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I CONTI NON TORNANO 12. (per l’11 vedi 14 luglio)

I CONTI NON TORNANO

12.
In questa nuova tabella risultava una decrescita negli anni successivi 1999-2003 per il Gramsci da 446 a 373 (così sarebbero stati bene negli spazi del secondo blocco di via Reggiana) per il Classico Cicognini , per il Copernico (che invece continuò a crescere impunemente, senza rispettare per molti anni i limiti imposti, o almeno ritenuti come tali), per il “Dagomari” giusto per far ingoiare la pillola velenosa; mentre sarebbero cresciuti il Datini, il Buzzi, lievemente il Keynes. Su come fossero gli spazi assegnati al Dagomari (l’ex “Gramsci”) una Commissione di tecnici volenterosi, anche perché di parte (genitori, ex studenti, tra geometri ed avvocati) preparò un dossier. Sarà il prossimo argomento.
Fu preparata una Relazione tecnica dal titolo: Accertamento tecnico sulla possibilità di trasferimento dell’ITC Dagomari nell’attuale sede ITG Gramsci.
Il tecnico, incaricato da una rappresentante dei genitori a ciò delegata dall’intera comunità del Dagomari, descrive lo stato dei luoghi. Egli dice “…si nota che la superficie attuale del Dagomari risulta notevolmente superiore a quella dell ITG Gramsci, sia dal punto di vista dell’estensione, sia dal punto di vista del diverso utilizzo dei locali. Lo scopo del presente accertamento è quello di stabilire se le attuali esigenze delle attività didattiche, collettive e complementari del Dagomari possono essere supportate dal corpo di fabbrica del Gramsci, così come composto e senza mutamenti nella distribuzione interna dei locali. Detta operazione…risulta alquanto ardua sia per le carenti dimensioni del Gramsci, ma soprattutto per il diverso utilizzo dei locali fra un isttituo e l’altro….sulla scorta dei dati forniti da alcuni rappresentanti delle diverse componenti del Dagomari relativamente alle esigenze si è proceduto ad inserire e comparare i dati con le attuali dislocazioni dei vari locali del Gramsci”.
Non intendendo riportare l’intero corpo della Relazione, ne sintetizzo le conclusioni, aggiungendo che i documenti sono integralmente in mio possesso e possono essere verificati. La Relazione tecnica è accompagnata da una attenta comparazione, dalla quale emerge in modo netto come gli spazi del Gramsci fossero angusti ed inappropriati per le esigenze primarie del Dagomari. Ad esempio vi sono degli spazi vitali come ad esempio l’Aula insegnanti: nel raffronto tra quella del Dagomari e quella del Gramsci si rileva un rapporto da 63 a 33 metri quadrati: è pur vero che i 63 metri quadrati del Dagomari erano suddivisi in due aule, ma questo significava che nella “nuova” sede sarebbe stato necessario avere un altro spazio per i Docenti. Altro luogo di rappresentanza ma ugualmente necessario era la Presidenza (al Dagomari erano 71 i metri quadrati mentre la sede “nuova” ne forniva solo 38); ridotto da 27 a 17 metri quadrati erano i locali della Vicepresidenza. La Segreteria avrebbe dovuto essere ridimensionata, passando da 143 a 54 metri quadrati e così l’Aula Magna, che andava da 350 a 211 metri quadrati; e la Biblioteca, vanto storico della città, non avrebbe trovata alcuna collocazione. La stessa Mensa avrebbe avuto uno spazio del 50% e le Aule che in viale Borgovalsugana erano 45 per uno spazio complessivo di 2045 metri quadrati non avrebbero trovato tutte spazio nel Gramsci in via di Reggiana, dove ne erano disponibili solo 36 per 1743 metri quadrati. A conti fatti mancavano 1190 metri quadrati per consentire la normale attività dell’Istituto Dagomari, spostato dalla zona Est a quella Sud-Est (anche se il complesso di via Reggiana appartiene alla Circoscrizione Centro).

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