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“Andiamo avanti!” disse Ulisse quando si rese conto della difficoltà folle del suo gesto… SEGUENDO “ULISSE”

ulisse

“Andiamo avanti!” disse Ulisse quando si rese conto della difficoltà folle del suo gesto…

SEGUENDO “ULISSE”

L’invito o auspicio espresso dai tre segretari in coda alla campagna elettorale aveva lo scopo di tenere uniti anche dopo la sua conclusione i sostenitori di LeU.
Molti di noi avrebbero difficoltà a capire e condividere un percorso diverso sin da oggi. Non faremmo un buon servizio né alla Sinistra (cioè a noi stessi) e nemmeno ad un’ eventuale coalizione che contenesse come Partito principale il PD se si decidesse “concordemente”, e ci si accontentasse, di sostenerne la leadership.

LeU è un “oggetto” (non un soggetto) provvisorio. Errato considerarlo un Partito! Bisogna andare oltre altrimenti non si può non essere che residuali. E non si fa un buon servizio alla Politica di Sinistra.

SEGUENDO “ULISSE”

Dobbiamo offrire un senso a tutti quelli che coltivano insieme a noi la speranza di far ripartire in questo Paese una Sinistra che non appaia mescolata ad una diversa e multiforme congerie movimentista e partitica. E’ in effetti fallito ben prima dell’avvento di Renzi (ma quest’ultimo ha contribuito con volontà ed efficacia ad affossarne il Progetto) il tentativo maggioritario del Partito Democratico di far confluire anime assai diverse in un unico contenitore così come in generale non è convincente in assoluto la permanenza, al di là del contingente passaggio epocale degli ultimi dieci anni, di sensibilità e convinzioni disomogenee all’interno del M5S.

PER UNA SINISTRA NUOVA IN QUESTA CITTA’
Il 6 ed il 7 di aprile ho postato delle mie “Cogitationes” sul Blog: il loro scopo è sintetizzare i concetti da cui poter – se condivisi – prendere il via per una proposta di Progetto da elaborare attraverso un confronto democratico popolare da attuare nei territori della nostra città. La Sinistra, non di certo quella che si è giustamente identificata più come Centro e che ha funzionato fin quando quella parte di elettorato non ha trovato migliori interlocutori, ma i diversi raggruppamenti che nel corso degli anni si sono succeduti quasi sempre con scarse capacità attrattive, deve riprendere il cammino considerando soprattutto in modo severo ed autocritico quelli che sono stati gli errori di valutazione e proposizione nei confronti dei problemi concreti.

L’analisi delle criticità non può esimere ciascuno di noi dal non riconoscere che non sia stato effettivamente mai creato un progetto di approfondimento vero e proprio. Troppe volte ci si è accontentati o di un’aurea solitudine o di un passivo ed accondiscendente sostegno ai Partiti più forti. Nell’uno e nell’altro caso si è abdicato ad un ruolo di secondo piano, poco meno o poco più che servile: ed in tal modo poi la Sinistra è stata trattata. E’ anche per questo motivo urgente assumere l’iniziativa di costituire, anche – ma non solo – in vista della contesa elettorale cittadina del prossimo 2019, una struttura operativa che abbia lo scopo di preparare un progetto culturale e politico partendo dalle periferie. Non c’è molto tempo; ne abbiamo già perduto tanto. Rimandare le scelte perennemente a data da destinarsi significa semplicemente non volere crescere, non volere impegnarsi a creare una nuova entusiasmante stagione politica che faccia ripartire il dibattito in modo aperto e democratico non con quelle modalità dei catecumeni delle varie conventicole politiche autoreferenzaili.

Dopo il 4 marzo abbiamo (mi riferisco a LeU con uno sguardo oltre) riflettuto sui motivi dello scarso successo conseguito rispetto alle aspettative messe in campo. Abbiamo soprattutto compreso di non avere avuto il tempo necessario per costruire un Progetto che potesse essere patrimonio comune dei sostenitori e dei cittadini potenziali elettori; non abbiamo avuto modo di discutere sulle candidature e si sono create fratture che si auspica siano sanabili nel proseguimento del progetto.
Abbiamo bisogno di andare avanti. Dobbiamo poterlo fare senza eccessiva urgenza proprio per costituire una forma di Progetto programmatico per la città che parta dal confronto con i singoli cittadini, con le Associazioni rappresentative dalle più piccole alle più importanti, soprattutto per conoscere meglio, capire e costruire insieme le migliori prospettive possibili per ciascuno. Dobbiamo pensare ad una Sinistra a vocazione governativa delle regole condivise e rispettate, non a quella a vocazione identitaria, che molto spesso abbiamo conosciuto e che ha creato profondo discredito, della trasgressione in nome della libertà e dell’uguaglianza. Dobbiamo pensare ad una Sinistra che sappia valorizzare il merito e sanzionare la furbizia improduttiva ed antidemocratica. Forse dobbiamo sapere correre il rischio di apparire assolutamente diversi dallo standard di Sinistra consolidato, avendo quindi maggior coraggio di guardare in faccia la realtà del mondo che abbiamo creato e che oggi è necessario che cambi, se non vogliamo scaricarne le conseguenze drammatiche in primo luogo sui nostri figli e nipoti.

Joahua Madalon

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