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CASE – 9

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Anfiteatro-Pozzuoli

CASE – 9

Dopo tre anni dal nostro arrivo in via Girone ci spostammo al primo piano e dopo cinque accedemmo al secondo. Cambiava la visuale perché dal secondo e dal tetto che consisteva in un ampio terrazzo c’era un panorama eccezionale. Si dominava da lì tutto il Golfo di Pozzuoli: dall’isolotto di Nisida a Capri si passava a Capo Miseno ed alla costa di Bacoli dietro la quale si intravedeva la Terra Murata di Procida e il Monte Epomeo di Ischia e poi più vicino il Castello aragonese di Baia con il porto e via via Lucrino con il suo laghetto ed il Monte Nuovo e poi il Monte Gauro e Cigliano, tutte formazioni vulcaniche nettamente evidenti. Proprio al di sotto della strada di via Girone si trovava e se ne intravedevano le vestigia l’Anfiteatro Flavio; alle spalle invece dopo un sottile lembo di giardino di arance mandarini e limoni la linea ferroviaria della Metropolitana che collega Villa Literno a Napoli Centrale. L’appartamento vero e proprio, quello al secondo piano consisteva di un ampio ingresso da cui partiva un corridoio che portava a sinistra verso la camera da letto dei miei genitori, a sinistra della quale vi era la mia cameretta. Di fronte a questa la camera da pranzo e tornando indietro un bagno ampio e poi, di fronte alla porta di ingresso, la cucina. Grandi finestroni facevano entrare luce in cucina ed in bagno mentre tutte le altre camere avevano un balcone di quelli abitabili e le due camere da letto davano su un ampio terrazzo da cui si intravedeva il Golfo.

Mio padre ha lavorato sempre con grandi Ditte edili campane che avevano sempre partecipato a grandi progetti quali la Funicolare di Mercogliano che porta alla sommità di Montevergine, sede di uno dei più importanti Santuari cristiani. Poche volte e per brevi periodi rimaneva a casa senza lavoro; ma di certo non lo seguivo nei suoi lavori anche perché diventando grandicello ero sempre più impegnato negli studi e nelle battaglie politiche culturali e sentimentali e sempre più ribelle. Ecco perché non sapevo nemmeno che aveva come capocantiere costruito un palazzo poco al di là della strada ferrata.

fine parte 9 – continua

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