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AGOSTO il mese dell’elaborazione progettuale

AGOSTO il mese dell’elaborazione progettuale

Agosto ci matura il grano e il mosto

Agosto mette a fuoco e fa furiosamente bollire tutto ciò che hai ascoltato nella primavera e nei primi mesi d’estate. (Henry Rollins)

Agosto è uno dei mesi maggiormente significativi; in pratica può essere paragonato ad un campo reso arido e stanco che, dopo aver dato i suoi frutti, attende il tempo della semina e della riproduzione del ciclo vitale. Non per tutti sembra così; quel “copulativo” (che “omen nomen” produce qualcosa) è di certo frutto dell’esperienza personale post-giovanile; può essere considerata una pretesa arrogante e superba (fate vobis!) ma non rinunciate a comprendere il senso di quanto vo dicendo.
In Agosto i giovani, da ragazzi, sciamano verso i luoghi dello svago alla ricerca di esperienze di vita essenziali; non si pongono, solitamente, molte domande: affidano la propria vita al destino. Poi ci sono quelli meno giovani, più che adolescenti, che progettano il loro futuro insieme ad altre persone. Discutono animatamente di progetti politici e sociali; ho ragione di pensare che come i primi anche i secondi facciano ancora gli stessi percorsi, forse con modalità diverse legate alla crisi che non rende più facile approdi al Forte o a Pietrasanta e Camaiore. Infatti fino a qualche anno fa, informatori che non mi informano più, mi raccontavano di come in quei luoghi esclusivi della Riviera viarregina stringessero accordi su designazioni di Sindaci, Assessorati e Partecipate. Era un’abitudine inveterata che obiettivamente dà ragione al mio pensiero. Non ho mai partecipato a simili consessi perchè non me lo hanno mai chiesto ed anche perché non ho mai “contato”.
In quei periodi la mia occupazione era precipuamente orientata al recupero degli affetti familiari, alla scrittura creativa e nel tempo del mio impegno amministrativo (strappato con le unghie e con i denti) all’elaborazione di progetti culturali per l’autunno-inverno successivo.
Questo Agosto del 2018 mi ha riportato in mente quelle vicende collegate al tempo che viviamo.
In questi ultimi giorni abbiamo seguito le peripezie politiche di un Governo “scolorito” (hai voglia di dire “giallo-verde”; per me è dal principio “grigio-verde” ed ora sta assumendo colorazioni più vicine al “grigio-nero”) incapace di produrre scatti civili nel corpo indebolito del nostro Paese. Il Partito Democratico si sta sciogliendo nel “nulla” e la Sinistra, quell’insieme di soggetti litigiosi alla pari dei capponi renziani (pardòn per l’assimilazione del Renzo manzoniano a quell’altro che molti meglio conoscono, ma che non ha nulla, proprio nulla di Sinistra), ha mostrato tutti i suoi limiti.
Intanto, però, dopo la debacle del 4 marzo necessita uno scatto di orgoglio consapevole e non vi sono molte strade su cui intraprendere il nuovo cammino. “Nuovo” perchè originato dalla presa di coscienza di errori e contraddizioni: in vista di appuntamenti rilevanti come le Europee e le Amministrative non si può ripartire da quel che si è fatto, da quel che si è stati e si è. E’ necessario assumersi il compito, come società civili e gruppi politici di opposizione, di ristabilire un rapporto con tutte le realtà territoriali in modo centripeto e centrifugo, per ricostruire la fiducia nella Politica partecipativa diretta.
Agosto 2018 dunque sarà un mese operativo, ciascuno dal suo luogo, in vista dell’autunno.
C’è già un Documento di base redatto in modo “aperto”, in attesa di contributi individuali e/o collettivi, dal quale principiare per aprire il dialogo. A Settembre che è già un mese impegnativo, non solo a Prato, si avvierà la costituzione di luoghi per lo sviluppo di idee.

Joshua Madalon

Foto di Agnese Morganti

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