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LE MIE (o le nostre) TRE STRADE e Prato in Comune

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LE MIE (o le nostre) TRE STRADE e Prato in Comune

L’altro giorno ho avviato ad esprimere alcune mie riflessioni, per ricominciare il “mio” viaggio all’interno di questo Blog: un viaggio soprattutto che abbia un valore per me, prima che per tutti gli altri ai quali in ogni caso rivolgo la mia interlocuzione.
C’è una forma di disincanto, una sorta di pessimismo che, insieme alle contingenze familiari (lo ripeto: nulla di grave e serio, al di là del fatto che siamo stati costretti a mettere ordine in una congerie immensa di documenti, testi, fotografie ed oggetti che risalgono ad anni preistorici rispetto all’evoluzione tecnologica), ha imposto per alcuni di noi il dover rivedere alcune posizioni o, perlomeno, fare un tagliando intorno ai progetti che avevamo intrapreso.
Noi non siamo infinito, anche se solo per qualcuno di noi è riservata questa sorte: ma noi no, non siamo della partita.
Sono davanti a me per ora tre strade: la prima potrebbe essere quella di recuperare compagnie e luoghi praticati senza tuttavia tralasciare l’identità acquisita nel corso dei decenni; la seconda – la più improbabile – sarebbe quella di abbandonare del tutto la pratica politica; la terza – per me la più convincente e la più attraente – porterebbe ad una valorizzazione delle recenti elaborazioni allo scopo di rilanciare in modo più forte ed identitario alcune tematiche già presenti nel progetto di Prato in Comune.
Va bene aver allontanato dal Governo la Lega e Salvini, ma occorre allo stesso tempo sottolineare che non si può sopportare molto più a lungo il “ricatto” che ti porta a subire alcune scelte che non abbiano le necessarie caratteristiche di discontinuità: non ci può essere alcuna contiguità con il precedente Esecutivo. Sotto l’aspetto pragmatico “di basso profilo” gli interessi comuni tra PD, una parte della Sinistra ed il Movimento 5 stelle sono legati al bisogno di mantenere intatte le leve del Potere e dei sottopoteri più a lungo possibile, allontanando i tempi della crisi con l’obiettivo comprensibile – ma è poca cosa – di modificare i rapporti di forza.
A livello locale sarebbe molto importante dopo aver scelto insieme la terza “strada” farsi promotori di proposte nelle quali assumere ruoli riconoscibili dal punto di vista identitario.
Alcuni temi presenti nel programma elettorale per le amministrative del maggio-giugno 2019 hanno bisogno di essere declinati e coniugati, soprattutto perché è necessario far emergere le incongruenze insite in alcuni aspetti dei programmi dei nostri contendenti di Centrosinistra che oggi amministrano la città. Alcune di quelle parti programmatiche sono state scopiazzate da emissari dal volto angelico e frequentemente vengono riproposte in modo chiaramente demagogico ma essenzialmente vuoto nei contenuti pratici.

Joshua Madalon

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