FOTO SEGNALETICA 6

PER UNA STORIA DEL PARTITO DEMOCRATICO (a Prato) – parte quarta (per parte 3 vedi 18 luglio)

PER UNA STORIA DEL PARTITO DEMOCRATICO (a Prato) – parte quarta (per parte 3 vedi 18 luglio)

Alla mail di Alberto Rocca risposi immediatamente.
“Carissimo Alberto, ti sarai reso conto che nel corso dell’ultimo anno l’attività del Comitato è dipeso essenzialmente dall’attivismo “volontario e libero” di alcuni (pochissimi) di noi. Non solo il numero dei cosidetti volenterosi è diminuito ma anche i partecipanti sono sempre stati gli stessi, più o meno, ad esaurimento progressivo. Allo stesso tempo donne e giovani non si sono avvicinati al nostro Comitato; innanzitutto, credo, perchè non esiste un modo per farlo se non quello della chiamata diretta di qualche giovane che conosciamo, te, io e qualcun altro tra noi; e poi perchè non abbiamo una nostra specifica identità se non quella che ciascuno di noi ha preteso in modo poco più che autoreferente di darsi. A mio parer, poi, un Comitato come il nostro è una vera e propria benedizione per le attuali forze politiche, riottose a rimettere in gioco ed in discussione i loro “valori” (ma forse sarebbe meglio essere meno ipocriti e parlare di “rendite di posizione”): a Prato ma anche a Firenze i DS stanno addirittura affrontando piani di acquisto di “vecchie” (a Prato in via Frascati, dove potrebbero ancora sentirsi i “fumi” del vecchio Partito Comunista) e nuove sedi, senza porsi neanche un momento il problema della Casa Comune di un futuro, i più informati sostengono giustamente come “prossimo”, Partito Democratico. La mia iniziativa dopo qualche mese di insofferenza va nella direzione di un chiarimento nostro ma anche di una scelta strategica che preveda la costituzione di un (utilizzo anche io il grassetto) organismo agile aperto, essenziale, a termine, con l’obiettivo di agire sul nostro territorio come stimolo per le forze politiche, come catalizzatore delle “buone e positive azioni democratiche” affinché il nuovo soggetto che nasce non mantenga dentro di sè tutti gli aspetti negativi che sono evidenziati nei Partiti che ne dovranno far parte.
La mia iniziativa è collegata anche alla ricerca di un senso, che in questo periodo ho smarrito, del mio impegno all’interno del Comitato che, confermo, avverto come profondamente svuotato, se vuoi – come tu mi scrivi – “fluido” come quei torrenti (la figura la ricavo per l’appunto dalla tua mail) che a volte “si svuotano” e si perdono nei meandri del nulla. Quel che provo io non è solo elemento personale ma anche sensazione diffusa in quanti incontro di tanto in tanto ed esprimono il loro pensiero, le loro preoccupazioni. Ecco, dunque: se la direzione che verrà presa sarà quella di continuare ad essere aerei o fluidi non ci sto; aderirò personalmente a qualche organismo che si batte per gli stessi obiettivi per cui ho lavorato finora: non importa come esso si chiami. Ti faccio presente che l’adesione ad un Partito non si fa certo per fede ma per la profonda convinzione che quel Partito operi per realizzare gli obiettivi ideali cui ciascuno di noi è legato e crede.
Sono tuttavia ancora convinto che questa necessità di mettere in piedi un processo che chiaramente renda maggiormente ed ampiamente visibile il nostro impegno sia elemento che accomuna la maggior parte di noi; qualsiasi passo in avanti, come la costruzione di un sito, sarebbe inutile se non ci fosse un gruppo, riconoscibile, aperto e disponibile ai contributi di altri, meglio se tanti, che ci lavora, che organizza, che si raccorda con realtà esterne e cittadine, che si colloca come chiaro punto di riferimento “collettivo” per la costruzione di un Partito Democratico, che manifesti inequivocabili segni di discontinuità rispetto al quadro attuale.

…..continua mia mail di risposta ad Alberto nel blocco 5……

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