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Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – decima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

Paesaggio libero 2

Alcuni documenti sulla “storia” del Circolo PD Sezione Nuova San Paolo di via Cilea nella città di Prato – decima parte (Marzo 2012 – continua il Congresso)

riprende a parlare Sabrina Pratesi

Sui temi dell’Urbanistica il territorio su cui operiamo è completamente toccato dagli interventi del Piano strutturale. Anche qui vediamo una certa colpevole lentezza ed una incapacità sostanziale ad imboccare una linea chiara comune che ci impegni nella prossima stagione amministrativa in una direzione precisa. E’ certo che alla base della filosofia che sorregge l’impianto del Piano non vi è il bene comune (il risanamento di un territorio ferito dal tempo e dall’incuria) ma esclusivamente il profitto. A nostro parere un Piano strutturale non può essere preparato da un punto di vista dominante che è quello dei costruttori e dei tecnici: bisogna avere una maggiore attenzione – e non solo a chiacchiere – verso le tematiche ambientali evitando la costruzione di palazzoni senza anima. E non ci piacciono le concessioni paternalistiche verso uno sviluppo sostenibile: ci chiediamo quale potrebbe essere l’atteggiamento dei sostenitori del cemento se a parti invertite fossero i sostenitori ambientalisti a concedere qualche spazio al cemento. E’ ovvio che si tratta di fantasticare in un mondo modellato su un potere dominante, ma non consideriamo civiltà né progresso l’anima prevalente di quel Piano strutturale. Né pensiamo che una politica ambientalista significhi tout court un ritorno ad un passato pretecnologico; chi afferma ciò non conosce i meccanismi della Storia. Fra l’altro c’è il rischio con la crisi dilagante, la perdita progressiva di posti di lavoro, la impossibilità pratica per le giovani coppie – e non solo per esse – di contrarre mutui o di assolvere al pagamento di parte considerevole di essi, c’è il rischio di costruire alveari vuoti che non sarebbero occupati nemmeno dagli extracomunitari che oggi gravitano in questa parte di territorio ma che potrebbero da qui a cinque-dieci anni abbandonarlo, così come già in parte sta avvenendo. E’ necessario abbandonare l’idea di un progresso continuativo: produciamo uno sforzo maggiore verso il restauro del territorio abbattendo semmai ciò che non è più in condizione di stare in piedi e ricostruendone solo parte a parità di cubatura.
Noi anche sulla scorta delle drammatiche esperienze dei giorni scorsi che hanno coinvolto larga parte del territorio della vicina Emilia vorremmo proporre di operare in modo preventivo su una tipologia di edilizia prevalentemente orientata alla verifica della messa in sicurezza del patrimonio abitativo civile della città di Prato. Proponiamo un cambio copernicano della filosofia relativa all’edilizia.

riprende l’intervento di Elisa Valdambrini

Il Centrodestra mentre va avanti con la sua filosofia di speculazione selvaggia e nella sua logica di lottizzazione che privilegia la rendita sviluppa scomposte critiche al Centrosinistra accusandolo di idea dirigistica dello sviluppo a maglie strette sostenendo di converso un’idea a maglie larghe che chiamano per loro comodo liberistica; attaccano il Centrosinistra con l’accusa di non essere stati in grado negli anni passati di portare a compimento il Piano strutturale e non si scompongono di fronte al ventilato saccheggio del territorio nascondendo anche ai propri elettori ai quali fanno credere di avere realizzato una gran cosa le conseguenze di questa loro scelta Nostro compito proseguendo nelle iniziative che già abbiamo avviato sarà quello di far comprendere la differenza fra il nostro modo di vedere la Prato del futuro e quello loro. Non daremo tregua a questa Amministrazione operando non su chiacchiere , bubbole fandonie e fanfaluche (che lasceremo loro) ma su fatti concreti e soprattutto sulle loro acute contraddizioni proprio in materia di vivibilità su gran parte del nostro territorio che dopo la cura miloniana non ha visto effetti significativi.
Anche per questo ancor più ci spaventano gli obbrobri che ci vengono proposti: a San Paolo mancano spazi sociali fruibili dai giovani e questi spesso – con ciò non possiamo giustificarli – compiono atti vandalici in gruppo; da questo punto di vista l’atteggiamento meramente repressivo dell’Amministrazione di Centrodestra ha amplificato i danni non riuscendo a fornire soluzioni alternative. Ed allora anche in questa direzione il Circolo PD Sezione Nuova San Paolo vuole avanzare proposte programmatiche per la prossima legislatura. Lo facciamo anche perché siamo convinti che l’attuale Amministrazione perderà ancora tempo e non porterà a soluzione molte delle presunte idee su cui ha lavorato fermandosi semmai all’approvazione di un Piano strutturale solo a scopo dimostrativo; è quello che accade anche con la questione del sottopasso\viadotto del Soccorso che essendo opera appena periferica al nostro territorio ci interessa direttamente (anche nel Centrodestra si levano voci dissenzienti favorevoli al sottopasso).
Fine ELISA

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