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IDIOTI E SERVI SCIOCCHI

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IDIOTI E SERVI SCIOCCHI

La campagna dell’odio e dell’offesa dilaga sui social. Il livello culturale dei partecipanti al “concorso” è sempre più infimo. Assumiamoci le responsabilità, noi che siamo stati educatori e vorremmo continuare a svolgere un ruolo più vicino a quello che abbiamo interpretato durante la nostra vita lavorativa “ufficiale”.
Novelli Tiresia o Cassandra, a vostra scelta, avevamo espresso questi vaticini, inascoltati da chi rincorreva personali interessi, accecati dalla cupidigia del Potere, quello basso locale di piccolo piccolissimo cabotaggio a quello regionale e nazionale. Alzavano le spalle, giudicandoti inutile e dannoso per I loro progetti e valutandoti a livello di escremento, dopo vari tentativi di blandizie non andati a buon fine, quello loro si intende!
Oggi ci ritroviamo davanti ad uno stretto passaggio di confine con una nuova classe politica, espressa dal voto “populista”, che non possiede qualità sufficienti a garantire la tenuta sociale del Paese. Chi l’ha sostenuta a tutta evidenza ha inviato un poderoso sonoro schiaffo alla classe politica precedente che, pur possedendo qualità superiori, non era stata in grado di rappresentare le istanze che venivano poste.
La scelta populista ha prodotto tuttavia dei risultati che vanno ben al di là ed al di sotto di quanto richiesto. Il combinato disposto dell’unione contrattuale tra forze abbastanza – anche se non del tutto – diverse sta creando un vero e proprio sconquasso economico che rischierà di farci andare verso una crisi economica ed istituzionale che ci avvicinerà ad una situazione di tipo sudamericano, che farà apparire le altre crisi, come quella della Grecia del 2009, un episodio marginale. Ho accennato al “combinato disposto” ed è anche giusto esplicare il senso del titolo di questo “post”. La furia iconoclasta del leader della Lega ha piegato una parte degli “eletti” del Movimento 5 Stelle, cui in definitiva è destinato il titolo “benefico” e paternalistico. C’è una profonda differenza tra Ia maggior parte dei rappresentanti della Lega e la maggior parte di quelli del M5S: questi ultimi sono (non solo “appaiono”) essenzialmente inadeguati, ben al di là di quanto sia necessario. Personaggi come la vice Ministro dell’Economia (che “parolona”: Viceministra”!) tale Laura Castelli presenta lacune particolarmente nei comparti che ella pretende di meglio conoscere e si mostra apertamente smarrita nei confronti. Tutto questo sarebbe poco e pittoresco se non si accennasse alla caparbietà con la quale si va sostenendo la pratica del reddito di cittadinanza in una realtà antropologica assolutamente impermeabile al di sotto della quale vi è lo scarso atavico rispetto delle regole, quelle essenziali microeconomiche.
Aver approvato il cosidetto “Decreto Sicurezza” comporta, accanto alla creazione purtroppo “volontaria” di una diaspora degli stranieri ospitati nei Centri e negli Sprar che produrrà un clima di maggiore “insicurezza” speriamo solo percepita, un aumento della disoccupazione collegata alla riduzione dei contribute statali a sostegno di tali attività. Ai dati della povertà attuale cui si riferirebbe il “reddito di cittadinanza” occorrerà aggiungere questi altri numeri.
Non è da meno l’idiozia della “quota 100” per il pensionamento, venduto come una “porta aperta” alle nuove assunzioni. Per ogni neopensionato cui toccherebbe anche vedere ridursi in modo sostanziale il suo assegno non ci potrà essere un neoassunto. Lo capirebbe uno sbarbatello qualsiasi che non sarebbe immaginabile sostituire “d’emblée” un quadro intermedio ma neanche un impiegato con esperienza pluriennale senza avere seri contraccolpi nelle aziende e negli uffici.

Purtroppo per il declino “ce n’est qu’un dèbut”

Joshua Madalon

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