DOPO L ’ARTICOLO DI TV PRATO una mia risposta a Publiacqua

UNA RISPOSTA A PUBLIACQUA

da TV Prato riporto

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Rubinetti a secco da dieci giorni per quattro famiglie di piazza Ciardi, costrette a fare scorta di acqua minerale per usi domestici o ad andare a lavarsi da parenti e amici.
“Il nostro problema è la mancanza di acqua nei rispettivi appartamenti – spiega uno dei condomini, Claudio Masti -. Essendo al terzo piano, l’erogazione che ci viene fornita misurata in pressione, risulta insufficiente e pertanto non possiamo usufruire di un servizio pubblico così importante come quello dell’acqua. Da giovedì 20 settembre, abbiamo più e più volte telefonato alla società Publiacqua, con circa un centinaio di telefonate registrate e protocollate, alle quali sono seguiti semplici interventi tecnici che hanno appurato che non ci sono guasti, perdite o lavori in corso nella zona, bensì poca pressione (esattamente da 0,8 ad un massimo di 1,5 atmosfere), la quale, a detta degli specialisti, risulta del tutto insufficiente a far arrivare l’acqua ai piani alti, dove viviamo noi. Viste queste circostanze, una volta finita l’acqua nei serbatoi personali, non vi è rifornimento continuo e ciò porta ad una mancanza totale di acqua nelle abitazioni.
Questa situazione permane ormai da 10 giorni, lascio a voi immaginare il pesante disagio che stiamo sopportando da tutto questo tempo. Uno dei condomini si è recato presso gli uffici tecnici di via Donnini a Prato, parlando con un responsabile ed ottenendo l’assicurazione che avrebbero aumentato la pressione, ma ciò non si è mai verificato”.
Interpellata sulla questione, Publiacqua risponde che il disservizio è frutto di una serie di concause. Limitati e temporanei abbassamenti di pressione hanno interessato anche il Comune di Prato per effetto della lunga coda estiva che ha portato ad una diminuzione sensibile della risorsa “soprattutto – specifica Publiacqua – per quei sistemi acquedottistici che per loro natura sono legati a risorse superficiali, stagionali e che, fisiologicamente a fine estate vanno ad esaurirsi per poi ricaricarsi con le piogge. A questa criticità, Publiacqua ha posto rimedio con una gestione intercomunale dei flussi idrici, grazie alla quale non si sono registrate mancanze d’acqua generalizzate, razionamenti o estesi disservizi nei comuni della piana”.
A Publiacqua, tuttavia, risulta che il problema della mancanza d’acqua è limitato alle sole 4 utenze di piazza Ciardi, che “hanno impianti interni di vecchia concezione, con il “deposito” ubicato in soffitta”. Anche per questo motivo – scrive Publiacqua – “gli abbassamenti di pressione non hanno di fatto reso possibile il riempimento della cisterna”.
L’azienda aggiunge che ha risposto alle segnalazioni dei residenti tramite sopralluoghi e verifiche atte a valutare l’eventuale esistenza di problemi puntuali. “A tale scopo oltre al consueto monitoraggio dei punti di misura telecontrollati su impianti e rete, sono state effettuate campagne di misura e ricerca perdite nei giorni 22-24-28-29 settembre 2018. A questo si sono aggiunti incontri e contatti telefonici tra i nostri tecnici ed i cittadini. Insomma, l’azienda è stata presente ed ha cercato di trovare soluzioni per eliminare il disagio dei cittadini. Disagio che, però, lo ripetiamo dipende dall’effetto di una situazione più generale, oltre che dal tipo di impianto di accumulo presente ai suddetti civici, e che andrà risolvendosi con il ritorno alla normalità della situazione generale”.

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UNA RISPOSTA A PUBLIACQUA

Per dodici giorni dal 20 di settembre a ieri 2 ottobre alcune famiglie in Piazza Ciardi hanno dovuto subire senza plausibili spiegazioni la mancanza di afflusso di acqua potabile. In effetti i tecnici di Publiacqua dopo reiterate sollecitazioni da parte di noi tutti singolarmente hanno affermato che non ci potevano far nulla e che la pressione erogata era molto al di sotto del necessario, certamente per far arrivare l’acqua ai piani alti, e nessuno di loro ha mai affermato che questa mancanza fosse da collegare alle autoclavi poste in alto e non in basso. Ad ogni modo questa potrebbe essere la motivazione logica e oggettiva nel caso che la pressione erogata fosse stata al livello normale. Sembra che la pressione venga mantenuta bassa anche per evitare i frequenti necessari interventi sulla rottura di tubazioni obsolete, che molto spesso rimangono a lungo inevasi.

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Publiacqua attraverso I suoi amministratori e dirigenti ha mostrato di appartenere a quella categoria padronale arrogante e presuntuosa contro cui il cittadino si trova a combattere alcune battaglie quotidiane. In relazione a quel che mi riguarda in modo forse indiretto ma in ogni caso sostanziale avendo ricevuto da mia figlia, proprietaria di un appartamento sito ultimo piano di Piazza Ciardi 33, di fronte a reiterate rimostranze per un afflusso di acqua molto al di sotto della norma minima per forza di pressione, pur avendo inviato il personale con sollecitudine, non ha mai voluto riconoscere le sue responsabilità giustificandosi con la presenza di autoclavi poste in sommità dell’edificio invece che alla sua base. Probabilmente dal punto di vista scientifico quel che obietta Publiacqua potrebbe essere accettato, pur tuttavia permane una certezza. Se la pressione fosse stata regolare, l’acqua sarebbe affluita senza creare alcun disagio.
Peraltro abbiamo dovuto attendere che fosse informata l’opinione pubblica per ottenere una pur minima insufficiente risposta. Questo è il segno tangibile dell’ arroganza di cui parlavo nell’introdurre la mia breve spiegazione.

Giuseppe Maddaluno

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