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reloaded “abbiamo bisogno di una Sinistra, vera!” prima e seconda parte

reloaded “abbiamo bisogno di una Sinistra, vera!”
del 31 marzo 2018 e 1° aprile 2018 che coincideva con la Pasqua

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abbiamo bisogno di una Sinistra, vera!
Prima parte

“Mente e braccia vogliono riunirsi, manca il cuore….Tu, Mediatore, mostra la via dell’uno e dell’altro….”

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Intanto, chiariamoci una volta per tutte (anche se non sarà l’ultima, credo!): se esiste una Destra possiamo presupporre che vi sia una Sinistra. Politologi e massmediologi nel corso degli ultimi decenni hanno propinato a larghe mani la sciocchezza che dietro al fallimento del comunismo reale (quello sovietico) tutta la Sinistra sia fallita. Complici interessati o utili idioti, inconsapevoli dei danni che avrebbero provocato, hanno dato fiato a questa teoria, rincorrendo il neoliberismo sfrenato accompagnato dalla globalizzazione economica. Anche una parte di coloro che prima del 1989 dicevano di appartenere alla Sinistra si adeguarono e cominciarono a costruire una profonda revisione del loro passato ideologico. Si dedicarono al sostegno delle pratiche economiche neoliberiste trovando appoggi nelle lobbies finanziarie internazionali che dettavano sempre più la loro legge anche nel nostro Paese. Indubbiamente la conseguenza di tutto questo divenne conferma della causa. Il mondo del lavoro subì, soprattutto ma non solo ai livelli bassi di operatività, una profonda trasformazione che costantemente e progressivamente tese a modificare a vantaggio del padronato le condizioni. Negli ultimi anni a sostegno di questi ultimi in Italia abbiamo avuto governi di Centrodestra e governi di Centrosinistra, che hanno contribuito in modo concorde a smantellare i diritti acquisiti dal movimento operaio nel corso degli anni Settanta del secolo scorso. Ma non solo nel mondo del Lavoro è importante segnare la differenza tra la Destra e la Sinistra: nella società contemporanea molto dipende dalla capacità di comunicazione. Troppe volte la Politica mente. Lo fa soprattutto per rendersi più credibile, solleticando i bisogni e le paure della gente. Tende a convincere che dalla loro parte è la difesa degli interessi comuni. Non può essere così! Se il Centrodestra è sostenuto dal punto di vista economico dalla società neocapitalistica, essa non può ergersi a difesa degli ultimi. Di converso in condizioni simili non lo può fare il Centrosinistra, soprattutto non il Partito Democratico a trazione renziana. Ritornando per un rapido esempio al mondo del Lavoro, il Job’s Act vede il sostegno convinto al 200% di Confindustria e la contrapposizione di larga parte del mondo operaio e lavorativo: una Legge “zoppa” che non è stata concordata con i veri protagonisti e li ha voluti subalterni.
Il mondo dell’Istruzione ha visto sempre più prevalere la burocrazia e l’aziendalizzazione della Conoscenza; è diventato sempre più lontano da una sua funzione umanistica e la tendenza si è spostata sempre più verso una “privatizzazione” anche nella scuola “pubblica”. La Sanità ha subito un decorso analogo, rendendo un pessimo servizio quello pubblico e conveniente per chi possiede mezzi propri quello privato. L’Ambiente è sottoposto all’incuria delle amministrazioni pubbliche e dei cittadini irrispettosi, interessati più al consumo mordi e fuggi che alla costruzione di un futuro ecologicamente corretto.
Non ci sono giustificazioni accettabili; non di certo il riferimento al trasferimento di risorse sempre più alto dallo Stato centrale alle periferie, accolto con scarsissime rimostranze da queste ultime, nell’accettazione supina di una “spending review” che ha finito per continuare a colpire i più deboli a vantaggio dei potenti.
Continuerò nelle prossime ore a riflettere sui motivi per cui abbiamo bisogno di una Sinistra, vera!

Joshua Madalon – prima parte —

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BUONA PASQUA…abbiamo bisogno di una Sinistra, vera!…seconda parte

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O MEDIADOR ENTRE A MENTE E AS MÃOS DEVE SER O CORAÇÃO

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Rivedo la scena finale del film di Fritz Lang,“Metropolis” del 1927, nella quale Freder il giovane rampollo della buona società dei ricchi industriali attraverso una giovane donna, Maria, rappresentante della società del mondo sotterraneo dove vivono e lavorano gli operai, si pone come mediatore tra gli interessi del mondo della produzione industriale, impersonati dal padre di Freder, Johann, e quello del lavoro interpretato da un rappresentante degli operai che nella scena appena precedente si recano con il consueto ordine verso l’ingresso della cattedrale. Il gesto della stretta di mano su invito di Maria è il suggello finale del film, che contribuisce a portare pace ed armonia in quel mondo.

Per tantissimi motivi quel film mi è caro ma questo finale supera la distopia generale e si addentra in un mondo utopico ma non del tutto impossibile.

Quel Freder avrebbe potuto essere rappresentato da quel “rampollo” di buona famiglia che ha governato il Paese prima direttamente poi “indirettamente”; ma non è stato così: egli ha preferito allearsi esclusivamente con quella parte più forte, garantendo che nella ripresa essa si arricchisse a dismisura.
Il “Job’s Act” è una legge squilibrata a favore dei “furbi”. Ha lasciato ampi spazi ai profittatori, non ha risolto la piaga del “lavoro nero”, ha abbassato il potere contrattuale in modo generale. Tardivamente lo stesso Partito Democratico in corso di campagna elettorale ha cercato di rimediare in modo maldestro a questi aspetti, senza tuttavia fare ammenda dell’errore. L’idea che la ricchezza prodotta potesse essere redistribuita era davvero amena, conoscendo la tradizionale cupidigia della stragrande parte del mondo imprenditoriale sempre più lontano dalla Cultura, se non quella del Guadagno. D’altra parte la lieve marcia indietro ha contribuito all’insuccesso elettorale, in quanto non ha convinto nessuna delle parti in causa. Ha creato profondo allarmismo nei gruppi industriali, abbinato ormai ad un discredito diffuso corrispondente ai proclami demagogici ed autogiustificatori del gruppo dirigente del PD, che tendevano a valorizzare (Cicero pro domo sua) le grandi scelte ed il loro successo.
In modo davvero paradossale sembra che ad operare un’inversione di tendenza in quel settore fondamentale della vita possano essere “oggi” coloro che si vogliono accreditare come “onesti” e “puri” ma che difettano di esperienza (e non è certamente poco importante sapere distinguere la sincerità dalla furbizia senza una certa esperienza “politica”) e possono essere facili vittime di inganni e soprattutto schiavi del malgoverno già ampiamente diffuso. Noi abbiamo bisogno di gente umile e di gente abile ed esperta nella ricostruzione della Sinistra. Parlo di “ricostruzione” perchè la Sinistra – anche se, come ho rilevato all’avvio di questo post nella prima parte (31 marzo), essa esiste come necessità da tempo inespressa – va reinventata aggredendo le contraddizioni che l’hanno resa quasi invisibile da alcuni decenni a questa parte. Alcune idee del M5S sono assolutamente affini alla Sinistra ma non possono essere realizzate senza un profondo coinvolgimento della parte più sana della società, che abbia la capacità di sanzionare comportamenti illegali purtroppo diffusi in tutto il Paese e tollerati con una forma di lassismo dilagante (“Così fan tutti!”).

Ritornando al film di Fritz Lang del quale qui sotto allego la scena finale riporto la traduzione delle didascalie, che ho utilizzato all’inizio di questo post del 1° aprile 2018, Giorno di Pasqua, come “Augurio” per il nostro futuro.

“Mente e braccia vogliono riunirsi, manca il cuore….Tu, Mediatore, mostra la via dell’uno e dell’altro….”

…abbiamo bisogno di una Sinistra, vera!…fine seconda parte

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