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Note sparse – la Sinistra è morta? ma no, viva la Sinistra

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Note sparse – la Sinistra è morta? ma no, viva la Sinistra

“Sei contento?” me lo chiede raggiante un’amica, che insieme ad un gruppo di donne avanza in direzione contraria alla mia, mentre passeggio ignaro – o meglio avendolo dimenticato “freudianamente”(!) – del fatto che sono in corso a poche decine di metri i festeggiamenti per la vittoria (o, forse, della scampata sconfitta) del “biffonesco” rassemblement di un pallido centrosinistra nella città di Prato.
Le rispondo con un “No” secco, fermo e serio. Non posso soffermarmi per varie ragioni per andare oltre quel secco “No”. Ci salutiamo con identico sorriso: l’amicizia è solida. Anzi un’amica che fa parte del gruppo che sovviene e che ha avvertito il mio stato d’animo sorride anch’essa, memore del passato comune in percorsi di speranze disilluse, e mi saluta con grande cordialità.
Fa caldo in questa sera di giugno, un’afa inattesa dopo lunghe giornate di pioggia e di freddo. Sono uscito di casa intorno alle 21.30 per fare due passi: non lo faccio mai senza un obiettivo preciso. Ma stasera non ho impegni ed a casa non c’è nessuno. La serata è tranquilla. E’ un giovedì e non ci sono ancora i consueti appuntamenti culturali.
Appena transito in via Mazzoni, dopo aver notato che non ci sono più i capannelli elettorali (la campagna è finita), incrocio una coppia di amici. Ci scambiamo poche parole: cosa ci sia più in là dalla Piazza del Comune in poi. “Ci sono dei gruppi giovanili, forse della Scuola “Verdi” lì ai giardini” indicando il luogo in modo approssimativo. Vado oltre camminando lentamente verso la Piazza del Comune godendomi il clima sereno in una Piazza piena di avventori e vuota di entusiasmi. Non mi sembra di intravedere facce note, anche se mi sforzo di concentrare il mio passo. All’altezza di “Mattonella” vedo un ragazzone alto che mi sorride; ha un po’ di barba. Sono tranquillo, così tanto da non ricordarne subito l’identità: eppure subito dopo mi risveglio dal torpore e lo riconosco.”Mi dispiace per te, per non avercela fatta” è una forma sincera, non ipocrita, non spettando a me la cura del sostegno per la sua elezione. Arrivano altri che riconosco da lontano anche per la frequentazione e capisco che sono reduci dalla festa. Ci salutiamo con il proposito di rivedersi e in modo serio “Nel rispetto della reciproca autonomia. Non vi fate illusioni” dico loro, stringendo con vigore le mani.
La storia va avanti e non si torna indietro, come la nostra vita e se qualcosa è accaduto è molto strumentale stare a pensare, anche soltanto a pensare, che ci possano essere dei passi a gambero. E’ molto più facile che ciò accada per chi non è mai stato nel Partito; può essere stato anche molto lontano da esso, non averlo fondato, non averne sofferto la difficile gestazione. E’ molto lontano dalla realtà colui che pensa sia utile ad un rafforzamento dell’ala sinistra un rientro dei ribelli. Anche di fronte a qualche successo relativo esiguo è del tutto evidente il disastro. Il PD a guida renziana (non è cambiato nulla dopo il grande successo “popolare” nelle Primarie per Zingaretti) perde copiosamente voti: rispetto alle europee del 2014 perde 22490 voti; rispetto alle comunali del 2014 ne perde solo 14765. Cala anche rispetto ad un anno fa con un -1555.
Domani scriverò altre note partendo dalla passeggiata di giovedì.

….note sparse….1….

….sembrava una messa cantata il suono di litanie che proveniva da Santa Trinita

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