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DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 15

Miseno

DA GIOVANE: LA SENSIBILITÀ AMBIENTALISTA, STORICA E CULTURALE – SETTIMA PARTE – 15

….Più in là Miseno con i suoi ruderi sparsi ma non meno importanti (interessante uno degli ultimi ritrovamenti: alcune stature in un ninfeo di una villa), sede della flotta militare romana, dava ospitalità nelle sue ville prospicienti al mare a personaggi come Plinio il Vecchio, che di là spiccò il volo verso la morte, per amore della scienza, sulle pendici del Vesuvio in eruzione (79 d.C.). Plinio il Vecchio fu un esperto di scienze naturali ed era nato a Como nel 23 d.C.. Il nome che fu dato al nostro promontorio è quello del mitico figlio del troiano Eolo, che era stato trombettiere dell’esercito troiano. Egli, avendo seguito Enea nel suo viaggio da Troia verso l’Italia, cadde misteriosamente (sembra sa stato vittima di una delle maledizioni di Circe) nel mare nei pressi delle nostre coste e diede il nome al Capo che fu dunque chiamato “Miseno”.

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POZZUOLI

Ed ora tracciamo un po’ la storia di Pozzuoli.
Gli esuli di Samo nel 528 a.C. (per l’appunto 2500 anni fa) fondarono la nostra città e la chiamarono “Dicearchia” ( che nel greco antico significava “governo giusto” ), volendo forse operare un raffronto con il governo del loro paese che li aveva costretti all’esilio. Poche ed incerte cose sappiamo della Pozzuoli greca e sannita. Ma con la conquista romana iniziò la sua fortuna dovuta massimamente all’importanza strategica del suo porto. Sbocco marittimo principale dei Romani, collegata attraverso buone strade con Roma e con tutte le altre più importanti città, Pozzuoli fu fiorente sede di scambi commerciali. I monumenti che restano, quelli occultati volontariamente o per ignoranza da un popolo parimenti incolto, quelli trafugati o depredati da altra gente poco rispettabile, testimoniano la grandezza che questa nostra città raggiunse nel mondo antico. Ma con l’apertura del porto di Ostia e con il progressivo accentuarsi dei fenomeni bradisismici, il nostro territorio decadde ed a nulla valsero i numerosi tentativi fatti per riportarlo all’antico fulgore. Le invasioni barbariche diedero poi il colpo di grazia spopolando quasi completamente la città. Da quel periodo fino ad oggi il destino del nostro paese si è poi legato intimamente a quello della vicina Napoli e del suo Regno e così abbiamo avuto le dominazioni dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi e dei Vicerè Aragonesi e poi i Borboni che si sono avvicendate attraverso guerre sanguinose al comando della nostra terra. Infine l’Unità d’Italia ed ancora poi la formazione di un Comune autonomo hanno fatto di Pozzuoli la bella cittadina che noi oggi possiamo vedere ed apprezzare. Del periodo vicereale resta ancora in piedi un vecchio palazzo, quello del Vicerè don Pedro di Toledo, nella zona dove si trovava fino a poco tempo fa il vecchio ospedale civile.
Durante il Medio Evo di Pozzuoli si parla poco, ma da quel poco possiamo capire come la sua popolazione vivesse. Molte testimonianze riguardano i suoi bagni termo minerali (di cui restano alcuni tuttora in funzione), che ebbero per secoli una grande importanza in tutta Europa.

PalToledo

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