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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 8

Ritorno a pubblicare il post del 12 dicembre 2018 allo scopo di riprendere il viaggio sui tempi della “memoria” personale. Il mio impegno storico, ambientalista e culturale è già tutto inscritto in questo piccolo contributo che diedi alla mia città.
A seguire il blocco numero 8 della settima parte del mio racconto
Il libro è “PASSEGGIATA nei Campi Flegrei – Pozzuoli” novembre 1971
Quelli che…sono nati ieri lo sappiano

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 7
Dall’alto possiamo individuare in questa pianura un altro cratere, quello di più grosse dimensioni, dove la “bocca” del cratere è la stessa immensa totale pianura.
Al di là della nuova via Campana venendo dalla città di Pozzuoli vi è il cratere detto di Campiglione alla cui base si accede attraverso una feritoia caratteristica aperta su uno dei lati. E’ sito nella vallata formata dal monte Barbaro (detto anche “del Salvatore” perché antica sede di una Chiesa così denominate) e dal monte Sant’Angelo dove, ascendendo le dolci pendici occidental, ancora può essere visitato il rudere di un vecchio monastero. Queste due alture che noi tuttavia chiamiamo “monti” formano il complesso del monte Gauro, luogo di una tra le più importanti battaglie tra Romani e Sanniti. Questo luogo, dove io, piccolino, mi recavo, tutto verde, un bosco fittissimo pieno di alberi, castagni, querce, faggi, cerri, un sottobosco molto vario, dove vedevi gli animaletti scappare impauriti nelle loro tane, mentre uccelli dalle piume di tutti I colori e di tutte le specie più varie tenevano indisturbati sui rami il loro quotidiano concerto, è ora sede di un parco di ricreazione.

Nota post: Il “Carney Park” è stato aperto nel 1966. Gestito dalla Marina a stelle e strisce è stato per decenni patrimonio esclusivo della Nato che aveva sede a Bagnoli. E’ un parco plurifunzionale. Campo da golf, vari campi per sport come il basket o il football Americano, spazi per picnic e altro. A mio ricordo non era facile avvicinarsi già negli anni Settanta. Ora, non so.

A dir la verità, quando sono tornado in questo posto e per la prima volta ho visto il parco, all’interno del quale mi sono solo affacciato timidamente e rispettosamente grazie però al permesso concessomi da un amico, ho capito che qualche volta la natura può essere sacrificata in parte per buoni scopi, come può essere quello di fornire all’uomo un luogo di ricreazione all’aria aperta, dove trascorrere spensieratamente il tempo libero, a patto tuttavia che non divenga un luogo esclusivo per una minoranza privilegiata. Sacrificata ma non deturpata, la natura acquista un senso moderno, proprio ciò che cerca l’uomo del Duemila legato alla tecnica ma desideroso più che mai del verde, dell’aria pura, del mare pulito. Ma spesso proprio noi, mentre chiediamo che ci venga fornita la nostra parte di spazio libero e verde, mentre ci ribelliamo disperatamente agli inquinamenti dell’aria del suolo e del mare, mentre denunciamo l’estinzione di alcune specie animali, siamo I complici e talvolta gli artefici veri di tutto ciò di cui noi accusiamo gli altri.
Non abbiamo rispetto per il verde che vorremmo ci fosse dovuto. E forse quel che oggi chiediamo ci è stato già dato e lo abbiamo dilapidato, sperperato. Gli animali siamo noi stessi ad ammazzarli. Le statistiche sulla caccia parlano chiaramente. Non possiamo fare a meno dei motori che la tecnica ci ha fornito e continuiamo ad inquinare la terra, accusando con infinita ipocrisia gli altri. E’ difficile cambiare, ma dobbiamo cambiare.

…..fine settima parte – 7….continua

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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 8

Oppure questa corsa finirà, un giorno o l’altro, con la fine della vita sulla nostra Terra. Allora sarà necessario, per chi sopravviverà, cominciare daccapo, proseguire diversamente, avendo soprattutto presenti le cause, i motivi fondamentali attraverso i quali il mondo aveva subito tale trasformazione. Ma perché aspettare, se oggi stesso possiamo cambiare? Dicono che è difficile che l’uomo sia disposto a fare a meno della sua tecnica, ma per adesso non c’è via d’uscita.

Nota post: C’è un’ intensa attenzione anche oggi – e forse soprattutto oggi – da parte delle giovani generazioni che purtroppo sono costrette a ripetere quel che scrivevo nel 1971, inascoltato e denigrato dai poteri imprenditoriali cementificatori e da coloro che non hanno consentito la realizzazione di progetti sostenibili per curare i propri interessi. Ne è portavoce la giovanissima svedese Greta Thurnberg che si fa ascoltare nei consessi internazionali. Anche la Politica ha utilizzato a suo vantaggio quei poteri accompagnando i propri Programmi amministrativi e politici con l’ipocrisia di mostrarsi ecologista ed ambientalista.

Dunque, da oggi dovrà essere diverso. Tu, giovane scolaro studente, impara a leggere la natura, segui la sua vita non per stroncarla ma per aiutarla a crescere. Insieme a lei sarai tu stesso a crescere. Impara a seguire la vita di un fiore; una farfalla che svolazza non avrebbe dove posarsi se non ci fossero i fiori e le api non trasporterebbero da una parte all’altra il polline. All’ombra potrai guardare gli alberi e misurare la tua altezza con quella di un piccolo alberello che tu stesso hai piantato e tornare spesso a controllare la sua e la tua crescita. Ama gli animali; essi sono una parte importantissima della nostra grande terra, fanno parte di un grosso ingranaggio che una volta privo di una rotella può portare a conseguenze molto serie e gravi.

Nota post: Continuiamo la nostra “passeggiata”.

Meta di fedeli e di escursionisti, la sommità del Monte Sant’Angelo, detto così dalla Pieve dedicata a San Michele che si sporge dominante su questa vetta che fa parte del complesso del Monte Gauro, spingendosi verso il Golfo offre la vista di un panorama di grande suggestione che abbraccia quasi tutta la zona dei Campi Flegrei, comprendendo per di più un largo tratto di pianura campana; e si può spingere lo sguardo, nelle giornate più limpide fino all’arco intero del Golfo di Gaeta.

….fine parte settima blocco 8….

Joshua Madalon

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