Archivi categoria: Politica

DEMAGOGIA D’ACCATTO

demagogia bla-bla-bla

DEMAGOGIA D’ACCATTO

Riprendo una parte dell’articolo di Gianni Trovati sul “Sole 24ore” di oggi sabato 20 dicembre 2014 per ampliare la mia riflessione su quel disastro che si è avviato dietro la volontà “giusta” di ridurre o perlomeno riordinare la spesa pubblica. Molti di noi lo hanno più volte detto: “Fate attenzione che a cavalcare la DEMAGOGIA non si finisca poi per doversi pentire!” Soprattutto perché alla fine ad essere penalizzati saranno sempre gli stessi e non si affronteranno i nodi reali del problema: NON LA SPESA PUBBLICA MA I BENEFIT, LE RUBERIE, LA DISTRIBUZIONE DI RISORSE AGLI AMICI ED AGLI AMICI DEGLI AMICI VANNO ELIMINATI- a chi ha “rubato, fatto rubare e distribuito in modo criminoso le risorse pubbliche vanno fatte pagare le spese della crisi”. E’ questo il coraggio che manca a RENZI e compagnia bella e qualche dubbio sulle motivazioni per cui ad una persona così coraggiosa manche il coraggio mi viene; a dire il vero l’ho sempre avuto!

J.M.

La riforma delle Province, da passepartout per una politica in cerca di consensi, rischia così di trasformarsi in una guerra fra poveri. Su un fronte ci sono i dipendenti, “colpevoli” di essere stati assunti in un ente oggi considerato «inutile», e i contrattisti, che senza una proroga in extremis gonfierebbero dal 1° gennaio gli elenchi dei disoccupati. E sull’altro ci sono i tanti, giovani e meno giovani, che hanno affrontato con successo un concorso pubblico e oggi temono di vedere le loro prospettive, già ridotte da tagli di spesa e vincoli al turn over, occupate dai lavoratori in uscita dalle Province, con vincitori ed ex provinciali a giocare una partita da cui gli idonei rischiano di essere esclusi del tutto. Su questo scenario, meglio evitare una “guerra” parallela, combattuta però dai politici di Comuni e Regioni a suon di richieste incrociate di risorse. Non sarebbe un bel vedere.

Gianni Trovati sul “Sole 24ore” di oggi sabato 20 dicembre 2014

Una risposta a MARCO (una sola? non credo)

Caro Marco vado accumulando motivi su motivi per spiegare la mia dolorosa scelta e non c’è né ora né giorno che passi senza che la “collezione” si accresca. Quando arriverò al 31 dicembre ci sentiremo; insieme agli AUGURI immancabili per il nuovo Anno esplicherò anche i motivi, tanti, per il fatto che “cambio verso”. D’altronde qualcuno ce lo voleva indicare come “stile di vita”, no?
Cordialmente
J.M.

LUNEDI’ 22 ORE 21.00 – al circolo BORGONUOVO di via Lorenzo da Prato i cittadini discutono della ventilata “chiusura” delDISTRETTO SANITARIO di via Clementi

foto-sanzo

LUNEDI’ 22 ORE 21.00 – al circolo BORGONUOVO di via Lorenzo da Prato i cittadini discutono della ventilata “chiusura” delDISTRETTO SANITARIO di via Clementi

Da questo BLOG è partito in modo ufficiale (nelle strade, nei mercati e negli uffici e nei circoli se ne parlava da tempo) la richiesta di BLOCCARE l’iter scellerato della chiusura del Distretto Sanitario di via Clementi a Prato. Questa scelta sarebbe un colpo mortale ad una realtà demograficamente fitta socialmente sempre più povera e sostanzialmente anziana. Il Circolo ARCI di via Cilea attraverso questo BLOG lanciò l’idea di preparare una petizione, raccogliere firme per evitare questa scelta; si è contestata la motivazione legata all’inidoneità degli ambienti di via Clementi (per i quali l’ASL paga l’affitto), soprattutto perché in quella zona vi sono centinaia di capannoni ed ambienti vari sfitti che potrebbero essere utilizzati per il “trasferimento” della struttura (e non , dunque, per la sua definitiva struttura). Tra l’altro le funzioni del Distretto non verrebbero in alcun modo compensate dal nuovo Ospedale che non è in grado nemmeno di sopperire alle necessità correnti. I membri del Circolo hanno trovato cooperazione in Umberto Valdambrini e la nuova Associazione che si andava appena allora costituendo ed in Cristina Sanzò, consigliera comunale del PD Presidente della Commissione Bilancio che ha preparato e discusso ieri giovedì 18 una sua Interrogazione, ricevendo la disponibilità e l’impegno da parte del Sindaco e dell’Assessore al Sociale per ricercare sul territorio di San Paolo strutture utili ad ospitare il Distretto Sanitario evitandone la chiusura e la conseguente mancanza dei servizi di prevenzione e cura per i cittadini.

J.M.PICT0702

LA REGIONE TOSCANA RIVEDA IL PIANO SANITA’ – NON SI PUO’ RISPARMIARE SULLA SALUTE SOPRATTUTTO QUELLA DEI PIU’ DEBOLI

firenze_gavinana_manifesto_protesta_sanita

Un Paese iniquo perché i loro “leader” sono tendenzialmente iniqui non può essere “riformato”.
La parola “equità” è semplicemente un “boccone avvelenato” offerto al popolo assetato di giustizia. La si prepara come fosse una “torta” per propinarla agli affamati; soprattutto gli ultimi Governi – da Monti a Renzi – hanno utilizzato come arma impropria il timore di interventi “esterni” sull’Economia per andare ad intaccare nel profondo più di quanto sia necessario il “welfare” soprattutto quello della “povera gente” sempre più povera e sempre più affollata (anche la classe media è toccata dalla crisi economica). I detentori della “ricchezza” sono sempre più ricchi; prevale la furbizia della “legalità”, ovverosia la capacità di utilizzare a proprio vantaggio le pieghe delle leggi sempre più costruite a favore dei “potenti” dai loro fedeli servitori. Di fronte agli scandali miliardari che hanno caratterizzato la storia recente e nei quali sono state coinvolte in maniera diretta donne ed uomini che della Politica hanno fatto il loro unico e redditizio “mestiere” si è voluto diffondere l’unico obiettivo di stringere i cordoni della borsa pubblica ma non si è proceduto nel contempo ad una vera e propria moralizzazione. Le forze politiche cui quegli “illustri” esponenti facevano (e fanno) riferimento non hanno per niente avvertito il dovere di operare un reale cambiamento al loro interno ma si sono impegnati fortemente ad intervenire sulla “spesa pubblica” tagliando le risorse ad essa destinate, sostenute in verità in questo loro intento da un’ opinione pubblica passionalmente sospinta nella richiesta di “giustizia ed equità”. Di fatti sta accadendo che gli interventi sulla “spesa pubblica” finiscono per mortificare gli onesti mantenendo inalterata la forza dei disonesti. Ne è prova certa l’intervento sulla Sanità che riducendo gli spazi “pubblici” per la Medicina di base e preventiva incentiva l’intervento “privato” anche per quelle fasce di reddito medio-basse, escludendo del tutto e relegandole verso le agenzie e gli organismi caritatevoli quelle sulla soglia ed oltre della miseria.

E’ quello che accade dappertutto ed un esempio ne è la scelta scellerata della Regione Toscana. In nome della “spending review” si chiudono alcuni Distretti sanitari ed il caso di Prato sollevato da questo BLOG ne è l’esempio. Qui di seguito quello che scrivevo l’11 novembre; subito dopo alcuni cittadini membri di un’Associazione locale ed altri membri del CIRCOLO ARCI di via Cilea si sono impegnati a raccogliere delle firme per una petizione.

LUNEDì 22 alle ore 21.00 presso il Circolo ARCI Borgonuovo in via Lorenzo da Prato ci sarà un’iniziativa dei cittadini per chiedere che la Regione faccia TOTALMENTE marcia indietro.

SMANTELLIAMO IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE in nome e per conto dell’Austerity
– PRATO DUE ESEMPI LOCALI –

Capita, e sì che capita, che in una certa parte della nostra vita si abbia più bisogno di cure, analisi, medicine e via dicendo, si abbia maggior bisogno della Sanità. E di certo ne hanno ancor più bisogno coloro che non sono vissuti negli agi e nella ricchezza; coloro che hanno tribolato, arrancato nelle loro attività lavorative e si trovano nella parte discendente della loro vita, semmai rinunciando ai costosi mezzi di trasporto personali, con difficoltà progressive nella deambulazione. La società anziana e sempre più povera con la crisi crescente subirà nuovi attacchi alla qualità della sua vita con altri interventi che si assommano a quelli già in atto. Per quel che riguarda la Toscana e Prato utilizzo due esempi concreti sui quali intenderei avere anche sostegni e risposte.
Il primo riguarda ciò che è già in atto e che appare un vero e proprio attacco al Servizio Sanitario Nazionale; non so se quel che accade qui in Toscana avvenga anche altrove, ma capita che per tantissime persone, sia per la mancanza di servizi adeguati sulla diagnostica (soprattutto radiografie, TAC e Risonanza Magnetica) sia per i costi, sia maggiormente conveniente servirsi di strutture private. In questo modo si profila il depauperamento del SSN ed il conseguente arricchimento dei “privati”.
Il secondo esempio ha caratteristiche locali. A Prato, a breve, il Distretto Sanitario Prato Ovest in via Clementi – San Paolo chiuderà i battenti. Qualcuno potrebbe dire che da pochi mesi a due passi c’è il “nuovo” Ospedale, ma già si sentirebbero opporre la certezza che quella struttura, per ampiezza (si fa per dire; è più piccolo di gran lunga rispetto al “vecchio”) e per competenze esplicate non ha alcuna possibilità di supplire alla operatività del Distretto di via Clementi. Qualcun altro potrebbe dire che gli ambienti di via Clementi sono angusti ed inadatti ad ospitare tali funzioni; bene! se i politici e gli amministratori si fossero guardati meglio intorno si sarebbero accorti che vi sono decine, forse centinaia di capannoni inutilizzati proprio in quell’area e che, dunque, prima di decidere lo smantellamento dei servizi, si attivassero sullo stesso territorio di San Paolo a trovare soluzioni utili per la collettività.
Il territorio di San Paolo e zone limitrofe è abitato densamente da una popolazione anziana e la chiusura del Servizio Sanitario di via Clementi apporterà un ulteriore arretramento della loro “qualità della vita”.
Il Circolo ARCI San Paolo di via Cilea si fa promotore di una raccolta firme a sostegno del “provvisorio” mantenimento dei servizi sanitari di via Clementi in attesa che venga reperito uno spazio più ampio e dignitoso dove espletarlo in futuro.

IMG_8439

UTILE PROMEMORIA PER GLI ITALIANI ED IL SUO ATTUALE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Un rapido promemoria utile agli italiani ed al Presidente della Repubblica

16 novembre 2011 – Governo Monti (senza elezioni)
28 aprile 2013 – Governo Letta (dopo elezioni ma nominato da Napolitano)
8 dicembre 2013 – Primarie del PD aperte a tutti – Renzi le vince e diventa Segretario del PD
22 febbraio 2014 – Governo Renzi (dopo Letta nominato da Napolitano senza elezioni)
Le elezioni di cui il Presidente Napoletano teme l’anticipazione sarebbero semplicemente un atto dovuto per restaurare la “DEMOCRAZIA” in questo Paese. PUNTO
Occorre spiegarlo?
Attualmente c’è un Presidente del Consiglio non eletto dal POPOLO, chiamato a dirigere un Governo con un Parlamento di eletti in situazione assai diversa da quella attuale; e c’è un Segretario del Partito di maggioranza relativa (assai relativa visto che sarebbe il M5S ad aver ottenuto la maggioranza dei voti relativi) eletto a tale carica con il contributo di persone del tutto sconosciute ai valori della Sinistra.
Le elezioni sarebbero semplicemente “NECESSARIE”!
Dopo di che fate voi! Ma non pensate minimamente che io vada ad accrescere l’area dell’astensionismo! E lavorerò affinché ogni italiano senta il dovere di votare, anche come forma di protesta!

PICT0702

GEMME E VERMI

GEMME E VERMI

E’ davvero difficile immaginare che la “corruzione” e l’illegalità di stampo camorristico e mafioso sia concentrata nelle grandi città come Milano, Napoli, Roma o Palermo. E’ inaccettabile che di fronte ad essa più che fare autocritica il Partito della Nazione alzi solo la voce e minacci sfracelli, forse nel tentativo di accontentare quella parte di “popolo bue” che negli ultimi tempi si beve di tutto anche se da contenitori diversificati.
Un Partito della Nazione ha di certo più che una semplice ambizione a raccattare di tutto ed è estremamente evidente che se si va a raccogliere la fanghiglia si possano trovare gemme e vermi allo stesso tempo. La disonestà e l’incoerenza, che è pur essa una forma di disonestà più aristocratica, sono molto diffuse si trovano purtroppo anche fra coloro che si dicono fermamente “democratici”, anzi “fortemente innovatori e rivoluzionari”.
Ieri sera un amico, Marco, compagno comune di brevi percorsi , correggeva la mia affermazione circa il motivo della mia disaffezione nei confronti del Partito Democratico e la mia profonda e netta disillusione verso la Sinistra (non parlo dei suoi valori ma della declinazione, ipocrita ed asservita ai propri interessi personali, che ne fanno i sedicenti Dirigenti); parlavo della mia volontà di rescindere qualsiasi rapporto con il PD ed annunciavo per il 31 dicembre la motivazione. Marco mi ha voluto correggere, non so se con severità critica o con ironia, chiedendomi se ve ne fosse solo una di motivazione. Di certo ve ne è una di tipo “sentimentale”; la rescissione vale come un’istanza di separazione o di divorzio ed i motivi sono tanti. Ma se uno non si sente più a proprio agio “insieme” a persone verso cui non ha più alcuna stima, è evidente che la motivazione sia soprattutto questa, che è il risultato di una sommatoria di umiliazioni ed offese ormai insostenibili.

PICT0702

DISCIPLINA DI PARTITO

renzi_imbronciato_2
DISCIPLINA DI PARTITO
di Giuseppe Maddaluno

Negli ultimi giorni si è levata alta la polemica intorno al “comportamento” di alcuni parlamentari del Partito Democratico che hanno inteso contraddire le indicazioni del loro Partito in relazione ai percorsi avviati di riforme costituzionali, oltre a quelle riforme per cui oggi 12 dicembre CGIL, UIL e UGL hanno indetto lo sciopero generale. Al di là della simpatia (o antipatia) che ciascuno di noi possa avere nei confronti dell’Infante (detto così per il suo caratteristico “broncio”), ritengo sia abbastanza fuori luogo richiamarsi ad una disciplina di Partito riferendosi al Partito Democratico in questa fase. E’ del tutto chiaro che esista una profonda dissonanza fra i parlamentari che rappresentano il PD di Bersani e di Epifani ed una Dirigenza, quella attuale, scaturita da Primarie “con il trucco”, Primarie “aperte” a chicchessia. Tra le altre questioni mi chiedo da giorni se anche gli attuali Dirigenti scaturiti da quelle Primarie non siano il frutto di avvelenamenti e commistioni che vedano fra i loro sostenitori anche personaggi come Carminati e Buzzi; in quelle Primarie si accostarono ai Circoli ed ai “gazebo” persone che poco o nulla avevano a che fare con la tradizione “Democratica”, e questo ciascuno può se non è ipocrita o in malafede testimoniarlo. Da qualche parte qualcuna di queste persone venne allontanata; ma personalmente non posso mettere la mano sul fuoco che ciò sia accaduto dappertutto. Mi si creda, vorrei che fosse già stata fatta una verifica in tal senso e che chi ha dubbi come me venisse in ciò rassicurato. Forse mettendo da parte l’atteggiamento ricattatorio e minaccioso di “troike” e “porcellinum”, di sfracelli generali sarebbe il caso che ci si rivolgesse agli iscritti (e Renzi e compagnia bella potrebbero averla vinta, visto il “tracollo” delle iscrizioni) o per davvero si andasse al voto (anche in questo caso Renzi & C. sarebbero in una botte di ferro, ma avrebbero se non altro il viatico elettorale che non posseggono: e questo è un altro motivo per cui richiamarsi alla disciplina è davvero fuori luogo!).

ROMA CAPUT MUNDI? di certo CAPUT ITALIAE

9073305789_45c91de7da_z

ROMA CAPUT MUNDI? di certo CAPUT ITALIAE
Quello che sta accadendo a Roma è la naturale conseguenza di una deriva generalizzata dei luoghi del Potere. Qualcuno nei giorni scorsi mi ha riparlato di Berlinguer e di quella che lui chiamava “questione morale”; dopo di lui e della sua scomparsa improvvisa vi è stata “Mani Pulite” ma generalmente anche dopo quella fase che ha dato vita alla Seconda Repubblica si sapeva che la corruzione dilagava in modalità diverse più coperte, avendo i corruttori ed i corrotti imparato dalle espereinze precedenti. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una progressiva e purtroppo oggettivamente inarrestabile deriva: i casi si moltiplicano e non è solo Roma ad essere protagonista di queste malefatte, ma il Paese intero. Oggi i politici più in vista del panorama italiano dichiarano di essere “schifati” da quanto sta accadendo. E’ il Festival dell’IPOCRISIA. Delle due l’una che vale l’altra. O hanno subito tale realtà e non sono stati in grado di prevenirla o l’hanno coltivata strumentalmente accettandone il “voto”. In entrambi i casi dovrebbero trarre le necessarie conseguenze e dimettersi. E non parlo solo del Comune e della Provincia di Roma. Le mie orecchie hanno sentito affermazioni aberranti dal punto di vista etico-politico riferite sia all’accettazione di voti da qualsiasi persona essi provengano sia nella valutazione dell’impegno amministrativo teso alla ricerca di vantaggi anche economici personali.

PICT0702

NON SOLO VINCERE

NON SOLO VINCERE
Questa notte. Come spesso capita a noi mortali, questa notte ho sognato. In mattinata, credo. Proponevo ad un amico un dibattito sull’Etica in Politica. Questo sogno mi conferma l’idea che ho e che è suffragata da tanti altri sogni rispetto al fatto che è di notte che le idee mi si presentano: volevo dire “le migliori” (l’ho detto) ma avvertivo il rischio di apparire un po’ presuntuoso (che dire? Forse lo sono). Non menziono l’amico ma per lanciare qualche indizio lo identifico in un famoso antropologo. Ed un motivo sottile sottile c’è: da giorni lo cerco per proporgli altre mie idee e forse stanotte me ne è venuta un’altra.
Ne parlerò con lui o forse con qualcun altro che vorrà ascoltarmi. Ma l’analisi non può non partire da quello che negli ultimi mesi è riuscito ad avallare un rampantismo assolutamente anomalo nelle file della Sinistra, del Centro(sinistra) a dire il vero, concretizzato con l’affermazione diffusa “finalmente possiamo vincere”.
E’ sconfortante ed umiliante per tutti quelli come me che ritengono che le vittorie vanno ottenute dietro i vessilli dei fondamentali valori della Sinistra e di un riequilibrio sociale già in bilico dopo il nefasto ventennio berlusconiano ed oggi assolutamente negato a favore di una rivincita dei ceti sociali più ricchi, fra i quali indubbiamente si annidano evasori, disonesti e reazionari che invece la Sinistra dovrebbe impegnarsi a combattere. L’assioma tout court fra ricchi, delinquenti, disonesti evasori e reazionari non ha alcuna possibile conferma ma è di certo un elemento su cui riflettere visti gli entusiasmi con i quali l’avvento del nuovo leader è stato “accompagnato” e “seguito” finora.
Chiedersi allora se a decretare la bassa affluenza sia o meno uno solo degli interventi del Governo come il Jobs Act è fuorviante e fa il gioco del “Renzi” furbo. Sono perfettamente d’accordo con lui: non è il Jobs Act ad allontanare gli elettori. E’ tutto l’impianto della “presa del Potere”, mio caro. E’ la tua presunzione e quella di tanti tuoi sostenitori; quella prosopopea che, come ebbi modo di dire, sarà fra i “ricordi” di questa fase storica dei nostri tempi quando presto o tardi, speriamo molto ma molto presto, decadrà. Se si costruisce un impianto che necessariamente faccia a meno dei fumosi e faticosi “dibattiti” nelle SezioniCircoli è del tutto evidente che moltissime delle cittadine ed altrettanto dei cittadini che hanno dato la vita per la loro organizzazione avvertano un sentimento di frustrazione ed umiliazione e si affranchino essendo del resto affrancati da tali impegni. Aggiungici che i sostenitori che hanno decretato il “cambiamento” (e che cambiamento!) men che mai ritengano di doversi sobbarcare quegli oneri organizzativi e ti spieghi le ragioni del riflusso.
Ritornando all’Etica in Politica mi viene da ricordare che una parte del “rinnovamento” amministrativo ha identificato il proprio impegno con un possibile “guadagno” in termini non di prestigio ma di risorse personali. Rimango dell’idea che occorra impegnarsi per il bene della collettività e non per il proprio o per quello dei propri adepti o congiunti. E’ la mentalità che deve cambiare; lo dico insieme a tanti (ma anche se fossero “pochi” dovrebbe valere) da molto tempo: non culi ma cervelli occorrerebbe coltivare. Ed invece a cambiare sono soltanto i loro didietro che si siedono su comode ed ampie poltrone mentre i cervelli non cambiano; e quelli migliori li esportiamo!
Non basta solo “vincere”. E non diffondiamo “eresie” politiche: il Partito Democratico aveva la nobile intenzione di avvicinare i “moderati” dietro le bandiere della dignità umana e del lavoro, garantendo la massima giustizia sociale. Avvicinare i “moderati” non significa mescolarsi immediatamente e rapidamente con loro; tuttavia l’ascesa rapida al Potere ha creato i presupposti per una commistione pericolosissima per l’identità del PD di cui oggi avvertiamo gli esiti.

IMG_8439