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UNA VECCHIA STORIA – UNA NUOVA STORIA con una NUOVA PROPOSTA

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UNA VECCHIA STORIA – UNA NUOVA STORIA con una NUOVA PROPOSTA

La disintegrazione del Partito Democratico non è un evento da addebitare ad un maleficio ma la conseguenza diretta di una leadership sconsiderata la cui ascesa è stata aiutata da forze esterne ed estranee alla storia del movimento operaio e democratico del nostro Paese.
Il Partito Democratico è nato per costruire una forza che tenesse insieme le diverse componenti della tradizione comunista, socialista, laica e cattolica con una vocazione maggioritaria in un tempo nel quale l’area della Destra aveva trovato una sua unitarietà intorno alla figura di Berlusconi.
Al Partito Democratico si chiedeva, soprattutto da una parte dei suoi militanti e simpatizzanti vecchi e nuovi, di poter agire da contrappeso democratico modificando i metodi sia nel reclutamento che nelle modalità di scelte attivando un’ampia e continua condivisione tra i vertici e la base. All’interno di questi bisogni ed in quei percorsi si è insinuata in modo subdolo quella parte del Partito che considerava la Democrazia un orpello pressochè inuitile di cui disfarsi ed ha trovato alleati “esterni” molto lontani dai valori tradizionali della Sinistra. L’acredine e la supponenza, questa e quella hanno prodotto un allontanamento progresivo dalla pratica politica di tante di quelle forze umane che avevano contribuito a far crescere i consensi sui territori; sgradevole è stata la percezione che non si trattasse di una battaglia persa ma di un cambiamento totale, allorquando la nuova onda invadendo temporaneamente (i nuovi non hanno l’abitudine al sacrificio che le generazioni passate – quelle per intendersi da “rottamare” possedevano) il territorio ha etichettato tutto il pregresso come vecchio e superato e si è imposta con modalità demagogiche e populistiche.
Dal 2013 ad oggi molto è cambiato: i Circoli, se non già chiusi, si avviano a chiudere per mancanza di ossigeno. Le Feste dell’Unità (o di qualcosa che possa somigliare a quelle) non riescono più a svolgersi se non in forma ridotta e nelle periferie del territorio. Nelle Amministrazioni del Centrosinistra spesso ci si confonde con gli avversari quanto a scelte: il nervosismo serpeggia tra gli amministratori e nella base che progressivamente cerca di affrancarsi. Con il passare del tempo quella parte che ne è uscita è stata sostituita da altre new entry affascinate dallo stile arrogante e prorompente delle leadership.
In questi ultimi mesi un gruppo di ex iscritti al PD insieme a rappresentanti delle varie sigle della Sinistra, purtroppo da tempo suddivisa in vari pezzetti, ha avviato un progetto per costruire un nuovo soggetto politico nettamente alternativo a quel Partito, con l’obiettivo di ricomporre la Sinistra partendo dal basso, coinvolgendo la gente con una richiesta seria e concreta di partecipazione attiva ai processi decisionali amministrativi. Quel “processo” si è interrotto a causa delle posizioni critiche verso la richiesta di essere del tutto “alternativi” al PD da parte di una di quelle forze.
In questi giorni il percorso è stato riavviato anche grazie alla scelta che tre di quelle sigle stanno portando avanti: MDP-Art.1, Sinistra Italiana e Possibile il prossimo 3 dicembre a Roma costituiranno una coalizione e faranno partire una nuova proposta politica.
Questa avrà bisogno di donne ed uomini che siano disponibili a partecipare, portando le loro competenze e professionalità a servizio di una progettualità democratica che abbia un segno distintivo preciso di Sinistra. D’altronde, fino ad oggi un’elettrice –un elettore che avvertiva di appartenere alla Sinistra quale chance aveva di potersi sentire partecipe e coinvolto in una struttura che fosse a sua misura? Soprattutto quale possibilità aveva di rapportarsi ad una forza che, al di là della testimonianza, li potesse rappresentare, aspirando al raggiungimento di obiettivi di Governo?

Da domani (un lungo domani), da domenica 3 dicembre, tutte queste speranze hanno maggiori possibilità di concretizzarsi.

Anche tu, che leggi, partecipa e fatti promotrice/ore di un più ampio coinvolgimento sul tuo territorio!

Joshua Madalon

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