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OLTRE LEU – un viaggio nel vicino futuro – seconda parte “RICOSTRUIRE LA SINISTRA”

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OLTRE LEU – un viaggio nel vicino futuro – seconda parte “RICOSTRUIRE LA SINISTRA”

Ricostruire la Sinistra, di fronte alla negazione di molti tra gli elementi fondamentali “rottamati” dalle scelte neoriformiste perpetrate a danno del mondo del Lavoro ed a vantaggio di quello imprenditoriale, pur con la giustificazione che di fronte ad un “padronato” illuminato i vantaggi dei secondi si sarebbero riflessi su quelli dei primi, è stato un obiettivo al quale si sono riferiti in modo disomogeneo le diverse anime che hanno contribuito alla nascita di LeU ed a quella di PaP. Su quest’ultima formazione ho più volte rilevato che non poteva essere un punto di riferimento per me a causa della sua connotazione esclusivamente testimoniale e non governativa. Quest’ultimo termine è per me dirimente nel momento in cui non mi pongo come destinato all’opposizione ma mi prefiggo l’obiettivo di amministrare un territorio partendo dalle sue caratterizzazioni specifiche e non rincorrendo utopie.
In Leu c’erano ed in gran parte permangono obiettivi diversi. Parlo principalmente di quelli non condivisi. E’ assurdo costituire un progetto, che deve essere libero da legami esterni, prefigurando in assoluto anticipo contrattazioni successive con quelle forze politiche dalle quali si è pensato di distinguersi perché non ritenute più rispondenti alle esigenze del mondo che si vuole rappresentare.
In primo luogo ci sono stati i sostenitori dell’idea che ci si dovesse poi confrontare con il Partito Democratico sulla base di un presunto successo elettorale, superando il 6% o addirittura raggiungendo risultati a due cifre in un libro dei sogni che i più avveduti osservatori politici non prendevano in considerazione. L’idea di confrontarsi per poi contrattare quote politiche ed amministrative non piaceva invece ad una parte “maggioritaria” dei soci di LeU, ovverosia tutti quei “militanti” di Sinistra che hanno scelto la strada della rappresentanza politica di quelle idee. Solo apparentemente infatti – contando il numero degli “iscritti” e delle figure “big” – MdP (la formazione che rappresenta nella “sua” maggioranza l’idea che si dovrebbe stringere accordi con il PD, perlomeno con quella parte ancor oggi all’opposizione interna) avrebbe la quota di maggioranza in LeU. Coloro che invece pensano ad una vita autonoma ed indipendente dal PD, allo scopo di aggregare la stragrande maggioranza della Sinistra, sono maggioranza sia tra i sostenitori “attivi” che tra gli elettori.
LeU è stata una lista, all’interno della quale si è voluto sperimentare un percorso. L’esperimento pur utile è stato fallimentare proprio a causa di quell’ambiguità di fondo: “Liberi e Uguali” non aveva un segno distintivo che lo affrancasse dal Partito Democratico, i cui sostenitori non perdevano mai l’occasione di alzare critiche di “tradimento” verso coloro che sostenevano la nuova formazione ed addossavano a costoro tutte le responsabilità del disastro prossimo venturo annunciato ampiamente ed anticipatamente. Ed in particolare erano i soci di MdP destinatari di quegli strali, che aumentavano il discredito popolare di figure che pur avevano fatto la Storia della Sinistra in questo Paese ma che si erano caratterizzati per la profonda antipatia e l’incapacità di creazione empatica.
Ora – di fronte alle prospettive catastrofiche di un non-Governo – è necessario non perdere altro tempo.
Il nostro obiettivo non può che essere quello della ricostruzione della Sinistra, andando “oltre” le formazioni intermedie sperimentali

Joshua Madalon

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