai collegati all’UCCA Toscana (Unione Circoli Cinematografici dell’ARCI). Poi le strade si sono diversificate pur mantenendo comunque un’attenzione comune verso il mondo del Cinema e la sua diffusione didattica nelle scuole. Entrambi abbiamo praticato anche la realizzazione di documentari e film in modo diverso: il mio più artigianale e collegato direttamente all’insegnamento, il suo molto più professionale all’interno della Scuola di Cinema “Anna Magnani”.

La scelta del film “L’attimo fuggente” fatta da Massimo ha dunque un senso profondo collegato al nostro vissuto comune.

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SIETE TUTTE/I INVITATE/I A PARTECIPARE

Venerdì 5 luglio 2019 ore 21.00 – CASA DEL POPOLO DI COIANO via del Bisenzio a San Martino 5/F PRATO

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reloaded di un post del 3 ottobre 2018 – MIMMO LUCANO sindaco di Riace e le buone pratiche nel settore dell’accoglienza e dell’ integrazione con un preambolo tecnico tipografico<

Ripropongo un post a ridosso di quanto sta accadendo, con la liberazione di Carola, capitana della Sea Watch. Il livore e la cattiveria sono stati sconfitti – per ora – e il leader di questi, Ministro dell’Odio, si è apprestato ad annunciare l’espulsione della giovane tedesca allo scopo di allontanare il buon esempio e proseguire nelle pratiche orrende dell’offesa e della discriminazione a buon prezzo, contando sul grado culturale diffuso che più basso di così non era mai stato.
La Sinistra, dopo le affermazioni di principio, avvii una profonda revisione del suo agire politico, prima che sia troppo tardi!

J.M.

riace

MIMMO LUCANO sindaco di Riace e le buone pratiche nel settore dell’accoglienza e dell’ integrazione con un preambolo tecnico tipografico

Scrivo sempre con una tastiera impazzita con errori involontari. Tuttavia spero che involontariamente io possa essere pi\ corretto *lo vedete_ clicco una parentesi ed appare un asterisco, clicco un punto interrogativo ed emerge un trattino basso( e poi chiudo la parentesi e potete vedere che invece mi si apre. Quindi cercate di interpretare la follia della tastiera allo stesso tempo con cui interpreterete la mia.
Ma quel che ho scritto [ *volevo scrivere la terza persona del presente indicativo del verbo essere ed invece [ apparsa una parentesi quadra [, lo ripeto, solo un preambolo tecnico tipografico.

Nelle ultime ore la protervia la arroganza della Destra salviniana supportata dalla dabbenaggine del Movimento 5 Stelle si va impegnando a sottolineare la propria soddisfazione per l’intervento della Magistratura nei confronti del Sindaco di Riace, Domenico detto Mimmo Lucano, che è costretto agli arresti domiciliari per presunte irregolarità nella gestione dell’immigrazione.
A Salvini che gioisce potremmo anche far sapere che laddove fossero riscontrati degli addebiti, ormai risulta molto chiaro che Mimmo Lucano potrebbe appellarsi ad un precedente grazie proprio alla Lega, chiedendo che le multe che gli fossero comminate fossero dilazionate in circa 80 rate annuali.
Purtroppo non funziona in questo modo, anche perchè in primo luogo sarebbero in molti, forse i soliti buonisti, a voler compartecipare ed in secondo luogo, ve lo assicuro, perchè tutto si scioglierà in una bolla di sapone, in quanto non ha valenza di reato quel che si compie attraverso la volontà dei protagonisti.
Tutta questa bagarre serve per mantenere attenzione intorno a temi che appassionano i destrorsi ed allontanano dalla mente dei cittadini la consapevolezza della incapacità sostanziale di questo Governo, alle prese con scelte impossibili da realizzarsi per ragioni che ho diverse volte descritto come antropologiche connaturate nel corpo vivo del nostro popolo, lo stesso peraltro che ha applaudito e sostenuto, e continua ancora a farlo, questi movimenti che anche per tali motivi sono populisti e sovranisti.
A Mimmo Lucano che ho incontrato nel maggio 2015 invio la mia personale solidarietà. La sua attenzione verso le vite degli immigrati ha avuto uno sviluppo che va esportato nei tanti luoghi del nostro Paese che sono stati abbandonati, per rivitalizzarli e renderli produttivi. La sua è una buona pratica da imitare anche sui nostri territori, e non penso soltanto agli immigrati ma anche a tanti italiani che potrebbero rimettersi in gioco nella vita, con il vedersi assegnate delle strutture periferiche abbandonate con piccoli appezzamenti di terreno nelle zone collinari e montane qui circostanti. Sembra impossibile? Forse no.

Joshua Madalon

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reloaded di DESERTI del 10 luglio 2017

E’ un post del 2017 poco meno di un anno fa (10 luglio); il PD a trazione renziana si era mosso con protervia ed arroganza verso il disastro del Referendum del 4 dicembre 2016 – intorno ai temi dell’Immigrazione il Governo Gentiloni era molto poco diverso da questo Governo grigioverdescuro (supporters del PD non inalberatevi, andate a controllare quel che accadeva, cosa dicevano e cosa facevano i vostri leaders).
Lo ripropongo proprio perché trovo necessario far comprendere i miei “distinguo”!

Joshua Madalon

reloaded di DESERTI del 10 luglio 2017

DESERTI

Deforestazione

Dove vanno tutte quelle persone che fino ad ora hanno resistito nel sostegno al PD renziano (che, lo ripeterò all’inverosimile, non è lo stesso che abbiamo fondato nel 2007 – 14 ottobre) e che lo stanno lasciando? Con la scelta del Segretario attraverso Primarie “aperte” a chicchessia il Partito democratico ha decretato definitivamente la sua “trasformazione genetica”. Non è mica colpa di un destino cinico e baro che subito dopo l’ “avvento” di Renzi i Circoli si siano andati desertificando progressivamente; è stato offeso ed umiliato il lavoro disinteressato di centinaia e centinaia di iscritti, sbeffeggiato dalla “nouvelle vague” che osannava il cambiamento di verso che rendeva “inutile” quel lavorio sui territori attraverso il quale si erano impegnati ed erano cresciuti gli amministratori. “Il mondo è cambiato e voi siete vecchi” dicevano e si riempivano la bocca di quella “rottamazione” che è poi servita semplicemente a riportare in auge gli sconfitti che con Renzi pregustavano la loro rivincita.
Dove vanno, allora? non penseranno mica di poter modificare il DNA del Partito da cui provengono, andando a rimpolpare una nuova entità che poi pretenda di condizionarlo a dirottarsi verso Sinistra? vogliono eventualmente continuare a lanciare la palla della responsabilità di una possibile débacle del Centrosinistra nel settore (mi astengo dall’utilizzare la parola “campo”!) della Sinistra vera e propria, nel tentativo di condizionarne le scelte?
Il timore che ho è che molti di loro, umiliati nel loro orgoglio finiranno per astenersi o qualcuno più arrabbiato di altri per votare forze che da questo sbandamento hanno già goduto di notevoli vantaggi.
Da tempo vado indicando l’unica strada per poter corrispondere in modo serio ai bisogni che ci vengono sollecitati da un mondo sempre più pieno di oppressi, marginalizzati, dove manca l’etica del lavoro da una parte e dall’altra (chi ha il lavoro non ne rispetta le regole, chi dà lavoro non rispetta i suoi doveri), dove la ricchezza è sempre più nelle mani di pochi e dove la povertà sta dilagando, dove si finge di voler contrastare l’afflusso di migranti ma ci si impegna ad utilizzarne la forza lavoro abbassando in modo inverosimile i salari, sempre più simili ad oboli, o ancor più ne ricava lucro attraverso i meccanimi dell’accoglienza. La strada che io indico è quella della costituzione di un Partito della Sinistra, alternativa in modo assoluto al Partito Democratico. Non c’è soluzione diversa, e la motivazione è che il PD si sta ormai dissanguando completamente del fattore S ( = Sinistra) e potrebbe anche modificare il suo nome in Partito Destro o della Destra, e sarebbe anche originale perché potrebbe inglobare il Nuovo Centrodestra. Ovviamente, sto esagerando ma lo faccio in modo strumentale e consapevolmente (credetemi! Mi piange il cuore, a farlo!), perché sembra proprio che quella sia la strada intrapresa. Anche quell’ultima sortita dal libro “Avanti”, abbeccedario del Credo renziano, sui migranti da aiutare a casa loro, così simile alle affermazioni della Lega Nord e della Destra tutta, è la cartina di tornasole della deriva del Partito che fu Democratico. In tanti stanno cercando di riparare, peggiorando la situazione, anche perchè hanno l’ardire di dire che non è una novità, e che aiutarli a casa loro è un principio di Sinistra, dimenticando però che l’emergenza è ora qui e che per aiutarli in casa loro noi non bastiamo, soprattutto non bastano le enunciazioni.
Occorrerebbe cambiare completamente il corso della Storia degli ultimi secoli (avete sentito mai parlare di “colonialismo”? eppure papa Francesco l’altro giorno vi ha fatto suonare quel “campanellino” nelle vostre testoline bacate) e soprattutto occorrerebbe mettere un limite alla voracità delle multinazionali dei Paesi più ricchi ed opulenti che hanno desertificato l’Africa ed utilizzato le terre fertili per monoculture inutili per quelle popolazioni, un modello che riduce la biodiversità, distrugge le economie locali, annulla l’identità culturale delle comunità.

Ecco: per chiudere! Il PD e Renzi si stanno impegnando a far sì che le multinazionali avviino a modificare il loro impatto su quelle realtà, si stanno muovendo affinchè la Cina non utilizzi il Congo come sua colonia? Mi piacerebbe saperlo: ci troveremmo davvero davanti ad uno statista di livello mondiale, stra-to-sfe-ri-co!!!

J.M.

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SCHIZOFRENIA ALLO STATO IMPURO

SCHIZOFRENIA ALLO STATO IMPURO

Ho ascoltato J-AX ieri argomentare su alcuni aspetti della vicenda che sta attirando l’attenzione dei media in questi ultimi giorni.
Intanto, riflettiamo sul fatto che i media in gran parte ormai supini in copia conforme alle farneticazioni semplicistiche e volgari di alcuni personaggi della commedia dell’arte contemporanea non si limitano a seguirne le mosse mediatiche ma le sostengono essenzialmente.
E riflettiamo anche sul fatto che sono sparite dall’attenzione dei media alcune vicende chiaramente illegali come quella dei 49 milioni di euro indebitamente entrati nelle casse della Lega, all’interno della quale è stato cresciuto il signor Maramaldo e tanti altri come lui. Su quella vicenda il rapporto con la magistratura è stato tutto rose e fiori e dunque nulla da obiettare, tanto – “campa cavallo” – un po’ alla volta finirà tutto in cavalleria (per l’appunto).
E riflettiamo anche sulle capacità mentali di questa gente che schizofrenicamente si richiama ai valori cristiani nel mentre si gira dall’altra parte sdegnosa quando si tratta di aiutare chi ha bisogno. Questa gente che si propone di distruggere con le ruspe degli insediamenti umani e si dà da fare per liberare immobili pur illegalmente occupati, a parte che non appartengano a sodali quali gli attivisti di Casa Pound romani.
E, per ritornare ai discorsi di J-AX, ne riprendo un tratto all’ingrosso: quando sottolinea come, guardando un film, ci si appassioni a difendere le ingiustizie e, poi, troppe volte ce ne si dimentica quando dalla finzione si passa ad una realtà.
Alcune vicende potrebbero servire anche a distogliere l’attenzione dai fatti più seri (a proposito non è che la disoccupazione come la “povertà” debellata da Di Maio sia ai minimi livelli: è che in questa parte dell’anno ci sono maggiori bisogni di piccoli lavoretti: in pratica sono quei lavori pagati a quattro euro l’ora per quattro ore dichiarate e ventiquattro lavorate), come la necessità di intervenire sui conti correnti e le cassette di sicurezza della gente per bene (quella non per bene sa perfettamente dove custodire i propri risparmi); ed è andata anche male al Governo il braccio di ferro con la Sea Watch che ha portato a Lampedusa un po’ alla volta nel corso dei giorni da tutto il mondo decine e decine di osservatori, che hanno avuto molto tempo per accorgersi in diretta che il flusso dei “visitatori” africani era costante, tanto che mentre tenevano fermi sulla nave i 42 a terra ne arrivavano a centinaia, senza tanti clamori.
Ho scritto nei giorni scorsi alcuni brevi commenti nei soliti dibattiti social. Quello che sta accadendo e che è accaduto negli anni, nei mesi e nelle settimane scorse è semplicemente un movimento naturale di uomini alla ricerca di un luogo migliore. Se vengono qui è perchè non stanno bene dove nascono e dove dovrebbero vivere: ci sono guerre, epidemie, carestie, una natura ostile. La società occidentale, la nostra, ha contribuito a depredare quelle popolazioni, le ha sottomesse, umiliate e mortificate, schiavizzate. Ora in qualche modo forse inconsapevole vengono qui a chiedercene conto. E’ gente in gran parte onesta disponibile a contribuire alla crescita della nostra civiltà, che a tutta evidenza è apprezzata. Frapporre un muro di odio è incomprensibile. Allo stesso modo, e per oggi chiudo, il messaggio del Maramaldo apparentemente diretto all’Europa (“li faremo andare dove vogliono senza procedere al riconoscimento”) appare essere un twitter ai malavitosi che approfittano proprio degli irregolari sans papier per lavoretti vari nei periodi più intensi della raccolta di alcuni vegetali nelle campagne del Sud.

Joshua Madalon

miles gloriosus

UNA MADDALENA DEL TERZO MILLENNIO quinta e ultima parte

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UNA MADDALENA DEL TERZO MILLENNIO

Parte quinta e ultima
La sua storia è ricca di eventi drammatici: Laura dopo la perdita dei genitori quando aveva tre anni in un gravissimo incidente viene adottata da una famiglia benestante, molto vicina alla famiglia della piccola. Il rapporto con la madre adottiva è orrendo, lei non era mai stata convinta di poter avere una bambina; solo il padre, il nuovo genitore, aveva insistito per l’adozione ed aveva condizionato in tal senso la moglie, gelosissima, che aveva addirittura sospettato che lui, il marito, fosse il vero padre di Laura. Il destino poi era stato crudele portandolo alla morte improvvisa ed il mondo le era crollato addosso. I rapporti con la madre erano diventati sempre più tesi anche per le scelte di Laura come l’innamoramento per un giovane straniero, nel quale aveva riposto tante aspettative, anche queste andate deluse, dopo che egli aveva deciso di abbandonarla portando via con sè in Romania i suoi due figli. Laura rimane completamente sola; non ha mezzi per portare avanti le pratiche per poter riottenere i bambini ed è esclusa del tutto dalla madre adottiva che non vuole più sapere nulla di questa figlia degenere. Riesce a tirare a malapena avanti, lavorando part time in un ufficio di un commercialista ad Empoli, ma non ha un contratto vero e proprio. Laura racconta se stessa: Claudio non ha bisogno di fare domande…Laura racconta…racconta.
Il tempo previsto è già finito da un pezzo: Laura comprende che il desiderio di Claudio era quello di conoscere l’umano che è in ciascuno degli esseri viventi, anche quando alcuni di loro si trasformano pur temporaneamente in prestatori d’opera e datori di lavoro in una sorta di supermercato dei sensi che è la prostituzione. Laura ha percepito che quella di Claudio stava trasformandosi in una specie di indagine sociologica reciproca nella quale erano entrambi protagonisti anche se in forme diverse: una parlando l’altro ascoltando.
Claudio promette che scriverà la sua storia: lo farà più in là nel tempo, quando avrà potuto riflettere e far decantare le emozioni per poter ottenere la massima oggettività. Scriverà tutto e quasi certamente lei si riconoscerà. E allora probabilmente riuscirà anche a dire quel che in quel momento non era stato in grado di esprimere: Laura è una ragazza straordinariamente ricca dal punto di vista umano; allo stesso tempo anche le cosce che pubblicizzavano, unico dettaglio per la vendita, il suo annuncio erano di gran lunga più belle dal vivo.

Claudio però teme che questa narrazione finirà per rimanere segreta; ha perso il numero di telefono di Laura e quantunque osservi di tanto in tanto gli annunci non ritrova più il suo. Ha però la speranza che questa mancanza possa significare il recupero della felicità e della serenità semmai con i suoi due bambini ed un lavoro rassicurante.
“Con lei”, commenterà nella sua relazione Claudio, “hanno funzionato i cinque sensi, ma soprattutto quello che si chiama “sesto””.

“Il profumo della sua pelle, la sua morbidezza, il sapore dolce di un unico bacio, il ritmo del suo respiro, l’immagine misteriosa della sua persona mi hanno coinvolto razionalmente e sono stati accompagnati dalla sensazione di trovarsi a contatto con una “storia”, una di quelle da raccontare. Eccone qua l’inizio”.

Joshua Madalon

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