Politically correct o incorrect? DOPO “TRAME DI QUARTIERE” a San Paolo e non solo.

 

Politically correct o incorrect?

DOPO “TRAME DI QUARTIERE” a San Paolo e non solo.

 

“Sono sudato, mi disse ed io “hai lavorato?” No, mi rispose, sono stato soltanto in bicicletta tutto il giorno…ora vado a farmi una doccia!” Il giovane straniero era oggetto generico in risposta ad un nostro quesito su “dove fossero finiti i missionari francescani di via Donizetti”.

“Sono andati via ed al loro posto c’è un gruppo, forse, di richiedenti asilo, stranieri come quel giovane di cui parlavo. Tutti i giorni c’è la Caritas che porta loro la colazione al mattino, il pranzo e la cena e, poi, ad ognuno – ne sono quindici – danno 10 euro per le “spese”. Non fanno null’altro tutto il giorno. Mi fanno pena ma ho anche un po’ di rabbia per gli altri, i nostri giovani che invece, come mio nipote, si ammazzano di fatica per tre-quattro euro l’ora.”

E’ un fiume in piena, l’anziana signora novantenne che sull’uscio della sua abitazione a pian terreno ci intrattiene, semplicemente perché, passando – mia moglie ed io – l’abbiamo salutata.

“Sono cristiana praticante ma non sopporto più queste cose” e poi racconta un po’ di sè dopo che le ho mostrato di conoscere suo figlio “Io sono stato della Democrazia Cristiana. Anche lei?” “No” le dico “ero e rimango dall’altra parte!”.  Ma questo oggi non ci divide come in quei tempi, gli anni Sessanta e Settanta.

Mentre si parlava – in verità mentre lei parlava e noi più o meno riuscivamo ad assentire e poco più – mi è sovvenuto che si trattava proprio della anziana signora che avrei dovuto intervistare da tempo per il progetto “Trame di quartiere”. Poi dopo la “bellezza” di quel Progetto era saltato tutto, perché per procedere avevamo bisogno di fondi: non io, che su questi temi lavoro “aggratis”.

Ascoltiamo e ci rendiamo conto che la signora non è di Destra, anche se poi qualche dubbio ci può venire; non è “populista” anche se le sue affermazioni richiamano quelle della Lega e del Movimento 5 stelle che si apprestano a governare il Paese. E ci rendiamo conto che quelle cose che lei dice stranamente sono vere ma la Sinistra si vergogna di riconoscerlo, combinando più danni di quel che avrebbe pensato di fare dando ascolto e risposte a quei quesiti. Invece cosa è accaduto?  che la Sinistra si è fatta fregare completamente da una forma ideologica che ha avvantaggiato qualcuno dei suoi stessi sostenitori, che sull’Immigrazione ha costruito – anche se legalmente – la sua fortuna.

Lei, la signora, avrebbe davvero potuto votare uno di quei due Partiti e, forse, si appresterebbe a votarli laddove quelle semplici risposte di equilibrio di diritti e doveri per tutti (senza dare credito al proclama salviniano “Prima gli italiani”) venisse applicata.

Di persone come lei ne incontro ad ogni angolo di strada e non sono io a cercarle. Non è possibile che “altri” non le abbiano mai incontrate, non abbiano sentito discutere questo argomento. E’ vero invece che abbiamo alzato le spalle, soprattutto perché eravamo – e siamo – impotenti di fronte alle organizzazioni che si occupano di “Migranti”, onlus, ong  e quantaltro, che si riferiscono a termini come “volontariato” e “umanitario” ma ingenerano dubbi e sospetti, che andrebbero giustamente chiariti.

Abbiamo lasciato, così, lo spazio a forme demagogiche sempre più forti e radicate che con maggiore difficoltà riusciremo ad estirpare. Ci attende un lavoro intenso, dovremo fare ciò che non abbiamo saputo fare prima: diversamente ci troveremmo di fronte ad azioni autoritarie e retrive che dovremo combattere.

 

…………………………………….

 

Joshua Madalon

 

 

TdQ2)

Brevi riflessioni su alcuni aspetti della Politica

 

9eb10e9e415a2d1b6424b337502b3218-kRCB-U43490633864315asC-593x443@Corriere-Web-Sezioni

Brevi riflessioni su alcuni aspetti della Politica

Ho già scritto sulle modalità con cui nella prossima legislatura, se verrà confermato il quadro che si sta delineando, si svolgerà l’opposizione in un post dal titolo significativo “OPPOSIZIONE vs OPPOSIZIONE” 13 maggio c.a.  http://www.maddaluno.eu/?p=7954 segnalando che, se non cambia l’atteggiamento del PD a trazione “renziana”, vi saranno due diverse opposizioni da Sinistra, mettendo in conto che il Centrodestra non governativo (per ora Forza Italia e Fratelli d’Italia) svolgerà un ruolo più di sostegno che di contrapposizione alle scelte del Governo Movimento 5 stelle e Lega.

Da Sinistra dunque vi sarà l’opposizione “Pidirenziana” che continuerà a rivendicare i grandi successi ottenuti nell’ultima legislatura (Job’s Act, Buona Scuola con tutti gli annessi e connessi) e vi sarà l’opposizione dei residui di Sinistra che verificheranno le modalità con cui quegli aspetti verranno attaccati e modificati (se e come lo farà il nuovo Governo).

Il Presidente del Consiglio per ora solo incaricato ha sottolineato con orgoglio che svolgerà il ruolo di difensore del popolo. In che modo lo farà è da vedere; ed a nulla servono le critiche abborracciate e per ora senza alcun senso. Il progetto “preventivo” chiamato “Contratto di Governo” contiene tutta una serie di indicazioni generiche e vaghe, anche se in linea con una gestione del Governo di stampo populistico, demagogico e reazionario. Davanti a tutto io pongo la scelta delle elettrìci e degli elettori che ha bocciato le proposte politiche della Sinistra, con l’intento a tutta evidenza di ottenere risposte ad ansie e problematiche frutto di una percezione amplificata le prime, significative e concrete le seconde. Il M5S e la Lega pur da posizioni non sempre omogenee hanno proposto di affrontare entrambi le questioni.

A questo punto, al di là dei Partiti (non dimentichiamo quale credito questi hanno), sarà proprio il “Popolo”, quello richiamato dallo stesso “premier incaricato”, a svolgere il ruolo propositivo dell’Opposizione.  Compito, dunque, dei residui della Sinistra sarà quello di farsi carico con coerenza di sviluppare un’analisi critica ed autocritica, andando ad approfondire le contraddizioni e gli errori delle gestioni governative precedenti. Ovviamente, non sarà possibile ripartire al meglio se non verrà portato a conclusione un profondo chiarimento all’interno del Partito Democratico, ancora troppo legato alla figura ed alla disastrosa ed ambigua visione politica di Renzi e del suo entourage.

 

Joshua Madalon

 

 

 

10422031_10205088156776000_944605422709066588_n

da giovane: la sensibilità ambientalista, storica e culturale….quella politica e cinematografica – ottava parte – 6

 

 

 

friuli-1976_015-1000x600

 

da giovane: la sensibilità ambientalista, storica e culturale….quella politica e cinematografica – ottava parte – 6

 

Quel che accadde giovedì 6 maggio 1976 non l’ho vissuto direttamente, perché non ero a Feltre: ero sceso a Napoli per concludere quella fase di corso abilitante cui avevo partecipato,  con il colloquio finale.

Me lo ha raccontato Pinuccio Loiacono, compagno di Partito e convivente provvisorio per necessità reciproca in tempi di “vacche magre”.

In quel periodo lui però era ancora al Park Hotel, un Albergo gestito da meridionali molto vicino alla Stazione ferroviaria. Non ci si conosceva ancora. Dopo cena, era andato intorno alle 21.00 in bagno, proprio quando arrivò lo scossone più forte, 6.5 della Scala Richter. Tutto tremò ed andò all’aria ma la cosa tremenda fu il black-out ed il conseguente disorientamento per psicosi, per cui Pino rimase chiuso nel bagno in preda al panico.

Il sisma aveva colpito il Friuli a nord di Udine creando danni enormi in aree prevalentemente montane provocando 990 morti e oltre 45.000 senza tetto. A Feltre non ci furono danni evidenti ma molta paura. Quell’evento mi ha insegnato a capire la profonda dignità di quel popolo, che non si perse d’animo in piagnistei ed in pochi anni ricostruì in modo diretto il proprio habitat. Di quell’evento avemmo testimonianza anche da parte di un altro collega originario del Friuli, che aveva perso tutto, tranne una fornitissima biblioteca familiare che portò a Feltre e con la quale rivestì totalmente l’appartamento che aveva preso in affitto senza mobili, arrivando a dormire sugli stessi libri in un atto d’amore folle. Un collega carissimo di cui ho perso le tracce, un uomo geniale, originale, dalla tipica fisicità montanara, votato alla solitudine randagia.

In quegli anni la passione per il Cinema si era abbinata a quella della Politica, del Sindacato. Avemmo modo di collaborare anche con l’ARCI e con l’ANPI in una occasione particolare. Con la prima Associazione che non aveva una sede a Feltre si entrò in contatto per stabilire una collaborazione, dopo che con il giovane Francesco Padovani avevo fondato il Circolo di Cultura Cinematografica “La Grande Bouffe”. C’era un gruppo attivo a Ponte nelle Alpi a nord di Belluno. E si aderì all’UCCA, l’Unione dei Circoli Cinematografici dell’ARCI. Così si avviarono una serie di rapporti anche con Padova e Venezia e da lì al livello superiore fino a Bologna ed a Roma. Fu così che ebbi modo anche di frequentare Festival come quello di Venezia, di Pesaro e di Cattolica e di incontrare amici che avrei poi continuato a frequentare con il mio trasferimento in Toscana, in modo particolare Andrea Coveri di Prato e Jaurés Baldeschi di Castelfiorentino.

Tra le tante iniziative culturali e cinematografiche, senza mai dimenticare la mia passione civile e politica, sarebbe molto importante ricordare quella dedicata al Lavoro ed al Movimento operaio che mi pose in contatto con alcune strutture romane molto importanti, come la Cineteca Italia-URSS curata dai fratelli Predieri e la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico con cui ho costruito anche in seguito una serie di collaborazioni.

 

logo-aamod-compatto-1

Ho accennato all’ “occasione particolare” di collaborazione tra ARCI ed ANPI e ne parlerò nel prossimo post, dopo aver anche ricordato in modo più preciso le caratteristiche della Rassegna sul “Movimento operaio”.

…continua….

 

Joshua Madalon

LA RACCOLTA PORTA A PORTA funziona? Direi che la città (di Prato) non se n’è accorta

 

32078360_10213277653668304_4898787110238027776_n

Girando per la città non si vedono più i cassonetti e le campane collocate in spazi comuni. In effetti dava noia vederli a volte stracolmi e circondati da altri residui “indifferenziati”. Quegli spazi poi diventavano maleodoranti via e via più con l’avanzare della stagione calda.

Sono, questi, ricordi ormai superati. Ora c’è il porta a porta! Siamo nella modernità; non ci sono più luoghi comuni intercondominiali. No, ora ogni condominio ha il suo spazio e con molta frequenza quello spazio ha sostituito in tutto e per tutto i precedenti, distribuendo a tappeto il sudicio.

Se interpellate il servizio pubblico, che qui a Prato si chiama ALIA, vi dirà che devono essere le assemblee condominiali a redarguire i reprobi ed eventualmente stabilire le regole. Bisogna dire tuttavia che, in assenza di un intervento condominiale, dovrebbero essere vigenti le “regole” istituzionali, quelle presenti nelle “Istruzioni” che sono state inviate a ciascun cittadino molto prima che il “porta a porta” fosse avviato.

Come sempre accade, dunque, il cittadino virtuoso è vittima dei cittadini irrispettosi dell’ambiente. Bisognerebbe mettere in atto un’attività pedagogica educativa diffusa sul territorio. Se qualcuno avanza l’obiezione che tali interventi sono stati già prodotti poco prima dell’inizio di quel servizio mi permetto di replicare evidenziando una profonda incapacità da parte dei “docenti”: infatti ho sempre pensato che se gli studenti non raggiungono risultati perlomeno sufficienti (anche se non basta la mera “sufficienza”) la responsabilità sia proprio da addebitare ai docenti.

E non si venga a dire che “è colpa dei cinesi!”. In quota parte certamente sì, ma laddove ci fosse un’adeguata sorveglianza e venissero comminate davvero delle “multe” ( e non isteriche marginali ed estemporanee ripicche) noi davvero saremmo in grado di svolgere una funzione positiva.

Inoltre, in un rapporto più diretto tra Istituzione, servizi e cittadinanza, si creerebbero energie cooperanti sui territori che potrebbero risolvere non soltanto i problemi dei rifiuti, ma anche molti altri, come quelli che si riferiscono alla insicurezza ed alle solitudini.

Joshua Madalon

Continuando a trattar di Politica…dal mio punto di vista!

 

 

 

2487,0,1,0,360,256,443,5,2,242,55,1,0,100,0,1975,1968,2177,4778745
2487,0,1,0,360,256,443,5,2,242,55,1,0,100,0,1975,1968,2177,4778745

Continuando a trattar di Politica…dal mio punto di vista!

I social (e mi riferisco in modo specifico a Facebook) sono una delle cartine di tornasole antropologiche più nette in questi nostri tempi,

Ho impegnato il mio tempo a leggere la nostra realtà, elevando critiche al Partito Democratico indubbiamente nervose, acide, livorose, severe e insopportabili, senza appello possibile. Dicano i miei lettori come le abbiano lette: io assicuro che è stato “per amore”! ho una visione rigida, radicale, manichea: ditelo pure! Ho in ogni caso l’atteggiamento di un figlio o di un padre o un fratello profondamente deluso dagli esiti annunciati nei prodromi inneggianti al neoliberismo rampante, ereditato dal berlusconismo ed acquisito come utile strumento per accaparrarsi parte di elettorato benestante.

Tra le regole della Politica tuttavia funziona molto bene e spesso quella che poi finisce per funzionare anche in altri settori, “a prezzo uguale si acquista l’originale e si scarta la copia, sia essa bella o brutta”.

Tra gli strali che ho lanciato c’è stato quello di “pidiota” e qualcuno se ne è risentito. “Per amore solo per amore” mi sono scusato ed ho scritto un post per spiegarlo. Indubbiamente, spiegarlo significava anche giustificarlo. Ma certo che non immaginavo che, dopo le sortite stizzite a caldo per la sconfitta cocente, alcuni personaggi (non parlo di “gente comune” ma di “dirigenti di primo e secondo livello”) hanno continuato imperterriti a dedicarsi al dileggio delle varie scelte annunciate da parte di quel che non è ancora un Governo (probabilmente lo sarà) senza spendere mai (MAI) una parola sulle ragioni di quella debacle. E’ pur vero che non lo fanno nemmeno gli alti vertici, impegnati prioritariamente a praticare lo stesso sport e nella difesa di una serie di scelte politiche irresponsabili più – forse più e non neanche poco meno – di quelle che oggi in modo caotico e paradossale vanno proponendo M5S e Lega.

Certamente laddove si arrivasse a cogliere il senso più concreto del disastro politico del PD sarebbe definitivamente concluso il percorso del “renzismo”. E gli unici che lo possono fare sarebbero proprio gli elettori ancora iscritti; molto difficile che questo avvenga a breve, molto difficile che la scelta venisse anticipata in Assemblee. L’ultima delle quali, raccontatecela voi del PD come volete, è stata la dimostrazione della “idiozia” permanente che ha colpito tutta la Dirigenza, con una Direzione che ha ancora una volta dimostrato arroganza, modificando d’impero l’Ordine del giorno (sì, certo, si è votato! Ma come sempre si sapeva che una maggioranza ancorchè ormai ridotta ci sarebbe stata per approvare la proposta). Carissime e carissimi ex compagne e compagni, volete andare avanti così? avete fatto terra bruciata intorno a voi, presupponendo di avere un Potere immenso. Vi troverete le ceneri intorno se non rinsavite. In tutto questo, non continuate a dire che chi dissente è invidioso della capacità di Renzi: sarebbe un’offesa all’intelligenza minima. Molto più di lui, ci fanno specie quelle/i che si sono vendute/i, quelle/i che sono risorte/i. Lo abbiamo detto e scritto, scritto e detto ripetutamente, inascoltate/i.

Personalmente ho sostenuto “dall’esterno” LeU ed ho spiegato le ragioni in altri post. E quando ho visto il risultato ho tirato un sospiro di sollievo. Mi ero impegnato in modo intenso, ma ero quasi più contento di aver ottenuto poco più del 3% piuttosto che quella previsione sognata che andava dal 6 alla doppia cifra%. Beh, chiedetevi perché! E datevela una risposta!

 

Joshua Madalon

 

photo

da giovane: la sensibilità ambientalista, storica e culturale….quella politica e cinematografica – ottava parte – 5

 

Feltre-Tomatico

da giovane: la sensibilità ambientalista, storica e culturale….quella politica e cinematografica – ottava parte – 5

Gli inverni, con la complicità del Monte Tomatico, erano fin troppo lunghi lassù ed alla prima occasione che avemmo di poterci trasferire ne approfittammo.

Ci avevamo pensato in quei cinque anni, forse più intensi per me con tutti quegli impegni pubblici, professionali, politici, culturali. Marietta aveva ripreso a frequentare l’Università per una nuova laurea legata alle sue predilezioni storiche e filosofiche; andava a Padova, con un viaggio di andata e ritorno, che era una vera e propria impresa, nei giorni liberi dall’insegnamento; coltivava alcune amicizie che sono poi rimaste solide nel tempo; sospinta dalle mie sollecitazioni frequentava mugugnando per il poco entusiasmo le riunioni dell’UDI, che per la caratteristica delle partecipanti, potevano apparire abbastanza simili a quelle delle nobili dame di carità, anche se si occupavano principalmente di diritti (erano gli anni subito successivi al referendum relativo alla legislazione sull’aborto).

In verità si stava bene, al di là del gelo. Ciononostante pensando al nostro futuro attraverso le nostre frequentazioni turistiche e culturali verso Sud avevamo inquadrato alcuni territori, scartando ipotesi di ritornare a Napoli.

D’altronde non avevamo ancora, per scelta, una nostra casa. Chi si sposta per stabilirsi lo avrebbe dovuto già fare. Noi no. Noi non pensavamo di stabilirci.  Eravamo naturalmente nomadi, diversamente da altri che, pur lamentandosi costantemente per la nostalgia “d’’o paisiello suio” e frequentando il “muro del pianto”, si stabilivano là preferendo far da “pendolari occasionali” tutte le volte che potevano. E così approfittando di vacanze o di occasioni festivaliere, visitavamo il Centro Italia, da Pesaro a Volterra. Da giovani avevamo pochi soldi e dunque si era pensato di risparmiare nei viaggi di piacere, acquistando una tenda “confortevole” con atrio e catino molto ampi. Così ampi che per provare a montarla ci dovemmo recare in una radura riservata dove le nostre evoluzioni avrebbero prodotto risate miste a commiserazione in chi ci avesse potuto vedere. Facemmo bene a far le prove perché in un campeggio, passate le risate ci avrebbero espulso per incapacità palese a usufruire di tali servizi. Ed infatti poco mancò che ciò non avvenisse, perchè non si era certamente prodotta in noi, con una sola prima prova, l’abilità necessaria.

copia_di_img_1859

 

 

Mystfest

Per fortuna, a Pesaro (Mostra Internazionale  del Nuovo Cinema allora diretto da Lino Miccichè) e a Cattolica ( MystFest – Festival internazionale del giallo e del mistero ) ero accreditato come giovane critico cinematografico e venni ospitato; ci toccava dunque pagare solo la “pensione” di Marietta. Ma ci eravamo sentiti coccolati dall’ospitalità romagnola e marchigiana sia quella marina (Rimini, sopra tutte) che quella dell’entroterra (San Leo e Gradara)

Il varo della tenda fu tra Marina di Bibbona e Marina di Castagneto; e fu da lì che ci innamorammo delle colline toscane e della città di Volterra, imponente ed austera.

Era il 1982.  A maggio prima di chiudere l’anno scolastico inoltrammo la nostra domanda di trasferimento: scegliemmo la Toscana, Firenze e provincia. Ci piaceva immergerci nella Cultura, e Firenze per tanti di noi ne era Capitale.

…fine ottava parte – 6….continua

Joshua Madalon

PATETICO TRAMONTO: è inevitabile?

2487,0,1,0,360,256,443,5,3,24,16,0,1,165,128,2180,2147,2287,193556
2487,0,1,0,360,256,443,5,3,24,16,0,1,165,128,2180,2147,2287,193556

PATETICO TRAMONTO: è inevitabile?

Mentre scrivo, il Partito Democratico nella sua stragrande maggioranza (la maggioranza più parte della minoranza) è a discutere del “sesso degli angeli” all’Hotel “Ergife” di Roma, senza mostrare di aver compreso il vero senso della sconfitta. Bisognerebbe saper entrare nell’intimo precordio di quanti nel corso degli anni ha abbandonato quel Partito: invece si dice qualcosa ma in definitiva non si sa di chi sia la responsabilità. Si dice che quella parte di popolo che ha deciso di votare Lega o M5S dopo aver sostenuto il PD sia in preda ad una depressione di sconforto, abbia subìto una percezione fallace relativamente agli “ottimi” interventi messi in atto dall’esecutivo Renzi-Gentiloni, aiutata dai morsi della prolungata crisi. Un peana comune a sostegno delle scelte politiche, peccato che gli elettori non le abbiano capite: a sostegno di questo ci prova il “lungagnone” Piero Fassino che, riportando i dati disastrosi, non se ne fa una ragione dato che – parlando della sua Torino – dice che in quella città la disoccupazione è al 4%. Probabilmente non si è ancora reso conto, o come tanti altri fa il finto tonto, che non si tratta di occupazione stabile e troppo spesso è anche mal retribuita. Quali speranze possono essere attivate nelle famiglie trepidanti per il futuro dei loro figli e nei giovani che sono costretti in assenza di regole vantaggiose “anche” per loro ad accettare elemosine da tre/quattro euro l’ora (proposte che si possono anche rifiutare per sussulto di dignità, ma che poco contribuiscono a cambiare il metodo, visto che un codazzo di altri questuanti disperati è già alle porte per accettarle)? Bisogna riconoscere che quegli interventi sul mondo del Lavoro sono stati disastrosi e lontanissimi dalle esigenze del popolo.
In Politica il voto ha un senso profondo. Ai seggi abbiamo visto gente che voleva partecipare, non gente assetata di vendette politiche irrazionali. Se il PD non è in grado di rappresentare quella parte di popolo, saranno altri a prendere il “testimone”. E’ quel che è già accaduto e l’unico modo per risollevarsi sarebbe in assoluto riconoscere gli errori e non affidare alcuna responsabilità alle percezioni.
Il Partito Democratico anche per questa incapacità è destinato al tramonto: che non sia “patetico”! al futuro diamo un indirizzo, ricostruendo la Sinistra, partendo dalla Sinistra e confluendo in un unico soggetto unitario.
Non ci si può innamorare dell’idea che in Politica “tutto può succedere” e che le contraddizioni sono pane quotidiano; non si può giustificare una scelta, ancorchè solo annunciata ma purtroppo prevedibile, di riconversione ad “U” di una parte dei fuoriusciti dal PD, folgorati dalla paura dell’avanzata delle Destre.
Le Destre nel nostro Paese avanzano certamente in modo vertiginoso; ma la responsabilità sta in chi non ha perseguito una corretta Politica di Sinistra. Sia coloro che hanno voluto abbracciare il neoliberismo pur con il presupposto di poterne ammorbidire i tratti aggressivi nei confronti delle classi lavoratrici e salariate; sia coloro che hanno proseguito a rincorrere le vestuste utopie ideologiche indirizzando il loro agire a ruoli di testimonianza, con l’esclusione assoluta di forme di compromissione “illuminate”.
Le Destre e i movimenti populisti non connotati ideologicamente potrebbero assumere ruoli capaci di dare risposte pragmatiche ai bisogni più importanti ed urgenti, cogliendo del tutto impreparata la Sinistra.
Anche per questo bisogna essere capaci di sorprendere!

Joshua Madalon

2487,0,1,0,360,256,443,5,2,126,57,1,0,100,126,2183,2173,2301,301862
2487,0,1,0,360,256,443,5,2,126,57,1,0,100,126,2183,2173,2301,301862

PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 7

30776253_10213192641183045_1466989085_n

PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 7

Tutto intorno ai nostri percorsi c’è un mondo nascosto sotterraneo che sarebbe molto interessante poter visitare. Napoli ha tesori incommensurabili nel sottosuolo e soprattutto in questa parte della città. La Sanità (Sanitas, ovvero “salute”) ha avuto un ruolo storico per il “popolo”. La nobiltà partenopea risiedeva sostanzialmente all’interno delle mura contrassegnate oggi dalle “porte” di ingresso. Quella da cui eravamo partiti con la guida, dal punto in cui c’era l’appuntamento, è Porta San Gennaro, la più antica delle nove porte di Napoli, anche se purtroppo è forse tra quelle meno conosciute; di certo era molto importante ed il suo nome derivava dal fatto che da qui partiva l’unica strada che conduceva alle Catacombe di San Gennaro; era conosciuta anche come porta del tufo”, perché da lì entravano i grandi blocchi di tufo provenienti dalle cave del vallone della Sanità, delle quali parleremo dopo. Tra le altre porte la più famosa è quella “Capuana” il cui toponimo è indicativo della direzione di uscita verso la città di Capua; per noi studenti liceali ed universitari rimane impressa Port’ Alba, sede di bibliofili e librai, a pochi passi dal Convitto “Vittorio Emanuele II”, dal Conservatorio “San Pietro a Maiella” e dall’Università “Federico II” in via Mezzocannone. Altre porte sono Porta di Costantinopoli, Porta Carbonara, Porta del Carmine, Porta Medina, Porta Nolana e Porta del Santo Spirito. La guida aveva trottato lasciando indietro un po’ di persone; poi per fortuna il caldo e l’ipotesi di dover parlare ancora un po’ la sollecitarono ad un breve break per acquistare una bottiglietta d’acqua. Così il gruppo si ricompose. Proprio di fronte a quel barettino c’era l’ingresso dell’Acquedotto augusteo del Serino. Un’opera fondamentale di origini per l’appunto “augustee” datato 10 d.C. che partiva (in verità continua a farlo) dall’entroterra campano irpino per raggiungere la sede della flotta imperiale romana a Miseno. Era chiuso ma non avevamo in programma la sua visita: sarà per una delle prossime volte!

30874534_10213192640623031_686143382_n

Dopo la sosta benefica – non solo per la guida – si riprese la sgroppata fino alla Chiesa di Santa Maria della Sanità, quella che potete ammirare anche nel recente film dei Manetti Brothers, “Ammore e malavita”. La piazza è ampia, quasi ad affermare la volontà del popolo a partecipare alle grandi adunanze di festa e di dolore. Nella torre abita un nobile moderno uomo di fede, Alex Zanotelli, che lì ha deciso di risiedere, in quel territorio così denso di contraddizioni dicotomiche. La costruzione è della fine del XVI secolo ma risiede sopra le Catacombe di San Gaudioso, alle quali si accede dall’interno della Basilica attraverso una cancellata posta sotto il presbiterio della chiesa seicentesca . Il territorio è ricchissimo di ipogei cristiani, grazie anche all’abbondanza di materiale tufaceo che veniva asportato per costruzioni edilizie che mantenessero gli interni delle abitazioni fresche di estate e calde d’inverno. Molto più importanti e non poco distanti vi sono le catacombe dette di San Gennaro.
Straordinari per la loro bellezza sono il pregevole monumentale pulpito ed una rampa barocca che si innalza da due parti verso il presbiterio. Molto suggestiva è la cripta sottostante.

Joshua Madalon

…fine parte 7…continua

30429647_10213192641383050_1163300138_n

PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 6

PASSEGGIATE FLEGREE 2018 e dintorni – parte 6

La domanda non ottenne risposta: “Dunque, a Napoli, ogni settimana ha la sua festa “patronale”?” Non insistetti, anche perché la nostra guida sembrò non accogliere il mio quesito. E si partì per via Crocelle a Porta San Gennaro in fila indiana costeggiando le file dei negozi che si affacciano direttamente con i loro prodotti sulla strada. Voci indistinte per qualità e quantità. Noi, turisti, di gran carriera a procedere dietro il piccolo gruppo che procedeva mostrando curiosità mescolata a sapienza e qualcun altro per motivi fisici o per distrazione si attardava. Noi eravamo più o meno a metà fila, facendo attenzione alla direzione del gruppo. Primo luogo da visitare, il Palazzo dello Spagnuolo. In via Vergini 19.
Tutto intorno si respira in modo ampio e diffuso la presenza di uno dei personaggi più importanti della storia napoletana ed italiana, quella del principe Antonio De Curtis, ovvero Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio Gagliardi Focas di Tertiveri, in arte Totò.

1625606_decur.jpg.pagespeed.ce.Hfbj7JraM2

Totò era nato alla fine del XIX secolo proprio in quel quartiere, in via Santa Maria Antesaecula e, dalla sua morte nel 1967 non avendo compiuto ancora i 70 anni, gli abitanti del rione Sanità non hanno mai smesso di chiedere, ricevendo promesse mai mantenute, l’apertura di un Museo che ne ricordasse la figura così come egli meriterebbe. E proprio il Palazzo dello Spagnuolo dovrebbe essere il luogo adatto per tale compito. All’ingresso vedemmo che per ora solo una raffigurazione scultorea aveva marcato il territorio.
La struttura del palazzo costruito nella prima metà del XVIII secolo è stata resa celebre dalle location cinematografiche. Una delle ultime ne ha modificato, si spera provvisoriamente, il colore. Ci si riferisce a quella celebrazione della canzone napoletana che ha voluto fare John Turturro con il suo “Passione”. Il Palazzo viene utilizzato come luogo di ambientazione della coreografia collegata alla celebre canzone “Comme facette mammeta”, esaltazione della bellezza femminile, cantata da Pietra Montecorvino. L’atrio risuonava anche nel momento della nostra visita di quel motivo e ne rivedevamo mentalmente le forme femminili danzanti sui ballatoi. L’architettura vivace e mossa si impresse visivamente nei nostri occhi.
Scattammo come tanti altri le nostre foto. E poi di corsa verso un’altra dimora nobiliare, assai simile a quella che lasciavamo alle nostre spalle. La strada impercettibilmente si solleva (proseguendo si arriverebbe a Capodimonte); lasciammo via Vergini ed alla confluenza di Via dei Cristallini andammo, seguendo il passo della guida e del gruppetto che la interrogava, a sinistra in via Arena della Sanità e poi via Sanità. L’obiettivo era il Palazzo Sanfelice, una copia leggermente diversa da quella del precedente “Palazzo dello Spagnuolo”, utilizzato anche questo per location cinematografiche, la più celebre delle quali fu “Questi fantasmi” commedia amara di Eduardo, diretta da Renato Castellani nel 1967.

palazzo-sanfelice

Su Eduardo De Filippo ce ne sarebbe da raccontare, a partire dalla sua scelta di trattare un argomento come quello esposto ne “Il Sindaco del rione Sanità”, ma è tutta un’altra storia, quella di don Antonio Barracano, personaggio positivo, un mediatore di conflitti, in un ambiente che richiama alla pratica della malavita.

….fine parte 6….continua

Joshua Madalon

OLTRE LEU – un viaggio nel vicino futuro – seconda parte “RICOSTRUIRE LA SINISTRA”

2487,0,1,0,360,256,443,5,2,201,55,0,0,100,0,1976,1968,2177,661192
2487,0,1,0,360,256,443,5,2,201,55,0,0,100,0,1976,1968,2177,661192

OLTRE LEU – un viaggio nel vicino futuro – seconda parte “RICOSTRUIRE LA SINISTRA”

Ricostruire la Sinistra, di fronte alla negazione di molti tra gli elementi fondamentali “rottamati” dalle scelte neoriformiste perpetrate a danno del mondo del Lavoro ed a vantaggio di quello imprenditoriale, pur con la giustificazione che di fronte ad un “padronato” illuminato i vantaggi dei secondi si sarebbero riflessi su quelli dei primi, è stato un obiettivo al quale si sono riferiti in modo disomogeneo le diverse anime che hanno contribuito alla nascita di LeU ed a quella di PaP. Su quest’ultima formazione ho più volte rilevato che non poteva essere un punto di riferimento per me a causa della sua connotazione esclusivamente testimoniale e non governativa. Quest’ultimo termine è per me dirimente nel momento in cui non mi pongo come destinato all’opposizione ma mi prefiggo l’obiettivo di amministrare un territorio partendo dalle sue caratterizzazioni specifiche e non rincorrendo utopie.
In Leu c’erano ed in gran parte permangono obiettivi diversi. Parlo principalmente di quelli non condivisi. E’ assurdo costituire un progetto, che deve essere libero da legami esterni, prefigurando in assoluto anticipo contrattazioni successive con quelle forze politiche dalle quali si è pensato di distinguersi perché non ritenute più rispondenti alle esigenze del mondo che si vuole rappresentare.
In primo luogo ci sono stati i sostenitori dell’idea che ci si dovesse poi confrontare con il Partito Democratico sulla base di un presunto successo elettorale, superando il 6% o addirittura raggiungendo risultati a due cifre in un libro dei sogni che i più avveduti osservatori politici non prendevano in considerazione. L’idea di confrontarsi per poi contrattare quote politiche ed amministrative non piaceva invece ad una parte “maggioritaria” dei soci di LeU, ovverosia tutti quei “militanti” di Sinistra che hanno scelto la strada della rappresentanza politica di quelle idee. Solo apparentemente infatti – contando il numero degli “iscritti” e delle figure “big” – MdP (la formazione che rappresenta nella “sua” maggioranza l’idea che si dovrebbe stringere accordi con il PD, perlomeno con quella parte ancor oggi all’opposizione interna) avrebbe la quota di maggioranza in LeU. Coloro che invece pensano ad una vita autonoma ed indipendente dal PD, allo scopo di aggregare la stragrande maggioranza della Sinistra, sono maggioranza sia tra i sostenitori “attivi” che tra gli elettori.
LeU è stata una lista, all’interno della quale si è voluto sperimentare un percorso. L’esperimento pur utile è stato fallimentare proprio a causa di quell’ambiguità di fondo: “Liberi e Uguali” non aveva un segno distintivo che lo affrancasse dal Partito Democratico, i cui sostenitori non perdevano mai l’occasione di alzare critiche di “tradimento” verso coloro che sostenevano la nuova formazione ed addossavano a costoro tutte le responsabilità del disastro prossimo venturo annunciato ampiamente ed anticipatamente. Ed in particolare erano i soci di MdP destinatari di quegli strali, che aumentavano il discredito popolare di figure che pur avevano fatto la Storia della Sinistra in questo Paese ma che si erano caratterizzati per la profonda antipatia e l’incapacità di creazione empatica.
Ora – di fronte alle prospettive catastrofiche di un non-Governo – è necessario non perdere altro tempo.
Il nostro obiettivo non può che essere quello della ricostruzione della Sinistra, andando “oltre” le formazioni intermedie sperimentali

Joshua Madalon

2487,0,1,0,360,256,443,5,2,165,57,1,0,100,0,1973,1968,2177,1037801
2487,0,1,0,360,256,443,5,2,165,57,1,0,100,0,1973,1968,2177,1037801