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LE IDEE CHE CRESCONO INSIEME ALLE PERSONE non sono preesistenti, diventano “condivise” se elaborate concordemente

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LE IDEE CHE CRESCONO INSIEME ALLE PERSONE non sono preesistenti, diventano “condivise” se elaborate concordemente

Sono anche io convinto che le idee contino più delle persone che le portano. Ma come spesso accade affermarlo essendone convinti serve a poco se non si contestualizza tale condivisibile riflessione.

Le idee, quando viaggiano in una unica persona convinta di avere il dono della verità, di esserne portatore prescelto, servono a poco; aggiungerei “a nulla”: non servono, non sono utili alla crescita di un corpo collettivo. Non aiutano. Il “dubbio” molte volte è più forte della “certezza”.

In uno dei casi specifici cui mi riferisco concretamente si evidenzia l’incapacità profonda ad accettare posizioni diverse in un contesto peraltro connotato da esperienze variegate caratterizzate da una precisa volontà di contaminarsi a vicenda con l’obiettivo di produrre un progetto unitario. Per fare questo occorre prioritariamente saper ascoltare senza porre precondizioni, che non siano il rispetto dei fondamentali valori di riferimento. Tra questi non vi può essere spazio per la presunzione. Chi sa da solo già più o meno tutto, o forse “tout court “già tutto di tutto” non ha bisogno di vivere in comunità. E’ una “monade vagante” destinata a mantenere il suo posto su un altissimo piedistallo.

Quando ci si inserisce in un gruppo non si può pretendere di egemonizzarlo con le proprie idee. Queste non precedono, come invece i valori, le discussioni, ma si costruiscono insieme, dopodichè è chi ne sa interpretare la sintesi a poter ambire ad esserne il portatore, inserendovi parte del proprio bagaglio di conoscenze.
Se non si capisce quale sia stato il senso di alcune scelte e le si vogliono descrivere come veti di carattere “politico” c’è ben poco da sperare in un ripensamento operoso. Ci si autoumilia, ci si autoesclude e ci si dispone all’autoemarginazione.

D’altronde ognuno è fatto in modo diverso: sarebbe utile che ciascuno poi si rendesse conto che “insieme” si può costruire qualcosa di nuovo, di diverso, di migliore; a patto che non si pretenda di avere l’unica verità già in tasca.

Joshua Madalon

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