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DEMOCRAZIA, ipocrisia ed ignoranza

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DEMOCRAZIA, ipocrisia ed ignoranza

Ieri sono stato attaccato al telefono per seguire le vicende che vedevano coinvolte le tante persone che erano partite anche da Prato per raggiungere Roma per partecipare alla manifestazione contro il Decreto Salvini, contro il razzismo emergente e contro il Disegno di Legge Pillon. Leggevo i commenti che venivano postati su Facebook ed i messaggi che arrivavano via whatsapp corredati entrambi da foto. Provavo lo stesso sdegno che veniva trasmesso attraverso quegli strumenti comunicativi, contemporaneamente riflettevo intorno alle ragioni per le quali tutto ciò accadeva. Molti erano i commenti che presagivano progressive riduzioni della Democrazia, uno Stato illiberale voluto dal nuovo Governo e si attaccava in modo esclusivo l’attuale vice Ministro titolare degli Interni come “mandante” di simili operazioni liberticide. Indubbiamente Salvini non fa molto per rasserenare gli animi ed ha un atteggiamento altezzoso e tracotante che non fa ben sperare per il futuro relativamente ad una pace sociale di cui il nostro Paese da tanto tempo ha urgente bisogno. Quel piglio con il quale rappresenta la sua narrazione lascia credere ciò che non gli appartiene direttamente, di cui però con piacere raccoglie i frutti.
In realtà sono stati applicati forse in maniera estensiva alcuni dettami del Decreto Sicurezza n.14 del 20.02.2017 firmato dal predecessore di Salvini, Marco Minniti. E qui ovviamente occorre fare chiarezza: so che serve a poco dire che “lo avevamo detto” che la stragrande maggioranza delle iniziative legislative dei Governi sedicenti di Centrosinistra erano molto più orientate verso il Centro e la Destra. Non voglio vantarmi di averlo detto ma tanto è: le scelte di questo Governo non hanno molto bisogno di mettere in discussione sul serio quelle precedenti. Basta semplicemente calcare la mano, utilizzando quello che è già indicato.
Inoltre c’è un elemento molto importante da valutare: i partecipanti alla manifestazione di ieri erano essenzialmente liberi cittadini, molti dei quali facenti riferimento ad associazioni ed organizzazioni che non erano state funzionali o collaterali al Governo precedente e quindi non avevano neanche la tutela del maggior Partito pur residuale, e cioè il Partito Democratico, il quale si è ben guardato dall’appoggiare la loro scelta. D’altronde al Partito Democratico nell’ultimo anno della legislatura passata era mancato il coraggio, o i suoi rappresentanti non ne erano così convinti o ritenevano di dover soggiacere a volontà xenofobe ed autenticamente razziste per lucrare sporchi consensi, allorquando non hanno fatto avanzare l’iter di approvazione dello “ius soli”.
L’ipocrisia che è una forma endemica di malattia politica ha prodotto, oltre che una visione parziale dell’attuale situazione (si attacca Salvini ed il Governo ma non si riconoscono gli errori commessi), anche una sorta di via libera sotterranea per iniziative parapolitiche (il termine non è negativo in sè e per sè, ma è negativo ciò che si vuol far credere alla gente che possiede valori alti e che finisce per essere strumentalizzata) in cui una parte della Poltica si traveste da “società civile” ed organizza eventi “paralleli” ad uso poco più che personale.
Con questi presupposti, aggiunti a quelli che da tempo vado rilevando e che appartengono comunemente ad una parte considerevole delle persone che avvertono l’impossibilità di un dialogo “politico” con il Partito Democratico, non è per niente ricevibile alcun invito all’unità, come i “messaggi di pace” molto anonimi e impersonali che vengono distribuiti qua e là, accompagnati da ricatti morali poco credibili e davvero penosi.

Joshua Madalon

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