IL DOMINO LETTERARIO – venerdì 10 aprile ore 21.00 – secondo incontro RICCARDO CAMMELLI ed il suo “TRA I PANNI DI ROSSO TINTI” Attucci editore- IL DIBATTITO SULLO SVILUPPO ECONOMICO – Lo presentano – al Circolo ARCI di via Cilea a San Paolo di Prato – Giuseppe Maddaluno e Manuele Marigolli

 

Cammelli

 

 

IL DOMINO LETTERARIO – venerdì 10 aprile ore 21.00 – secondo incontro RICCARDO CAMMELLI ed il suo “TRA I PANNI DI ROSSO TINTI” Attucci editore – IL DIBATTITO SULLO SVILUPPO ECONOMICO – Lo presentano – al Circolo ARCI di via Cilea a San Paolo di Prato – Giuseppe Maddaluno e Manuele Marigolli –

 

Il primo dei capitoli in cui è suddiviso “Tra i panni di rosso tinti” di Riccardo Cammelli si occupa del “Dibattito sullo sviluppo economico” partendo da “La coscienza di una metamorfosi”, che si riferisce alla consapevolezza che Prato già dalla fine degli anni Sessanta ha acquisito. La città “era in trasformazione, e con essa la nuova iconografia di riferimento, man mano più lontana dalle ieratiche figure del cenciaiolo e della lavorante a domicilio, sostituite dall’impannatore e dal terzista.” Cammelli segue poi nella sua analisi il dibattito al quale partecipano i principali personaggi del mondo economico, imprenditoriale e politico di quegli anni (Silvano Bambagioni e le vicende della “Cassa” sono parte “centrale” negli anni Settanta-primi Ottanta); Cammelli analizza con dovizia di particolari la fase crescente del distretto laniero “dove regnava il sommerso” che fu, come scrive Braudel uno dei motivi del successo pratese “In parte dovuto alla divisione del lavoro interna alla famiglia rurale, divenuta artigianale; in parte alla cultura del lavoro e allo spirito di iniziativa; in parte allo sfruttamento e all’autosfruttamento”. Il ricorso all’analisi di Braudel è costante, soprattutto per marcare con forza la peculiarità unica ed esemplare della città.

Cammelli poi si sofferma anche sulle cause del declino, lento ma costante anche se interrotto da fuorvianti riprese, dell’Impero-Distretto. E si avvale di una delle “Lezioni americane” di Italo Calvino per esemplificarne le caratteristiche.  L’autore segue poi le vicissitudini della realtà pratese con l’aumento della disoccupazione soprattutto quella giovanile ed in particolar modo quella dei “giovani diplomati e soprattutto laureati”, il cui trend pratese anticipa i dati mortificanti nazionali. “A Prato ogni anno il 70% dei giovani puntava al lavoro impiegatizio, ma l’industria aveva bisogno di un 18% di impiegati e di un 82% di manodopera.”  Molto interessante è l’analisi della diversa interpretazione della crisi del 1982-84 e quella sulle problematiche connesse agli infortuni ed alla questione ambientale collegata alla diffusione dell’industri che inquinava senza controlli la falda acquifera e l’atmosfera, provocando danni ambientali e sanitari. La crisi del cardato poi e la difficoltà da parte dell’industria pratese per adeguare la propria attività all’innovazione tecnologica viene trattata in un apposito paragrafo.

Nella parte finale di questo capitolo viene trattato poi il processo che porta la Cina, che già prima della rivolta di Tienanmen era profondamente cambiata e si affacciava all’Occidente con curiosità ma anche tanto spirito imprenditoriale, a collegarsi con la città di Prato. Ed ovviamente questa è una “storia” che parte dalle analisi di Cammelli ma va oltre fino ai giorni nostri.

 

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laboratorio_cinese

 

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